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  • 3 Sentieri da fare a Giugno in Liguria (quando è caldo ma non torrido)

    3 Sentieri da fare a Giugno in Liguria (quando è caldo ma non torrido)

    Giugno è il mese perfetto per camminare in Liguria. Lo so, sembra un paradosso. Tutti pensano al mare, agli ombrelloni, ai bagni rinfrescanti. Ma c’è un’altra Liguria, quella dell’entroterra, che a giugno è semplicemente spettacolare.

    Le temperature sulla costa iniziano a salire (25-28°C), ma salendo di qualche centinaio di metri si trova un clima perfetto: l’aria è pulita, il cielo è azzurro, la fioritura è al suo massimo e le giornate sono lunghe. E la cosa migliore? I sentieri non sono ancora affollati come ad agosto.

    Ho selezionato per voi 3 sentieri liguri da fare a giugno, pensati per diverse difficoltà e diversi scenari. Uno sul mare (per chi vuole il panorama e un tuffo finale), uno nel bosco (per chi cerca fresco e silenzio) e uno sull’Appennino (per chi non teme la fatica e vuole viste da togliere il fiato).

    Come scegliere un sentiero a giugno: le regole d’oro

    Prima di partire, un paio di accorgimenti fondamentali:

    1. Partite presto. A giugno il sole sorge alle 5:30 e la parte migliore della giornata per camminare è fino alle 11:00. Dopodiché, anche in montagna, inizia a fare caldo. Svegliarsi alle 6:00 per essere sul sentiero alle 7:30 è la scelta intelligente.
    2. Portate almeno 2 litri d’acqua a persona. Sembra esagerato, ma non lo è. I fontanili in Liguria ci sono, ma non sempre sono segnati o funzionanti. Meglio avere l’acqua che cercarla.
    3. Protezione solare obbligatoria. Anche se camminate nel bosco, i raggi filtrati dalle foglie sono insidiosi. Cappellino, crema e occhiali da sole.
    4. Controllate l’esposizione. A giugno, i versanti esposti a Sud sono forni già alle 10:00. Preferite percorsi con esposizione Nord o Est, o che si svolgano prevalentemente nel bosco.

    Detto questo, andiamo ai sentieri.


    1. Sentiero del Monte Portofino (da San Rocco a Portofino Vetta)

    Il classico che non delude mai, perfetto per chi vuole mare e montagna in un solo colpo.

    • Partenza: San Rocco di Camogli (si parcheggia nel paese o poco sopra)
    • Arrivo: Portofino Vetta (o si prosegue fino a Portofino)
    • Lunghezza: 6 km (andata e ritorno, o 12 km con anello)
    • Dislivello: 350 m
    • Durata: 2-3 ore (solo andata)
    • Difficoltà: E (Escursionistico) – adatto a chi ha un minimo di allenamento

    Perché a giugno è perfetto

    Il Monte di Portofino (610 m) è una delle zone più verdi della Liguria. A giugno, il bosco di lecci, querce e pini marittimi è fitto e offre ombra per gran parte del percorso. Le temperature sulla vetta sono spesso 5-6 gradi inferiori rispetto alla costa.

    Il sentiero principale (n. 1) parte da San Rocco, un borgo arroccato sopra Camogli, e sale dolcemente nel bosco fino alla chiesetta di San Nicolò di Capodimonte. Da qui, si prosegue verso il Faro di Portofino (la “vetta”) con viste spettacolari su entrambi i golfi: Golfo Paradiso da una parte, Golfo del Tigullio dall’altra.

    Il valore aggiunto a giugno

    • La fioritura: a giugno, lungo il sentiero, fioriscono l’elicriso (quell’odore di curry e mare), le ginestre e le orchidee selvatiche.
    • Il tuffo finale: potete scendere a Portofino (sentiero più ripido, 45 minuti) e farvi un bagno nella baia. L’acqua a giugno è fresca ma fattibile.
    • Le lucciole: se tornate al tramonto, nelle serate di inizio giugno, potreste vedere le lucciole nel bosco.

    Il trucco del locale

    Non parcheggiate a Camogli (troppo pieno). Salite direttamente a San Rocco con l’auto. C’è un piccolo parcheggio gratuito vicino al cimitero. Se è pieno, proseguite verso Ruta (frazione di Camogli) e trovate parcheggio lì.

    Info utili: Il sentiero è ben segnalato (segnavia n. 1 del Parco di Portofino). Portate la tessera del parco? No, l’accesso è libero. Ma se volete fare il bagno a Portofino, sappiate che la spiaggia libera è minuscola.


    2. Anello del Monte Gazzo (Sestri Ponente, Genova)

    Il sentiero “segretissimo” dei genovesi, perfetto per una mezza giornata vicino a città.

    • Partenza e arrivo: Via Monte Gazzo (Sestri Ponente) – parcheggio all’inizio della salita sterrata
    • Lunghezza: 5 km (anello completo)
    • Dislivello: 200 m
    • Durata: 1,5 – 2 ore
    • Difficoltà: T (Turistico) – adatto a tutti, famiglie incluse

    Perché a giugno è perfetto

    Il Monte Gazzo (419 m) è quella collina che vedete sulla destra quando uscite da Genova verso Ponente. Quasi nessuno turista la conosce, ma è un piccolo paradiso a due passi dalla città.

    Il percorso si snoda interamente nel bosco di pini e lecci, con rari tratti esposti. La temperatura interna è quasi sempre 5-6 gradi inferiore rispetto alla città. A giugno, quando a Genova ci sono 28°C, sul Gazzo si sta benissimo.

    Cosa si vede

    Lungo l’anello incontrerete:

    • Le trincee della Prima Guerra Mondiale (il Gazzo era una postazione antiaerea). Sono ben conservate e percorribili con una torcia.
    • Le grotte naturali (attenzione: non attrezzate, ma visibili dall’esterno).
    • Il belvedere sulla Val Polcevera e sul lungomare di Pegli.

    Perché a giugno è speciale

    • L’oleandro: a giugno, lungo i bordi del sentiero, l’oleandro selvatico è in piena fioritura. Rosa, bianco, viola.
    • Le farfalle: il Gazzo è un’area protetta per i lepidotteri. A giugno si vedono decine di specie diverse.
    • È vicino alla città: potete fare trekking la mattina, tornare a casa per pranzo, e nel pomeriggio andare al mare. Perfetto per un weekend lungo.

    Attenzione a…

    Il sentiero è ben segnato ma in alcuni punti è stretto e scivoloso se ha piovuto. Scarpe da trekking (non infradito, per carità). Il parcheggio all’inizio della strada sterrata è gratuito, ma non enorme: arrivate prima delle 9:30.

    Info utili: Esistono due ingressi principali. Quello da Via Monte Gazzo è il più comodo. Quello da Via Hermada (Pegli) parte dal mare ma ha più dislivello.


    3. Monte Porale (tra Pietra Ligure e Bardineto)

    Il “frigorifero” dell’estate: un sentiero in faggeta che vi farà dimenticare il caldo.

    • Partenza: Bardineto (SV) – parcheggio vicino al santuario
    • Arrivo: Monte Porale (con anello o andata/ritorno)
    • Lunghezza: 10 km (anello completo)
    • Dislivello: 450 m
    • Durata: 3,5 – 4 ore
    • Difficoltà: E (Escursionistico) – richiede un minimo di preparazione

    Perché a giugno è perfetto

    Il Monte Porale (1348 m) è nell’entroterra savonese, a pochi chilometri da Finale Ligure e Pietra Ligure. Ma qui non c’è mare: c’è una faggeta secolare che a giugno è ancora fresca come in primavera.

    Le faggete hanno un microclima particolare: l’alta umidità e la fitta chioma mantengono la temperatura intorno ai 18-20°C anche quando a valle ci sono 30°C. È il luogo ideale per chi non sopporta il caldo ma vuole stare in natura.

    Il percorso

    Si parte da Bardineto (700 m), si sale attraverso la faggeta fino al crinale, poi si segue l’anello che tocca il Monte Porale e rientra. Il clou del percorso è quando si esce dal bosco in vetta: panorama a 360° sulle Alpi Apuane, sul Mar Ligure e sulla pianura padana.

