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  • Terme e Spa in Liguria: Il Benessere Inizia a Marzo

    Terme e Spa in Liguria: Il Benessere Inizia a Marzo

    Marzo è il mese della rinascita. La natura si risveglia, le giornate si allungano e il corpo, dopo i rigori dell’inverno, sente il bisogno di rigenerarsi. E quale modo migliore per accogliere la primavera se non concedersi un weekend di puro relax tra le meraviglie termali e le spa della Liguria?

    La nostra regione, nota per il suo mare e i suoi borghi, custodisce un tesoro prezioso fatto di acque benefiche, centri benessere all’avanguardia e luoghi incantevoli dove prendersi cura di sé. Marzo è il periodo ideale: le temperature sono miti, le strutture sono meno affollate che in estate e i prezzi sono spesso più accessibili. Che siate amanti delle cure termali tradizionali o delle esperienze spa più esclusive, ecco dove andare per ritrovare l’equilibrio tra corpo e spirito.

    I Benefici delle Acque Termali Liguri

    Prima di immergerci nei luoghi, è bene sapere che le acque termali liguri sono famose fin dall’antichità per le loro proprietà benefiche. Ricche di sali minerali e oligoelementi, sono particolarmente indicate per:

    • Cure inalatorie e respiratorie: Perfette per chi soffre di allergie primaverili, sinusiti o problemi alle vie respiratorie.
    • Cure idropiniche (bere le acque): Utili per depurare l’organismo e migliorare le funzioni digestive e renali.
    • Bagni terapeutici e fanghi: Ideali per alleviare dolori articolari, reumatismi e tensioni muscolari accumulate durante l’inverno.
    • Benessere e relax: Immersioni in acque calde, idromassaggi e percorsi benessere aiutano a ridurre lo stress e a ritrovare l’energia.

    Le Terme Storiche della Liguria

    1. Terme di Pigna (IM): Un Gioiello nell’Alta Val Nervia

    Nel cuore dell’entroterra imperiese, circondate da uliveti e boschi di castagni, si trovano le Terme di Pigna, un vero e proprio angolo di paradiso . Già note in epoca romana per le loro acque sulfuree che sgorgano a una temperatura costante di 34°C, queste terme sono oggi un centro moderno e attrezzato immerso nella natura .

    Le acque di Pigna sono particolarmente indicate per cure inalatorie, balneoterapia e fanghi, grazie alle loro proprietà antinfiammatorie e benefiche per l’apparato respiratorio e locomotore. A marzo, quando la valle si risveglia con i primi colori primaverili, le terme offrono un’esperienza rigenerante a contatto con una natura ancora silenziosa e autentica.

    Cosa fare:

    • Cure termali tradizionali (inalazioni, aerosol, fanghi, bagni termali).
    • Percorso benessere con piscine termali, idromassaggi e aree relax.
    • Escursioni nei dintorni, tra i borghi dell’alta Val Nervia come il suggestivo borgo medievale di Apricale.

    Perché a marzo: Il clima mite della valle e la fioritura primaverile rendono il paesaggio incantevole. Le terme sono aperte tutto l’anno, ma marzo è il momento perfetto per evitare la folla e godersi la tranquillità.

    2. Terme di Sassello (SV): Tra il Parco del Beigua e i Biscotti

    Nel savonese, incastonate tra le verdi colline del Parco Naturale del Beigua (Geoparco UNESCO), sorgono le Terme di Sassello . Questo centro termale, ristrutturato e modernizzato, sfrutta acque oligominerali e sulfuree che sgorgano a una temperatura di circa 15°C, utilizzate per cure inalatorie, balneoterapia e percorsi benessere .

    La posizione è ideale per chi cerca una fuga nella natura: il Parco del Beigua offre decine di sentieri per escursioni a piedi o in mountain bike, tra boschi, prati e panorami mozzafiato che spaziano dal mare alle Alpi.

    Cosa fare:

    • Cure termali e percorsi benessere in struttura.
    • Visita al borgo medievale di Sassello, famoso per i suoi biscotti (non dimenticate di fare scorta!).
    • Escursioni nel Parco del Beigua per godere del risveglio primaverile della natura.

    Perché a marzo: Le temperature miti permettono di abbinare le cure termali a piacevoli passeggiate nel parco, senza il caldo estivo. È il momento ideale per osservare la natura che si risveglia e, con un po’ di fortuna, avvistare i primi fiori e gli uccelli migratori .

    3. Terme di San Bartolomeo (IM): Relax nell’Entroterra di Badalucco

    Un’altra gemma dell’entroterra imperiese sono le Terme di San Bartolomeo, situate nel comune di Badalucco, a pochi chilometri dalla costa . Questo centro termale, immerso nel verde della Valle Argentina, è rinomato per le sue acque solfato-calciche che sgorgano a una temperatura di circa 26°C, particolarmente indicate per cure inalatorie, balneoterapia e fanghi.

    L’atmosfera è quella di un piccolo angolo di paradiso lontano dal caos, dove il relax è garantito dal silenzio della natura e dal profumo della macchia mediterranea. La struttura offre piscine termali, percorsi benessere e un centro estetico per trattamenti personalizzati.

    Cosa fare:

    • Bagni termali e percorsi benessere.
    • Cure inalatorie e fanghi.
    • Visita ai borghi vicini come Badalucco, Triora (il famoso “paese delle streghe”) e i paesini della Valle Argentina.

    Perché a marzo: È il mese del risveglio anche per questa valle, con i primi fiori che iniziano a colorare i prati e i boschi che si riempiono di profumi. Le terme offrono un rifugio perfetto per rigenerarsi dopo l’inverno.

    Terme e Spa in Riviera: Relax con Vista Mare

    Se desiderate unire il benessere al fascino della costa, la Liguria offre anche splendide spa e centri benessere all’interno di hotel di lusso, con vista mozzafiato sul mare.

    4. Grand Hotel Alassio Spa & Resort (SV): Benessere a Due Passi dal Mare

    Ad Alassio, una delle regine della Riviera, il Grand Hotel Alassio Spa & Resort ospita un centro benessere esclusivo: Le Spa di Syrene . Qui potrete godere di trattamenti ispirati alle tradizioni termali e alla cosmètica naturale, in un ambiente elegante e rilassante.

    La spa offre piscina termale, idromassaggio, sauna, bagno turco e un’ampia gamma di massaggi e trattamenti estetici. Dopo una giornata di relax, potrete fare una passeggiata sul famoso lungomare di Alassia o assaggiare le specialità locali nei caratteristici ristoranti del centro.

    Perché a marzo: I prezzi degli hotel sono più bassi rispetto all’estate e potrete godervi la spa senza la calca delle settimane di ferragosto. Il clima mite permette anche piacevoli passeggiate sul lungomare.

    5. Hotel Villa Edera (La Spezia): Benessere nel Golfo dei Poeti

    All’ingresso del Golfo della Spezia, l’Hotel Villa Edera (a Muggiano) offre un centro benessere con piscina riscaldata, idromassaggio, sauna e bagno turco . La posizione è strategica per visitare le Cinque Terre, Portovenere e Lerici, ma anche per concedersi momenti di puro relax.

    La struttura, immersa in un parco secolare, garantisce privacy e tranquillità. Dopo una giornata di cure e massaggi, potrete rilassarvi nel giardino o esplorare le bellezze del Golfo dei Poeti.

    Perché a marzo: Le Cinque Terre a marzo sono vivibili e poco affollate. Potrete abbinare una giornata di trekking o di visite culturali a una giornata di relax in spa.

    6. Grand Hotel Miramare (Santa Margherita Ligure): Eleganza e Benessere

    Nel cuore del Tigullio, l’elegante Grand Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure offre una spa esclusiva con vista mare. Un luogo dove l’eleganza della Belle Époque si sposa con il benessere moderno, per un’esperienza di lusso totale.

    La spa propone trattamenti personalizzati, percorsi benessere e la possibilità di rilassarsi in un ambiente raffinato e curato nei minimi dettagli. La posizione, a pochi passi dal centro e dal lungomare, permette di godere del fascino di Santa Margherita e di raggiungere facilmente Portofino.

    Perché a marzo: La città è più tranquilla che in estate e potrete godervi il fascino del Tigullio senza la folla. Le passeggiate sul lungomare e le visite a Portofino sono piacevoli grazie al clima mite.

    7. Punta Est (Bergeggi): Benessere a picco sul mare

    A Bergeggi, nel savonese, il Punta Est è un complesso turistico che offre anche un centro benessere con piscina termale, idromassaggio, sauna e bagno turco, il tutto con una vista spettacolare sull’Isola di Bergeggi e sul mare . Un luogo ideale per chi cerca una vacanza all’insegna del relax totale, tra piscine, spiagge e percorsi benessere.

    Perché a marzo: Potrete godere della spa e della vista mare senza il caos estivo. Il promontorio di Bergeggi offre anche belle passeggiate nella riserva naturale.

    Consigli per un Weekend di Benessere Low Cost a Marzo

    • Prenotate in anticipo: Marzo è bassa stagione, ma i pacchetti benessere più richiesti potrebbero esaurirsi, soprattutto nei fine settimana.
    • Cercate le offerte: Molte strutture propongono pacchetti speciali per il mese di marzo, magari abbinati all’8 marzo (Festa della Donna) o all’arrivo della primavera. Controllate i siti ufficiali e i portali di offerte.
    • Abbinate terme e cultura: Ogni località termale è vicina a borghi e città d’arte. Approfittatene per visitare Pigna, Sassello, Badalucco, Alassio o Santa Margherita Ligure.
    • Scegliete il trattamento giusto: Se soffrite di allergie primaverili, le cure inalatorie sono perfette. Se cercate relax, optate per un percorso benessere con piscine e massaggi.
    • Cosa mettere in valigia: Costume da bagno, ciabattine, accappatoio (alcune strutture lo forniscono), abbigliamento comodo per le passeggiate e un buon libro da leggere in relax.

    Conclusione

    Marzo è il mese del risveglio, e non c’è modo migliore per accogliere la primavera che prendersi cura di sé. Le terme e le spa della Liguria offrono un’esperienza di benessere completa, immersi in paesaggi mozzafiato, tra mare e montagna. Che scegliate le acque curative dell’entroterra o il lusso delle spa sulla costa, un weekend di relax vi rigenererà corpo e spirito, preparandovi ad affrontare la bella stagione con nuove energie.

  • Marzo in Bici e in Moto: Percorsi sulla Costa e nell’Entroterra ligure

    Marzo in Bici e in Moto: Percorsi sulla Costa e nell’Entroterra ligure

    Marzo è il mese della rinascita, e per chi ama viaggiare su due ruote rappresenta un’occasione imperdibile per riscoprire la Liguria. Le giornate si allungano, il clima diventa mite e le strade si liberano dalla calca estiva, regalando ai motociclisti e ai ciclisti emozioni purissime. Che siate amanti del rombo del motore o del fruscio silenzioso dei copertoncini sull’asfalto, questa regione offre un ventaglio di percorsi capaci di soddisfare ogni desiderio: dalla panoramica costa ligure, con i suoi scorci mozzafiato, alle sfide dell’entroterra, tra tornanti e borghi medievali.

    Abbiamo selezionato per voi i migliori itinerari da percorrere a marzo, quando la natura si risveglia e i colori esplodono in tutto il loro splendore.

    Perché Marzo è il Mese Ideale per un Tour su Due Ruote

    Prima di partire, è bene sapere che marzo in Liguria ha alcuni vantaggi innegabili:

    • Clima ideale: Temperature fresche ma piacevoli, perfette per viaggiare senza il caldo afoso estivo.
    • Strade libere: Niente traffico e niente code. Potrete godervi le curve in tutta tranquillità.
    • Natura in fiore: La vegetazione si risveglia e i colori della primavera iniziano a tingere il paesaggio .
    • Prezzi bassi: La bassa stagione significa anche costi più contenuti per eventuali pernottamenti.

    In Bicicletta: Pedalando tra Mare e Monti

    La Liguria è una regione “verticale”, e in bicicletta questo si traduce in percorsi che sanno regalare grandi emozioni, alternando tratti costieri pianeggianti a salite impegnative nell’entroterra. Ecco i migliori itinerari per marzo.

    1. La Ciclovia del Ponente Ligure (San Lorenzo al Mare – Ospedaletti): Un Fiore all’Occhiello

    Se cercate un percorso facile e adatto a tutti, questo è quello che fa per voi. Ricavata dal sedime della vecchia ferrovia, questa ciclovia è una vera e propria gemma . Si snoda per circa 24 km costeggiando il mare, offrendo panorami mozzafiato sulla Riviera dei Fiori.

