Itinerari

  • Itinerari e tesori nascosti per un turismo lento in Liguria

    Itinerari e tesori nascosti per un turismo lento in Liguria

    Settembre in Liguria è il mese della transizione: il turismo di massa si dirada, le temperature si fanno più miti e la regione si rivela nella sua essenza più autentica. È il momento ideale per abbandonare gli itinerari più battuti e concedersi un turismo lento, fatto di passeggiate, borghi silenziosi e panorami che sembrano sospesi tra mare e montagna. La Liguria, stretta e allungata tra le Alpi, gli Appennini e il mare, è un paradiso per chi ama viaggiare a passo lento: un reticolo di oltre mille chilometri di sentieri si snoda tra borghi marinari, crinali panoramici e fitte foreste .

    Il Sentiero dell’Infinito: da Riomaggiore a Portovenere

    Uno degli itinerari più spettacolari per riscoprire la Liguria autentica è il Sentiero dell’Infinito, un cammino sospeso tra cielo e mare che collega Riomaggiore, uno dei borghi più famosi delle Cinque Terre, a Portovenere, gioiello medievale affacciato sul Golfo dei Poeti .

    Il percorso si snoda per circa 13-14 chilometri e si percorre in circa 5-6 ore, con un dislivello di circa 500 metri . Si parte dalla stazione ferroviaria di Riomaggiore, si attraversa il borgo colorato e si inizia la salita verso il santuario della Madonna di Montenero seguendo il sentiero 593v. Dalla cima si gode uno splendido panorama sul Golfo delle Cinque Terre, con le isole di Palmaria, Tino e Tinetto a fare da cornice .

    Proseguendo, il sentiero tocca il Colle del Telegrafo, crocevia dei sentieri che dipartono verso le Cinque Terre e il Golfo dei Poeti, e attraversa il borgo di Campiglia, un incantevole villaggio dell’entroterra a circa 400 metri sul livello del mare . Da qui si può anche deviare verso la meravigliosa scalinata di Monesteroli. La parte finale del percorso scende verso il promontorio del Muzzerone, dove le falesie si gettano a picco sul mare, fino a raggiungere Portovenere con il suo castello Doria e la chiesa di San Pietro .

    Il Sentiero del Pellegrino: da Varigotti a Noli

    Sulla Riviera di Ponente, il Sentiero del Pellegrino collega due magnifici borghi marinari, Varigotti e Noli . Questo percorso storico si snoda a mezza costa tra la macchia mediterranea profumata di timo e rosmarino e le falesie di roccia bianca che precipitano nel mare turchese. Il punto più celebre è la Grotta dei Briganti, un’impressionante cavità rocciosa con una “finestra” naturale che incornicia un panorama mozzafiato sul mare .

    Lunghezza: circa 6 km (solo andata) | Dislivello: circa 300-350 m | Tempo: 2,5-3 ore | Difficoltà: turistico/escursionistico .

    Nel cuore del Parco di Portofino: l’anello di San Fruttuoso

    Il Promontorio di Portofino è un gioiello incastonato tra il Golfo Paradiso e il Tigullio, attraversato da oltre 80 km di sentieri. L’itinerario che porta a San Fruttuoso è uno dei più iconici . Partendo da Portofino Vetta, ci si immerge in un bosco misto, con scorci improvvisi sulla costa. Il percorso attraversa Pietre Strette, crocevia tra imponenti massi di conglomerato, prima di scendere verso la baia di San Fruttuoso. L’arrivo è magico: l’Abbazia millenaria emerge dalle acque cristalline, accessibile solo via mare o a piedi .

    Lunghezza: circa 12-15 km (anello) | Dislivello: circa 800 m | Tempo: 4-5 ore | Difficoltà: escursionistico .

    Borgio Verezzi: il borgo del teatro tra grotte e sentieri blu

    In provincia di Savona, sulla Riviera di Ponente, si trova Borgio Verezzi, un borgo dove il tempo sembra essersi fermato . Unisce due antiche frazioni, Borgio e Verezzi, e offre un perfetto connubio tra natura, cultura e tradizione. Il centro storico è uno scrigno di tesori: case in pietra, muretti a secco e stradine lastricate creano un’atmosfera fiabesca. Al cuore del borgo, la Piazzetta Sant’Agostino in pietra rosa locale ospita dal 1967 il rinomato Festival Teatrale, tanto che il borgo è noto come “Borgo Ligure del Teatro” .

    Da non perdere le Grotte di Borgio Verezzi, un sistema di cavità ipogee sotto il centro abitato che offrono uno spettacolo di colori e forme uniche . I Sentieri Blu collegano la natura verdeggiante dell’entroterra con la splendida costa, regalando panorami indimenticabili . Il territorio è composto da quattro borgate: Poggio, Piazza, Roccaro e Crosa, dove si trova il raro Mulino Fenicio con pale interne mosse dal vento .

    I borghi dell’entroterra imperiese: Dolceacqua e Apricale

    Nell’entroterra imperiese, in Val Nervia, si trova Dolceacqua, considerato uno dei borghi medievali più fotografati della Liguria. L’imponente ponte romanico ad arco unico di 33 metri di luce e il Castello dei Doria che domina il paese dall’alto offrono uno scorcio che incantò persino Claude Monet nel 1884 . Attraversando i caruggi del centro storico si sale al castello, dove oggi le sale multimediali raccontano la storia delle famiglie Doria e Grimaldi e la tradizione del territorio. Dolceacqua è famosa anche per il vino rosso DOC Rossese .

    Poco distante, Apricale (dal latino apricus, “soleggiato”) è arroccato su una collina a circa 300 metri di altitudine. Anche questo borgo, tra i più belli d’Italia e Bandiera Arancione, è un intreccio di case in pietra e vicoli che conducono al Castello della Lucertola, dove ha sede il Museo della Storia di Apricale. Da vedere anche l’Oratorio di San Bartolomeo, con un polittico del 1544, e la chiesa di Santa Maria degli Angeli, con affreschi del XV secolo .

    Bussana Vecchia: il borgo degli artisti

    Sempre nell’entroterra sanremese, Bussana Vecchia è un borgo dalla storia unica. Fondato nell’XI secolo, fu distrutto dal terremoto del 1887 e rimase abbandonato fino agli anni Cinquanta, quando lo scultore torinese Mario Giani (in arte Clizia) decise di stabilirvisi, fondando una comunità internazionale di artisti . Oggi, tra i vicoli e le case restaurate, si scopre un luogo sorprendente: atelier, laboratori e gallerie d’arte colorano il borgo, che ha assunto il nome di “paese degli artisti”. Un luogo dove arte e rinascita si intrecciano in un’atmosfera fuori dal tempo .

    Laigueglia e Andora: turismo slow e sportivo

    Sempre sul Ponente, Laigueglia è un vecchio borgo di pescatori con graziose case colorate accarezzate dal mare, ideale per un turismo che abbina i sapori locali – come le sarde ripiene e i dolci “gobeletti” – alle attività all’aria aperta: camminate e trekking con incredibili panorami sul mare e itinerari in bici .

    Poco più a sud, Andora presenta due volti: l’anima antica arroccata sulla collina (Borgata di Castello) e il centro moderno sulla costa pianeggiante. La natura unica del territorio offre sport acquatici, escursioni a cavallo e mountain bike, con mulattiere impreziosite da terrazzamenti di ulivi e macchia mediterranea .


    In settembre, con il caldo che si attenua e le folle che si diradano, questi itinerari permettono di scoprire la Liguria più autentica: quella fatta di silenzi, panorami mozzafiato, borghi che raccontano storie di arte e rinascita, e sapori genuini che aspettano solo di essere assaporati.

  • Ferragosto 2026 in Liguria: itinerari per tutti i gusti, tra mare, montagna e borghi

    Ferragosto 2026 in Liguria: itinerari per tutti i gusti, tra mare, montagna e borghi

    Ferragosto è alle porte e la Liguria, con la sua straordinaria varietà di paesaggi, si prepara ad accogliere chi cerca il classico bagno in mare, chi sogna un trekking panoramico, chi desidera scoprire borghi medievali e chi, semplicemente, vuole fuggire dal caos. Ecco alcuni itinerari pensati per vivere al meglio il ponte di Ferragosto.

    🌊 Itinerario Classico: Tra spiagge e località iconiche

    Per chi non rinuncia al mare, la Liguria offre località rinomate e facilmente raggiungibili, anche in treno.

    • Santa Margherita Ligure e Paraggi: la Riviera di Levante si conferma una scelta d’eccellenza. A Santa Margherita Ligure, la serata di Ferragosto sarà all’insegna della musica classica con il concerto di Wolfgang Redik e Andrea Bacchetti a Villa Durazzo . Poco distante, la baia di Paraggi, con le sue acque cristalline, è una delle mete più esclusive, con beach club che animano le giornate fino al tramonto .
    • Le Cinque Terre: un classico senza tempo. Il mix unico di mare e sentieri panoramici le rende una meta perfetta per Ferragosto . Attenzione però: l’afflusso è sempre massiccio. Per chi cerca un’alternativa altrettanto suggestiva ma meno battuta, la vicina Scalinata di Monesteroli, a Tramonti di Riomaggiore, è un’opzione avventurosa: 2200 gradini che scendono a picco sul mare tra i vigneti, regalando un panorama mozzafiato e l’accesso a una gola dalle acque cristalline per un bagno in tranquillità .
    • Varazze: sulla Riviera di Ponente, questa cittadina offre una giornata di mare tra stabilimenti balneari e spiagge libere, con la possibilità di passeggiare sul lungomare Europa (5 km che collegano Varazze a Cogoleto) o esplorare l’antico borgo marinaro .

    🏞️ Itinerario Alternativo: Fuga nella natura e trekking

    Se il caos del mare non fa per voi, la Liguria sa regalare rifugi di pace nella sua natura più autentica, tra montagne, laghi e sentieri storici .