    A giugno, la faggeta è al massimo del suo verde brillante. Il sottobosco è punteggiato di felci e fiori di montagna (genziane, gigli, campanule).

    Il trucco del locale

    Partite presto (entro le 8:30) non tanto per il caldo (lì non fa caldo), ma perché nel pomeriggio spesso si formano nuvole e nebbie che coprono la vista. La mattina presto è quasi sempre cielo limpido.

    Dopo il trekking, vale la pena scendere a Bardineto per un piatto di trofie al pesto o una cima alla genovese in uno dei ristoranti del paese.

    Attenzione a…

    • Le zecche: in faggeta a giugno ci sono le zecche. Vestitevi con pantaloni lunghi e scarpe chiuse, e controllatevi alla fine del percorso.
    • La segnaletica: non è eccellente come sul Portofino. Scaricate la traccia GPS o portate una mappa cartacea. Non affidatevi solo al cellulare (la copertura è scarsa).
    • Acqua: non ci sono fontanili lungo il percorso. Portatevi 2 litri a persona.

    Info utili: Il Monte Porale fa parte del Parco Naturale Regionale di Bric Tana. L’ingresso è libero. Se siete fortunati, potreste avvistare caprioli o aquile reali.


    Tabella riassuntiva (per scegliere al volo)

    SentieroDifficoltàDurataOmbraPanoramaIdeale per
    Monte PortofinoE (medio)2-3 h70%Mare (spettacolare)Chi vuole mare + trekking + tuffo
    Monte GazzoT (facile)1,5-2 h90%Città e collineFamiglie, mezza giornata, principianti
    Monte PoraleE (medio)3,5-4 h95%Montagne e mareChi cerca fresco vero e natura selvaggia

    E se piove? (Sì, a giugno può succedere)

    Giugno in Liguria è generalmente stabile, ma non mancano i temporali pomeridiani, specialmente sull’Appennino. Prima di partire:

    1. Controllate il bollettino meteo della giornata (non quello della costa, quello delle zone montane).
    2. Se c’è rischio di temporali, evitate il Monte Porale (più esposto). Il Monte Gazzo e il Portofino hanno tratti nel bosco che riparano, ma occhio ai fulmini.
    3. Portate sempre un k-way leggero nello zaino. Anche se il meteo dice sereno.

    In conclusione: perché giugno è il mese del trekking in Liguria

    Molti pensano che la Liguria sia solo “mare e sentieri ripidi e assolati”. Non è vero. La Liguria è una delle regioni più verdi d’Italia, e a giugno il verde è al suo massimo splendore.

    I tre sentieri che vi ho suggerito sono solo un assaggio. Ce ne sono decine altri: l’Anello del Monte Beigua, i sentieri delle Cinque Terre (ma a giugno sono già affollati), la Via dell’Amore riaperta… ma questi tre sono il mio cuore per giugno.

    Preparate lo zaino, sveglia alle 6:00, e via. Il profumo di elicriso, il canto del cuculo, il fresco del bosco… non c’è mare che tenga.

    Buona camminata a tutti!


    📌 Consiglio extra per i fotografi

    Portate la macchina fotografica. A giugno, la luce è calda e morbida la mattina presto, e i colori sono saturi. Sul Monte Portofino, provate una foto al Faro con il mare che brilla sotto. Sul Monte Porale, cercate i raggi di sole che filtrano tra i faggi. Ne vale la pena.

  • Mare di Giugno in Liguria: l’acqua è ancora fredda? Ecco le 5 spiagge “baciate dal sole”

    Mare di Giugno in Liguria: l’acqua è ancora fredda? Ecco le 5 spiagge “baciate dal sole”

    La domanda che ogni anno divide famiglie, distrugge amicizie e manda in crisi i turisti in partenza è sempre la stessa: “Ma l’acqua del mare in Liguria a giugno, è fredda?”.

    La risposta onesta (da ligure che ha fatto il bagno anche a marzo, ma non ve lo consiglia) è: dipende. Dipende da chi siete, da dove venite e soprattutto da che spiaggia scegliete.

    In questo articolo facciamo chiarezza una volta per tutte: vi dico la temperatura reale dell’acqua a giugno, vi spiego perché i liguri la trovano “gelida” mentre i turisti del nord Europa la adorano, e vi svelo 5 spiagge baciate dal sole dove l’acqua è più calda che altrove (o almeno, sembra).

    Ma quanti gradi fa l’acqua in Liguria a giugno?

    Andiamo con i dati, senza ipocrisie.

    • Prima metà di giugno: l’acqua si attesta sui 18-20°C. Sì, è fresca. Non è il bagno caldo di agosto (che arriva a 25-26°C). Ma non è nemmeno il freezer.
    • Seconda metà di giugno: sale rapidamente, raggiungendo i 20-22°C, soprattutto nelle baie riparate e nelle zone sabbiose poco profonde.

    Chi la trova fredda? I liguri (abituati ad agosto) e i turisti del Centro-Sud Italia.
    Chi la trova perfetta? I tedeschi, gli svizzeri, gli olandesi e i turisti del Nord Europa, che a casa loro a giugno fanno il bagno a 14°C se va bene.

    Il consiglio spassionato: portatevi un k-way o un accappatoio per uscire dall’acqua. Il vento che si alza dopo il tramonto può rinfrescare parecchio. Ma il bagno si fa eccome.

    Il segreto delle spiagge “calde”: orientamento e fondale

    Non tutte le spiagge liguri sono uguali. Per trovare l’acqua meno fredda a giugno, dovete cercare due caratteristiche:

    1. Esposizione a Sud o Sud-Ovest: le spiagge che prendono sole dalla mattina alla sera riscaldano l’acqua molto più velocemente.
    2. Fondale basso e sabbioso: la sabbia scura trattiene il calore. L’acqua bassa (dove si cammina per metri prima di fare il largo) si scalda prima dell’acqua profonda.

    Ecco quindi la mia selezione personale delle 5 spiagge “baciate dal sole” dove a giugno l’acqua è (relativamente) calda e il bagno è piacevole.

    1. Baia del Silenzio (Sestri Levante) – La perla levante

    Perché funziona a giugno: È una baia stretta, protetta dai venti da due promontori, con un fondale sabbioso che degrada dolcemente. L’acqua è calma come una piscina e, già dalla prima settimana di giugno, raggiunge i 20-21°C.

    Attenzione: È piccolissima. A giugno è già piena ma non esagerata (agosto è un incubo). Arrivate al mattino presto (9:00) o nel tardo pomeriggio (17:00) per trovare un metro di asciugamano.

    Consiglio da locale: Mangiate una focaccia al formaggio da Manuelina in centro, poi fate il bagno. La combinazione è letale (per la dieta).

    2. Spiaggia di Levanto – L’alternativa intelligente alle Cinque Terre

    Perché funziona a giugno: Levanto è la spiaggia “buona” di chi non vuole la follia di Monterosso. È lunga, sabbiosa, esposta a Sud-Ovest. Il fondale è basso per almeno 50 metri, quindi l’acqua si scalda rapidamente. A fine giugno siamo tranquillamente sui 21-22°C.

    Vantaggio: C’è un grande parcheggio (a pagamento) vicino alla spiaggia e si arriva facilmente in treno. Da qui si può fare il bagno e poi prendere il traghetto o il treno per le Cinque Terre, senza lo stress di dormire lì.

    Nota per i surfisti: Le onde arrivano solo con libeccio, quindi a giugno mare generalmente piatto. Perfetto per famiglie.

    3. Baia dei Saraceni (Varazze) – Il segreto del savonese

    Perché funziona a giugno: Non è la spiaggia centrale di Varazze (che è più esposta ai venti), ma questa piccola baia subito dopo il porto, verso il promontorio. È riparata, con sabbia scura e fondale che sale subito. L’acqua è spesso 1-2 gradi più calda del resto della riviera.

    Per chi è adatta: A chi cerca un’atmosfera da “villaggio” senza i prezzi di Portofino. Ci sono stabilimenti attrezzati ma anche tratti di spiaggia libera.

    Bonus: La passeggiata sul lungomare di Varazze a giugno è piena di eventi e concertini serali. Molto sottovalutata.