    • Difficoltà: Facile 
    • Lunghezza: Circa 24 km (lineare) 
    • Dislivello: Minimo 
    • Bici consigliata: City bike, bici da trekking o gravel 
    • Punti di interesse: San Lorenzo al Mare, Santo Stefano al Mare, Arma di Taggia, Sanremo, Ospedaletti .
    • Il consiglio in più: A marzo, la fioritura della mimosa rende il paesaggio ancora più suggestivo. Una particolarità? La galleria che collega Sanremo a Ospedaletti, lunga 1800 metri, è decorata con grandi cartelli che ricordano le imprese dei ciclisti vincitori della Milano-Sanremo .

    2. L’Anello del Monte di Portofino: Natura e Viste Spettacolari

    Un percorso ad anello che vi immergerà nel cuore del Parco Naturale Regionale di Portofino. Tra salite e discese, vi muoverete tra borghi esclusivi come Portofino e Santa Margherita Ligure, con scorci indimenticabili sul Golfo del Tigullio .

    • Difficoltà: Media (alcuni tratti in salita e sterrati leggeri) 
    • Lunghezza: 20-30 km (variabile) 
    • Dislivello: 500-700 metri 
    • Bici consigliata: Mountain bike o bici da trekking 
    • Punti di interesse: Santa Margherita Ligure, Portofino, San Fruttuoso (raggiungibile anche in battello) .
    • Il consiglio in più: Evitate i fine settimana se possibile, o partite presto la mattina per godervi la tranquillità del parco.

    3. La Ciclovia Levanto-Framura-Bonassola: Un’Alternativa Panoramica

    Questo percorso collega alcune delle località più belle del Levante ligure, attraversando antiche gallerie ferroviarie trasformate in ciclovie con vista mozzafiato sul mare . Un’esperienza unica che vi farà scoprire angoli di paradiso come Framura, uno dei borghi più belli d’Italia .

    • Difficoltà: Facile/Media (brevi saliscendi) 
    • Lunghezza: Circa 6 km (lineare, con possibilità di estensioni) 
    • Dislivello: Moderato 
    • Bici consigliata: City bike, bici da trekking o gravel 
    • Punti di interesse: Levanto, Framura, Bonassola, le gallerie ciclabili .
    • Il consiglio in più: Approfittatene per una sosta a Framura, un mosaico di frazioni (Anzo, Castagnola, Costa, Ravecca, Setta e Fornaci) che conserva un’atmosfera autentica e lontana dal turismo di massa .

    4. La Ciclovia della Val di Vara: Nell’Entroterra Sconosciuto

    Per chi desidera addentrarsi nell’entroterra più autentico, la Val di Vara è la scelta giusta. Il percorso segue il corso del fiume Vara, attraversando borghi rurali, paesaggi verdi e regalando la tranquillità di una valle ancora incontaminata .

    • Difficoltà: Facile/Media (prevalentemente pianeggiante con saliscendi) 
    • Lunghezza: Circa 60 km (percorribile a tappe) 
    • Dislivello: Moderato 
    • Bici consigliata: Bici da trekking o gravel 
    • Punti di interesse: La Spezia, i borghi della Val di Vara (Brugnato, Varese Ligure) .
    • Il consiglio in più: Varese Ligure, con le sue case rotonde e la certificazione ambientale, merita assolutamente una visita.

    In Moto: Curve, Panorami e Libertà

    Per i motociclisti, la Liguria è un vero e proprio paradiso. Le strade che si arrampicano dalle coste verso l’entroterra offrono curve e tornanti in grado di regalare emozioni uniche, con panorami che spaziano dal mare alle Alpi Liguri . Marzo è il momento perfetto per godersele.

    1. Il Classico: La Strada della Costa (Aurelia)

    La mitica SS1 Aurelia è un must per ogni motociclista. A marzo, libera dal traffico estivo, permette di godersi appieno il panorama e di fermarsi in ogni località senza stress. Da Ventimiglia a La Spezia, è un susseguirsi di scenari mozzafiato.

    • Percorso consigliato: Da Savona a Sanremo (circa 140 km) .
    • Tappe imperdibili:
      • Borgio Verezzi: Una località che unisce la costa (Borgio, Bandiera Blu 2024) al borgo arroccato di Verezzi, con le sue casette in stile arabo e le viste sul mare .
      • Alassio: Fermatevi per un caffè sul famoso Muretto, adornato con le piastrelle dei personaggi famosi, e fate un giro nel “Budello” .
      • Bussana Vecchia: Il borgo degli artisti, rinato dopo il terremoto del 1887. Raggiungibile solo a piedi, è un luogo magico dove l’arte e la natura convivono tra i ruderi .

    2. Tra Piemonte e Liguria: Il Passo del Faiallo e Sassello

    Un itinerario che unisce le terme piemontesi ai panorami liguri, perfetto per una giornata di curve. Si parte da Acqui Terme (Piemonte) e si procede verso sud, superando il Passo del Faiallo, un valico che offre splendidi panorami, per poi scendere verso Sassello, borgo medievale immerso nel Parco Regionale del Beigua .

    • Percorso: Acqui Terme -> SP456, SP204, SP73 -> Passo del Faiallo -> SP40, SP49 -> Sassello -> SP334 e A10/E80 -> Finale Ligure .
    • Lunghezza: Circa 130 km .
    • Il consiglio in più: A Sassello, oltre a godervi il borgo, non dimenticate di assaggiare gli omonimi biscotti, una vera delizia.

    3. L’Anello della Val Bormida: Medioevo e Natura

    La Val Bormida, tra Liguria e Piemonte, è una zona ancora poco conosciuta ma che vale assolutamente un viaggio in moto . Un percorso ad anello che risale il corso del fiume, toccando borghi medievali, castelli e paesaggi naturali incontaminati .

    • Percorso consigliato: Alessandria -> SP244 -> Acqui Terme -> SP30 -> Spigno Monferrato -> Merana (panchina gigante lilla) -> SP29 -> Cairo Montenotte -> SP28bis -> Millesimo (uno dei “Borghi più belli d’Italia”) .
    • Il consiglio in più: Millesimo merita una sosta per il suo centro storico, e nelle vicinanze potete visitare il Castello di Castelvecchio di Rocca Barbena, un imponente edificio del XIII secolo .

    4. Sfida tra i Tornanti: Il Passo della Bocchetta

    Per i motociclisti più esperti e amanti delle curve strette, il Passo della Bocchetta è una tappa obbligata. Un percorso di circa 110 km nell’entroterra genovese, al confine con il Piemonte, che parte dalla Lanterna di Genova e si inerpica tra tornanti e dislivelli importanti .

    • Percorso: Genova (Lanterna) -> torrente Polcevera -> Pontedecimo -> SP5 -> Passo della Bocchetta -> SP160 -> SP170 -> SP165 -> Baita Rio Gorzente (sosta) -> SP167 -> Monte Orditano -> SP4 -> Pro Park Genova .
    • Il consiglio in più: Il panorama dalla cima del Monte Orditano (oltre 800 metri) è mozzafiato. Una volta a valle, se siete appassionati di enduro, il Pro Park di Genova offre una pista dedicata .

    5. Alla Scoperta delle Cinque Terre… in Moto

    Anche se i borghi delle Cinque Terre non sono direttamente accessibili in moto, un itinerario sulle strade dell’entroterra permette di godere di viste spettacolari sui paesi patrimonio dell’UNESCO . Un percorso ad anello di circa 47 km che tocca Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, attraverso strade provinciali come la SP38 e la SP51 .

    • Percorso: Un anello che collega i borghi via terra (con tratti interni) .
    • Il consiglio in più: A marzo, l’affollamento è minimo, e potrete parcheggiare più facilmente per visitare i borghi a piedi. Non perdetevi la vista su Vernazza dal Sentiero Azzurro .

    Consigli Pratici per il Tuo Tour di Marzo

    • Abbigliamento a strati: Il clima di marzo è variabile. Portate sempre un antivento e un antitraverso nello zaino.
    • Pneumatici: Controllate la pressione e lo stato di usura. Le strade di montagna potrebbero essere ancora umide o avere qualche residuo di inverno.
    • Pianificazione: Marzo è un mese di bassa stagione, ma è sempre bene verificare l’apertura di rifugi, bar e ristoranti lungo i percorsi, specialmente nell’entroterra.
    • Info utili: Per chi viaggia in bici, il Geoportale di Regione Liguria offre mappe interattive dettagliate con tutti i percorsi ciclabili e le aree di interesse .

    Marzo in Liguria è un segreto sussurrato tra gli appassionati delle due ruote. È il momento in cui la natura si risveglia e le strade tornano a essere un piacere da percorrere. Che scegliate il fruscio della bici o il rombo della moto, questa regione saprà regalarvi emozioni uniche, tra panorami mozzafiato, borghi senza tempo e la libertà di un viaggio tutto da scoprire. Accendete i motori, o iniziate a pedalare: la Liguria vi aspetta.

  • Marzo in Liguria 2026: Tutti gli Eventi da non Perdere tra Fiori, Vele e Tradizioni

    Marzo in Liguria 2026: Tutti gli Eventi da non Perdere tra Fiori, Vele e Tradizioni

    Marzo è il mese del risveglio. La Liguria si libera dagli ultimi freddi invernali e si prepara ad accogliere la primavera con un calendario fittissimo di eventi che spaziano dalle tradizioni floreali secolari ai festival marinari, passando per appuntamenti culturali ed enogastronomici. Che siate amanti dei fiori, appassionati di vela o curiosi di scoprire luoghi solitamente inaccessibili, ecco una guida completa a cosa fare in Liguria a marzo 2026.

    Inizio Mese: Tra Cultura e Birra Artigianale

    La prima metà di marzo offre già diverse opportunità per chi vuole vivere la regione.

    Mostre da non perdere


    Prima di tuffarvi negli eventi primaverili, segnatevi due mostre che chiudono i battenti proprio nei primi giorni di marzo:

    • “Nel tempo del Déco. Albisola 1925” al Museo della Ceramica di Savona. Un viaggio affascinante nel periodo d’oro della ceramica albisolese .
    • “Fotosintesi | Fotografie dalla collezione Carla Sozzani” al CAMeC della Spezia. Una straordinaria selezione di scatti che resterà visibile fino al 22 marzo 2026, un’occasione per gli amanti della fotografia contemporanea .

    Italy Beer Week (16-22 marzo)


    Dal 16 al 22 marzo 2026, la Italy Beer Week anima l’Italia e anche la Liguria con un evento diffuso dedicato alla birra artigianale. Per un’intera settimana, i birrifici, i pub e gli locali aderenti organizzeranno iniziative speciali, degustazioni e promozioni. Un’occasione perfetta per scoprire le eccellenze brassicole del territorio ligure e non solo .

    Metà Mese: Velieri e Giornate FAI (20-22 marzo)

    Il fine settimana centrale di marzo è probabilmente il più ricco e variegato, con due appuntamenti di grande richiamo.

    Velarìa 2026: il Festival dei Grandi Velieri a La Spezia (20-22 marzo)
    Dal 20 al 22 marzo 2026, il Molo Italia di La Spezia ospita la prima edizione di Velarìa, il nuovo Festival Internazionale dei Grandi Velieri e delle Tradizioni Marinare . Un evento imperdibile per chi ama il mare e la sua storia.

    Durante il festival, si potranno ammirare da vicino imponenti velieri storici, osservare le manovre degli equipaggi e scoprire i segreti delle antiche alberature. Non mancheranno dimostrazioni di antichi mestieri del mare, dalla lavorazione delle corde alla cura del legno nautico, insieme a incontri dedicati alla storia della navigazione e alla sostenibilità .

    A completare l’esperienza, un villaggio animato con street food, artigianato locale e momenti musicali ispirati alle tradizioni mediterranee. Un’occasione perfetta per trasformare la visita in un percorso sensoriale fatto di memoria, identità e scoperta .

    Giornate FAI di Primavera (21-22 marzo)


    Il 21 e 22 marzo 2026 tornano le Giornate FAI di Primavera, l’attesissimo appuntamento con i tesori nascosti della Liguria . In tutte e quattro le province, ville, palazzi storici, aree naturalistiche e luoghi di interesse culturale solitamente inaccessibili apriranno le loro porte ai visitatori, con visite guidate dedicate.

    Un’opportunità unica per scoprire angoli segreti della regione, guidati dai volontari del Fondo per l’Ambiente Italiano. Per gli amanti delle due ruote, grazie alla collaborazione con FIAB, saranno organizzate anche pedalate per raggiungere i beni FAI in bicicletta, unendo arte, natura e sport .

    Primavera Street Food a Imperia (19-22 marzo)
    Sempre nello stesso weekend, dal 19 al 22 marzo, Piazza delle Feste a Imperia si anima con Primavera Street Food. Cucina di strada, birre artigianali, cocktail e intrattenimento musicale per quattro giorni all’insegna del gusto e del divertimento all’aria aperta .

    Fine Mese: Sanremo si Veste a Festa (23-29 marzo)

    L’ultima settimana di marzo è dedicata alla regina dei fiori: Sanremo.