    • Escursione alla Grotta dei Falsari: un trekking di 5 km lungo il Sentiero del Pellegrino che unisce Noli a Varigotti, nel savonese. Un percorso suggestivo che attraversa una celebre grotta e si conclude con un bagno alla Baia dei Saraceni . Un’occasione per scoprire angoli che hanno ispirato anche il cinema d’animazione.
    • Pic-nic in Val d’Aveto: un’oasi di pace nell’entroterra genovese. Il lago delle Lame è la location ideale per un pic-nic in famiglia o tra amici . Un’alternativa per chi cerca il fresco della montagna a pochi passi dal mare.
    • Le vette delle Alpi Liguri: per gli escursionisti più temerari, il Monte Saccarello (2201 m), la vetta più alta della Liguria, è una sfida che ripaga con panorami mozzafiato. Il Sentiero degli Alpini è un percorso impegnativo (20 km e 7-8 ore di cammino) che regala una vista che spazia dal mare alle Alpi, fino alla Corsica .

    🏘️ Itinerario Culturale: Borghi e città d’arte

    Per chi desidera unire la scoperta culturale al relax, la Liguria offre un patrimonio storico e artistico di inestimabile valore.

    • Alla scoperta dei borghi: per un tour più strutturato, si può seguire un itinerario che tocca alcune delle perle liguri: Genova con i suoi caruggi e il Porto Antico, Finalborgo (uno dei borghi più belli d’Italia) con la sua atmosfera medievale, e Noli, cittadina pittoresca con le sue viuzze strette e i balconi fioriti .

    • Itinerario dell’estremo ponente: nel Parco delle Alpi Liguri, un trekking di più giorni può condurre alla scoperta di borghi autentici come Pigna e Apricale, e al famoso ponte di Dolceacqua, immortalato da Monet . Qui si possono assaporare le eccellenze enogastronomiche locali, come il Rossese di Dolceacqua, in un viaggio che è un perfetto equilibrio tra fatica e godimento .
    • Musei e mostre a Genova: per chi resta in città, il capoluogo ligure offre una vasta scelta culturale con i suoi musei (Acquario, Galata Museo del Mare, Castello D’Albertis, Palazzo Ducale con le sue mostre) aperti anche durante il ponte di Ferragosto .

    💡 Un consiglio per i vostri itinerari

    Qualunque itinerario sceglierete, ricordate che il 15 agosto 2026 cade di sabato . Questo potrebbe rendere il fine settimana particolarmente affollato. Per chi parte dalla Liguria o dalla vicina Lombardia/Piemonte, si segnalano anche viaggi organizzati in pullman, come la gita di un giorno a Varazze (partenza dal Nord Italia) o tour di 3 giorni che includono le principali città d’arte .

  • Itinerari in Moto nella Val Trebbia: il paradiso dei motociclisti

    Itinerari in Moto nella Val Trebbia: il paradiso dei motociclisti

    C’è un luogo in Italia dove le curve si susseguono come in un sogno, l’asfalto è un tappeto che abbraccia gole profonde e il paesaggio è talmente bello da aver ispirato Ernest Hemingway, che la definì “la valle più bella del mondo” . È la Val Trebbia, un angolo di Appennino tra Liguria, Emilia-Romagna e Lombardia che rappresenta una delle mete più ambite dagli amanti delle due ruote .

    L’itinerario regina: da Piacenza a Genova (e ritorno)

    Il percorso classico della Val Trebbia è la Strada Statale 45, la direttrice principale che collega Piacenza al Mar Ligure . È una strada disegnata per essere percorsa in moto: il traffico è contenuto (anche se nei weekend si popola di bikers) e le curve, che diventano sempre più tecniche man mano che si sale, regalano forti emozioni senza risultare mai eccessivamente insidiose .

    Da Piacenza a Bobbio

    Lasciata Piacenza, la SS45 scorre inizialmente dolce e abbastanza rettilinea per circa 40 km, fino a raggiungere Bobbio, il cuore pulsante della valle e tappa obbligata . Qui la sosta si impone per visitare:

    • Il Ponte Gobbo (o Ponte del Diavolo), una struttura romanica a undici arcate dalla forma irregolare che è diventata il simbolo del borgo .
    • L’Abbazia di San Colombano, fondata nel VII secolo dal monaco irlandese che è anche il patrono dei motociclisti .
    • Il Castello Malaspina, da cui si gode una vista panoramica mozzafiato sulla valle e sugli Appennini .

    Da Bobbio a Torriglia

    Lasciato Bobbio, la SS45 si inerpica in una sequenza di curve più impegnative che si snodano tra boschi e gole, seguendo il corso del fiume Trebbia . Il manto stradale si mantiene eccellente e si attraversano paesi come MarsagliaPonte Organasco e Ottone .

    Superato il confine con la Liguria a Gorreto, la strada scende verso il mare. Dopo circa 100 km da Piacenza, si arriva a Torriglia, dove si possono ammirare i resti delle antiche fortificazioni delle famiglie Malaspina, Fieschi e Doria . Da qui, il centro di Genova è a soli 30 km di distanza, dove la focaccia e il pesce sono il meritato premio per la pedalata .

    Varianti da non perdere: il Passo Penice e l’Oltrepò Pavese

    Per chi ha tempo e voglia di allungare il percorso, la Val Trebbia si presta a magnifiche varianti che abbracciano l’Oltrepò Pavese .

    Il Passo Penice

    Il Passo Penice, a 1.149 metri di altitudine, è una deviazione imperdibile da Bobbio. La strada offre curve dolci e panorami che spaziano sulle Alpi Appenniniche. È un’alternativa perfetta per un giro ad anello che, partendo da Bobbio, risale verso l’Oltrepò Pavese per poi tornare a valle .

    La Via dei Castelli

    Per chi ama unire la moto alla storia e alla cultura, esiste un itinerario che tocca i castelli della zona, perfetto per un giro tranquillo tra colline e vigneti. Questo percorso ad anello, di meno di 30 km, permette di visitare:

    • Il Castello di Statto, oltre il fiume Trebbia lungo la panoramica SP40, con le sue quattro torri rotonde e gli affreschi nelle sale nobili .
    • Il Castello di Rivalta, poco più a valle, una dimora signorile circondata da un bellissimo parco e considerata uno dei più preziosi ritrovamenti storici della provincia di Piacenza .

    Dove fermarsi: la cucina della Val Trebbia

    Una delle gioie del mototurismo è la scoperta dei sapori locali, e la Val Trebbia non delude. Le soste gastronomiche sono una parte fondamentale dell’esperienza.

    • A Bobbio e dintorni: l’agriturismo Il Torrione del Trebbia propone cucina tipica piacentina con prodotti locali e di stagione . Da non perdere i maccheroni bobbiesi e la famosa coppa piacentina .
    • A Brugnello, il piccolo borgo che domina il corso del fiume, l’Albergo Ristorante Rocca Rosa offre una posizione dominante e un’ottima cucina .
    • Nella parte alta della valle, l’Albergo Ristorante Genova è considerato una sosta classica e molto apprezzata dai bikers .
    • Non mancano agriturismi sparsi lungo tutto il percorso che offrono gnocco fritto, pisarei (gnocchetti di pane raffermo) e specialità a base di funghi .

    Consigli per una guida sicura

    • Il manto stradale della SS45 è generalmente ottimo, ma come sempre, soprattutto nelle zone montane, è meglio prestare attenzione a eventuali cambiamenti climatici .
    • Nei weekend e in estate la valle si popola di molti bikers, quindi è fondamentale mantenere la prudenza e non lasciarsi trascinare dall’entusiasmo .
    • Verificate sempre lo stato tecnico della vostra moto prima di partire e indossate l’equipaggiamento protettivo adeguato .
  • Dove sfuggire all’afa in Liguria: oasi di fresco tra montagne, borghi e acque sorgive

    Dove sfuggire all’afa in Liguria: oasi di fresco tra montagne, borghi e acque sorgive

    Quando il termometro inizia a segnare temperature elevate e la spiaggia sembra più un frullatore di ombrelloni che un luogo di relax, la Liguria svela il suo lato più segreto e rinfrescante. Lontano dal frastuono della costa, l’entroterra ligure offre un rifugio prezioso, dove l’aria è più fresca, i ritmi più lenti e la natura regna sovrana.

    Ecco alcune delle mete migliori per sfuggire all’afa e riscoprire il piacere di un’estate all’insegna del benessere.

    🏞️ Le Alpi Liguri: frescura a 360 gradi

    Per un vero e proprio cambio di scenario, basta salire di quota. L’estremo ponente ligure custodisce località dove l’aria fresca è di casa.

    • Monesi di Triora (IM) è la regina del fresco: a 1.376 metri di altitudine, ai piedi del Monte Saccarello, la vetta più alta della Liguria, le temperature estive sono decisamente più miti che al mare . È il punto di partenza ideale per escursioni e trekking, oltre che per percorrere la storica Via del Sale, un tracciato sterrato di 40 km che supera i 2.000 metri di altezza .
    • Lecchiore (IM), frazione di Dolcedo, è famosa per i suoi laghetti immersi nel bosco di lecci, dove l’acqua rimane “freddissima anche ad agosto” . Un luogo perfetto per un tuffo rinfrescante in un contesto selvaggio e naturale.

    🏔️ Il Parco dell’Aveto: il cuore fresco del Levante

    Il Parco Naturale Regionale dell’Aveto è un’istituzione quando si parla di refrigerio estivo. Le sue faggete e le sue alte vette creano un microclima che lo rende una delle zone più fresche della Liguria.