    4. Spiaggia di Finale Ligure (Zona Puntabella) – Per chi non teme il fresco

    Perché è in lista: Finale Ligure è più aperta al vento, quindi l’acqua tende a essere un po’ più fresca (18-19°C a inizio giugno). Ma la metto in lista perché il sole batte tutto il giorno e la spiaggia è enorme. Se siete del tipo “mi butto e mi muovo”, è perfetta.

    Il trucco: Evitate la zona centrale (più frequentata dai surfisti per le onde). Andate verso la Puntabella, dove il fondale è basso e la sabbia è fine. Lì l’acqua si scalda di più.

    Per chi è: Per gli sportivi, chi vuole fare snorkeling (le acque sono limpide già a giugno) o chi combina mare con trekking sulle falesie.

    5. Spiaggia di Alassio (Centro) – Il classico che non delude

    Perché funziona a giugno: La spiaggia di Alassio è esposta a Sud, lunghissima e con fondale molto dolce. L’acqua a giugno è generalmente calma e pulita. La temperatura arriva tranquillamente a 20-21°C già a metà mese.

    Il valore aggiunto: Il Budello di Alassio (il centro pedonale) a giugno è vivo ma non soffocante. Potete fare il bagno la mattina, pranzare con un pesto, passeggiare nel pomeriggio e tornare in spiaggia per il tramonto.

    Nota d’obbligo: La spiaggia è quasi interamente in concessione ai bagni. La spiaggia libera esiste ma è piccola. Portate i soldi per l’ombrellone o prenotate online.

    E le altre? Cosa evitare a giugno per l’acqua fredda?

    Per onestà intellettuale, vi dico anche dove l’acqua a giugno è decisamente fresca (perché tanto qualcuno ci andrà comunque):

    • San Fruttuoso (Camogli): meravigliosa, ma è una baia profonda e ombreggiata dai monti fino a tarda mattina. L’acqua non supera i 18°C a giugno. Perfetta per un tuffo veloce, non per stare ore.
    • Le spiagge di Pietra Ligure e Borghetto Santo Spirito: molto ventose a giugno. L’acqua si raffredda per l’agitazione.
    • Le calette di Portofino: spettacolari ma spesso esposte a tramontana. Acqua cristallina ma freddina.

    In conclusione: vale la pena andare al mare in Liguria a giugno?

    Assolutamente sì. L’acqua non è quella del bagno caldo di agosto, ma è decisamente balneabile. E i vantaggi sono enormi:

    • Meno folla (relativamente, ma niente a che vedere con luglio-agosto).
    • Prezzi più bassi (gli stabilimenti balneari spesso hanno tariffe di “inizio stagione”).
    • Giornate lunghe (sole fino alle 21:00).
    • Niente afa assassina (l’umidità è sopportabile).

    Il mio consiglio da ligure: non state a guardare il termometro. Buttatevi. Dopo i primi trenta secondi di “ahia”, il corpo si abitua e scoprirete che fare il bagno a giugno ha un gusto speciale. È il mare dei locali, degli iniziati, di chi sa che l’estate vera comincia prima che arrivi la bolgia.

    E se qualcuno vi dice “ma è freddo”, rispondete come facciamo noi: “Non è freddo, è rinfrescante”.


    📌 Riassunto rapido per i frettolosi:

    SpiaggiaTemp. a fine giugnoEsposizioneIdeale per
    Baia del Silenzio (Sestri L.)21-22°CSudFamiglie, romanticherie
    Levanto21-22°CSud-OvestCinque Terre low cost
    Baia dei Saraceni (Varazze)21°CSudRelax, atmosfera locale
    Finale Ligure (Puntabella)19-20°CSudSportivi, surf (se c’è onda)
    Alassio20-21°CSudTurismo classico, comodità
  • Apri la stagione dei bagni? Le spiagge più belle dove prendere il primo sole (e fare il primo tuffo dell’anno)

    Apri la stagione dei bagni? Le spiagge più belle dove prendere il primo sole (e fare il primo tuffo dell’anno)

    Maggio è il mese dei grandi risvegli. Le giornate si allungano, il sole scalda senza bruciare e il mare, dopo l’inverno, torna finalmente ad accogliere i primi coraggiosi. È il momento perfetto per aprire la stagione dei bagni: niente folla, niente afa, niente ombrelloni attaccati l’uno all’altro. Solo spiagge ancora semi-deserte, acqua fresca ma invitante e quel profumo di libertà che solo il mare sa regalare.

    Se anche voi state pensando di concedervi il primo tuffo dell’anno, la Liguria – con la sua costa frastagliata, le sue calette nascoste e il suo clima mite – è la meta ideale. Ecco una guida alle spiagge più belle dove stendere l’asciugamano a maggio, con tutti i consigli pratici per godersi il mare in tutta tranquillità.


    Perché maggio è il mese perfetto per il primo bagno

    Lo dicono i numeri e lo sanno bene i liguri: la stagione balneare in Liguria parte ufficialmente venerdì 1° maggio 2026 (con l’eccezione di Priaruggia, a Genova, che aprirà il 1° giugno) . Ma la vera data da segnare sul calendario per chi vuole trovare stabilimenti operativi e servizi attivi è il 15 maggio, quando la regione si allinea alle disposizioni nazionali con una stagione che si estenderà fino al 15 settembre .

    Maggio però non si sceglie solo per questioni di calendario. È il mese della temperatura perfetta: il termometro si attesta tra i 20 e i 25 gradi, l’acqua inizia a essere invitante (specialmente nelle baie più riparate) e, cosa più importante, non c’è ressa. Come spiegano gli esperti, a maggio si può godere di un mare quasi privato, lontano dal caos che caratterizza luglio e agosto .

    E poi c’è il paesaggio: la macchia mediterranea è in piena fioritura, i profumi di mirto ed elicriso riempiono l’aria, e le scogliere si tingono di verde brillante. Camminare lungo i sentieri costieri e poi tuffarsi in acqua è un’esperienza che in piena estate, con il sole a picco e la folla, non si può vivere allo stesso modo .


    Una nota importante: dove NON si può fare il bagno a maggio 2026

    Prima di partire, un avviso doveroso. Se state pensando di fare tappa a Santa Margherita Ligure, sappiate che la spiaggia di Ghiaia – una delle poche libere della città – è off limits per tutta la stagione estiva 2026. Il sindaco ha firmato un’ordinanza di divieto di balneazione dopo che per cinque anni consecutivi i monitoraggi di Arpal hanno registrato risultati “scarsi” .

    Il decreto regionale impone il divieto dal 1° maggio al 30 settembre, quindi per il ponte del Primo Maggio i turisti che arriveranno a Santa Margherita dovranno scegliere un altro punto del litorale . Nessun problema, però: la Riviera è piena di alternative.


    Le spiagge più belle per il primo tuffo di maggio

    Ecco una selezione delle spiagge dove il primo bagno dell’anno diventa un ricordo indelebile. Le ho divise per zona, dalla Riviera di Ponente a quella di Levante.


    Ponente Ligure (da Ventimiglia a Savona)

    🏖️ Spiaggia delle Calandre – Ventimiglia

    Un angolo di Costa Azzurra in Liguria

    Quasi al confine con la Francia, questa spiaggia di sabbia dorata è una delle più suggestive dell’intera regione . Si raggiunge con un sentiero panoramico di una ventina di minuti che parte dalla passeggiata Marconi, un piccolo trekking che scoraggia chi cerca la comodità dell’ombrellone sotto casa . Il premio? Un’acqua cristallina con tonalità che vanno dal turchese al blu profondo, e un’atmosfera da sogno.

    Perché a maggio: La spiaggia è esposta al sole, e a maggio – quando ancora non ci sono le mareggiate estive – l’arenile è particolarmente ampio e soffice . Attenzione: nessun chiosco, portate acqua e cibo .

    Come arrivare: Uscita autostradale Ventimiglia, poi seguire le indicazioni per la passeggiata Marconi. Parcheggio nelle vicinanze.