    Sanremo Flower Festival – Corso Fiorito (23-29 marzo)
    Dal 23 al 29 marzo 2026, Sanremo diventa scenario del Sanremo Flower Festival, che culmina domenica 29 marzo con la spettacolare parata del Corso Fiorito . Nato nel 1904 come Festa della Dea Flora, questo evento ha contribuito a fare di Sanremo la “città dei fiori” per eccellenza.

    L’edizione 2026 sarà un omaggio alla televisione italiana: undici carri allegorici, interamente decorati con fiori, sfileranno lungo il lungomare ispirandosi a programmi televisivi che hanno segnato generazioni, dal Festival di Sanremo a Rischiatutto, da Portobello a Quark .

    Ogni carro, realizzato dai vari comuni partecipanti, sarà accompagnato da bande musicali e gruppi folcloristici, in un’esplosione di colori e petali che invade tutta la città. Nei giorni precedenti, dal 26 marzo, eventi collaterali e installazioni floreali animeranno vari angoli di Sanremo, mentre sabato 28 sarà dedicato a sfilate di gruppi musicali .

    Fine Mese: La Farinata di Pegli

    Sagra della Farinata a Pegli (28-29 marzo)


    Nel weekend del 28 e 29 marzo, e poi in diverse altre date primaverili e autunnali, il borgo di Pegli (Genova) ospita la Sagra della Farinata, un evento autentico organizzato dalla Pro Loco che celebra uno dei simboli della tradizione culinaria genovese . Un’occasione perfetta per assaggiare la vera farinata, calda e fragrante, in un’atmosfera di festa popolare.

    Altri Appuntamenti da Segnare in Agenda

    Oltre ai grandi eventi, marzo 2026 offre anche altre iniziative:

    • Didacta 2026 a Firenze per i docenti liguri: il 12 marzo, l’USR Liguria organizza un seminario sull’insegnamento della letteratura italiana alla fiera Didacta di Firenze, dedicato ai docenti .
    • Eventi in preparazione: sebbene non siano ancora state confermate le date per il 2026, tradizionalmente marzo potrebbe vedere il ritorno di appuntamenti come il Carnevale di Sanremo (che spesso si sovrappone al Corso Fiorito) e altre sagre minori. Per rimanere aggiornati, vale la pena consultare periodicamente i calendari delle Pro Loco locali .

    Conclusione

    Marzo 2026 in Liguria si preannuncia un mese vibrante e ricco di opportunità. Che siate appassionati di tradizioni marinare a Velarìa, cultori dell’arte e della storia con le Giornate FAI, amanti dei fiori e della musica a Sanremo o semplicemente in cerca di una gita all’insegna del buon cibo, la regione offre un ventaglio di eventi capace di soddisfare tutti i gusti. Non vi resta che segnare le date in agenda e prepararvi a vivere il risveglio della primavera ligure!

  • Giardini Segreti e Parchi Letterari: Il Risveglio della Primavera in Liguria

    Giardini Segreti e Parchi Letterari: Il Risveglio della Primavera in Liguria

    C’è un momento magico, tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, in cui la Liguria si risveglia in un’esplosione di colori e profumi. Le colline terrazzate si tingono di giallo con le prime fioriture, l’aria si riempie di sentori mediterranei e i giardini più belli della regina aprono i loro cancelli per accogliere i visitatori in una delle stagioni più spettacolari dell’anno.

    La primavera è il momento ideale per esplorare il patrimonio botanico ligure, unico al mondo per varietà e suggestione. Ma c’è di più: molti di questi giardini non sono solo scrigni di biodiversità, ma veri e propri parchi letterari, luoghi dove la natura ha ispirato poeti e scrittori, o dove la memoria di chi li ha amati vive ancora tra vialetti e fioriture.

    Vi porto alla scoperta di tre giardini imperdibili, due nel Ponente e uno nel Levante, per un itinerario primaverile all’insegna della bellezza, della cultura e del romanticismo.

    Capolavori Botanici tra Mare e Monti

    Il clima mite della Riviera Ligure, protetta dalle Alpi Marittime e baciata dal sole per gran parte dell’anno, ha permesso la creazione di giardini botanici di fama internazionale. Già a partire dall’Ottocento, viaggiatori e aristocratici inglesi scelsero questa costa per realizzare i loro sogni verdi, importando specie esotiche da ogni angolo del pianeta e creando paesaggi da favola.

    Oggi, questi luoghi sono un patrimonio da preservare e visitare, soprattutto in primavera quando la natura dà il meglio di sé. Ecco dove andare.

    Tappa 1: Ventimiglia – I Giardini Botanici Hanbury, un Sogno Vittoriano

    Iniziamo il nostro viaggio dal Ponente, a pochi chilometri dal confine francese, per visitare quello che è forse il giardino più celebre della Liguria: i Giardini Botanici Hanbury .

    La storia di questo luogo da favola inizia nel 1867, quando Sir Thomas Hanbury, un ricco mercante inglese, e suo fratello Daniel, acquistarono un promontorio brullo e roccioso a Capo Mortola, con l’idea di creare un giardino per l’acclimatazione di piante esotiche. In pochi anni, con l’aiuto dei migliori botanici dell’epoca, trasformarono quel luogo in un paradiso terrestre di oltre 18 ettari, dove oggi vivono più di 5.800 specie vegetali provenienti da ogni continente .

    Passeggiare tra i terrazzamenti degli Hanbury a marzo è un’esperienza indimenticabile. Il giardino si risveglia con le fioriture precoci: gli agrumi profumano l’aria, le prime rose iniziano a sbocciare, e il contrasto tra il blu intenso del mare e il verde lussureggiante delle piante crea scorci da cartolina.

    Cosa vedere:

    • Il Mausoleo Moresco: Un’affascinante costruzione in stile moresco che ospita le tombe di Sir Thomas e di sua moglie Lady Katherine .
    • La Fontana del Drago: Un suggestivo bronzo giapponese che Thomas acquistò a Kyoto, immerso in un’atmosfera orientaleggiante .
    • Le vedute sul mare: Da ogni angolo del giardino lo sguardo spazia verso la Costa Azzurra, regalando emozioni uniche.

    Info pratiche:
    I Giardini Hanbury riaprono al pubblico con l’arrivo della primavera. Dal 1° marzo l’orario è 9.30 – 17.00 (uscita entro le 18.00) . Il biglietto intero costa 10 euro . All’interno è presente un’area picnic e un punto di ristoro .

    Tappa 2: Alassio – Villa della Pergola e il Suo Incantevole Glicine

    Proseguendo verso est, facciamo tappa ad Alassio per visitare uno dei giardini più romantici d’Italia: Villa della Pergola .

    Affacciata sul golone di Alassio, questa villa ottocentesca è circondata da un parco anglo-mediterraneo di rara bellezza, che segue l’andamento naturale della collina su più livelli terrazzati . Ma la vera protagonista della primavera, qui, è un’altra: la collezione di glicini.

    Villa della Pergola custodisce una delle più straordinarie raccolte di glicini al mondo, con oltre 40 varietà diverse . A partire da fine marzo e per tutto aprile, questi fiori cadenti creano uno spettacolo indescrivibile: cascate profumate di colore che vanno dal bianco al rosa, dal lilla al viola intenso, si riversano dalle pergole e dai muri della villa, creando un’atmosfera sospesa nel tempo .

    Il legame con la letteratura:
    La storia di questo giardino è legata alla famiglia Hanbury (gli stessi dei giardini di Ventimiglia), che ne fu proprietaria per gran parte del Novecento. Durante la fioritura, Ruth Hanbury era solita organizzare la “Festa del glicine” (Wisteria Party), alla quale partecipavano scrittori, giornalisti e vecchi ufficiali dell’Impero Britannico . Un’eredità culturale che rende questo giardino un luogo di incontro tra natura e intellettualità.

    Info pratiche:
    I giardini si visitano esclusivamente con visite guidate, che durano circa 80 minuti e partono nei turni delle 9.30, 11.30, 15.00 e 17.00 . Il biglietto standard costa 18 euro, ridotto 14 euro . La prenotazione è caldamente consigliata, soprattutto durante il periodo della fioritura.

    Tappa 3: Santa Margherita Ligure – Villa Durazzo e la Poesia di Sbarbaro

    Ci spostiamo ora nel Levante, nel suggestivo golfo del Tigullio, per visitare un gioiello barocco che guarda il mare: Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure .

    Costruita nel 1678 come residenza estiva per la potente famiglia genovese dei Durazzo, la villa è circondata da un parco di oltre tre ettari che è un trionfo di bellezza e storia . Il giardino, progettato in stile rinascimentale, si sviluppa su terrazze panoramiche con vialetti ombreggiati, statue classiche e una ricca collezione di piante esotiche, tra cui spicca una maestosa Ginkgo biloba .

    Il parco letterario:
    Villa Durazzo non è solo un luogo di straordinaria bellezza botanica, ma anche un autentico parco letterario. Qui visse e lavorò per anni il poeta Camillo Sbarbaro, una delle voci più profonde del Novecento italiano. Appassionato di botanica, Sbarbaro amava passeggiare in questi giardini e la natura ligure è una presenza costante nella sua opera poetica. All’interno della villa è allestito il Museo Scampoli Multimediali a lui dedicato, che custodisce la sua memoria e le sue carte .

    Eventi primaverili:
    A marzo, Villa Durazzo ospita anche eventi speciali. Ogni anno, nel periodo pasquale, torna “L’Erba Persa“, una mostra mercato di piante, fiori e arredi a tema floreale che anima il parco con espositori, laboratori e incontri culturali. Un’occasione perfetta per visitare il giardino in un’atmosfera ancora più viva e festosa .

    Info pratiche:
    Il biglietto d’ingresso a Villa Durazzo costa 5,50 euro . Il parco è visitabile negli orari di apertura della villa, ma è sempre bene verificare sul sito ufficiale del Comune di Santa Margherita Ligure eventuali variazioni o eventi speciali.

    Un’Ultima Scoperta: Il Giardino Letterario Delfino a Ceriale

    Se il vostro amore per la letteratura e la botanica è davvero incontenibile, vale la pena fare un’ulteriore deviazione. A Ceriale, nella piana di Albenga, esiste un luogo unico nel suo genere: il Giardino Letterario Delfino .

    Nato dalla passione di Gerry Delfino, un libraio antiquario, questo giardino è un vero e proprio “poema vivente”. L’idea è geniale e poetica: ogni pianta qui è associata a un autore o a un’opera letteraria che l’ha celebrata. Così, passeggiando tra i vialetti di ghiaia, si incontrano “il limone per Montale, il rododendro per Goethe, le mimose per Biamonti, il basilico e i pini d’Aleppo per Orengo” .

    Oltre 500 varietà di alberi e piante mediterranee compongono una collezione straordinaria, che dialoga con migliaia di volumi antichi e preziosi custoditi nelle sale adiacenti. Un luogo magico, dove la cultura e la natura si fondono in un abbraccio perfetto.

    In conclusione

    Marzo in Liguria è il mese del risveglio. E quale modo migliore di celebrarlo se non immergendosi nella bellezza rigogliosa dei suoi giardini storici? Che siate appassionati di botanica, amanti della poesia o semplicemente in cerca di una gita fuori porta all’insegna della pace e della bellezza, questi luoghi sapranno regalarvi emozioni indimenticabili. Il consiglio è di organizzare la visita con calma, magari abbinando ogni giardino alla scoperta del borgo o della cittadina che lo ospita, per un weekend perfetto all’insegna della primavera ligure.

  • Tempo di Mimosa: Storia e Luoghi della Fioritura più Amata della Liguria

    Tempo di Mimosa: Storia e Luoghi della Fioritura più Amata della Liguria

    C’è un momento, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, in cui la Liguria si veste a festa. Non servono luminarie o eventi organizzati: è la natura a fare spettacolo, tingendo colline e terrazzamenti di un giallo talmente intenso da sembrare dipinto. È il tempo della mimosa, il fiore profumato e piumoso che da quasi due secoli è diventato un simbolo indiscusso di questa regione e, dal 1946, della Festa della Donna in tutta Italia.

    Ma quanto conosciamo davvero questo fiore? La sua storia è un viaggio affascinante che dall’altra parte del mondo è approdato sulla Riviera Ligure, trovando qui la sua “casa ideale”. Se volete vivere un’esperienza autentica e vedere il paesaggio tingersi di giallo, ecco tutto quello che c’è da sapere sulla mimosa e sui luoghi migliori per ammirarla.

    Un’Arrivata dall’Oltremare: Le Origini Tasmaniane

    Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la mimosa non è una pianta autoctona della macchia mediterranea. Il suo viaggio è molto più lungo. La regina indiscussa della nostra primavera, il cui nome scientifico è Acacia dealbata, è originaria della lontana Tasmania, l’isola a sud dell’Australia .