    • Rezzoaglio detiene spesso il record delle temperature più basse, grazie alle dense faggete e ai boschi della Foresta delle Lame, dove si trova l’omonimo lago di origine glaciale . Un luogo magico dove la natura è padrona.
    • Il Rifugio Malga Zanoni (1.100 m), situato nel cuore del Parco, è una base perfetta per escursioni verso il Monte Aiona e il Monte Penna, o per semplici passeggiate nei boschi. Aperto tutto il giorno, offre anche la possibilità di pernottare per godere appieno della quiete della montagna .
    • Il Passo del Bocco, in Valle Sturla, è un altro punto di partenza per bellissime escursioni. Qui si trovano il Bosco Giardino, un percorso didattico, e il vicino Laghetto del Bocco, una piccola oasi di pace e natura .

    🏊‍♂️ Il fascino delle acque dolci: fiumi e laghetti

    Per chi cerca il bagno in un contesto diverso dal mare, i corsi d’acqua dell’entroterra offrono piscine naturali di una bellezza incontaminata.

    • La Val Trebbia è una delle mete più classiche per chi cerca il fresco. Da Torriglia in su, le temperature calano e le acque del fiume diventano una tentazione. Località come Due Ponti e le “spiaggette” naturali vicino a Rovegno offrono ampi spazi verdi per stendersi e tuffi in acque limpide . Il Lago del Brugneto, poco distante, è un’altra meta perfetta per un picnic rinfrescante .
    • Il Laghetto del Bocco, vicino al passo omonimo, offre una breve e rilassante passeggiata all’ombra, lontano dal caos .
    • Per gli escursionisti più esperti, i Laghetti della Val Lentro e il Lago della Tina (sulle alture di Arenzano) rappresentano mete selvagge e poco frequentate, dove l’acqua è cristallina e la folla è un ricordo lontano . Il Rio Lerca e il Rio Prialunga, nel Parco del Beigua, sono invece famosi per le loro pozze smeraldine e sono destinazioni amate dagli appassionati di canyoning .

    🏘️ I borghi dell’entroterra: storia e atmosfera

    A volte, il modo migliore per sfuggire al caldo è perdersi tra i vicoli ombreggiati di un borgo antico, dove le case in pietra e i carruggi creano naturali corridoi d’ombra.

    • Ceriana (IM) è un gioiello recentemente inserito tra i Borghi più belli d’Italia. Arroccato tra le montagne e il mare, offre un’atmosfera intima e autentica, con un centro storico a “anelli concentrici” che lo rese inespugnabile . Le sue trattorie servono una cucina ligure genuina, e i boschi circostanti offrono sentieri per piacevoli passeggiate .
    • Pietrabruna (IM) è un altro borgo affascinante, famoso per la pietra bruno-rossastra con cui sono state edificate le sue case. Sviluppato sulle pendici del Monte Faudo, offre una forte tradizione religiosa e un museo archeologico ed etnografico che racconta la storia e le tradizioni locali .
    • Giustenice (SV), nella Valle del torrente Scarincio, è un antico villaggio abitato fin dai tempi dei Liguri Ingauni, che trovavano refrigerio nelle grotte della zona. Oggi il suo castello medievale domina il borgo .
    • Nell’Alta Val di Vara, Varese Ligure (SP) è un esempio di sostenibilità, essendo stata la prima vallata in Italia a ottenere il marchio del biologico. Un luogo dove la genuinità e il contatto con la natura sono di casa .

    🦇 Un’esperienza unica: le Grotte di Toirano

    Per un refrigerio assicurato e un viaggio nel tempo, le Grotte di Toirano (SV) sono una scelta fuori dal comune. All’interno della Grotta della Bàsura, la temperatura si mantiene costantemente fresca anche nelle giornate più calde. Qui si possono ammirare stalattiti e stalagmiti, ma anche le impronte e i resti dell’orso delle caverne, che utilizzava queste grotte come rifugio . Una visita che unisce il piacere del fresco alla scoperta di un patrimonio paleontologico unico.

  • Liguria in Bici a Luglio: Itinerari tra Mare e Montagna

    Liguria in Bici a Luglio: Itinerari tra Mare e Montagna

    Luglio in Liguria: il sole è alto, le giornate sono lunghe e il mare invita a tuffi rinfrescanti. Ma per chi ama la bicicletta, questo è anche il mese ideale per scoprire la regione su due ruote, approfittando della luce abbondante e delle numerose ciclovie che si snodano tra costa e entroterra . Attenzione solo al caldo: il consiglio è di partire presto al mattino, portare con sé tanta acqua e avere sempre un “piano B” per una sosta rinfrescante .

    🌊 Sul Mare: La Cycling Riviera, il Gioiello del Ponente

    Se cerchi un percorso facile, panoramico e adatto a tutti, la Cycling Riviera (o Pista Ciclabile del Ponente Ligure) è la scelta perfetta. Si tratta di un’opera di ingegno che ha trasformato il sedime della vecchia ferrovia costiera in una lunga via verde affacciata sul Mediterraneo .

    • Il Percorso: Il tratto più famoso, e ormai completamente percorribile, si estende per quasi 50 chilometri consecutivi sul mare, da Ospedaletti ad Andora, passando per località iconiche come Sanremo, Arma di Taggia e San Lorenzo al Mare .
    • Caratteristiche: È una pista asfaltata, pianeggiante e ben segnalata, che attraversa gallerie illuminate e offre scorci mozzafiato sulla Riviera dei Fiori . È l’ideale per famiglie, ciclisti di ogni livello e persino per semplici passeggiate .
    • Le Soste: Lungo il percorso non mancano aree di sosta, punti di ristoro e accessi diretti alle spiagge. Imperdibili le deviazioni nei borghi storici come la Pigna di Sanremo o il centro medievale di Taggia . E per rifocillarsi, una sosta per assaggiare la sardenaira (la “pizza” di Sanremo) o le olive taggiasche è d’obbligo .

    ⛰️ Alla Scoperta dell’Entroterra: Avventura e Panorami

    Per chi cerca un’esperienza più impegnativa e vuole sfuggire al caldo della costa, l’entroterra ligure offre itinerari mozzafiato tra boschi, borghi antichi e alte vette.

    • Ciclovia Bicknell: Un anello di circa 100-150 km che parte e torna a Bordighera, in onore dello studioso Clarence Bicknell . L’itinerario si addentra nell’entroterra del Parco Alpi Liguri fino a toccare la Francia, attraversando paesaggi spettacolari. È un percorso per bici gravel o mountain bike, che richiede un buon allenamento e può essere suddiviso in più tappe . Tra i punti di interesse: il Santuario di Notre-Dame des Fontaines a Briga (la “Cappella Sistina delle Alpi”) e il borgo di Triora, famoso per la sua storia di streghe .
    • Finale Ligure: La Capitale dell’Outdoor: Questa zona è un paradiso per gli amanti della mountain bike e della gravel, con una rete di sentieri e percorsi che si adattano a tutti i livelli . Si possono fare anelli partendo da Finalborgo, alternando tratti costieri a impegnative salite nell’entroterra, come quella che porta al Piano dei Corsi a 1.017 metri di quota .
    • Alta Via del Sale: Per un’avventura in quota, questa strada bianca ex militare è una leggenda tra i ciclisti. Si snoda tra le Alpi Liguri e offre un percorso sterrato di grande fascino, percorribile con bici gravel o MTB, con tratti esposti e panorami mozzafiato. La strada è a pagamento (1 euro) e in alcuni giorni è riservata a pedoni e ciclisti . La si può affrontare a tappe, con pernottamenti in rifugio, come parte di traversate più lunghe che partono dal Piemonte e arrivano fino al mare .

    🚵 Percorsi per Tutti i Gusti: MTB, Gravel e Family

    La Liguria offre un ventaglio di possibilità per ogni tipo di ciclista:

    • Per gli Amanti della MTB: Oltre a Finale, il Parco Naturale delle Alpi Liguri e il Parco dell’Aveto offrono numerosi itinerari su sentieri e strade sterrate . A luglio, il Festival dell’Outdoor “Sciacarée” anima i borghi del Parco Alpi Liguri con escursioni in e-mtb, corsi di avviamento e attività per famiglie .
    • Per un Tour “All-Rounder”: La zona di Alassio è una base comoda per costruire uscite ad anello di varia difficoltà. Si può scegliere tra la facile salita alla Madonna della Guardia (19 km, 544 m D+) o giri più impegnativi nell’entroterra come quello di Testico (47 km, 831 m D+) .
    • Soste Rinfrescanti: In luglio, approfitta dei laghi e dei fiumi dell’entroterra per una pausa bagno. Il Lago della Busalletta offre un anello ciclabile di 23 km, mentre i laghetti del Parco dell’Aveto o le pozze del Rio Lerca sono mete selvagge per rinfrescarsi .

    Consiglio Pratico: La Liguria si presta bene all’intermodalità treno+bici . Puoi pianificare tappe lineari e rientrare in treno, evitando di ripetere lo stesso percorso. Sfrutta questa possibilità per esplorare tratti diversi della Cycling Riviera o per raggiungere i punti di partenza delle escursioni più impegnative, come la Ciclovia Bicknell, che inizia a Bordighera dopo un viaggio sulla spettacolare Ferrovia delle Meraviglie .

  • 3 Sentieri da fare a Giugno in Liguria (quando è caldo ma non torrido)

    3 Sentieri da fare a Giugno in Liguria (quando è caldo ma non torrido)

    Giugno è il mese perfetto per camminare in Liguria. Lo so, sembra un paradosso. Tutti pensano al mare, agli ombrelloni, ai bagni rinfrescanti. Ma c’è un’altra Liguria, quella dell’entroterra, che a giugno è semplicemente spettacolare.

    Le temperature sulla costa iniziano a salire (25-28°C), ma salendo di qualche centinaio di metri si trova un clima perfetto: l’aria è pulita, il cielo è azzurro, la fioritura è al suo massimo e le giornate sono lunghe. E la cosa migliore? I sentieri non sono ancora affollati come ad agosto.