    🏖️ Baia dei Saraceni – Varigotti (Savona)

    Un pezzo di paradiso tropicale tra le scogliere

    Considerata da molti la spiaggia più bella della Liguria , la Baia dei Saraceni è un quadro che toglie il fiato: sabbia bianca e finissima, mare turchese e smeraldo, incorniciata dalle pareti rocciose di Capo Noli . È una delle poche spiagge della regione con un’ampia distesa sabbiosa, e l’accesso è facilissimo dalla Via Aurelia .

    Perché a maggio: In piena estate è molto frequentata, ma a maggio potrete godere di questo spettacolo con pochi altri bagnanti. L’acqua è già limpida e i fondali bassi la rendono perfetta anche per famiglie con bambini .

    Come arrivare: Sulla Via Aurelia tra Finale Ligure e Varigotti. Parcheggi a pagamento nelle vicinanze.


    🏖️ Punta Crena – tra Varigotti e Noli

    La caletta segreta da cartolina

    Se cercate il massimo dell’isolamento, Punta Crena è la risposta. Una spiaggia minuscola, incastonata sotto un promontorio roccioso, con acqua turchese e fondali perfetti per lo snorkeling . L’accesso via terra è impervio e in parte interdetto, quindi il modo migliore per raggiungerla è via mare, con canoe o sup noleggiati dagli stabilimenti della vicina Baia dei Saraceni .

    Perché a maggio: Lo spazio è pochissimo, ma a maggio – soprattutto in settimana – si può sperare di avere questo angolo di paradiso quasi per sé. Fondali ricchi di flora e fauna: portate maschera e boccaglio.

    Come arrivare: Parcheggiare nei pressi della Baia dei Saraceni e poi raggiungerla via mare.


    🏖️ Spiaggia dei Pescatori – Noli

    Mare e storia, a due passi dal borgo

    Noli è uno dei borghi medievali meglio conservati della Liguria, e la sua Spiaggia dei Pescatori è un gioiello . Un arenile di sabbia mista a ghiaia e ciottoli, lambito da un mare trasparente e calmo, perfetto per nuotare con la vista delle antiche torri che si specchiano nell’acqua .

    Perché a maggio: La spiaggia è riparata e l’acqua si riscalda presto. Dopo il bagno, concedetevi una passeggiata nei caruggi di Noli e una sosta in una focacceria. È l’esperienza completa.

    Come arrivare: Uscita autostradale Spotorno, seguire per Noli. Parcheggio nei pressi del centro storico.


    Genovesato (da Genova a Camogli)

    🏖️ Baia di San Fruttuoso – Camogli

    Un sogno raggiungibile solo via mare o sentiero

    La spiaggia di San Fruttuoso è una delle più iconiche della Liguria. Incastonata in un’insenatura del promontorio di Portofino, è lunga poco più di venti metri e si affaccia su un mare cristallino . L’unico modo per raggiungerla è a piedi lungo i sentieri del Parco di Portofino oppure in battello da Camogli, Portofino o Santa Margherita .

    Perché a maggio: In piena estate è sovraffollata, ma a maggio – complice l’accesso non immediato – si può godere di questo angolo di paradiso con molta più calma. E l’acqua, già limpida, invita al tuffo .

    Come arrivare: Battelli da Camogli o trekking dal Parco di Portofino.


    🏖️ Spiaggia di San Donato – Finale Ligure

    Ideale per famiglie e primo tuffo in sicurezza

    A Finale Ligure, la spiaggia di San Donato è un’ottima scelta per chi cerca comfort e acqua pulita. Sabbia grigia, mare trasparente e fondali che digradano dolcemente, perfetti anche per i bambini .

    Perché a maggio: La spiaggia è riparata e il clima mite permette di prendere il primo sole senza soffrire il caldo. Nei dintorni, parcheggi e servizi.

    Come arrivare: Uscita autostradale Finale Ligure, seguire le indicazioni per Capo San Donato.


    Levante Ligure (da Sestri Levante alla Spezia)

    🏖️ Baia del Silenzio – Sestri Levante

    La spiaggia da cartolina, senza la folla estiva

    Se c’è un luogo in Liguria dove il nome descrive perfettamente l’anima del posto, è la Baia del Silenzio. Incorniciata dalle tipiche case liguri color pastello, questa mezzaluna di sabbia fine e dorata è una delle spiagge più amate d’Italia . L’acqua è calma, trasparente, e sembra uno specchio .

    Perché a maggio: A maggio i flussi turistici sono ancora contenuti, e questa baia magica regala un’atmosfera quasi irreale. Le case pastello si riflettono sul mare calmo, e l’acqua è già invitante per il primo bagno .

    Come arrivare: Uscita autostradale Sestri Levante, poi seguire per il centro storico. Parcheggi a pagamento nelle vicinanze.


    🏖️ Baia Blu – Lerici (Golfo dei Poeti)

    Un’oasi accessibile a tutti

    Tra Punta Santa Teresa e Punta Galera, la Baia Blu è una spiaggia libera che offre anche la possibilità di noleggiare ombrelloni e lettini . L’arenile sabbioso si staglia su una scogliera coperta di ulivi e lecci, e il mare è trasparente, perfetto per lo snorkeling .

    Perché a maggio: È una delle poche spiagge del litorale ad aver provveduto all’abbattimento delle barriere architettoniche, con due ascensori per l’accesso . Ideale per chi cerca comfort senza rinunciare alla bellezza selvaggia.

    Come arrivabile: Da Lerici, seguire per Pozzuolo. Parcheggio nelle vicinanze.


    🏖️ Cala del Pozzale – Isola Palmaria (Porto Venere)

    La perla dell’arcipelago spezzino

    Di fronte a Porto Venere, l’isola di Palmaria regala una delle cale più scenografiche e tranquille della zona . Cala del Pozzale è una spiaggia di ciottoli bianchi, mare turchese intenso, profumo di mirto e ginestre. Si raggiunge con un sentiero impegnativo o, più comodamente, con i taxi boat che partono dal borgo .

    Perché a maggio: Il numero di persone resta contenuto proprio perché l’accesso richiede organizzazione. A maggio, con le giornate lunghe ma non afose, è il momento perfetto per questa piccola avventura.

    Come arrivare: Taxi boat da Porto Venere. Portate acqua e scarpe da scoglio.


    Tabella riassuntiva delle spiagge consigliate

    SpiaggiaLocalitàTipoAccessoPerfetta per
    CalandreVentimiglia (IM)SabbiaSentiero 20 minPanorami, surfisti
    Baia dei SaraceniVarigotti (SV)SabbiaFacile (Via Aurelia)Famiglie, acque basse
    Punta CrenaVarigotti (SV)CiottoliVia mare (kayak/sup)Isolamento, snorkeling
    Spiaggia PescatoriNoli (SV)Sabbia/ghiaiaFacileBorgo + mare
    San FruttuosoCamogli (GE)CiottoliBattello o trekkingIcona ligure, escursione
    San DonatoFinale Ligure (SV)SabbiaFacileFamiglie, primo tuffo
    Baia del SilenzioSestri Levante (GE)SabbiaFacileCartolina, relax
    Baia BluLerici (SP)SabbiaFacile (ascensori)Accessibilità, snorkeling
    Cala del PozzalePalmaria (SP)CiottoliTaxi boat o trekkingAvventura, isolamento

    Consigli pratici per il primo bagno di maggio

    ☀️ La temperatura dell’acqua

    A maggio l’acqua del mare in Liguria si aggira tra i 17 e i 20 gradi. Non è ancora quella estiva, ma per un primo, coraggioso tuffo è più che sufficiente. Scegliete le baie riparate (come la Baia del Silenzio o San Fruttuoso): l’acqua si riscalda più velocemente e il vento è meno fastidioso.

    📅 Quando andare

    Il 15 maggio è la data ufficiale per trovare stabilimenti aperti e servizi attivi . Ma se volete il massimo della tranquillità, scegliete un giorno infrasettimanale di maggio. Un lunedì o un martedì vi regaleranno un mare quasi privato .