    Fu introdotta in Europa come pianta ornamentale intorno al XIX secolo . I primi esemplari arrivarono nei giardini della nobiltà e nei primi orti botanici, e fu subito chiaro che questa pianta esotica aveva trovato un alleato inaspettato. Il clima mite della costa ligure, con inverni non troppo rigidi e la tipica esposizione al sole, riproduceva perfettamente le condizioni ideali per la sua crescita. Così, da pianta ornamentale, la mimosa si è presto diffusa, diventando parte integrante del paesaggio e, successivamente, una delle colonne portanti dell’economia floricola regionale .

    Perché Proprio la Mimosa per l’8 Marzo? Una Scelta Rivoluzionaria

    Il legame tra la mimosa e la Festa della Donna è forte, ma forse non tutti sanno che si tratta di una scelta politica e sociale molto precisa. Siamo nel 1946, l’Italia è appena uscita dalla guerra e dalla dittatura. Le donne italiane si riorganizzano e, per la prima volta dopo la caduta del fascismo, vogliono celebrare la Giornata Internazionale della Donna.

    L’idea geniale venne a Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei, esponenti dell’UDI (Unione Donne Italiane) . Cercavano un fiore che potesse simboleggiare la ricorrenza, ma con caratteristiche ben precise. Le tradizionali violette o le camelie, regalate in altri paesi, erano troppo costose e poco accessibili per una festa che voleva essere delle lavoratrici e del popolo.

    La scelta cadde proprio sulla mimosa. Perché?

    • Economica e Diffusa: Era un fiore che cresceva abbondante in Italia, specialmente in Liguria, e quindi facilmente reperibile e dal basso costo .
    • Fioritura Perfetta: Il suo periodo di massimo splendore coincide perfettamente con i primi giorni di marzo .
    • Simbolismo Potente: Al di là della praticità, la mimosa incarna valori profondi. La sua apparente fragilità cela una grande robustezza, proprio come la forza delle donne. Inoltre, il suo colore giallo, carico di luce ed energia, è simbolo di rinascita e vitalità, perfetto per un paese e un popolo che guardavano al futuro con speranza .

    La Liguria, Regno della Mimosa: Numeri e Tradizione

    Oggi, quel legame è più forte che mai. La Liguria è la patria italiana della mimosa. Si stima che nella nostra regione si concentri oltre il 90% della produzione nazionale di questo fiore . Solo nella provincia di Imperia operano circa 1.500 aziende agricole che, con un lavoro certosino e spesso ecocompatibile, coltivano la mimosa sui caratteristici terrazzamenti a strapiombo sul mare, ereditati dalla coltivazione dell’olivo .

    In totale, sono oltre 200 gli ettari dedicati a questa coltivazione, un vero e proprio patrimonio paesaggistico e produttivo .

    I Luoghi dello Spettacolo: Dove Vedere la Fioritura

    Se volete immergervi in questo mare giallo, ecco le mete imperdibili, divise per zona.

    Nel Ponente Ligure (Provincia di Imperia) – Il Cuore Pulsante

    È qui che si concentra la maggior parte della produzione. I pendii tra Vallebona e Perinaldo, nell’immediato entroterra di Bordighera, regalano scenari mozzafiato. Salendo per le stradine che si inerpicano tra uliveti e pinete, ci si trova improvvisamente circondati da macchie di un giallo brillante, con il profumo inebriante che si spande nell’aria e la vista che spazia fino al mare .

    In questi luoghi, la coltivazione della mimosa è un’arte che si tramanda. Come racconta Graziano Guglielmi, coltivatore di Vallebona con trent’anni di esperienza, raccogliere la mimosa è un rito quasi ascetico: si stendono i teli, si sale sugli alberi per raggiungere i rami più alti, si selezionano i fiori un po’ acerbi per poi farli maturare al momento giusto in apposite celle calde . È una tradizione che profuma di terra e di storia.

    Un Angolo da Sogno: Capo Mimosa

    Spostandosi leggermente verso est, al confine tra le province di Imperia e Savona, nel comune di Cervo, esiste un luogo il cui nome è già tutto un programma: Capo Mimosa . Si tratta di una località che comprende il piccolo centro di Rollo. Qui, a fine inverno, lo spettacolo è doppiamente suggestivo. La macchia gialla delle mimose incornicia una baia dalle acque cristalline, creando un contrasto di colori indimenticabile tra il giallo dei fiori, il verde della macchia e l’azzurro del mare . Un luogo che merita una deviazione.

    Nel Levante (Provincia di Genova)

    Anche se la produzione è più concentrata a ponente, la passione per la mimosa si vive con la stessa intensità nel genovese. A Pieve Ligure, sul Golfo Paradiso, la mimosa viene festeggiata con una tradizionale sagra popolare . Un’occasione perfetta per unire una passeggiata tra i sentieri fioriti a una tappa di gusto.

    La Mimosa in Tavola: Un’Inaspettata Protagonista

    La bellezza e il profumo della mimosa non ispirano solo paesaggi e mazzi di fiori, ma anche la creatività in cucina e in profumeria.

    • La Torta Mimosa: Il suo nome è un omaggio diretto al fiore. Fu inventata dal pasticciere italiano Adelmo Renzi e debuttò ufficialmente a Sanremo nel 1962, vincendo un concorso dolciario. La sua forma, con i pezzetti di pan di Spagna che ricordano i soffici fiori gialli, la rende il dolce perfetto per le feste primaverili .
    • In Cucina e nei Cocktail: La creatività degli chef liguri non si ferma al dolce. Sempre più spesso, l’essenza o i fiori di mimosa vengono utilizzati per creare antipasti a base di pesce, cocktail analcolici e alcolici, e altre specialità che esaltano la nota floreale .
    • Profumi e Essenze: L’inconfondibile profumo della mimosa, dolce e avvolgente, è molto apprezzato in profumeria per creare fragranze uniche che catturano l’essenza stessa della primavera ligure .

    Come Far Durare più a Lungo la Vostra Mimosa

    Se ricevete o acquistate un mazzo di mimosa, ecco alcuni piccoli segreti per godervi la sua bellezza e il suo profumo il più a lungo possibile :

    1. Liberatela Subito: Toglietela immediatamente dall’involucro di plastica, che la fa sudare e accelera l’appassimento.
    2. Taglio e Acqua: Spuntate leggermente i gambi in diagonale e immergeteli in un vaso con acqua pulita e fresca. Per mantenerla più a lungo, potete aggiungere all’acqua un paio di gocce di limone, che aiuta a inacidirla leggermente.
    3. Posizione e Spruzzi: Mettete il vaso in un luogo luminoso (ma non sotto i raggi diretti del sole) e possibilmente umido. La mimosa “beve” e traspira molto: per contrastare la perdita d’acqua, vaporizzate delicatamente i fiori con uno spruzzino più volte al giorno.

    In conclusione

    Marzo in Liguria è il mese della rinascita, e la mimosa ne è la testimonial perfetta. Un fiore che arriva da lontano, che ha fatto della nostra regione la sua patria d’adozione e che oggi è simbolo di forza, bellezza e tradizione. Che siate appassionati di fotografia, amanti della natura o semplicemente curiosi, una gita in Riviera in questo periodo vi regalerà emozioni e colori che difficilmente dimenticherete.

    E voi, avete mai visto i pendii fioriti di Vallebona? 

  • Sanremo oltre il Festival: guida per scoprire la città mentre la musica riempie l’aria

    Sanremo oltre il Festival: guida per scoprire la città mentre la musica riempie l’aria

    Sei a Sanremo per il Festival, ma la città offre molto più di un palco televisivo. Mentre l’energia musicale pervade ogni angolo, tra una gara canora e l’altra, regalati il tempo per esplorare la vera anima della “Città dei Fiori”. Ecco come vivere Sanremo a 360°, cogliendo l’evento ma anche la sua essenza permanente.

    🎭 Il Cuore Pulsante: la Zona Festival

    • Piazza Colombo e il Teatro Ariston: È l’epicentro. Anche senza biglietto, l’atmosfera qui è impagabile. Vivi l’eccitazione dei fan accampati, ammira l’arrivo delle star sulle auto blu, scatta una foto davanti alla facciata iconica del teatro. Di sera, i maxischermi all’esterno permettono di seguire la diretta in una sorta di festa pubblica.
    • I “Villaggi” e gli Allestimenti: Passeggiando lungo Corso Imperatrice e la Passeggiata del Mare troverai installazioni a tema, stand di radio, spazi food e punti d’incontro. È parte integrante dello spettacolo “diffuso”.

    🌺 Le Attrazioni Imperdibili (Anche a Febbraio)

    La magia di Sanremo sta nel mix di glamour, storia e natura.

    1. La Pigna: il Borgo Medievale che Osserva il Mare
      • Perché andare: È l’anima antica della città, un labirinto affascinante di carrugi (vicoli), scalinate, archi e case colorate. Una fuga poetica dalla folla moderna.
      • Cosa cercare: La Porta di Santo Stefano, la Cattedrale di San Siro, e i panorami mozzafiato dai suoi belvedere. Salendo fino al Castello della Pigna (o ciò che ne resta) la vista sul golfo e sulla città moderna è spettacolare, specialmente all’ora del tramonto.
    2. Il Casinò Municipale: un Tuffo nell’Art Nouveau
      • Perché andare: È un simbolo di eleganza e storia, inaugurato nel 1905. Anche se non sei un giocatore, vale la pena entrare per ammirare gli interni sfarzosi, i lampadari, le decorazioni. Durante il Festival, qui si svolgono spesso eventi collaterali esclusivi e si può incontrare il “gotha” dello spettacolo.
    3. I Giardini e le Passeggiate: il Respiro della Riviera
      • Giardini Regina Elena: Di fronte al Casinò, sono un’oasi tranquilla con palme, fiori e panchine. Perfetti per una pausa rigenerante.
      • Passeggiata dell’Imperatrice: Il lungo mare elegante, costeggiato da palme e ville liberty. Ideale per una camminata romantica o per osservare il viavai delle troupe televisive.
      • Corso Matteotti: La via dello shopping elegante e dei caffè storici, come il Bar Corso. Fermati per una cioccolata calda o un aperitivo all’ora del “rinfresco” Rai.

    ⛪ Un’Esperienza Unica: la Chiesa Russa Ortodossa

    • Perché andare: È un gioiello architettonico inaspettato, con le sue cupole a cipolla color celeste. Costruita per la comunità russa che frequentava Sanremo a inizio ‘900, racconta un pezzo di storia internazionale della città. L’atmosfera è di grande pace.

    🍽️ L’Esperienza Gastronomica: Cosa Mangiare tra una Canzone e l’Altra

    Evita le trappole per turisti nei pressi dell’Ariston. Cerca le esperienze autentiche:

    • La Pigna: Qui trovi trattorie e osterie dove assaggiare la cucina ligure: sardenaira (la focaccia condita simile alla pizza), pansoti al sugo di nocistoccafisso alla sanremese.
    • Il Mercato: Il mercato di Via Roma è un tripudio di colori e profumi: olive taggiasche, pesto, verdure, e i famosi carciofi di Sanremo (se di stagione).
    • L’Aperitivo: Partecipa al rito dell’aperitivo in un locale del centro. Ordina un bicchiere di Rossese di Dolceacqua (vino locale) o un cocktail, spesso accompagnato da un ricco buffet.

    🎶 Attività a Tema Festival (per Immersi Totalmente)

    • Il Museo del Festival: Chiuso durante i giorni dell’evento, ma informati su eventuali aperture straordinarie o mostre temporanee dedicate alla storia della kermesse.
    • Ascolta le Prove: A volte, se si è fortunati e silenziosi, si possono sentire le prove degli artisti dalle finestre degli hotel dove alloggiano o dai teatri dove si preparano.
    • Caccia alle Star: I luoghi più probabili per un incontro (rispettoso e a distanza!) sono l’area del Casinò, i ristoranti di lusso nella zona del porto, e gli hotel di via Roma.

    🚠 Per una Fuga Panoramica: la Funivia di Sanremo

    • Perché andare: Se hai mezza giornata libera, è l’escursione ideale. In pochi minuti, la funivia ti porta a Monte Bignone, a 800 metri di altezza. La vista sulla Riviera dei Fiori è impagabile, e l’aria di montagna è un toccasana dopo le giornate intense. Verifica gli orari invernali.

    📅 Pianifica la Tua Giornata Tipo (Turista Saggio)

    • Mattina: Visita la Pigna e la Chiesa Russa quando l’atmosfera è più tranquilla.
    • Pranzo: Degustazione di prodotti locali al mercato o in una trattoria del borgo.
    • Primo Pomeriggio: Passeggiata lungo Corso Imperatrice e sosta ai Giardini Regina Elena. Visita al Casinò (ricorda il codice di abbigliamento).
    • Tardo Pomeriggio: Tuffati nella folla di Piazza Colombo per vivere l’arrivo delle star e l’atmosfera pre-diretta.
    • Sera: Cena anticipata (i ristoranti si riempiono!), poi scegli: seguire la diretta su un maxischermo in piazza o in un locale, oppure concederti una passeggiata notturna nella Pigna illuminata.