    Ho selezionato per voi 3 sentieri liguri da fare a giugno, pensati per diverse difficoltà e diversi scenari. Uno sul mare (per chi vuole il panorama e un tuffo finale), uno nel bosco (per chi cerca fresco e silenzio) e uno sull’Appennino (per chi non teme la fatica e vuole viste da togliere il fiato).

    Come scegliere un sentiero a giugno: le regole d’oro

    Prima di partire, un paio di accorgimenti fondamentali:

    1. Partite presto. A giugno il sole sorge alle 5:30 e la parte migliore della giornata per camminare è fino alle 11:00. Dopodiché, anche in montagna, inizia a fare caldo. Svegliarsi alle 6:00 per essere sul sentiero alle 7:30 è la scelta intelligente.
    2. Portate almeno 2 litri d’acqua a persona. Sembra esagerato, ma non lo è. I fontanili in Liguria ci sono, ma non sempre sono segnati o funzionanti. Meglio avere l’acqua che cercarla.
    3. Protezione solare obbligatoria. Anche se camminate nel bosco, i raggi filtrati dalle foglie sono insidiosi. Cappellino, crema e occhiali da sole.
    4. Controllate l’esposizione. A giugno, i versanti esposti a Sud sono forni già alle 10:00. Preferite percorsi con esposizione Nord o Est, o che si svolgano prevalentemente nel bosco.

    Detto questo, andiamo ai sentieri.


    1. Sentiero del Monte Portofino (da San Rocco a Portofino Vetta)

    Il classico che non delude mai, perfetto per chi vuole mare e montagna in un solo colpo.

    • Partenza: San Rocco di Camogli (si parcheggia nel paese o poco sopra)
    • Arrivo: Portofino Vetta (o si prosegue fino a Portofino)
    • Lunghezza: 6 km (andata e ritorno, o 12 km con anello)
    • Dislivello: 350 m
    • Durata: 2-3 ore (solo andata)
    • Difficoltà: E (Escursionistico) – adatto a chi ha un minimo di allenamento

    Perché a giugno è perfetto

    Il Monte di Portofino (610 m) è una delle zone più verdi della Liguria. A giugno, il bosco di lecci, querce e pini marittimi è fitto e offre ombra per gran parte del percorso. Le temperature sulla vetta sono spesso 5-6 gradi inferiori rispetto alla costa.

    Il sentiero principale (n. 1) parte da San Rocco, un borgo arroccato sopra Camogli, e sale dolcemente nel bosco fino alla chiesetta di San Nicolò di Capodimonte. Da qui, si prosegue verso il Faro di Portofino (la “vetta”) con viste spettacolari su entrambi i golfi: Golfo Paradiso da una parte, Golfo del Tigullio dall’altra.

    Il valore aggiunto a giugno

    • La fioritura: a giugno, lungo il sentiero, fioriscono l’elicriso (quell’odore di curry e mare), le ginestre e le orchidee selvatiche.
    • Il tuffo finale: potete scendere a Portofino (sentiero più ripido, 45 minuti) e farvi un bagno nella baia. L’acqua a giugno è fresca ma fattibile.
    • Le lucciole: se tornate al tramonto, nelle serate di inizio giugno, potreste vedere le lucciole nel bosco.

    Il trucco del locale

    Non parcheggiate a Camogli (troppo pieno). Salite direttamente a San Rocco con l’auto. C’è un piccolo parcheggio gratuito vicino al cimitero. Se è pieno, proseguite verso Ruta (frazione di Camogli) e trovate parcheggio lì.

    Info utili: Il sentiero è ben segnalato (segnavia n. 1 del Parco di Portofino). Portate la tessera del parco? No, l’accesso è libero. Ma se volete fare il bagno a Portofino, sappiate che la spiaggia libera è minuscola.


    2. Anello del Monte Gazzo (Sestri Ponente, Genova)

    Il sentiero “segretissimo” dei genovesi, perfetto per una mezza giornata vicino a città.

    • Partenza e arrivo: Via Monte Gazzo (Sestri Ponente) – parcheggio all’inizio della salita sterrata
    • Lunghezza: 5 km (anello completo)
    • Dislivello: 200 m
    • Durata: 1,5 – 2 ore
    • Difficoltà: T (Turistico) – adatto a tutti, famiglie incluse

    Perché a giugno è perfetto

    Il Monte Gazzo (419 m) è quella collina che vedete sulla destra quando uscite da Genova verso Ponente. Quasi nessuno turista la conosce, ma è un piccolo paradiso a due passi dalla città.

    Il percorso si snoda interamente nel bosco di pini e lecci, con rari tratti esposti. La temperatura interna è quasi sempre 5-6 gradi inferiore rispetto alla città. A giugno, quando a Genova ci sono 28°C, sul Gazzo si sta benissimo.

    Cosa si vede

    Lungo l’anello incontrerete:

    • Le trincee della Prima Guerra Mondiale (il Gazzo era una postazione antiaerea). Sono ben conservate e percorribili con una torcia.
    • Le grotte naturali (attenzione: non attrezzate, ma visibili dall’esterno).
    • Il belvedere sulla Val Polcevera e sul lungomare di Pegli.

    Perché a giugno è speciale

    • L’oleandro: a giugno, lungo i bordi del sentiero, l’oleandro selvatico è in piena fioritura. Rosa, bianco, viola.
    • Le farfalle: il Gazzo è un’area protetta per i lepidotteri. A giugno si vedono decine di specie diverse.
    • È vicino alla città: potete fare trekking la mattina, tornare a casa per pranzo, e nel pomeriggio andare al mare. Perfetto per un weekend lungo.

    Attenzione a…

    Il sentiero è ben segnato ma in alcuni punti è stretto e scivoloso se ha piovuto. Scarpe da trekking (non infradito, per carità). Il parcheggio all’inizio della strada sterrata è gratuito, ma non enorme: arrivate prima delle 9:30.

    Info utili: Esistono due ingressi principali. Quello da Via Monte Gazzo è il più comodo. Quello da Via Hermada (Pegli) parte dal mare ma ha più dislivello.


    3. Monte Porale (tra Pietra Ligure e Bardineto)

    Il “frigorifero” dell’estate: un sentiero in faggeta che vi farà dimenticare il caldo.

    • Partenza: Bardineto (SV) – parcheggio vicino al santuario
    • Arrivo: Monte Porale (con anello o andata/ritorno)
    • Lunghezza: 10 km (anello completo)
    • Dislivello: 450 m
    • Durata: 3,5 – 4 ore
    • Difficoltà: E (Escursionistico) – richiede un minimo di preparazione

    Perché a giugno è perfetto

    Il Monte Porale (1348 m) è nell’entroterra savonese, a pochi chilometri da Finale Ligure e Pietra Ligure. Ma qui non c’è mare: c’è una faggeta secolare che a giugno è ancora fresca come in primavera.

    Le faggete hanno un microclima particolare: l’alta umidità e la fitta chioma mantengono la temperatura intorno ai 18-20°C anche quando a valle ci sono 30°C. È il luogo ideale per chi non sopporta il caldo ma vuole stare in natura.

    Il percorso

    Si parte da Bardineto (700 m), si sale attraverso la faggeta fino al crinale, poi si segue l’anello che tocca il Monte Porale e rientra. Il clou del percorso è quando si esce dal bosco in vetta: panorama a 360° sulle Alpi Apuane, sul Mar Ligure e sulla pianura padana.

    A giugno, la faggeta è al massimo del suo verde brillante. Il sottobosco è punteggiato di felci e fiori di montagna (genziane, gigli, campanule).

    Il trucco del locale

    Partite presto (entro le 8:30) non tanto per il caldo (lì non fa caldo), ma perché nel pomeriggio spesso si formano nuvole e nebbie che coprono la vista. La mattina presto è quasi sempre cielo limpido.

    Dopo il trekking, vale la pena scendere a Bardineto per un piatto di trofie al pesto o una cima alla genovese in uno dei ristoranti del paese.

    Attenzione a…

    • Le zecche: in faggeta a giugno ci sono le zecche. Vestitevi con pantaloni lunghi e scarpe chiuse, e controllatevi alla fine del percorso.
    • La segnaletica: non è eccellente come sul Portofino. Scaricate la traccia GPS o portate una mappa cartacea. Non affidatevi solo al cellulare (la copertura è scarsa).
    • Acqua: non ci sono fontanili lungo il percorso. Portatevi 2 litri a persona.

    Info utili: Il Monte Porale fa parte del Parco Naturale Regionale di Bric Tana. L’ingresso è libero. Se siete fortunati, potreste avvistare caprioli o aquile reali.


    Tabella riassuntiva (per scegliere al volo)

    SentieroDifficoltàDurataOmbraPanoramaIdeale per
    Monte PortofinoE (medio)2-3 h70%Mare (spettacolare)Chi vuole mare + trekking + tuffo
    Monte GazzoT (facile)1,5-2 h90%Città e collineFamiglie, mezza giornata, principianti
    Monte PoraleE (medio)3,5-4 h95%Montagne e mareChi cerca fresco vero e natura selvaggia

    E se piove? (Sì, a giugno può succedere)

    Giugno in Liguria è generalmente stabile, ma non mancano i temporali pomeridiani, specialmente sull’Appennino. Prima di partire:

    1. Controllate il bollettino meteo della giornata (non quello della costa, quello delle zone montane).
    2. Se c’è rischio di temporali, evitate il Monte Porale (più esposto). Il Monte Gazzo e il Portofino hanno tratti nel bosco che riparano, ma occhio ai fulmini.
    3. Portate sempre un k-way leggero nello zaino. Anche se il meteo dice sereno.