    🎒 Cosa mettere nello zaino

    Le spiagge più belle sono spesso quelle senza servizi. Portate con voi:

    • Acqua in abbondanza (almeno 1,5 litri a persona)
    • Cibo (un pranzo al sacco o una focaccia appena comprata)
    • Crema solare (il sole di maggio può ingannare)
    • K-way (il tempo può cambiare rapidamente)
    • Scarpe da scoglio (per le spiagge di ciottoli)
    • Un sacchetto per i rifiuti (lasciate la spiaggia più pulita di come l’avete trovata) 

    🚗 Come muoversi

    A maggio il traffico è ancora gestibile. L’auto è il mezzo più comodo per raggiungere le calette più sperdute, ma per le spiagge più gettonate (come San Fruttuoso) il battello è spesso la scelta migliore. In alternativa, il treno lungo la linea Genova-Ventimiglia permette di spostarsi agevolmente tra i borghi.


    L’esperienza del primo tuffo: qualcosa di più di un bagno

    C’è un motivo se tanti liguri e turisti esperti scelgono maggio per aprire la stagione. Non è solo una questione di temperature o di folla. È un rito che segna il passaggio dalla stagione fredda a quella calda, un momento in cui il mare sembra ancora “tuo”, personale, prima che arrivi l’estate a reclamarlo per tutti.

    Come racconta una cronaca di questi giorni, già per il ponte del Primo Maggio i lungomari e le spiagge liguri si sono riempiti di gente in cerca del primo sole, con battelli turistici presi d’assalto e locali al completo . Camogli, Rapallo, Portofino: ovunque si respirava già aria di mare, con i primi coraggiosi che si facevano forza e si tuffavano.

    Il primo tuffo dell’anno non si dimentica. L’acqua che toglie il fiato, il brivido sulla pelle, la risata liberatoria. E poi, sdraiati sull’asciugamano, il sole che scalda e il rumore delle onde che culla. È la promessa di un’estate che verrà, ma intanto – già ora – è un regalo che vi potete fare.

    Preparate il costume. Il mare vi aspetta.

  • Il borgo che nessuno si aspetta: Campofreddo, un angolo di montagna a due passi dal mare nei dintorni di Alassio

    Il borgo che nessuno si aspetta: Campofreddo, un angolo di montagna a due passi dal mare nei dintorni di Alassio

    Quando si pensa ad Alassio, la mente corre subito al lungomare, al muretto firmato e alla sabbia dorata. Ma basta salire per pochi chilometri verso l’entroterra, seguendo il corso del torrente Merula, per ritrovarsi in una dimensione completamente diversa, fatta di silenzio, castagni secolari e aria frizzante di montagna. Benvenuti a Campofreddo.

    Questo piccolo borgo è il classico posto che i turisti non si aspettano di trovare così vicino alla Riviera. Sospeso tra i boschi della Val Lerrina, Campofreddo , nome antico di Campo Ligure, sembra uscito da un’altra epoca, un angolo di Appennino che conserva intatto il fascino della Liguria più autentica e rurale.

    Un balcone sul mare nascosto tra i boschi

    Campofreddo non è solo un agglomerato di case in pietra. È un vero e proprio osservatorio naturale sull’intero Golfo di Alassio. Nei giorni di cielo limpido, dalla piazzetta o dai crinali circostanti, lo sguardo spazia dalla costa fino alle isole di Bergeggi e Gallinara, mentre il profumo del mare si mescola a quello dei funghi e del sottobosco.

    La sua posizione strategica, a circa 500 metri di altitudine, lo ha reso per secoli un rifugio dal caldo estivo e dalle incursioni dei pirati. Oggi, quella stessa posizione lo rende la base perfetta per chi cerca un weekend di pace senza rinunciare al mare.

    Cosa vedere e dove perdersi

    Passeggiare per Campofreddo significa camminare su antichi ciottolati e osservare i portali in ardesia delle vecchie case. Le strette vie (i caruggi di montagna) si aprono improvvisamente su piccoli cortili dove il tempo sembra essersi fermato.

    La Piazzetta della Chiesa: Il cuore pulsante del borgo è dominato dalla Chiesa Parrocchiale di San Bernardo. Merita una visita anche solo per l’atmosfera di raccoglimento che la circonda.

    I Vicoli e i Portali: Portate la macchina fotografica. Ogni angolo, ogni muro in pietra a secco, ogni scala che sale verso gli uliveti è un quadro perfetto.

    Il Percorso dell’Acqua: Nei dintorni, seguendo le indicazioni per i sentieri naturalistici, si possono trovare antiche fontane in pietra e lavatoi, testimonianza della vita contadina di un tempo.

    Cosa gustare: la cucina dell’entroterra

    Mangiare qui è un viaggio nei sapori forti e genuini della tradizione contadina ligure. Mentre a valle si mangia pesce, a Campofreddo e nelle sue frazioni si riscoprono i piatti della “cucina povera”.

    Il Coniglio alla Ligure: Qui è di casa. Spesso allevato allo stato brado, viene cucinato in umido con olive taggiasche, pinoli e un profumo di rosmarino selvatico.

    Funghi e Castagne: A seconda della stagione, non perdetevi i tagliolini al ragù di salsiccia e funghi porcini o le castagne arrosto in autunno.

    Olio e Vino: Molte delle piccole aziende agricole della valle producono un ottimo Vermentino (fresco e sapido) e un olio extravergine d’oliva dal fruttato intenso, perfetto da portare a casa come souvenir.

    Cosa fare nei dintorni

    La bellezza di Campofreddo è che funge da “base” perfetta. In 15 minuti di auto si è ad Alassio, ma in pochi chilometri si possono esplorare altre gemme dell’entroterra.

    Le Grotte di Toirano: Distano pochi minuti di auto. Sono uno dei complessi carsici più spettacolari d’Italia, famose per le incisioni rupestri e le orme degli orsi delle caverne. Un’esperienza adatta anche ai bambini.

    Castelvecchio di Rocca Barbena: Un borgo medievale dominato dalle rovine di un castello, arroccato su uno sperone roccioso. La vista sulla valle è mozzafiato.

    Bardineto e il Monte Carmo: Se siete amanti del trekking o della mountain bike, salendo verso Bardineto troverete boschi di faggi e abeti che sembrano alpini, con tantissimi sentieri segnati dal CAI.

    Come raggiungerlo e dove dormire

    In auto: Uscita autostradale Alassio sull’A10 (Genova-Ventimiglia). Dopo il casello, seguite le indicazioni per l’entroterra in direzione “Villanova d’Albenga” e poi per “Campofreddo”. La strada è asfaltata e panoramica, ma attenzione alle curve strette tipiche della zona. Il viaggio dura circa 20-25 minuti dal mare.

    In treno: La stazione più comoda è quella di Alassio o Albenga. Da lì, purtroppo, è necessario proseguire in auto o in taxi, perché il servizio di autobus per l’entroterra è limitato nei weekend.

    Dove dormire: Il territorio offre diverse soluzioni autentiche. Da un lato ci sono gli agriturismi, spesso vecchi cascinali ristrutturati, dove potrete cenare con i prodotti dell’orto. Dall’altro, troverete piccoli B&B a gestione familiare che offrono poche camere ma un’accoglienza molto calorosa. Non aspettatevi grandi hotel a 5 stelle; qui vince il fascino rustico e l’autenticità.

    Campofreddo è la prova che la Liguria non è solo quella delle cartoline patinate, ma anche quella dei ritmi lenti, dei boschi silenziosi e delle cene a base di castagne. È il posto dove andare quando avete bisogno di staccare la spina, senza però rinunciare alla comodità di avere il mare a un tiro di schioppo.

  • Oleandri in fiore, ville in fiore: i giardini segreti della Riviera

    Oleandri in fiore, ville in fiore: i giardini segreti della Riviera

    C’è un momento dell’anno in cui la Liguria smette di essere solo “mare” e diventa una vera e propria esplosione di colori e profumi. È maggio, il mese in cui gli oleandri si tingono di rosa e bianco lungo le strade costiere, e i giardini storici delle ville patrizie si risvegliano in tutto il loro splendore.

    Ma c’è un’altra fioritura, meno urlata ma altrettanto spettacolare, che pochi conoscono: quella dei “muracci” – i tipici muri a secco liguri – che in primavera si coprono di piante spontanee fiorite, creando un paesaggio unico al mondo. È la Liguria autentica, quella che si scopre passeggiando con lo sguardo rivolto verso l’entroterra.