    Sanremo durante il Festival è come un diamante a due facce: una scintillante di luci e applausi, l’altra più profonda, fatta di storia, sapori e bellezza senza tempo. Saperle cogliere entrambe è il segreto per un’esperienza veramente indimenticabile. Buona scoperta e buon ascolto!

  • Sanremo 2026: La Metamorfosi Urbana e l’Ecosistema Eventuale del 76° Festival della Canzone Italiana

    Sanremo 2026: La Metamorfosi Urbana e l’Ecosistema Eventuale del 76° Festival della Canzone Italiana

    Il Festival di Sanremo 2026 non si configura più come un semplice concorso canoro racchiuso nelle mura storiche del Teatro Ariston, ma rappresenta l’apice di un’evoluzione urbanistica e mediatica che trasforma l’intera Città dei Fiori in un organismo scenico pulsante e interconnesso. Sotto la direzione artistica e la conduzione di Carlo Conti, affiancato stabilmente da Laura Pausini, la 76ª edizione – programmata dal 24 al 28 febbraio 2026 – consolida il progetto strategico “Tra Palco e Città”. Questa iniziativa, nata dalla sinergia tra Rai Pubblicità, il Comune di Sanremo e i grandi partner istituzionali, mira a creare un’esperienza immersiva che abbatte la quarta parete televisiva per invadere piazze, strade e monumenti storici, rendendo la musica un bene comune fruibile da residenti e turisti.   

    La firma dell’accordo tra Rai e amministrazione comunale, avvenuta il 2 settembre 2025 e valida fino al 2028, ha fornito la stabilità necessaria per una programmazione logistica e artistica di ampio respiro, evitando sovrapposizioni critiche con i XXV Giochi Olimpici Invernali. In questo contesto, Sanremo 2026 si pone come un laboratorio di innovazione dove l’identità territoriale ligure si fonde con le esigenze di una produzione cross-mediale globale, trasformando il lungomare e il centro storico in set permanenti dove il confine tra spettatore e protagonista diviene volutamente labile.   

    La Geometria della Musica Diffusa: Piazza Colombo e il Suzuki Stage

    Il baricentro gravitazionale degli eventi a corredo del Festival è indubbiamente Piazza Colombo, che ospita il Suzuki Stage. Non si tratta di un semplice palco secondario, ma di una propaggine tecnologica dell’Ariston, dotata di torrette sceniche e sistemi audio-visivi di ultima generazione il cui montaggio inizia con settimane di anticipo rispetto alla kermesse. La piazza, cuore pulsante del centro cittadino, diventa il luogo dove la musica si fa carne, permettendo a migliaia di persone di assistere gratuitamente alle esibizioni dei superospiti e dei Big in gara che, a turno, lasciano il teatro per esibirsi in diretta nazionale davanti alla folla.   

    Sotto la conduzione di Daniele Battaglia, il Suzuki Stage segue un programma serrato che inizia ufficialmente sabato 8 febbraio con una grande inaugurazione dedicata ai giovani talenti di Area Sanremo, preceduti dalle coreografie d’avanguardia degli Urban Theory. Questa scelta sottolinea la volontà di Carlo Conti di valorizzare la filiera musicale nella sua interezza, partendo dalle nuove proposte per arrivare ai nomi consolidati della scena italiana.   

    Programmazione e Highlights del Suzuki Stage Piazza Colombo

    DataEvento / ArtistaFunzione Narrativa
    8 FebbraioOpening Area Sanremo & Urban TheoryInaugurazione della settimana festivaliera
    24 FebbraioCollegamento Prima SerataIntroduzione del “Festival Diffuso”
    25 FebbraioGuest Performance: RafCelebrazione della storia del pop italiano 
    26 FebbraioGuest Performance: Ermal MetaFocus sul cantautorato contemporaneo 
    27 FebbraioSerata Cover & Special GuestsIntegrazione con i duetti dell’Ariston
    28 FebbraioGran Finale in PiazzaCelebrazione del vincitore con il pubblico

    L’interazione tra la piazza e il teatro è garantita da collegamenti live che permettono a Carlo Conti di “uscire” idealmente dall’Ariston, portando l’energia del pubblico di Piazza Colombo direttamente nelle case dei milioni di telespettatori. Questo meccanismo non solo aumenta il coinvolgimento emotivo dei presenti, ma funge da potente strumento di promozione territoriale, mostrando una Sanremo viva e partecipe.   

    Via Matteotti e l’Eni Carpet: Il Percorso Sensoriale dell’Energia

    Se Piazza Colombo è il cuore acustico, Via Matteotti rappresenta l’arteria vitale e scenografica del Festival. Lungo questo asse, che collega il Casinò Municipale all’Ariston, viene steso l’Eni Carpet, un tappeto verde che per l’edizione 2026 si evolve in una vera e propria installazione interattiva. Caratterizzato da imponenti archi scenici luminosi e sonori, l’Eni Carpet invita artisti e passanti a interagire vocalmente: sensori integrati captano le frequenze del canto dei fan, traducendole in giochi di luce dinamici che colorano la via.   

    L’impatto visivo di Via Matteotti è arricchito dalla presenza di postazioni vetrate e unità mobili dei brand partner. Rai Radio 2, emittente ufficiale del Festival, occupa il Box Studio in Piazza Borea d’Olmo, ma estende la sua presenza anche all’interno del negozio OVS in Via Matteotti, proprio a ridosso del green carpet. Questa prossimità fisica permette agli speaker, tra cui Ema Stokholma e Gino Castaldo, di intercettare gli artisti pochi istanti prima del loro ingresso in teatro, catturando emozioni e dichiarazioni a caldo che alimentano il flusso mediatico h24.   

    Innovazioni e Brand Integration in Via Matteotti

    Brand / PartnerInstallazione / AttivitàImpatto sull’Esperienza Urbana
    Eni PlenitudeArchi scenici e interattiviSostenibilità e gioco sensoriale 
    NoviTruck Vintage itineranteSampling di Crema Novi e social engagement 
    The Mall SanremoFashion Van rosaSessioni di armocromia e styling 
    L’Oréal ParisCorner Beauty & Make-upEsperienza di bellezza legata al glamour 

    L’integrazione di marchi storici come Novi, che debutta con un truck vintage per offrire momenti di degustazione e creare ricordi fotografici condivisibili sui social, dimostra come il Festival sia diventato un palcoscenico privilegiato per il marketing esperienziale. La via non è più solo un passaggio logistico, ma un parco a tema dove ogni metro offre una diversa sollecitazione visiva o gustativa, mantenendo alta l’attenzione del pubblico anche nei momenti di pausa dalle gare canore.   

    Forte Santa Tecla: L’Incontro tra Musica, Storia e Olimpismo

    Un elemento distintivo dell’edizione 2026 è il ruolo centrale assunto dal Forte Santa Tecla. Situato in posizione strategica presso il Porto Vecchio, questo bastione del XVIII secolo è stato oggetto di una valorizzazione culturale che lo ha trasformato in un polo espositivo di eccellenza. In occasione del Festival, il Forte ospita la mostra “Da Sanremo a Milano Cortina 2026”, inserita nel programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale.   

    Questa esposizione rappresenta un ponte simbolico tra due dei più grandi eventi che l’Italia ospita nel 2026: il Festival della Canzone e i Giochi Olimpici Invernali. Attraverso video d’archivio delle telecronache storiche, audio adrenalinici delle gare più celebri e installazioni che celebrano i valori dello sport e dell’arte, il Forte Santa Tecla attira un pubblico eterogeneo, unendo gli appassionati di musica ai cultori delle discipline olimpiche. La gratuità dell’accesso garantisce una democratizzazione della cultura che è alla base del Protocollo d’Intesa tra la Direzione Regionale Musei Liguria e il Comune di Sanremo.   

    Il Calendario Culturale del Forte Santa Tecla (2025-2026)

    L’attività del Forte non si esaurisce con la settimana del Festival, ma fa parte di una stagione ricca che mira a destagionalizzare il turismo a Sanremo.   

    PeriodoTitolo dell’IniziativaDescrizione
    11 – 16 FebbraioDa Sanremo a Milano Cortina 2026Mostra interattiva sport/musica 
    4 Dic – 28 GenSui monti con gli sciCeramiche e legni d’arte 
    18 Dic – 25 GenLa mano dell’architettoMostra su architettura e paesaggio 
    Venerdì (Tutto l’anno)Smart TeclaSpazio co-working per cittadini e turisti 

    Oltre alle mostre, il Forte ospita eventi collaterali di rilievo, come il Concerto al buio “Note di inclusione” e screening oculistici gratuiti, dimostrando una sensibilità verso l’impegno civile e la salute pubblica che arricchisce il valore sociale della manifestazione. Inoltre, la presenza del FantaSanremo con una sala lounge dedicata al primo piano del Forte sottolinea la capacità di questo spazio di dialogare con i linguaggi più moderni della community digitale.   

    Casa Sanremo e il Palafiori: Il Cuore Operativo e Digitale

    A pochi metri dall’Ariston, il Palafiori di Corso Garibaldi ospita Casa Sanremo, l’hub dell’ospitalità e della produzione multimediale che rappresenta l’anima più frenetica e “industry” del Festival. Per il 2026, l’area di Piazza Marconi all’interno del Palafiori subisce un’espansione significativa, confermandosi come l’unica vera piazza coperta della città, dove le grandi emittenti nazionali e le radio locali lavorano fianco a fianco in un ambiente ad accesso totalmente libero.   

    L’ingresso gratuito a Piazza Marconi permette ai fan di vivere il Festival da protagonisti, osservando dal vivo le interviste ai cantanti e i set radiofonici senza la necessità di pass esclusivi. Questo spazio è integrato da un’area food di eccellenza, il Bistrot Terre di Irpinia, che offre percorsi enogastronomici volti a valorizzare le eccellenze del territorio italiano, creando un connubio perfetto tra musica e sapori.   

    Anatomia di Casa Sanremo 2026: Aree e Funzioni

    AreaDestinazioneCaratteristiche
    Piazza MarconiHub RadiofonicoAccesso libero, 19 postazioni radio 
    Lounge & RoofHospitality VIPArea dedicata a interviste e party serali 
    Sala MusealeArchivio StoricoSpazio dedicato alla memoria del Festival
    Bistrot & Wine BarNetworkingDegustazione di prodotti tipici e B2B
    ClubhouseBusiness AreaIncontri tra etichette e partner commerciali

    Casa Sanremo non è solo intrattenimento, ma anche un luogo di riflessione sociale. Nel 2026, la Caritas Italiana rinnova la sua presenza con progetti volti a far fiorire i talenti dei giovani ai margini, confermando che il Festival può essere un potente megafono per messaggi di solidarietà e riscatto. La gestione operativa di Consulenza Radiofonica assicura che ogni contenuto prodotto venga veicolato con la massima qualità tecnica, rendendo il Palafiori una centrale media di rilievo internazionale.   

    Villa Ormond e il Villaggio del Festival: Natura e Generazione Z

    Se il centro città è dominato dalla frenesia, il Parco di Villa Ormond offre una dimensione più bucolica e rilassata, pur rimanendo centralissimo nel circuito degli eventi. Qui sorge il “Villaggio del Festival”, inaugurato domenica 22 febbraio, uno spazio immerso nel verde che funge da punto d’incontro tra artisti, influencer e studenti. Il Villaggio è progettato per essere altamente “fotografabile”, con installazioni artistiche e postazioni pensate per la creazione di contenuti per social media come Instagram e TikTok.   

    Le attività del Villaggio includono show-cooking, masterclass musicali e meet & greet con i cantanti in gara. Un elemento di rilievo è la partecipazione attiva delle scuole e delle istituzioni, che trovano in Villa Ormond un terreno fertile per workshop educativi legati al mondo dello spettacolo e dell’innovazione sostenibile. La sera, il Villaggio si trasforma in una sede di party esclusivi e dj set che animano la costa ligure fino a notte fonda.   

    Il Festival sul Mare: Pian di Nave e la Costa Toscana

    L’estensione territoriale di Sanremo 2026 raggiunge il Mar Ligure attraverso due elementi iconici: la Ruota Panoramica di Pian di Nave e la nave da crociera Costa Toscana. In Piazza Pian di Nave, la ruota marchiata Veralab, alta 28 metri, offre una vista mozzafiato sulla Città dei Fiori, diventando uno dei punti di attrazione più frequentati dalle famiglie e dai turisti. Poco distante, presso la Fortezza di Santa Tecla, un’altra installazione sonora contribuisce a creare un percorso sensoriale che avvolge l’intero lungomare.   