    In conclusione: perché giugno è il mese del trekking in Liguria

    Molti pensano che la Liguria sia solo “mare e sentieri ripidi e assolati”. Non è vero. La Liguria è una delle regioni più verdi d’Italia, e a giugno il verde è al suo massimo splendore.

    I tre sentieri che vi ho suggerito sono solo un assaggio. Ce ne sono decine altri: l’Anello del Monte Beigua, i sentieri delle Cinque Terre (ma a giugno sono già affollati), la Via dell’Amore riaperta… ma questi tre sono il mio cuore per giugno.

    Preparate lo zaino, sveglia alle 6:00, e via. Il profumo di elicriso, il canto del cuculo, il fresco del bosco… non c’è mare che tenga.

    Buona camminata a tutti!


    📌 Consiglio extra per i fotografi

    Portate la macchina fotografica. A giugno, la luce è calda e morbida la mattina presto, e i colori sono saturi. Sul Monte Portofino, provate una foto al Faro con il mare che brilla sotto. Sul Monte Porale, cercate i raggi di sole che filtrano tra i faggi. Ne vale la pena.

  • Mare di Giugno in Liguria: l’acqua è ancora fredda? Ecco le 5 spiagge “baciate dal sole”

    Mare di Giugno in Liguria: l’acqua è ancora fredda? Ecco le 5 spiagge “baciate dal sole”

    La domanda che ogni anno divide famiglie, distrugge amicizie e manda in crisi i turisti in partenza è sempre la stessa: “Ma l’acqua del mare in Liguria a giugno, è fredda?”.

    La risposta onesta (da ligure che ha fatto il bagno anche a marzo, ma non ve lo consiglia) è: dipende. Dipende da chi siete, da dove venite e soprattutto da che spiaggia scegliete.

    In questo articolo facciamo chiarezza una volta per tutte: vi dico la temperatura reale dell’acqua a giugno, vi spiego perché i liguri la trovano “gelida” mentre i turisti del nord Europa la adorano, e vi svelo 5 spiagge baciate dal sole dove l’acqua è più calda che altrove (o almeno, sembra).

    Ma quanti gradi fa l’acqua in Liguria a giugno?

    Andiamo con i dati, senza ipocrisie.

    • Prima metà di giugno: l’acqua si attesta sui 18-20°C. Sì, è fresca. Non è il bagno caldo di agosto (che arriva a 25-26°C). Ma non è nemmeno il freezer.
    • Seconda metà di giugno: sale rapidamente, raggiungendo i 20-22°C, soprattutto nelle baie riparate e nelle zone sabbiose poco profonde.

    Chi la trova fredda? I liguri (abituati ad agosto) e i turisti del Centro-Sud Italia.
    Chi la trova perfetta? I tedeschi, gli svizzeri, gli olandesi e i turisti del Nord Europa, che a casa loro a giugno fanno il bagno a 14°C se va bene.

    Il consiglio spassionato: portatevi un k-way o un accappatoio per uscire dall’acqua. Il vento che si alza dopo il tramonto può rinfrescare parecchio. Ma il bagno si fa eccome.

    Il segreto delle spiagge “calde”: orientamento e fondale

    Non tutte le spiagge liguri sono uguali. Per trovare l’acqua meno fredda a giugno, dovete cercare due caratteristiche:

    1. Esposizione a Sud o Sud-Ovest: le spiagge che prendono sole dalla mattina alla sera riscaldano l’acqua molto più velocemente.
    2. Fondale basso e sabbioso: la sabbia scura trattiene il calore. L’acqua bassa (dove si cammina per metri prima di fare il largo) si scalda prima dell’acqua profonda.

    Ecco quindi la mia selezione personale delle 5 spiagge “baciate dal sole” dove a giugno l’acqua è (relativamente) calda e il bagno è piacevole.

    1. Baia del Silenzio (Sestri Levante) – La perla levante

    Perché funziona a giugno: È una baia stretta, protetta dai venti da due promontori, con un fondale sabbioso che degrada dolcemente. L’acqua è calma come una piscina e, già dalla prima settimana di giugno, raggiunge i 20-21°C.

    Attenzione: È piccolissima. A giugno è già piena ma non esagerata (agosto è un incubo). Arrivate al mattino presto (9:00) o nel tardo pomeriggio (17:00) per trovare un metro di asciugamano.

    Consiglio da locale: Mangiate una focaccia al formaggio da Manuelina in centro, poi fate il bagno. La combinazione è letale (per la dieta).

    2. Spiaggia di Levanto – L’alternativa intelligente alle Cinque Terre

    Perché funziona a giugno: Levanto è la spiaggia “buona” di chi non vuole la follia di Monterosso. È lunga, sabbiosa, esposta a Sud-Ovest. Il fondale è basso per almeno 50 metri, quindi l’acqua si scalda rapidamente. A fine giugno siamo tranquillamente sui 21-22°C.

    Vantaggio: C’è un grande parcheggio (a pagamento) vicino alla spiaggia e si arriva facilmente in treno. Da qui si può fare il bagno e poi prendere il traghetto o il treno per le Cinque Terre, senza lo stress di dormire lì.

    Nota per i surfisti: Le onde arrivano solo con libeccio, quindi a giugno mare generalmente piatto. Perfetto per famiglie.

    3. Baia dei Saraceni (Varazze) – Il segreto del savonese

    Perché funziona a giugno: Non è la spiaggia centrale di Varazze (che è più esposta ai venti), ma questa piccola baia subito dopo il porto, verso il promontorio. È riparata, con sabbia scura e fondale che sale subito. L’acqua è spesso 1-2 gradi più calda del resto della riviera.

    Per chi è adatta: A chi cerca un’atmosfera da “villaggio” senza i prezzi di Portofino. Ci sono stabilimenti attrezzati ma anche tratti di spiaggia libera.

    Bonus: La passeggiata sul lungomare di Varazze a giugno è piena di eventi e concertini serali. Molto sottovalutata.

    4. Spiaggia di Finale Ligure (Zona Puntabella) – Per chi non teme il fresco

    Perché è in lista: Finale Ligure è più aperta al vento, quindi l’acqua tende a essere un po’ più fresca (18-19°C a inizio giugno). Ma la metto in lista perché il sole batte tutto il giorno e la spiaggia è enorme. Se siete del tipo “mi butto e mi muovo”, è perfetta.

    Il trucco: Evitate la zona centrale (più frequentata dai surfisti per le onde). Andate verso la Puntabella, dove il fondale è basso e la sabbia è fine. Lì l’acqua si scalda di più.

    Per chi è: Per gli sportivi, chi vuole fare snorkeling (le acque sono limpide già a giugno) o chi combina mare con trekking sulle falesie.

    5. Spiaggia di Alassio (Centro) – Il classico che non delude

    Perché funziona a giugno: La spiaggia di Alassio è esposta a Sud, lunghissima e con fondale molto dolce. L’acqua a giugno è generalmente calma e pulita. La temperatura arriva tranquillamente a 20-21°C già a metà mese.

    Il valore aggiunto: Il Budello di Alassio (il centro pedonale) a giugno è vivo ma non soffocante. Potete fare il bagno la mattina, pranzare con un pesto, passeggiare nel pomeriggio e tornare in spiaggia per il tramonto.

    Nota d’obbligo: La spiaggia è quasi interamente in concessione ai bagni. La spiaggia libera esiste ma è piccola. Portate i soldi per l’ombrellone o prenotate online.

    E le altre? Cosa evitare a giugno per l’acqua fredda?

    Per onestà intellettuale, vi dico anche dove l’acqua a giugno è decisamente fresca (perché tanto qualcuno ci andrà comunque):

    • San Fruttuoso (Camogli): meravigliosa, ma è una baia profonda e ombreggiata dai monti fino a tarda mattina. L’acqua non supera i 18°C a giugno. Perfetta per un tuffo veloce, non per stare ore.
    • Le spiagge di Pietra Ligure e Borghetto Santo Spirito: molto ventose a giugno. L’acqua si raffredda per l’agitazione.
    • Le calette di Portofino: spettacolari ma spesso esposte a tramontana. Acqua cristallina ma freddina.

    In conclusione: vale la pena andare al mare in Liguria a giugno?

    Assolutamente sì. L’acqua non è quella del bagno caldo di agosto, ma è decisamente balneabile. E i vantaggi sono enormi:

    • Meno folla (relativamente, ma niente a che vedere con luglio-agosto).
    • Prezzi più bassi (gli stabilimenti balneari spesso hanno tariffe di “inizio stagione”).
    • Giornate lunghe (sole fino alle 21:00).
    • Niente afa assassina (l’umidità è sopportabile).

    Il mio consiglio da ligure: non state a guardare il termometro. Buttatevi. Dopo i primi trenta secondi di “ahia”, il corpo si abitua e scoprirete che fare il bagno a giugno ha un gusto speciale. È il mare dei locali, degli iniziati, di chi sa che l’estate vera comincia prima che arrivi la bolgia.

    E se qualcuno vi dice “ma è freddo”, rispondete come facciamo noi: “Non è freddo, è rinfrescante”.


    📌 Riassunto rapido per i frettolosi:

    SpiaggiaTemp. a fine giugnoEsposizioneIdeale per
    Baia del Silenzio (Sestri L.)21-22°CSudFamiglie, romanticherie
    Levanto21-22°CSud-OvestCinque Terre low cost
    Baia dei Saraceni (Varazze)21°CSudRelax, atmosfera locale
    Finale Ligure (Puntabella)19-20°CSudSportivi, surf (se c’è onda)
    Alassio20-21°CSudTurismo classico, comodità
  • Apri la stagione dei bagni? Le spiagge più belle dove prendere il primo sole (e fare il primo tuffo dell’anno)

    Apri la stagione dei bagni? Le spiagge più belle dove prendere il primo sole (e fare il primo tuffo dell’anno)

    Maggio è il mese dei grandi risvegli. Le giornate si allungano, il sole scalda senza bruciare e il mare, dopo l’inverno, torna finalmente ad accogliere i primi coraggiosi. È il momento perfetto per aprire la stagione dei bagni: niente folla, niente afa, niente ombrelloni attaccati l’uno all’altro. Solo spiagge ancora semi-deserte, acqua fresca ma invitante e quel profumo di libertà che solo il mare sa regalare.