    In questo articolo ti porto alla scoperta di quattro gioielli botanici affacciati sul Mediterraneo, tra ville storiche, parchi all’inglese e collezioni botaniche da sogno. E, naturalmente, ti propongo degli itinerari per trasformare la visita in una vera e propria gita fuori porta.


    Perché visitare i giardini liguri a maggio

    Maggio è il mese perfetto per questo tipo di tour. Le temperature sono miti, il sole non è ancora afoso e le fioriture sono al loro apice. Inoltre, si evita la folla estiva, potendo godere di questi luoghi magici in relativa tranquillità.

    Come raccontano gli esperti, i giardini della Liguria raccontano storie di luce, mare e collezioni botaniche rare, e rappresentano un modo privilegiato per conoscere la regione da una prospettiva diversa, più lenta e contemplativa .

    Molti di questi luoghi fanno parte della rete “Un Mare di Giardini” , un itinerario che unisce 26 ville e giardini storici disseminati tra costa ed entroterra . Un vero e proprio museo a cielo aperto.


    I giardini imperdibili della Riviera

    1. Giardini Botanici Hanbury – Ventimiglia (IM)

    Il capolavoro botanico affacciato sul Mediterraneo

    Se devi sceglierne uno solo, che sia questo. I Giardini Hanbury sono considerati uno dei gioielli botanici più affascinanti non solo della Liguria, ma di tutta Italia . Si estendono su circa 18 ettari sul promontore della Mortola, a pochi chilometri dal confine francese.

    Nati dalla passione di Sir Thomas Hanbury, ricco mercante inglese, alla fine dell’Ottocento, oggi ospitano una straordinaria varietà di piante provenienti da tutto il mondo: cactus succulenti, palme secolari, agavi giganti e rarità botaniche che si mescolano alla macchia mediterranea .

    Passeggiando tra i sentieri che si inerpicano sul promontorio, si aprono spettacolari panorami sul mare che lasciano senza fiato. In maggio, gli oleandri e le rose sono in piena fioritura, e il profumo che accompagna ogni passo è indimenticabile .

    📍 Come arrivare: Autostrada A10, uscita Ventimiglia. Seguire per la Mortola Inferiore. Parcheggio nei pressi dell’ingresso.

    🎟️ Info utili: Aperto tutti i giorni (chiuso il lunedì in bassa stagione). Verifica gli orari sul sito ufficiale prima della visita.


    2. Villa Durazzo Pallavicini – Pegli (GE)

    Il parco più bello d’Italia e il camelieto più grande d’Europa

    Definire questo luogo un “giardino” è riduttivo. Villa Durazzo Pallavicini è un vero e proprio percorso teatrale di quasi 3 chilometri, pensato dall’architetto Michele Canzio tra il 1840 e il 1846 come un viaggio in tre atti e dodici scene . Laghetti, cascate, templi neoclassici, un castello medievale e persino un “tempio della pace” si susseguono in una scenografia continua .

    Ma la vera superstar del parco, soprattutto in primavera, è il camelieto. Con 150 alberi di Camellia Japonica che superano i sei metri di altezza, è il più antico e sviluppato d’Italia e uno dei più importanti d’Europa . A maggio, anche se la fioritura principale delle camelie è tra febbraio e marzo, è il momento di ammirare rododendri, azalee e glicini che colorano ogni angolo.

    Ad aprile 2026, dopo tre anni di restauri, è stata riaperta al pubblico l’intera area alta del parco, con il recupero delle scenografie vegetali e degli impianti idrici . Dal Castello del Capitano si gode oggi di una magnifica vista a 360 gradi che spazia dall’arco appenninico al monte di Portofino, fino al mare oltre Capo Noli .

    📍 Come arrivare: Da Genova, prendere il treno regionale per Pegli (circa 15 minuti). La villa è a 10 minuti a piedi dalla stazione.

    🎟️ Info utili: Aperto da fine febbraio a inizio novembre. Chiuso il lunedì . Durata visita consigliata: 1,5-2 ore . Info e prenotazioni: 010 8531544.


    3. Villa Serra – Sant’Olcese (GE)

    Un angolo d’Inghilterra in Val Polcevera

    Se ami il fascino romantico e un po’ selvaggio dei giardini all’inglese, Villa Serra ti conquisterà. Situata a Comago, frazione di Sant’Olcese, questa villa neogotica con torre medievale è immersa in un parco di nove ettari progettato a metà dell’Ottocento dal marchese Orso Serra .

    Qui non troverai aiuole formali o geometrie all’italiana, ma laghetti, ruscelli, alberi secolari e una ricca varietà di piante esotiche che creano un’atmosfera da favola. Il parco fa parte del circuito dei Grandi Giardini Italiani dal 2008 ed è celebre per la sua collezione di quasi 250 specie di ortensie, che iniziano a fiorire proprio a fine maggio .

    Vicino all’ingresso, un grande prato si affaccia sulla villa ed è perfetto per un picnic; poco più in là, un laghetto ospita cigni neri e bianchi, mentre i bambini possono divertirsi nell’area giochi attrezzata .

    📍 Come arrivare: Da Genova, prendere il treno per Genova Pontedecimo e poi il bus AMT 7 o 7/. In auto, uscita Bolzaneto sull’A7.

    🎟️ Info utili: Aperto dal martedì alla domenica (lunedì pomeriggio solo dalle 14). Orario continuato 10-18 . Verifica eventuali variazioni stagionali.


    Itinerari consigliati per un weekend nei giardini

    Ecco tre proposte per organizzare la tua gita, a seconda del tempo a disposizione.

    🚗 Itinerario 1: Il Ponente dei fiori (2 giorni)

    Questo itinerario segue la costa occidentale, quella che un tempo attirava nobili e borghesi da tutta Europa, affascinati dal clima mite e dai giardini lussureggianti .

    Giorno 1 – Ventimiglia e Bordighera

    • Mattina: visita ai Giardini Hanbury (almeno 3 ore).
    • Pranzo: nella Mortola Inferiore o a Ventimiglia Alta, uno dei borghi più suggestivi della zona.
    • Pomeriggio: passeggiata a Bordighera e visita a Villa Regina Margherita (se aperta).

    Giorno 2 – Sanremo e dintorni

    • Mattina: visita a Villa Nobel a Sanremo, dove il premio Alfred Nobel trascorse gli ultimi anni.
    • Pomeriggio: alternativa tra Villa Grock (la stravagante dimora del celebre clown) a Imperia o relax sul lungomare.

    🚗 Itinerario 2: Il Genovesato tra ville e parchi (1-2 giorni)

    Un tour che si concentra nell’area metropolitana di Genova, ricca di ville storiche e parchi monumentali.

    Giorno 1 (solo mattina o pomeriggio)

    • Visita a Villa Durazzo Pallavicini a Pegli (3 km di percorso scenografico, circa 2 ore).
    • Pranzo in un ristorante tipico di Pegli (specialità di pesce).

    Giorno 2 (entroterra)

    • Mattina: visita a Villa Serra a Sant’Olcese.
    • Pranzo: agriturismo nella Val Polcevera o pic-nic nel parco di Villa Serra .
    • Pomeriggio (se c’è tempo): sosta a Genova Pegli per il Museo di Archeologia Ligure, ospitato nella stessa villa .

    L’itinerario “Un Mare di Giardini”: 26 tappe da non perdere

    Se hai più tempo o vuoi pianificare più visite, sappi che esiste un vero e proprio circuito dedicato: “Un Mare di Giardini” . Questo itinerario collega 26 ville e giardini storici disseminati tra costa e entroterra, valorizzando fiori, architetture e paesaggi .

    Oltre ai già citati, ecco alcune tappe imperdibili del circuito:

    • Villa Marigola – Lerici (SP): domina il Golfo dei Poeti con un giardino elegante e raccolto .
    • Villa Durazzo – Santa Margherita Ligure (GE): terrazze panoramiche, agrumi e scorci sul porto .
    • Parchi di Nervi – Genova: uno dei lungomare più suggestivi della regione, dove il verde incontra le scogliere .
    • Villa Faraggiana – Albissola (SV): unisce architettura storica e verde formale .