    La Costa Toscana, ormeggiata davanti alla città, funge da palco galleggiante e residenza di lusso. Max Pezzali, in veste di superospite fisso, si esibisce ogni sera dal ponte della nave in collegamento con l’Ariston, portando i suoi grandi successi in una cornice scenografica naturale senza eguali. La crociera, che tocca porti come Barcellona e Marsiglia durante la settimana del Festival, rientra a Sanremo per la finale del 28 febbraio, dove i Planet Funk celebrano la chiusura della kermesse con una performance live dal vivo.   

    Logistica e Mobilità: La Sfida della Sostenibilità Urbana

    Gestire un evento di tale portata richiede una pianificazione logistica quasi militare, volta a garantire la sicurezza e la fluidità dei movimenti in una città dalle strade storiche e strette. La grande novità del 2026 è il progetto sperimentale delle navette sulla pista ciclabile. La Giunta comunale ha approvato l’utilizzo di mezzi elettrici a collegamento dei principali parcheggi esterni, permettendo di decongestionare il traffico veicolare e ridurre le emissioni sonore e atmosferiche durante i giorni di massima affluenza.   

    Il sistema dei trasporti è integrato da un piano parcheggi capillare che invita i visitatori a lasciare l’auto fuori dal centro nevralgico.   

    Guida ai Parcheggi e Collegamenti Sanremo 2026

    Località ParcheggioTipologia / TariffaCollegamento Consigliato
    Stazione di TaggiaAuto (Esterno)Bus di linea Riviera Trasporti 
    Mercato dei FioriBus TuristiciNavetta dedicata Valle Armea 
    PalafioriSotterraneo (Pagamento)Accesso diretto al centro 
    Piazza ColomboCentro (Limitato)Solo per pass speciali e residenti 
    PortosoleNuovo ParcheggioPercorso pedonale verso Via Matteotti 

    Per chi giunge in treno, la stazione ferroviaria di Corso Cavallotti rappresenta il punto di accesso ideale, situato a pochi minuti a piedi dai principali luoghi del Festival. Inoltre, l’utilizzo di droni e body cam per il monitoraggio dei flussi pedonali garantisce un livello di sicurezza elevato, permettendo interventi tempestivi in caso di sovraffollamento nelle aree critiche come l’ingresso dell’Ariston e Piazza Colombo.   

    Il Cast di Sanremo 2026: Una Narrazione Generazionale

    Il motore di tutti questi eventi rimane la gara canora, che per il 2026 vede una selezione di 30 Campioni caratterizzata da un mix di ritorni storici e debutti attesissimi. La scelta di Carlo Conti riflette la volontà di coprire ogni genere musicale, dal pop tradizionale al rap, dall’indie all’elettronica.   

    Elenco dei 30 Campioni e Titoli dei Brani in Gara

    ArtistaTitolo BranoNota Artistica
    ArisaMagica favolaRitorno dopo la vittoria del 2014
    Bambole di PezzaResta con meEsponenti del punk-rock femminile 
    ChielloTi penso sempreVoce di punta della nuova scena indie
    Dargen D’AmicoAi aiSperimentalismo pop e ironia 
    Elettra LamborghiniVoilàRitorno dopo il successo di “Musica (e il resto scompare)”
    Fedez & MasiniMale necessarioUnione inedita tra rap e melodia italiana 
    Ermal MetaStella stellinaFocus sulla scrittura poetica
    Patty PravoOperaIcona senza tempo della musica italiana 
    RafOra e per sempreRitorno del grande pop d’autore anni ’80
    Tommaso ParadisoI romanticiDebutto da solista sul palco dell’Ariston 
    LuchèLabirintoRappresentante dell’urban napoletano
    Serena BrancaleQui con meFusione tra jazz, soul e dialetto pugliese 

    A completare il quadro musicale sono le 4 Nuove Proposte: Angelica Bove e Nicolò Filippucci (da Sanremo Giovani) e i due artisti provenienti da Area Sanremo, Blind, El Ma & Soniko e Mazzariello. La sigla ufficiale del Festival 2026 è affidata alla voce urban di Welo con il brano “Emigrato”, una scelta che sottolinea l’attenzione verso le nuove tendenze musicali del territorio.   

    Tradizioni Locali e Iniziative dei Commercianti

    Il legame tra il Festival e il territorio ligure è suggellato da eventi che celebrano le eccellenze locali, come il Bouquet Festival di Sanremo. Giunto alla sua 10ª edizione, il concorso vede i migliori fioristi italiani sfidarsi nella creazione di composizioni che onorano la tradizione floricola di Sanremo, i cui fiori adornano il palco dell’Ariston e le piazze della città. Inoltre, la sfilata del Corso Fiorito “Sanremoinfiore”, programmata per la domenica successiva alla finale (29 marzo), funge da ideale proseguimento dei festeggiamenti, con il tema del 2026 dedicato alla storia della televisione italiana.   

    I commercianti del centro storico della Pigna partecipano attivamente alla kermesse con la rassegna teatrale “Saliscendi”, che porta storie e narrazioni tra i caruggi medievali, offrendo un’alternativa culturale più intima e riflessiva rispetto ai grandi palchi di Piazza Colombo. Questa capillarità degli eventi assicura che il beneficio economico e d’immagine del Festival ricada su ogni angolo della città, incentivando le boutique di Via Palazzo, Via Cavour e Via Carli a creare vetrine a tema e iniziative di accoglienza per i “VIP hunters”.   

    Sanremo 2026 come Ecosistema Integrato

    L’analisi degli eventi a corredo del 76° Festival della Canzone Italiana rivela una strategia di comunicazione e gestione urbana impeccabile. Sanremo 2026 non è solo la capitale della musica per cinque giorni, ma un modello di “città-evento” dove la tecnologia (gli archi di Eni, le dirette radio digitali), la storia (Forte Santa Tecla), la natura (Villa Ormond) e lo sport (Olimpiadi Milano-Cortina) convergono in un’unica narrazione.   

    Il ritorno di Carlo Conti alla direzione artistica segna un ritorno alla centralità del prodotto canzone, ma inserito in un contesto di intrattenimento totale che non lascia spazi vuoti nella giornata dello spettatore. Che si tratti di assistere a uno showcase gratuito in Piazza Marconi, di ammirare le luci interattive di Via Matteotti o di scoprire la storia del binomio musica-sport al Forte, il Festival di Sanremo 2026 si conferma come il più grande evento collettivo italiano, capace di rinnovarsi pur rimanendo fedele alla sua anima profonda di “festa della nazione”. La Città dei Fiori, con la sua nuova mobilità sostenibile e i suoi palchi diffusi, è pronta ad accogliere il mondo, dimostrando che il Festival, oggi più che mai, “è Sanremo”.   

  • Sanremo 2026: Una Nuova Era per la Città dei Fiori e il Sistema Turistico Ligure

    Sanremo 2026: Una Nuova Era per la Città dei Fiori e il Sistema Turistico Ligure

    Il Festival di Sanremo 2026, giunto alla sua settantaseiesima edizione, si configura come un evento di portata straordinaria non solo per il panorama discografico nazionale, ma come un pilastro strategico per l’economia e l’immagine della Regione Liguria. La manifestazione, prevista dal 24 al 28 febbraio 2026, rappresenta un momento di sintesi tra tradizione e innovazione, sotto la guida esperta di Carlo Conti, che torna alla direzione artistica e alla conduzione in un periodo di grandi cambiamenti per il mercato musicale e mediatico. La scelta del periodo di svolgimento è stata frutto di una concertazione meticolosa tra la Rai e il Comune di Sanremo, finalizzata a evitare la concomitanza con i XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, assicurando così al Festival la centralità assoluta nel palinsesto televisivo e una gestione ottimale dei flussi turistici nella Riviera dei Fiori.   

    La Visione Editoriale di Carlo Conti: Il Ritorno del “Bouquet” Musicale

    La direzione artistica di Carlo Conti per l’edizione 2026 segna un ritorno a una conduzione basata sull’equilibrio e sulla varietà dei generi, una filosofia che lo stesso conduttore ha riassunto nella metafora del “fioraio” che seleziona i fiori più freschi per comporre un bouquet variegato. Questo approccio mira a soddisfare un pubblico trasversale, integrando le sonorità classiche della canzone italiana con le tendenze più contemporanee dell’urban, del rap e dell’indie, garantendo al contempo un’alta qualità testuale e sonora. Conti, al suo quinto mandato complessivo tra direzioni passate e l’attuale biennio, ha strutturato il Festival con l’obiettivo di consolidare il marchio Sanremo come vetrina d’eccellenza per la musica live, mantenendo il legame indissolubile con l’Eurovision Song Contest.   

    La Squadra di Conduzione e gli Ospiti d’Onore

    L’architettura dello show televisivo per il 2026 poggia su una squadra di conduzione di respiro internazionale. Accanto a Carlo Conti, per tutte le cinque serate, presenzierà Laura Pausini, la cui partecipazione non è soltanto un elemento di prestigio artistico, ma una scelta strategica per rafforzare l’appeal globale della kermesse. La Pausini, oltre al ruolo di co-conduttrice, sarà protagonista di momenti musicali inediti, come il duetto con Achille Lauro sulle note di “16 marzo”, brano contenuto nell’album di cover della cantante.   

    Achille Lauro assumerà il ruolo di co-conduttore ufficiale della seconda serata (mercoledì 25 febbraio), segnando una tappa importante nel suo percorso professionale che lo ha visto evolvere da concorrente dirompente a figura istituzionale del Festival. Altri volti noti del panorama mediatico contribuiranno alla narrazione dell’evento: Gianluca Gazzoli affiancherà Conti durante la gara delle Nuove Proposte, mentre la nave Costa Toscana ospiterà Max Pezzali come ospite fisso per l’intera settimana, trasformando il mare di Sanremo in un palcoscenico galleggiante di grande impatto scenico.   

    Analisi Tecnica dei 30 Campioni in Gara

    La selezione dei 30 artisti della categoria Campioni riflette una meticolosa analisi dei trend di consumo musicale correnti, bilanciando ritorni eccellenti, debutti attesi e icone della musica italiana. I titoli delle canzoni e i relativi autori delineano un quadro tematico incentrato sulla fragilità umana, le relazioni complesse e la ricerca di una pace interiore in un mondo in rapida evoluzione.   

    Elenco Ufficiale dei Campioni e delle Canzoni

    InterpreteTitolo del BranoAutori PrincipaliBackground e Stile
    ArisaMagica favolaR. Pippa, G. AnastasiTorna dopo l’edizione 2021 con una ballata che esplora il desiderio di pace a quarant’anni.
    Bambole di PezzaResta con meL. Cerri, F. TarducciDebutto sanremese per la band punk-rock femminile, portando energia ed emancipazione.
    ChielloTi penso sempreR. Modello, T. OttomanoEsponente di spicco dell’indie-pop contemporaneo, affronta il tema dell’assenza amorosa.
    Dargen D’AmicoAI AIJ. M. L. D’Amico, E. RobertsProsegue l’indagine sociale tra elettronica e testi colti, citando anche il Vangelo.
    DitonellapiagaChe fastidio!M. Carducci, D. CastroniTorna dopo il successo del 2022 con un brano funk e irriverente.
    Eddie BrockAvvoltoiE. Iaschi, V. LeoneEsordiente che rappresenta la nuova ondata pop-urban con testi introspettivi.
    Elettra LamborghiniVoilàE. Roberts, A. BonomoBrano dalle sonorità estive e scanzonate, focalizzato sulla gioia della fisicità.
    Enrico NigiottiOgni volta che non so volareE. Nigiotti, PacificoBallata d’autore intensa che riflette sullo scorrere del tempo.
    Ermal MetaStella stellinaE. Meta, D. FainiUn ritorno alle melodie raffinate e orchestrali che lo hanno reso celebre.
    Fedez & Marco MasiniMale necessarioF. L. Lucia, M. MasiniCollaborazione cross-generazionale tra rap e melodia classica italiana.
    Francesco RengaIl meglio di meF. Renga, A. CaputoVoce storica del Festival, presenta un brano sulla maturità sentimentale.
    FulminacciStupida sfortunaF. Uttinacci, P. ParolettiCantautorato romano d’avanguardia con una narrazione ironica e profonda.
    J-AxItalia starter packA. Aleotti, A. BonomoDebutto da solista con una critica pungente e ritmata alla società moderna.
    LDA & Aka 7evenPoesie clandestineL. D’Alessio, L. MarzanoDuo pop giovanissimo, molto forte nel segmento streaming e social.
    Leo GassmannNaturaleL. Gassmann, M. DavìConferma il suo percorso nel pop-rock d’autore con un brano solare.
    LevanteSei tuC. LagonaRitorno alle origini cantautorali con una forte impronta emotiva e personale.
    LuchèLabirintoL. Imprudente, D. PetrellaRap d’autore napoletano che esplora le complessità delle relazioni tossiche.
    Malika AyaneAnimali notturniM. Ayane, F. MercuriCambio di rotta verso un sound funky e up-tempo insolito per l’artista.
    Mara SatteiLe cose che non sai di meS. Mattei, thasupPop elettronico e raffinato che valorizza le doti vocali dell’interprete.
    Maria Antonietta & ColombreLa felicità e bastaL. Cesarini, G. ImparatoDuo artistico e di vita, portano il mondo indie sul palco dell’Ariston.
    Michele BraviPrima o poiM. Bravi, T. SantoniBrano sognante che esplora il confine tra realtà e immaginazione.
    NaytPrima cheW. Mezzanotte, S. TogniniRap tecnico di alto profilo per un debutto molto atteso dalla critica.
    Patty PravoOperaG. CaccamoL’icona della musica italiana torna con un brano solenne e senza tempo.
    RafOra e per sempreR. Riefoli, S. RiefoliRitorno alle grandi melodie che hanno segnato la carriera dell’artista.
    Sal Da VinciPer sempre sìS. M. Sorrentino, F. AbbateBallata classica napoletana con arrangiamenti pop moderni.
    Samurai JayOssessioneG. Amatore, S. SellittiUrban campano che racconta le ombre di una relazione difficile.
    SayfTu mi piaci tantoA. S. Viacava, L. Di BiasiNuova proposta che si inserisce nel solco del pop-urban melodico.
    Serena BrancaleQui con meS. Brancale, C. AvarelloUnisce jazz, soul e dialetto per una performance vocale eccentrica.
    Tommaso ParadisoI romanticiT. Paradiso, D. PetrellaDebutto solista con un inno alla nostalgia e al sentimento collettivo.
    Tredici PietroUomo che cadeP. Morandi, A. Di MartinoRap introspettivo sulle fragilità umane e la capacità di rialzarsi.