    Se anche voi state pensando di concedervi il primo tuffo dell’anno, la Liguria – con la sua costa frastagliata, le sue calette nascoste e il suo clima mite – è la meta ideale. Ecco una guida alle spiagge più belle dove stendere l’asciugamano a maggio, con tutti i consigli pratici per godersi il mare in tutta tranquillità.


    Perché maggio è il mese perfetto per il primo bagno

    Lo dicono i numeri e lo sanno bene i liguri: la stagione balneare in Liguria parte ufficialmente venerdì 1° maggio 2026 (con l’eccezione di Priaruggia, a Genova, che aprirà il 1° giugno) . Ma la vera data da segnare sul calendario per chi vuole trovare stabilimenti operativi e servizi attivi è il 15 maggio, quando la regione si allinea alle disposizioni nazionali con una stagione che si estenderà fino al 15 settembre .

    Maggio però non si sceglie solo per questioni di calendario. È il mese della temperatura perfetta: il termometro si attesta tra i 20 e i 25 gradi, l’acqua inizia a essere invitante (specialmente nelle baie più riparate) e, cosa più importante, non c’è ressa. Come spiegano gli esperti, a maggio si può godere di un mare quasi privato, lontano dal caos che caratterizza luglio e agosto .

    E poi c’è il paesaggio: la macchia mediterranea è in piena fioritura, i profumi di mirto ed elicriso riempiono l’aria, e le scogliere si tingono di verde brillante. Camminare lungo i sentieri costieri e poi tuffarsi in acqua è un’esperienza che in piena estate, con il sole a picco e la folla, non si può vivere allo stesso modo .


    Una nota importante: dove NON si può fare il bagno a maggio 2026

    Prima di partire, un avviso doveroso. Se state pensando di fare tappa a Santa Margherita Ligure, sappiate che la spiaggia di Ghiaia – una delle poche libere della città – è off limits per tutta la stagione estiva 2026. Il sindaco ha firmato un’ordinanza di divieto di balneazione dopo che per cinque anni consecutivi i monitoraggi di Arpal hanno registrato risultati “scarsi” .

    Il decreto regionale impone il divieto dal 1° maggio al 30 settembre, quindi per il ponte del Primo Maggio i turisti che arriveranno a Santa Margherita dovranno scegliere un altro punto del litorale . Nessun problema, però: la Riviera è piena di alternative.


    Le spiagge più belle per il primo tuffo di maggio

    Ecco una selezione delle spiagge dove il primo bagno dell’anno diventa un ricordo indelebile. Le ho divise per zona, dalla Riviera di Ponente a quella di Levante.


    Ponente Ligure (da Ventimiglia a Savona)

    🏖️ Spiaggia delle Calandre – Ventimiglia

    Un angolo di Costa Azzurra in Liguria

    Quasi al confine con la Francia, questa spiaggia di sabbia dorata è una delle più suggestive dell’intera regione . Si raggiunge con un sentiero panoramico di una ventina di minuti che parte dalla passeggiata Marconi, un piccolo trekking che scoraggia chi cerca la comodità dell’ombrellone sotto casa . Il premio? Un’acqua cristallina con tonalità che vanno dal turchese al blu profondo, e un’atmosfera da sogno.

    Perché a maggio: La spiaggia è esposta al sole, e a maggio – quando ancora non ci sono le mareggiate estive – l’arenile è particolarmente ampio e soffice . Attenzione: nessun chiosco, portate acqua e cibo .

    Come arrivare: Uscita autostradale Ventimiglia, poi seguire le indicazioni per la passeggiata Marconi. Parcheggio nelle vicinanze.


    🏖️ Baia dei Saraceni – Varigotti (Savona)

    Un pezzo di paradiso tropicale tra le scogliere

    Considerata da molti la spiaggia più bella della Liguria , la Baia dei Saraceni è un quadro che toglie il fiato: sabbia bianca e finissima, mare turchese e smeraldo, incorniciata dalle pareti rocciose di Capo Noli . È una delle poche spiagge della regione con un’ampia distesa sabbiosa, e l’accesso è facilissimo dalla Via Aurelia .

    Perché a maggio: In piena estate è molto frequentata, ma a maggio potrete godere di questo spettacolo con pochi altri bagnanti. L’acqua è già limpida e i fondali bassi la rendono perfetta anche per famiglie con bambini .

    Come arrivare: Sulla Via Aurelia tra Finale Ligure e Varigotti. Parcheggi a pagamento nelle vicinanze.


    🏖️ Punta Crena – tra Varigotti e Noli

    La caletta segreta da cartolina

    Se cercate il massimo dell’isolamento, Punta Crena è la risposta. Una spiaggia minuscola, incastonata sotto un promontorio roccioso, con acqua turchese e fondali perfetti per lo snorkeling . L’accesso via terra è impervio e in parte interdetto, quindi il modo migliore per raggiungerla è via mare, con canoe o sup noleggiati dagli stabilimenti della vicina Baia dei Saraceni .

    Perché a maggio: Lo spazio è pochissimo, ma a maggio – soprattutto in settimana – si può sperare di avere questo angolo di paradiso quasi per sé. Fondali ricchi di flora e fauna: portate maschera e boccaglio.

    Come arrivare: Parcheggiare nei pressi della Baia dei Saraceni e poi raggiungerla via mare.


    🏖️ Spiaggia dei Pescatori – Noli

    Mare e storia, a due passi dal borgo

    Noli è uno dei borghi medievali meglio conservati della Liguria, e la sua Spiaggia dei Pescatori è un gioiello . Un arenile di sabbia mista a ghiaia e ciottoli, lambito da un mare trasparente e calmo, perfetto per nuotare con la vista delle antiche torri che si specchiano nell’acqua .

    Perché a maggio: La spiaggia è riparata e l’acqua si riscalda presto. Dopo il bagno, concedetevi una passeggiata nei caruggi di Noli e una sosta in una focacceria. È l’esperienza completa.

    Come arrivare: Uscita autostradale Spotorno, seguire per Noli. Parcheggio nei pressi del centro storico.


    Genovesato (da Genova a Camogli)

    🏖️ Baia di San Fruttuoso – Camogli

    Un sogno raggiungibile solo via mare o sentiero

    La spiaggia di San Fruttuoso è una delle più iconiche della Liguria. Incastonata in un’insenatura del promontorio di Portofino, è lunga poco più di venti metri e si affaccia su un mare cristallino . L’unico modo per raggiungerla è a piedi lungo i sentieri del Parco di Portofino oppure in battello da Camogli, Portofino o Santa Margherita .

    Perché a maggio: In piena estate è sovraffollata, ma a maggio – complice l’accesso non immediato – si può godere di questo angolo di paradiso con molta più calma. E l’acqua, già limpida, invita al tuffo .

    Come arrivare: Battelli da Camogli o trekking dal Parco di Portofino.


    🏖️ Spiaggia di San Donato – Finale Ligure

    Ideale per famiglie e primo tuffo in sicurezza

    A Finale Ligure, la spiaggia di San Donato è un’ottima scelta per chi cerca comfort e acqua pulita. Sabbia grigia, mare trasparente e fondali che digradano dolcemente, perfetti anche per i bambini .

    Perché a maggio: La spiaggia è riparata e il clima mite permette di prendere il primo sole senza soffrire il caldo. Nei dintorni, parcheggi e servizi.

    Come arrivare: Uscita autostradale Finale Ligure, seguire le indicazioni per Capo San Donato.


    Levante Ligure (da Sestri Levante alla Spezia)

    🏖️ Baia del Silenzio – Sestri Levante

    La spiaggia da cartolina, senza la folla estiva

    Se c’è un luogo in Liguria dove il nome descrive perfettamente l’anima del posto, è la Baia del Silenzio. Incorniciata dalle tipiche case liguri color pastello, questa mezzaluna di sabbia fine e dorata è una delle spiagge più amate d’Italia . L’acqua è calma, trasparente, e sembra uno specchio .

    Perché a maggio: A maggio i flussi turistici sono ancora contenuti, e questa baia magica regala un’atmosfera quasi irreale. Le case pastello si riflettono sul mare calmo, e l’acqua è già invitante per il primo bagno .

    Come arrivare: Uscita autostradale Sestri Levante, poi seguire per il centro storico. Parcheggi a pagamento nelle vicinanze.


    🏖️ Baia Blu – Lerici (Golfo dei Poeti)

    Un’oasi accessibile a tutti

    Tra Punta Santa Teresa e Punta Galera, la Baia Blu è una spiaggia libera che offre anche la possibilità di noleggiare ombrelloni e lettini . L’arenile sabbioso si staglia su una scogliera coperta di ulivi e lecci, e il mare è trasparente, perfetto per lo snorkeling .

    Perché a maggio: È una delle poche spiagge del litorale ad aver provveduto all’abbattimento delle barriere architettoniche, con due ascensori per l’accesso . Ideale per chi cerca comfort senza rinunciare alla bellezza selvaggia.

    Come arrivabile: Da Lerici, seguire per Pozzuolo. Parcheggio nelle vicinanze.


    🏖️ Cala del Pozzale – Isola Palmaria (Porto Venere)

    La perla dell’arcipelago spezzino

    Di fronte a Porto Venere, l’isola di Palmaria regala una delle cale più scenografiche e tranquille della zona . Cala del Pozzale è una spiaggia di ciottoli bianchi, mare turchese intenso, profumo di mirto e ginestre. Si raggiunge con un sentiero impegnativo o, più comodamente, con i taxi boat che partono dal borgo .