    Consigli utili per la visita a maggio

    • Prenota in anticipo: Molte ville (come Villa Durazzo Pallavicini) richiedono la prenotazione per le visite guidate, soprattutto nei weekend .
    • Scarpe comode: I parchi sono spesso in pendenza (Hanbury, Durazzo) o su terreni naturali (Serra). Scarpe da ginnastica o trekking leggero sono l’ideale.
    • Porta una giacca: Anche a maggio, vicino al mare o nelle zone più alte dell’entroterra, la brezza può rinfrescare.
    • Approfitta del pic-nic: Villa Serra è attrezzata con tavoli e aree prato perfette per un pranzo al sacco . È un’ottima idea per risparmiare e godersi il verde con calma.
    • Macchina fotografica a portata di mano: Ogni angolo di questi giardini merita uno scatto, dai dettagli botanici ai panorami mozzafiato.

    Quale giardino ti incuriosisce di più? Hai già visitato qualcuno di questi luoghi magici?

  • E-bike tra gli ulivi millenari: un tour sostenibile nel Savonese

    E-bike tra gli ulivi millenari: un tour sostenibile nel Savonese

    C’è un modo nuovo, silenzioso e sostenibile per scoprire la Liguria che non sia il solito traffico dell’Aurelia o le code del parcheggio al mare. Si chiama e-bike, e nel Savonese ha trovato il suo terreno ideale.

    Perché qui, nell’entroterra tra Finale Ligure, Pietra Ligure e le valli che risalgono verso l’Appennino, accade qualcosa di magico. I terrazzamenti coltivati a ulivo si susseguono fino a perdersi nell’orizzonte, i muri a secco – patrimonio UNESCO – disegnano il paesaggio come un gigantesco mosaico, e la bicicletta a pedalata assistita permette a chiunque, anche ai meno allenati, di inerpicarsi su quelle salite che un tempo erano appannaggio esclusivo dei contadini e dei cercatori di funghi.

    Maggio è il momento perfetto. Non fa ancora caldo, gli ulivi sono in fiore (o poco dopo) e i sentieri sono asciutti ma non polverosi. Prendete nota: questo è un viaggio tra i profumi della macchia mediterranea, i sapori dell’olio extravergine e la fatica (poca, grazie alla e-bike) di chi queste terre le ha plasmate con le proprie mani.


    Perché il Savonese è il paradiso delle e-bike

    Quando si parla di mountain bike ed e-mtb in Liguria, c’è un nome che torna sempre: Finale Outdoor Region. Non è un caso se qui si organizzano tappe degli Enduro World Series e se rider da tutto il mondo vengono a mettersi alla prova sui trail del Monte Carmo e del Giogo di Giustenice.

    Ma il bello è che non serve essere degli esperti per godersi questo territorio. Accanto ai sentieri più tecnici (quelli che fanno sognare i biker professionisti), esistono decine di percorsi più accessibili, perfetti per chi vuole semplicemente pedalare tra gli ulivi, fermarsi in un agriturismo e godersi il panorama.

    Il territorio del Finalese e del Pietrese è stato oggetto di un grande lavoro di valorizzazione da parte delle amministrazioni locali, che hanno creato una rete di sentieri dedicati, segnalati e manutenuti, pensati proprio per essere fruiti in e-bike. La morfologia del territorio – colline che dal mare salgono dolcemente verso l’entroterra – si presta perfettamente a escursioni di media difficoltà, dove l’assistenza elettrica fa la differenza.


    Itinerario 1: l’anello degli ulivi tra Pietra Ligure e la Val Maremola

    Questo itinerario è il cuore dell’esperienza “tra gli ulivi”. Parte dalla costa e risale l’entroterra, attraversando i terrazzamenti coltivati a ulivo che sono il simbolo di questa terra.

    Partenza: Pietra Ligure (centro storico o zona stazione)
    Lunghezza: circa 25-30 km (anello)
    Dislivello: 600-700 m (gestibile grazie all’e-bike)
    Difficoltà: media (intermedia)

    Il percorso:
    Si parte dal mare, da Pietra Ligure, e ci si dirige verso l’entroterra seguendo le indicazioni per la Val Maremola. Subito si inizia a salire, ma la e-bike fa il suo lavoro. Si pedala tra ulivi secolari e terrazzamenti sorretti da imponenti muri a secco, che la tradizione locale ha saputo costruire e mantenere per secoli.

    Si attraversano piccoli borghi come Ranzi e Segno, dove il tempo sembra essersi fermato. Da qui, il percorso si inerpica verso le alture, offrendo scorci spettacolari sul mare. Se siete abbastanza allenati (e avete batteria a sufficienza), potete spingervi fino al Monte Ciazze Secche (circa 600 m slm), da dove la vista sul Golfo di Finale è semplicemente indimenticabile.

    La discesa torna verso il mare attraverso single track e stradine secondarie, rientrando a Pietra Ligure in tempo per un aperitivo nel centro storico.

    Perché farlo in e-bike: Le salite, seppur non estreme, sono costanti. L’assistenza elettrica rende piacevole quello che altrimenti sarebbe una faticaccia, permettendovi di godere del paesaggio senza arrivare a destinazione completamente esausti.


    Itinerario 2: l’Altopiano di San Bernardino – tra ulivi e sentieri storici

    Questo secondo itinerario è leggermente più impegnativo, ma regala un’esperienza ancora più immersiva tra natura e storia.

    Partenza: Finale Ligure
    Lunghezza: circa 20-25 km (andata e ritorno o anello breve)
    Dislivello: 500 m
    Difficoltà: media (consigliata e-bike)

    Il percorso:
    Si parte da Finale Ligure e si risale verso l’entroterra in direzione dell’Altopiano di San Bernardino. Lungo la salita si percorre un sentiero ciottolato che serpeggia tra gli ulivi e i campi coltivati. La pendenza è sostenuta, tanto che gli stessi organizzatori locali lo indicano come un percorso pensato specificatamente per le e-bike.

    Una volta raggiunto l’altopiano (quota circa 300-400 m), si gode di un panorama a 360 gradi: da un lato il mare, dall’altro le montagne dell’entroterra. Qui si possono fare delle deviazioni per esplorare i sentiti secondari, sempre tra ulivi e macchia mediterranea.

    La discesa, naturalmente, è una goduria. Si torna a Finale Ligure passando per Calvisio, un’altra frazione ricca di storia e di fascino.


    Punti di noleggio e assistenza nel Savonese

    Per affrontare questi itinerari non serve portarsi la bici da casa. Il Savonese è ben fornito di negozi specializzati che offrono e-bike di alta qualità, assistenza e preziosi consigli locali. Ecco due punti di riferimento:

    🚴 BAM SHOP – Varazze (a pochi km dal Savonese)

    Indirizzo: Via Monte Grappa, 45, 17019 Varazze SV

    Perché sceglierlo: BAM SHOP è un punto di riferimento per chi vuole noleggiare vere e-mountain bike (non semplici city bike). Le recensioni lo descrivono come “il migliore” per la qualità dei mezzi e la competenza del personale.

    Cosa dicono i clienti:

    • “Le bici sono vere MTB ottime per girare su sterrati e tracciati anche impegnativi. Apprezzate sospensioni e cambio settati e regolati” 
    • “Noleggiate due Focus Jam con doppia batteria che ci hanno permesso di effettuare il fantastico percorso … per salire al Monte Beigua” 

    Servizi: Noleggio e-bike (anche con doppia batteria per lunghe escursioni), ciclofficina, vendita. Lo staff è descritto come “gentilissimo, accogliente e professionale”.

    Orari: Mar-sab 9:00-12:30 e 15:00-19:00 (chiuso lun e dom)


    🚴 e-bike Lago di Osiglia rent e tour – Osiglia (entroterra savonese)

    Indirizzo: Località Barberis, 23, 17010 Osiglia SV

    Perché sceglierlo: Se desiderate un’esperienza più autentica e lontana dal caos della costa, questo servizio di noleggio sul Lago di Osiglia fa al caso vostro. L’azienda offre la possibilità di esplorare i sentieri che circondano lo splendido lago in e-bike, adatto a tutte le età e livelli di esperienza.

    Cosa dicono i clienti: L’attività ha una valutazione di 5/5 su Google, con recensioni che sottolineano “la professionalità, la preparazione e la disponibilità del personale”.