    Tematiche e Innovazioni Sonore

    L’analisi dei testi rivela una tendenza marcata verso l’introspezione. Brani come “Uomo che cade” di Tredici Pietro o “Ogni volta che non so volare” di Enrico Nigiotti affrontano esplicitamente il peso del tempo e la vulnerabilità maschile. Parallelamente, la “quota rap” rappresentata da Nayt, Luchè e J-Ax non si limita all’intrattenimento, ma propone una critica sociale acuta, come nel caso di “Italia starter pack”, o esplora i “labirinti” dei sentimenti moderni. Musicalmente, l’edizione 2026 vede una contaminazione senza precedenti: il brano di Malika Ayane, “Animali notturni”, rompe con il passato dell’artista puntando su ritmi funky e up-tempo, mentre Serena Brancale prosegue la sua sperimentazione vocale che fonde il soul con le radici popolari baresi.   

    La Gara delle Nuove Proposte: Il Vivaio della Musica Italiana

    La sezione Nuove Proposte torna a occupare uno spazio di rilievo, con quattro giovani artisti selezionati attraverso un percorso rigoroso che ha visto protagonisti Sanremo Giovani e Area Sanremo. La finale di Sanremo Giovani, tenutasi il 14 dicembre 2025 al Teatro del Casinò, ha stabilito i nomi dei talenti che calcheranno il palco dell’Ariston durante la settimana festivaliera.   

    Artista / GruppoTitolo del BranoProvenienza / Selezione
    Angelica BoveMattoneVincitrice Sanremo Giovani (Warner Music).
    Nicolò FilippucciLagunaVincitore Sanremo Giovani (Warner Music).
    MazzarielloManifestazione d’amoreArea Sanremo (Sony Music).
    Blind, El Ma & SonikoNei miei DMArea Sanremo (Beat Sound).

    La competizione per i giovani si svolgerà tra mercoledì e giovedì: le sfide a eliminazione diretta nella seconda serata decreteranno i due finalisti che si contenderanno il titolo nella terza serata. Questo sistema, voluto da Carlo Conti, mira a dare massima visibilità agli emergenti, inserendoli nel cuore della programmazione televisiva in orari di alto ascolto.   

    Meccaniche di Voto e Regolamento Ufficiale

    Il regolamento di Sanremo 2026 mantiene l’equilibrio tra il voto popolare e il giudizio tecnico, ma introduce precisazioni importanti sulla durata dei brani (limite di 3 minuti e mezzo per i Campioni e 3 minuti per le Nuove Proposte) per allinearsi agli standard europei dell’Eurovision.   

    Composizione delle Giurie

    Le votazioni sono affidate a tre organi distinti, le cui preferenze vengono pesate secondo lo schema seguente:

    1. Televoto (34%): Il pubblico da casa esprime le proprie preferenze tramite telefonia fissa e mobile.   
    2. Giuria della Sala Stampa, TV e Web (33%): Composta da giornalisti accreditati che seguono l’evento dalle sale dedicate.   
    3. Giuria delle Radio (33%): Formata da rappresentanti delle emittenti radiofoniche nazionali e locali, riflettendo il potenziale di programmazione dei brani.   

    Programmazione Serale e Meccanismo di Selezione

    Il Festival si articola in cinque serate, ciascuna con compiti specifici nella costruzione della classifica finale :   

    • Prima Serata: Esibizione di tutti i 30 Campioni. Vota solo la Sala Stampa. Annuncio dei primi 5 in ordine casuale.   
    • Seconda Serata: Esibizione di 15 Campioni (voto Televoto 50% e Radio 50%). Prima fase Nuove Proposte.   
    • Terza Serata: Esibizione dei restanti 15 Campioni (voto Televoto 50% e Radio 50%). Finale Nuove Proposte e proclamazione vincitore.   
    • Quarta Serata (Cover): Gli artisti interpretano brani editi con ospiti. Votano tutte e tre le giurie. Il vincitore della serata viene premiato, ma il voto non influisce sulla classifica finale dei Campioni.   
    • Quinta Serata (Finale): Riesecuzione di tutti i 30 brani. Viene stilata una classifica generale basata sulla media di tutte le serate. I primi 5 classificati accedono alla finalissima, dove i punteggi vengono azzerati e una nuova votazione di tutte e tre le giurie decreta il vincitore assoluto.   

    Impatto Economico e Ricadute Territoriali per la Liguria

    Il Festival di Sanremo non è solo un evento mediatico, ma un motore economico formidabile per l’intero Ponente Ligure. Le stime per l’edizione 2026 indicano un impatto economico complessivo di circa 245 milioni di euro, un dato in costante crescita rispetto ai 205 milioni del 2024.   

    Dati e Statistiche Economiche

    Indicatore EconomicoValore StimatoNote sulla Rilevanza
    Impatto Economico Totale€ 245.000.000Include effetti diretti, indiretti e indotto.
    Posti di Lavoro Generati1.459Incremento significativo dell’occupazione locale.
    Benefici per la Filiera Turistica€ 38.000.000Riguarda hotel, ristoranti e commercio locale.
    Spese Pubblicitarie e Sponsor€ 172.000.000Investimenti dei brand partner a livello nazionale.
    Valorizzazione del Brand Sanremo€ 43.500.000Valore stimato della visibilità territoriale.
    Presenze Turistiche Previste34.646Esclusi gli addetti ai lavori.

    La distribuzione territoriale dei benefici vede il Comune di Sanremo assorbire il 90,6% dell’impatto, mentre il restante 9,4% si distribuisce tra i comuni della Riviera come Arma di Taggia, Ospedaletti e Bordighera. La permanenza media dei turisti durante la settimana del Festival è di 5,1 notti, con una saturazione quasi totale delle strutture ricettive, dalle hotel di lusso ai B&B e alloggi extra-alberghieri.   

    Il Festival come Piattaforma di Marketing Territoriale

    La Regione Liguria sfrutta la kermesse come vetrina per le proprie eccellenze. Tra le iniziative di spicco figura il concorso per il bouquet del Festival, giunto alla sua decima edizione, che celebra la tradizione floricola locale coinvolgendo i migliori esperti del settore. Piazza Colombo, nel cuore di Sanremo, diventa lo scenario principale per gli allestimenti promozionali e il Suzuki Stage, dove la musica incontra il pubblico gratuitamente.   

    L’assessore regionale Lombardi ha definito il Festival una “piattaforma promozionale per la Liguria e volano per l’intera filiera turistica”, sottolineando come l’evento attiri l’attenzione di media internazionali, posizionando la Riviera dei Fiori come meta d’eccellenza anche al di fuori della stagione estiva. Anche i programmi collaterali come il “PrimaFestival” e il “DopoFestival” contribuiscono a questa narrazione, mostrando angoli meno noti della città e coinvolgendo le realtà locali.   

    Sanremo Fuori Ariston: Gli Hub degli Eventi

    L’esperienza del Festival si espande in tutta la città attraverso una rete di location che ospitano eventi, interviste e intrattenimento per il pubblico che non accede al teatro.

    Casa Sanremo al Palafiori

    Casa Sanremo, ospitata presso il Palafiori di Corso Garibaldi, si conferma come l’hub nevralgico per il mondo della musica e della comunicazione. L’apertura ufficiale è prevista per il 14 febbraio 2026, trasformando la struttura in un centro operativo attivo 24 ore su 24 durante la settimana del Festival. Le aree principali includono:   

    • Piazza Marconi: Hub radiofonico con 19 postazioni “open” dove le principali emittenti nazionali e locali trasmettono in diretta, permettendo al pubblico un contatto ravvicinato con gli speaker.   
    • The Club: Area dedicata al divertimento serale con DJ set e performance dal vivo che animano le notti sanremesi.   
    • Bistrot Terre di Irpinia: Spazio dedicato all’eccellenza enogastronomica, fondamentale per il networking tra partner e istituzioni.   
    • Format Culturali: Programmi come “Buongiorno Sanremo”, “LiveBox” e “Writers” offrono contenuti che spaziano dalla musica alla letteratura.   

    Il Villaggio del Festival a Villa Ormond

    Situato in Corso Felice Cavallotti, il Villaggio del Festival offre una dimensione più legata al territorio e all’istruzione. Dal 23 al 28 febbraio, Villa Ormond ospita interviste ai cantanti nel piano nobile e attività per le scuole nell’ambito del progetto “Sanremosol”. Le attività comprendono:   

    • Museo del Fiore: Punto di accoglienza per i visitatori e sede per la registrazione dei pass.   
    • Palco all’Aperto: Dedicato a contest per artisti emergenti e meet&greet con digital creator e influencer.   
    • Piazza San Siro e Piazza Bresca: Altri punti di incontro cittadini dove vengono installati ledwall per la visione collettiva delle serate del Festival.   

    Guida alla Logistica e ai Trasporti

    Visitare Sanremo durante il Festival richiede una pianificazione attenta a causa della chiusura di molte aree centrali e dell’elevato afflusso di persone.

    Arrivare in Treno: Orari e Frequenze

    La stazione ferroviaria di Sanremo è il principale punto di accesso per i viaggiatori. Trenitalia ha predisposto un piano di potenziamento dei servizi sulla linea ligure e verso i grandi centri del Nord.   

    Stazione di PartenzaOrario Primo TrenoOrario Ultimo TrenoDurata Viaggio
    Milano Centrale02:10 (Diretto)23:49~ 3h 25min 
    Torino Porta Nuova05:33 (Diretto)21:39~ 3h 52min 
    Genova Piazza Princ.06:5522:15~ 1h 50min 
    Ventimiglia06:5023:30~ 15min 

    I treni regionali e Intercity effettuano fermate regolari a Taggia-Arma, Imperia e Bordighera, facilitando il soggiorno dei turisti nei comuni limitrofi. Alla stazione di Sanremo sono stati recentemente completati i lavori sui tapis roulant per migliorare il deflusso dei passeggeri verso l’uscita di Corso Cavallotti.   

    Parcheggi e Viabilità Urbana

    La viabilità subisce drastiche modifiche con la chiusura di Piazza Colombo e deviazioni su via Roma. I parcheggi consigliati sono:

    • Parcheggio Palafiori: Situato in Corso Garibaldi, ideale per chi deve recarsi a Casa Sanremo.   
    • Parcheggio Piazza Colombo: Spesso limitato a causa delle strutture Rai.   
    • Portosole: Area di parcheggio all’interno del porto turistico, con ampia capacità.   
    • Stazione Ferroviaria: Parcheggio disponibile presso Corso Cavallotti.   

    Le autorità locali consigliano vivamente l’uso del trasporto pubblico o della pista ciclabile, che rimane percorribile per gran parte del tratto cittadino, offrendo un’alternativa rapida ed ecologica per spostarsi tra il centro e le zone residenziali.   