    Perché a maggio: Il numero di persone resta contenuto proprio perché l’accesso richiede organizzazione. A maggio, con le giornate lunghe ma non afose, è il momento perfetto per questa piccola avventura.

    Come arrivare: Taxi boat da Porto Venere. Portate acqua e scarpe da scoglio.


    Tabella riassuntiva delle spiagge consigliate

    SpiaggiaLocalitàTipoAccessoPerfetta per
    CalandreVentimiglia (IM)SabbiaSentiero 20 minPanorami, surfisti
    Baia dei SaraceniVarigotti (SV)SabbiaFacile (Via Aurelia)Famiglie, acque basse
    Punta CrenaVarigotti (SV)CiottoliVia mare (kayak/sup)Isolamento, snorkeling
    Spiaggia PescatoriNoli (SV)Sabbia/ghiaiaFacileBorgo + mare
    San FruttuosoCamogli (GE)CiottoliBattello o trekkingIcona ligure, escursione
    San DonatoFinale Ligure (SV)SabbiaFacileFamiglie, primo tuffo
    Baia del SilenzioSestri Levante (GE)SabbiaFacileCartolina, relax
    Baia BluLerici (SP)SabbiaFacile (ascensori)Accessibilità, snorkeling
    Cala del PozzalePalmaria (SP)CiottoliTaxi boat o trekkingAvventura, isolamento

    Consigli pratici per il primo bagno di maggio

    ☀️ La temperatura dell’acqua

    A maggio l’acqua del mare in Liguria si aggira tra i 17 e i 20 gradi. Non è ancora quella estiva, ma per un primo, coraggioso tuffo è più che sufficiente. Scegliete le baie riparate (come la Baia del Silenzio o San Fruttuoso): l’acqua si riscalda più velocemente e il vento è meno fastidioso.

    📅 Quando andare

    Il 15 maggio è la data ufficiale per trovare stabilimenti aperti e servizi attivi . Ma se volete il massimo della tranquillità, scegliete un giorno infrasettimanale di maggio. Un lunedì o un martedì vi regaleranno un mare quasi privato .

    🎒 Cosa mettere nello zaino

    Le spiagge più belle sono spesso quelle senza servizi. Portate con voi:

    • Acqua in abbondanza (almeno 1,5 litri a persona)
    • Cibo (un pranzo al sacco o una focaccia appena comprata)
    • Crema solare (il sole di maggio può ingannare)
    • K-way (il tempo può cambiare rapidamente)
    • Scarpe da scoglio (per le spiagge di ciottoli)
    • Un sacchetto per i rifiuti (lasciate la spiaggia più pulita di come l’avete trovata) 

    🚗 Come muoversi

    A maggio il traffico è ancora gestibile. L’auto è il mezzo più comodo per raggiungere le calette più sperdute, ma per le spiagge più gettonate (come San Fruttuoso) il battello è spesso la scelta migliore. In alternativa, il treno lungo la linea Genova-Ventimiglia permette di spostarsi agevolmente tra i borghi.


    L’esperienza del primo tuffo: qualcosa di più di un bagno

    C’è un motivo se tanti liguri e turisti esperti scelgono maggio per aprire la stagione. Non è solo una questione di temperature o di folla. È un rito che segna il passaggio dalla stagione fredda a quella calda, un momento in cui il mare sembra ancora “tuo”, personale, prima che arrivi l’estate a reclamarlo per tutti.

    Come racconta una cronaca di questi giorni, già per il ponte del Primo Maggio i lungomari e le spiagge liguri si sono riempiti di gente in cerca del primo sole, con battelli turistici presi d’assalto e locali al completo . Camogli, Rapallo, Portofino: ovunque si respirava già aria di mare, con i primi coraggiosi che si facevano forza e si tuffavano.

    Il primo tuffo dell’anno non si dimentica. L’acqua che toglie il fiato, il brivido sulla pelle, la risata liberatoria. E poi, sdraiati sull’asciugamano, il sole che scalda e il rumore delle onde che culla. È la promessa di un’estate che verrà, ma intanto – già ora – è un regalo che vi potete fare.

    Preparate il costume. Il mare vi aspetta.

  • Il borgo che nessuno si aspetta: Campofreddo, un angolo di montagna a due passi dal mare nei dintorni di Alassio

    Il borgo che nessuno si aspetta: Campofreddo, un angolo di montagna a due passi dal mare nei dintorni di Alassio

    Quando si pensa ad Alassio, la mente corre subito al lungomare, al muretto firmato e alla sabbia dorata. Ma basta salire per pochi chilometri verso l’entroterra, seguendo il corso del torrente Merula, per ritrovarsi in una dimensione completamente diversa, fatta di silenzio, castagni secolari e aria frizzante di montagna. Benvenuti a Campofreddo.

    Questo piccolo borgo è il classico posto che i turisti non si aspettano di trovare così vicino alla Riviera. Sospeso tra i boschi della Val Lerrina, Campofreddo , nome antico di Campo Ligure, sembra uscito da un’altra epoca, un angolo di Appennino che conserva intatto il fascino della Liguria più autentica e rurale.

    Un balcone sul mare nascosto tra i boschi

    Campofreddo non è solo un agglomerato di case in pietra. È un vero e proprio osservatorio naturale sull’intero Golfo di Alassio. Nei giorni di cielo limpido, dalla piazzetta o dai crinali circostanti, lo sguardo spazia dalla costa fino alle isole di Bergeggi e Gallinara, mentre il profumo del mare si mescola a quello dei funghi e del sottobosco.

    La sua posizione strategica, a circa 500 metri di altitudine, lo ha reso per secoli un rifugio dal caldo estivo e dalle incursioni dei pirati. Oggi, quella stessa posizione lo rende la base perfetta per chi cerca un weekend di pace senza rinunciare al mare.

    Cosa vedere e dove perdersi

    Passeggiare per Campofreddo significa camminare su antichi ciottolati e osservare i portali in ardesia delle vecchie case. Le strette vie (i caruggi di montagna) si aprono improvvisamente su piccoli cortili dove il tempo sembra essersi fermato.

    La Piazzetta della Chiesa: Il cuore pulsante del borgo è dominato dalla Chiesa Parrocchiale di San Bernardo. Merita una visita anche solo per l’atmosfera di raccoglimento che la circonda.

    I Vicoli e i Portali: Portate la macchina fotografica. Ogni angolo, ogni muro in pietra a secco, ogni scala che sale verso gli uliveti è un quadro perfetto.

    Il Percorso dell’Acqua: Nei dintorni, seguendo le indicazioni per i sentieri naturalistici, si possono trovare antiche fontane in pietra e lavatoi, testimonianza della vita contadina di un tempo.

    Cosa gustare: la cucina dell’entroterra

    Mangiare qui è un viaggio nei sapori forti e genuini della tradizione contadina ligure. Mentre a valle si mangia pesce, a Campofreddo e nelle sue frazioni si riscoprono i piatti della “cucina povera”.

    Il Coniglio alla Ligure: Qui è di casa. Spesso allevato allo stato brado, viene cucinato in umido con olive taggiasche, pinoli e un profumo di rosmarino selvatico.

    Funghi e Castagne: A seconda della stagione, non perdetevi i tagliolini al ragù di salsiccia e funghi porcini o le castagne arrosto in autunno.

    Olio e Vino: Molte delle piccole aziende agricole della valle producono un ottimo Vermentino (fresco e sapido) e un olio extravergine d’oliva dal fruttato intenso, perfetto da portare a casa come souvenir.

    Cosa fare nei dintorni

    La bellezza di Campofreddo è che funge da “base” perfetta. In 15 minuti di auto si è ad Alassio, ma in pochi chilometri si possono esplorare altre gemme dell’entroterra.

    Le Grotte di Toirano: Distano pochi minuti di auto. Sono uno dei complessi carsici più spettacolari d’Italia, famose per le incisioni rupestri e le orme degli orsi delle caverne. Un’esperienza adatta anche ai bambini.

    Castelvecchio di Rocca Barbena: Un borgo medievale dominato dalle rovine di un castello, arroccato su uno sperone roccioso. La vista sulla valle è mozzafiato.

    Bardineto e il Monte Carmo: Se siete amanti del trekking o della mountain bike, salendo verso Bardineto troverete boschi di faggi e abeti che sembrano alpini, con tantissimi sentieri segnati dal CAI.

    Come raggiungerlo e dove dormire

    In auto: Uscita autostradale Alassio sull’A10 (Genova-Ventimiglia). Dopo il casello, seguite le indicazioni per l’entroterra in direzione “Villanova d’Albenga” e poi per “Campofreddo”. La strada è asfaltata e panoramica, ma attenzione alle curve strette tipiche della zona. Il viaggio dura circa 20-25 minuti dal mare.

    In treno: La stazione più comoda è quella di Alassio o Albenga. Da lì, purtroppo, è necessario proseguire in auto o in taxi, perché il servizio di autobus per l’entroterra è limitato nei weekend.

    Dove dormire: Il territorio offre diverse soluzioni autentiche. Da un lato ci sono gli agriturismi, spesso vecchi cascinali ristrutturati, dove potrete cenare con i prodotti dell’orto. Dall’altro, troverete piccoli B&B a gestione familiare che offrono poche camere ma un’accoglienza molto calorosa. Non aspettatevi grandi hotel a 5 stelle; qui vince il fascino rustico e l’autenticità.

    Campofreddo è la prova che la Liguria non è solo quella delle cartoline patinate, ma anche quella dei ritmi lenti, dei boschi silenziosi e delle cene a base di castagne. È il posto dove andare quando avete bisogno di staccare la spina, senza però rinunciare alla comodità di avere il mare a un tiro di schioppo.