    Cultura, Storia e Curiosità Sanremesi

    Il Festival non potrebbe esistere senza il legame profondo con i simboli architettonici e storici della città. Il Teatro Ariston, inaugurato nel 1963 su progetto di Aristide Vacchino, è il tempio della musica italiana dal 1977, anno in cui il Festival traslocò definitivamente dal Casinò. Il nome stesso, “Ariston”, deriva dal greco e significa “il migliore”, a testimonianza dell’ambizione del suo fondatore di creare una struttura all’avanguardia per l’epoca.   

    I Luoghi della Memoria e del Mito

    Oltre all’Ariston, Sanremo offre percorsi culturali che intrecciano musica e letteratura:

    • Il Casinò di Sanremo: Progettato in stile Liberty dall’architetto Eugène Ferret, fu la culla del Festival dal 1951 al 1976. Oggi ospita la finale di Sanremo Giovani e numerosi eventi istituzionali.   
    • La Statua di Mike Bongiorno: Situata all’incrocio tra Corso Matteotti e via Escoffier, è una tappa obbligata per i turisti che desiderano un selfie con lo storico presentatore che ha condotto 11 edizioni della kermesse.   
    • La Walk of Fame: Lungo via Matteotti, una serie di targhe incastonate nel marciapiede celebra tutte le canzoni vincitrici del Festival, creando un museo a cielo aperto della discografia italiana.   
    • Italo Calvino e Sanremo: Lo scrittore, pur essendo nato a Cuba, considerava Sanremo la sua città d’adozione. Luoghi come il Liceo Cassini, dove studiò insieme a Eugenio Scalfari, fanno parte dell’identità culturale profonda della città.   

    Forte Santa Tecla e le Esposizioni del 2026

    Il Forte Santa Tecla, antica fortezza genovese situata vicino al porto, è diventato uno dei centri culturali più dinamici della Liguria. In occasione del Festival 2026, ospita la mostra “Da Sanremo a Milano Cortina 2026”, un progetto che celebra il legame tra la musica e lo sport in vista delle imminenti Olimpiadi Invernali. Il programma culturale del Forte per la stagione 2025-2026 include inoltre concerti jazz, mostre fotografiche e laboratori didattici per le scuole, rendendolo un polo d’attrazione anche per i visitatori meno interessati alla competizione canora.   

    Sanremo in Fiore: Un Anticipo di Primavera

    Il legame tra il Festival e la floricoltura ligure troverà la sua massima espressione poche settimane dopo la finale di febbraio. Il 29 marzo 2026 si terrà infatti il Corso Fiorito “Sanremo in Fiore”, con il tema “Che ALLEGRIA! tra emozioni, colori e trasmissioni”. La sfilata dei carri, ciascuno abbinato a una trasmissione televisiva iconica (come “Rischiatutto”, “Quark” e naturalmente il “Festival di Sanremo”), percorrerà il lungomare Italo Calvino, celebrando Mike Bongiorno e la storia della TV.   

    Le agenzie turistiche propongono già pacchetti speciali per il fine settimana del 28-29 marzo, includendo visite guidate alla città e ai borghi dell’entroterra come Bussana Vecchia e Seborga. Questo evento funge da naturale prosecuzione del Festival, trasformando Sanremo in un grande giardino a cielo aperto e consolidando l’immagine della “Città dei Fiori” a livello internazionale.   

    Prospettive Finali: Il Valore del Festival per il Sistema Liguria

    Il Festival di Sanremo 2026 si delinea come un’edizione di fondamentale importanza per il consolidamento economico e culturale della Regione Liguria. Sotto la guida di Carlo Conti, la manifestazione ha saputo rigenerarsi mantenendo ferma la propria identità, fungendo da ponte tra la storia della canzone italiana e le nuove forme di espressione artistica digitale e urban.   

    Raccontare Sanremo significa narrare l’anima di un territorio che, per una settimana, diventa il centro gravitazionale del mondo musicale. L’impatto di 245 milioni di euro non è che la traduzione numerica di un fenomeno che coinvolge migliaia di professionisti, artisti e turisti, alimentando una filiera che va dall’ospitalità di lusso alla promozione dei prodotti locali. La sfida per il futuro rimane quella di rendere questo immenso patrimonio accessibile e sostenibile, integrando sempre di più l’evento Festival con le bellezze paesaggistiche e storiche della Riviera dei Fiori.   

    L’appuntamento dal 24 al 28 febbraio 2026 non sarà quindi solo un’occasione per ascoltare nuove canzoni, ma un momento di celebrazione collettiva che rafforza il legame indissolubile tra la musica e la terra ligure, proiettando Sanremo verso i prossimi traguardi della sua storia secolare.   

  • Sanremo in Festival: quando la Riviera dei Fiori si sveglia a tempo di musica

    Sanremo in Festival: quando la Riviera dei Fiori si sveglia a tempo di musica

    C’è un momento preciso, ogni anno, in cui l’inverno sulla Riviera dei Fiori sembra fare un passo indietro. Non è una questione di temperatura, ma di energia. È quando Sanremo, la Città dei Fiori, si trasforma nella Capitale della Canzone Italiana. Per una settimana di febbraio, l’atmosfera elegante e placida della cittadina ligure cambia ritmo, pulsando di luci, note e un’elettricità palpabile che si diffonde dal mitico Teatro Ariston a ogni vicolo, lungomare e piazza.

    La Metamorfosi di una Città

    Sanremo, normalmente rinomata per il suo clima mite, il Casinò liberty e i panorami sul mar Ligure, subisce una metamorfosi gioiosa e totale. Il centro storico, la Pigna, si illumina di proiezioni e installazioni a tema musicale. I caratteristici carrugi risuonano non solo di dialetto, ma delle hit degli anni passati cantate a squarciagola da gruppi di amici. Il lungomare Imperatrice si popola di troupe televisive, giornalisti con i microfoni e fan in attesa di uno sguardo dai loro idoli. L’intera città indossa l’abito della festa.

    Fuori dal Teatro Ariston: il Festival Diffuso

    Il vero cuore delle emozioni batte in Piazza Colombo, di fronte al Teatro Ariston. Qui si vive l’esperienza collettiva del Festival. Gli “Ariston-addicted”, i fan più accaniti, presidiano le transenne da giorni, trasformando l’attesa in un rituale di comunità, con coperte, thermos e infinite discussioni sulle pagelle delle canzoni. È un palcoscenico spontaneo e vitale, dove il pubblico diventa protagonista, commentando in diretta ogni arrivo di auto blu, ogni vestito, ogni espressione degli artisti.

    Ma il Festival non è solo dentro il Teatro. È un evento che pervade tutta la città:

    • I Villaggi Musicali: allestimenti lungo la passeggiata a mare diventano punti di ritrovo con maxischermi, dj set, talk show en plein air e performance.
    • La Musica Live nei Locali: ogni bar, enoteca e ristorante nel centro organizza serate a tema, con cover band, karaoke delle canzoni in gara e degustazioni ispirate ai titoli dei brani (un “Furore” cocktail, qualcuno?).
    • L’Enogastronomia in Festa: i ristoranti propongono menu “Festival”, le pasticcerie creano dolci a forma di note o microfono, e l’odore di focaccia calda si mescola all’eccitazione della sera.

    Il Ritmo di una Giornata-Tipo a Sanremo in Festa

    La giornata ha un ritmo ben preciso. Di mattina, l’atmosfera è di attesa operosa: si montano le ultime scenografie negli stand, i giornalisti preparano i pezzi, i fan pianificano la strategia per l’autografo. Il pranzo è un fugace mordi-e-fugai tra un’intervista e una prova tecnica, spesso a base di specialità veloci e buone.
    Il pomeriggio è il momento dei talk, degli eventi collaterali, delle presentazioni dei libri e forse di una passeggiata nel verde dei Giardini Regina Elena per prendere fiato. Poi, al calare del sole, la città accelera. È l’ora del glamour, delle passerelle improvvisate, dei flash che esplodono. Tutto converge verso l’Ariston. Durante la diretta, chi è fuori vive la gara sugli schermi giganti, in un coro collettivo di applausi, fischi e commenti. Dopo il verdetto, la notte è ancora lunga: i locali del centro vibrano di discussioni accese, la soddisfazione dei vincitori e la consolazione degli sconfitti, tutto innaffiato da un buon Pigato o da un cocktail.

    Oltre la Musica: l’Impatto su un Territorio

    Il Festival di Sanremo è un’iniezione di vita per l’intera Riviera dei Fiori in una stagione tranquilla. Alberghi pieni, ristoranti aperti, negozi che vendono gadget e abiti da sera. È un momento di visibilità mondiale che rinnova, anno dopo anno, il matrimonio tra la città e la musica italiana, un legame che risale ai tempi del Festival della Canzone Napoletana e che ha resistito a decadi di cambiamenti sociali e musicali.

    Consiglio per il Visitatore

    Vivere Sanremo durante il Festival significa abbandonarsi al flusso. Non bisogna cercare la solita tranquillità, ma immergersi nel caos creativo e passionale. Prenotate con largo anticipo, indossate un tocco di glamour (anche solo una sciarpa brillante), preparatevi a discutere di musica con sconosciuti e godetevi lo spettacolo non solo in TV, ma nelle strade, nei caffè, negli sguardi della gente. Perché per quella settimana, Sanremo non è solo una location: è un personaggio in cerca d’autore, è il pubblico in platea, è la stella stessa dello show.

    In definitiva, il Festival di Sanremo è l’espressione massima di come la musica possa trasformare un luogo, creando una bolla di tempo sospeso dove tutto, dai fiori lungo la passeggiata alle onde del mare, sembra oscillare al ritmo di una canzone.

  • Carnevale in Liguria: Tra Coriandoli, Salsedine e Antiche Tradizioni

    Carnevale in Liguria: Tra Coriandoli, Salsedine e Antiche Tradizioni

    Dimenticate per un attimo il rigore del Carnevale di Venezia o l’imponenza di Viareggio. In Liguria, il Carnevale ha tutto un altro sapore: quello della salsedine che si mescola allo zucchero a velo e di una festa che si snoda tra i carruggi stretti e le piazze affacciate sul mare.

    Se state cercando un modo per colorare l’inverno ligure, ecco una guida agli appuntamenti e alle tradizioni da non perdere.


    🎭 Le Maschere Celebri: Cicciolin e non solo

    Ogni Carnevale che si rispetti ha il suo re. A Savona, il sovrano indiscusso è Cicciolin. Creato dal pittore Romeo Bevilacqua nel 1953, è un marinaio un po’ rozzo ma dal cuore d’oro, che approda dal mare ogni anno per ricevere le chiavi della città.

    Curiosità: Cicciolin è l’unica maschera ligure ufficialmente riconosciuta insieme a Capitan Spaventa. È un simbolo di orgoglio per i savonesi e vederlo sbarcare al porto è un’esperienza che unisce grandi e piccini.


    🎡 Dove festeggiare: I borghi in festa

    In Liguria il Carnevale si festeggia ovunque, ma ci sono alcune tappe che meritano un cerchietto rosso sul calendario:

    • CarnevaLoa (Loano): È probabilmente il Carnevale più grande della regione. Carri allegorici spettacolari, realizzati con maestria artigianale, sfilano sul lungomare. L’atmosfera è vibrante e i dettagli dei carri nulla hanno da invidiare ai giganti toscani.
    • Diano Marina: Qui si festeggia il Carnevale Dianese, noto per i suoi gruppi mascherati e le sfilate che attirano migliaia di persone da tutta la Riviera dei Fiori.
    • Chiavari e il levante: Qui la tradizione si fa più intima, con sfilate che attraversano i portici medievali, creando un contrasto affascinante tra i costumi moderni e l’architettura storica.

    🍩 Il lato dolce: Le Bugie

    Non è Carnevale in Liguria senza le Bugie. Che siano fritte, al forno, ripiene di marmellata o cioccolato, queste sfoglie croccanti sono il cuore pulsante (e zuccherino) della festa.

    • Il trucco dei locali: Accompagnatele con un bicchiere di Sciacchetrà o di Moscatello di Taggia per un’esperienza di degustazione autenticamente ligure.

    💡 Consigli per il tuo viaggio

    1. Attenzione al vento: Siamo pur sempre in Liguria. Se soffia la tramontana, i vostri coriandoli potrebbero finire direttamente in Corsica! Tenetevi pronti a tutto.
    2. Muoversi in treno: Durante i grandi eventi come il CarnevaLoa, trovare parcheggio può essere una sfida epica. Il treno rimane il modo più rilassato per godersi la giornata.
    3. Oltre i carri: Approfittate delle giornate di sole (che in Liguria non mancano mai a febbraio) per una passeggiata sulla spiaggia tra una sfilata e l’altra.

    Il Carnevale ligure è un invito a rallentare, sorridere e godersi la bellezza dei nostri borghi sotto una luce diversa. Che siate amanti della confusione festosa o cercatori di tradizioni antiche, la Liguria vi aspetta con la sua maschera migliore.

    E tu, hai già scelto il tuo travestimento o preferisci nasconderti dietro un vassoio di Bugie?