  • Oleandri in fiore, ville in fiore: i giardini segreti della Riviera

    Oleandri in fiore, ville in fiore: i giardini segreti della Riviera

    C’è un momento dell’anno in cui la Liguria smette di essere solo “mare” e diventa una vera e propria esplosione di colori e profumi. È maggio, il mese in cui gli oleandri si tingono di rosa e bianco lungo le strade costiere, e i giardini storici delle ville patrizie si risvegliano in tutto il loro splendore.

    Ma c’è un’altra fioritura, meno urlata ma altrettanto spettacolare, che pochi conoscono: quella dei “muracci” – i tipici muri a secco liguri – che in primavera si coprono di piante spontanee fiorite, creando un paesaggio unico al mondo. È la Liguria autentica, quella che si scopre passeggiando con lo sguardo rivolto verso l’entroterra.

    In questo articolo ti porto alla scoperta di quattro gioielli botanici affacciati sul Mediterraneo, tra ville storiche, parchi all’inglese e collezioni botaniche da sogno. E, naturalmente, ti propongo degli itinerari per trasformare la visita in una vera e propria gita fuori porta.


    Perché visitare i giardini liguri a maggio

    Maggio è il mese perfetto per questo tipo di tour. Le temperature sono miti, il sole non è ancora afoso e le fioriture sono al loro apice. Inoltre, si evita la folla estiva, potendo godere di questi luoghi magici in relativa tranquillità.

    Come raccontano gli esperti, i giardini della Liguria raccontano storie di luce, mare e collezioni botaniche rare, e rappresentano un modo privilegiato per conoscere la regione da una prospettiva diversa, più lenta e contemplativa .

    Molti di questi luoghi fanno parte della rete “Un Mare di Giardini” , un itinerario che unisce 26 ville e giardini storici disseminati tra costa ed entroterra . Un vero e proprio museo a cielo aperto.


    I giardini imperdibili della Riviera

    1. Giardini Botanici Hanbury – Ventimiglia (IM)

    Il capolavoro botanico affacciato sul Mediterraneo

    Se devi sceglierne uno solo, che sia questo. I Giardini Hanbury sono considerati uno dei gioielli botanici più affascinanti non solo della Liguria, ma di tutta Italia . Si estendono su circa 18 ettari sul promontore della Mortola, a pochi chilometri dal confine francese.

    Nati dalla passione di Sir Thomas Hanbury, ricco mercante inglese, alla fine dell’Ottocento, oggi ospitano una straordinaria varietà di piante provenienti da tutto il mondo: cactus succulenti, palme secolari, agavi giganti e rarità botaniche che si mescolano alla macchia mediterranea .

    Passeggiando tra i sentieri che si inerpicano sul promontorio, si aprono spettacolari panorami sul mare che lasciano senza fiato. In maggio, gli oleandri e le rose sono in piena fioritura, e il profumo che accompagna ogni passo è indimenticabile .

    📍 Come arrivare: Autostrada A10, uscita Ventimiglia. Seguire per la Mortola Inferiore. Parcheggio nei pressi dell’ingresso.

    🎟️ Info utili: Aperto tutti i giorni (chiuso il lunedì in bassa stagione). Verifica gli orari sul sito ufficiale prima della visita.


    2. Villa Durazzo Pallavicini – Pegli (GE)

    Il parco più bello d’Italia e il camelieto più grande d’Europa

    Definire questo luogo un “giardino” è riduttivo. Villa Durazzo Pallavicini è un vero e proprio percorso teatrale di quasi 3 chilometri, pensato dall’architetto Michele Canzio tra il 1840 e il 1846 come un viaggio in tre atti e dodici scene . Laghetti, cascate, templi neoclassici, un castello medievale e persino un “tempio della pace” si susseguono in una scenografia continua .

    Ma la vera superstar del parco, soprattutto in primavera, è il camelieto. Con 150 alberi di Camellia Japonica che superano i sei metri di altezza, è il più antico e sviluppato d’Italia e uno dei più importanti d’Europa . A maggio, anche se la fioritura principale delle camelie è tra febbraio e marzo, è il momento di ammirare rododendri, azalee e glicini che colorano ogni angolo.

    Ad aprile 2026, dopo tre anni di restauri, è stata riaperta al pubblico l’intera area alta del parco, con il recupero delle scenografie vegetali e degli impianti idrici . Dal Castello del Capitano si gode oggi di una magnifica vista a 360 gradi che spazia dall’arco appenninico al monte di Portofino, fino al mare oltre Capo Noli .

    📍 Come arrivare: Da Genova, prendere il treno regionale per Pegli (circa 15 minuti). La villa è a 10 minuti a piedi dalla stazione.

    🎟️ Info utili: Aperto da fine febbraio a inizio novembre. Chiuso il lunedì . Durata visita consigliata: 1,5-2 ore . Info e prenotazioni: 010 8531544.


    3. Villa Serra – Sant’Olcese (GE)

    Un angolo d’Inghilterra in Val Polcevera

    Se ami il fascino romantico e un po’ selvaggio dei giardini all’inglese, Villa Serra ti conquisterà. Situata a Comago, frazione di Sant’Olcese, questa villa neogotica con torre medievale è immersa in un parco di nove ettari progettato a metà dell’Ottocento dal marchese Orso Serra .

    Qui non troverai aiuole formali o geometrie all’italiana, ma laghetti, ruscelli, alberi secolari e una ricca varietà di piante esotiche che creano un’atmosfera da favola. Il parco fa parte del circuito dei Grandi Giardini Italiani dal 2008 ed è celebre per la sua collezione di quasi 250 specie di ortensie, che iniziano a fiorire proprio a fine maggio .

    Vicino all’ingresso, un grande prato si affaccia sulla villa ed è perfetto per un picnic; poco più in là, un laghetto ospita cigni neri e bianchi, mentre i bambini possono divertirsi nell’area giochi attrezzata .

    📍 Come arrivare: Da Genova, prendere il treno per Genova Pontedecimo e poi il bus AMT 7 o 7/. In auto, uscita Bolzaneto sull’A7.

    🎟️ Info utili: Aperto dal martedì alla domenica (lunedì pomeriggio solo dalle 14). Orario continuato 10-18 . Verifica eventuali variazioni stagionali.


    Itinerari consigliati per un weekend nei giardini

    Ecco tre proposte per organizzare la tua gita, a seconda del tempo a disposizione.

    🚗 Itinerario 1: Il Ponente dei fiori (2 giorni)

    Questo itinerario segue la costa occidentale, quella che un tempo attirava nobili e borghesi da tutta Europa, affascinati dal clima mite e dai giardini lussureggianti .

    Giorno 1 – Ventimiglia e Bordighera

    • Mattina: visita ai Giardini Hanbury (almeno 3 ore).
    • Pranzo: nella Mortola Inferiore o a Ventimiglia Alta, uno dei borghi più suggestivi della zona.
    • Pomeriggio: passeggiata a Bordighera e visita a Villa Regina Margherita (se aperta).

    Giorno 2 – Sanremo e dintorni

    • Mattina: visita a Villa Nobel a Sanremo, dove il premio Alfred Nobel trascorse gli ultimi anni.
    • Pomeriggio: alternativa tra Villa Grock (la stravagante dimora del celebre clown) a Imperia o relax sul lungomare.

    🚗 Itinerario 2: Il Genovesato tra ville e parchi (1-2 giorni)

    Un tour che si concentra nell’area metropolitana di Genova, ricca di ville storiche e parchi monumentali.

    Giorno 1 (solo mattina o pomeriggio)

    • Visita a Villa Durazzo Pallavicini a Pegli (3 km di percorso scenografico, circa 2 ore).
    • Pranzo in un ristorante tipico di Pegli (specialità di pesce).

    Giorno 2 (entroterra)

    • Mattina: visita a Villa Serra a Sant’Olcese.
    • Pranzo: agriturismo nella Val Polcevera o pic-nic nel parco di Villa Serra .
    • Pomeriggio (se c’è tempo): sosta a Genova Pegli per il Museo di Archeologia Ligure, ospitato nella stessa villa .

    L’itinerario “Un Mare di Giardini”: 26 tappe da non perdere

    Se hai più tempo o vuoi pianificare più visite, sappi che esiste un vero e proprio circuito dedicato: “Un Mare di Giardini” . Questo itinerario collega 26 ville e giardini storici disseminati tra costa e entroterra, valorizzando fiori, architetture e paesaggi .

    Oltre ai già citati, ecco alcune tappe imperdibili del circuito:

    • Villa Marigola – Lerici (SP): domina il Golfo dei Poeti con un giardino elegante e raccolto .
    • Villa Durazzo – Santa Margherita Ligure (GE): terrazze panoramiche, agrumi e scorci sul porto .
    • Parchi di Nervi – Genova: uno dei lungomare più suggestivi della regione, dove il verde incontra le scogliere .
    • Villa Faraggiana – Albissola (SV): unisce architettura storica e verde formale .

    Consigli utili per la visita a maggio

    • Prenota in anticipo: Molte ville (come Villa Durazzo Pallavicini) richiedono la prenotazione per le visite guidate, soprattutto nei weekend .
    • Scarpe comode: I parchi sono spesso in pendenza (Hanbury, Durazzo) o su terreni naturali (Serra). Scarpe da ginnastica o trekking leggero sono l’ideale.
    • Porta una giacca: Anche a maggio, vicino al mare o nelle zone più alte dell’entroterra, la brezza può rinfrescare.
    • Approfitta del pic-nic: Villa Serra è attrezzata con tavoli e aree prato perfette per un pranzo al sacco . È un’ottima idea per risparmiare e godersi il verde con calma.
    • Macchina fotografica a portata di mano: Ogni angolo di questi giardini merita uno scatto, dai dettagli botanici ai panorami mozzafiato.

    Quale giardino ti incuriosisce di più? Hai già visitato qualcuno di questi luoghi magici?