    Servizi: Noleggio e-bike, tour guidati su richiesta, assistenza tecnica, attrezzature per bambini, parcheggio.

    Contatti: Tel. 3358451778


    🚴 Altri punti di riferimento nel Finalese

    Nella zona di Finale Ligure e Pietra Ligure, cuore pulsante dell’outdoor ligure, esistono numerose altre realtà di noleggio. Hot Bikes a Pietra Ligure è un altro negozio specializzato nella vendita e noleggio di MTB ed e-bike, con un’officina interna per assistenza e riparazioni. La Finale Outdoor Region è il punto di riferimento per informazioni su sentieri, guide e servizi.


    Consigli logistici per un tour in e-bike

    📅 Periodo migliore

    Maggio è perfetto. Temperature miti (18-24°C), giornate lunghe, sentieri asciutti e natura in piena fioritura. Si evita il caldo soffocante dell’estate e la folla dei weekend di agosto.

    🛠️ Cosa portare con sé

    • Casco (obbligatorio per legge, spesso incluso nel noleggio)
    • Borraccia e/o camelbak (l’acqua è fondamentale, anche con l’e-bike)
    • K-way leggero (maggio può riservare qualche acquazzone)
    • Crema solare (in Liguria il sole picchia anche a maggio)
    • Zaino leggero per trasportare il minimo indispensabile
    • Power bank per il telefono (userete molto il GPS)

    🔋 Gestione dell’autonomia

    Le e-bike moderne hanno batterie che durano facilmente 60-80 km in modalità assistita media. Per i percorsi che vi ho indicato (25-30 km), sarete ampiamente coperti. Se noleggiate una bici con doppia batteria (come offrono al BAM SHOP), potete spingervi anche su escursioni più lunghe, come la salita al Monte Beigua.

    🅿️ Come arrivare e dove parcheggiare

    • In auto: Il Savonese è ben collegato dall’autostrada A10 (uscita Finale Ligure o Pietra Ligure). Parcheggiare sulla costa a maggio è ancora relativamente semplice (in estate diventa un incubo).
    • In treno: Le stazioni di Finale Ligure e Pietra Ligure sono sulla linea Genova-Ventimiglia. Molti punti di noleggio sono raggiungibili a piedi dalla stazione.
    • Parcheggio consigliato: Per l’itinerario di San Bernardino, si può parcheggiare direttamente sull’altopiano (nei pressi dei ristoranti) e da lì partire in e-bike. In alternativa, lasciare l’auto a Finale Ligure e fare tutta la salita in bici (circa 30 minuti di pedalata).

    🍽️ Dove mangiare lungo il percorso

    Lungo gli itinerari troverete agriturismi e baite dove fermarvi per un pranzo tipico. L’olio extravergine di oliva (ovviamente) la fa da padrone, insieme ai salumi locali, alla farinata e ai piatti di pesce fresco sulla costa. L’Altopiano di San Bernardino è famoso per i suoi ristoranti con terrazza panoramica.


    Un’esperienza sostenibile

    Pedalare in e-bike tra gli ulivi del Savonese non è solo un’attività fisica piacevole. È un modo per vivere il territorio in modo lento e sostenibile, riducendo al minimo l’impatto ambientale e sostenendo le economie locali (noleggi, agriturismi, piccoli borghi).

    muri a secco che vedrete lungo i sentieri sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2018. Rappresentano secoli di fatica e di sapienza contadina, la stessa che ha reso possibile coltivare queste terre impervie e regalarci i loro frutti. Pedalare accanto a loro, in silenzio, è un modo per rendere omaggio a quella storia.

    E poi, diciamocelo: arrivare in cima a una collina con il mare sullo sfondo, senza essere completamente sfiniti, e godersi quel panorama meritato con un bicchiere di Vermentino fresco… non c’è niente di meglio.

    Preparate le batterie, caricate il GPS e partite. Gli ulivi del Savonese vi aspettano.


    Hai già provato un tour in e-bike in Liguria? 

  • Un maggio da cercatori di funghi: guida agli itinerari dell’entroterra tra Valle Argentina e Alta Val Trebbia

    Un maggio da cercatori di funghi: guida agli itinerari dell’entroterra tra Valle Argentina e Alta Val Trebbia

    C’è un’altra Liguria, oltre quella dei caruggi a picco sul mare e delle spiagge assolate. È una terra di boschi silenziosi, di crinali che profumano di resina e di sentieri che si perdono tra faggi e castagni secolari. È l’entroterra, e a maggio, per chi sa guardare sotto le foglie, regala uno dei suoi tesori più preziosi: i funghi primaverili.

    Mentre i primi turisti si radunano sulla costa, i cercatori esperti infilano gli stivali e si addentrano nelle valli. Non è ancora l’alta stagione dei porcini, ma in questo periodo la natura offre altre meraviglie: le ricercatissime spugnole (morchelle), i profumati prugnoli, e i primi, timidi boleti estivi.

    E il momento è perfetto. Fino al 4 giugno 2026, la Liguria celebra il Maggio dei Parchi, un calendario ricco di escursioni guidate che rappresentano l’occasione ideale per avvicinarsi a questa pratica in sicurezza, scoprendo i luoghi più suggestivi dell’Alta Valle Argentina e dell’Alta Val Trebbia .


    Cosa si trova a maggio? I funghi del mese

    Contrariamente a quanto si pensi, maggio è un mese molto interessante per la micologia. Le piogge primaverili e le temperature miti creano le condizioni ideali per la crescita di alcune specie pregiate .

    Ecco i protagonisti del sottobosco in questo periodo:

    1. La Regina: la Spugnola (Morchella spp.)
    È il fungo più ambito della primavera. Con il suo cappello a forma di alveare, è facilmente riconoscibile e ha un profumo e un sapore inconfondibili. Cresce in zone sabbiose, vicino a fiumi, in vecchi frutteti o sotto i frassini .
    ⚠️ Attenzione: Le spugnole vanno sempre consumate ben cotte per neutralizzare eventuali tossine termolabili. Inoltre, occhio alle Gyromitre (spugnole bastarde), che hanno il cappello rugoso ma non alveolato e sono tossiche .

    2. Il Classico: il Prugnolo (Calocybe gambosa)
    Se vedete dei bei funghi bianchi, carnosi, che spuntano nei prati o ai bordi dei boschi, probabilmente sono loro. Il prugnolo ha un profumo tipico che ricorda la farina fresca. È ottimo trifolato o nelle frittate.
    ⚠️ Attenzione: È uno dei funghi più facili da confondere con specie tossiche come l’Entoloma lividum (che causa gravi disturbi gastrointestinali) o l’Inocybe erubescens (mortale). Mai raccogliere se non si è sicurissimi .

    3. L’Anticipatore: Il Porcino Estivo (Boletus aestivalis)
    Verso la fine del mese, negli anni caldi e umidi, i primi porcini iniziano a fare capolino nei boschi di latifoglie (querce, castagni) dell’entroterra. Non sono abbondanti come in autunno, ma trovarne uno è una gioia immensa per il cercatore .


    Itinerario 1: Alta Valle Argentina – tra streghe e funghi

    La Valle Argentina, nell’entroterra di Imperia, è una delle culle della tradizione micologica ligure. I boschi che si inerpicano verso il Monte Monega e il Passo Teglia sono habitat ideali per le spugnole e i prugnoli.

    Il contesto: Questa valle è famosa per Triora, il “paese delle streghe”, ma anche per la sua natura selvaggia. Partecipando al Maggio dei Parchi 2026, puoi unire la micologia alla scoperta storica.

    🗓️ Appuntamenti da non perdere (Maggio 2026)

    Il programma del Parco delle Alpi Liguri offre diverse escursioni che toccano questi ambienti:

    • Domenica 10 Maggio: Itinerario ad anello tra i borghi di Andagna, Corte e Triora. Un percorso che alterna fioriture, panorami e suggestioni medievali .
    • Sabato 16 Maggio: Salita da Gouta al Monte Terca. Un trekking più impegnativo nell’Alta Val Nervia (zona limitrofa) per avere una vista a 360 gradi sulle Alpi Marittime .
    • Domenica 31 Maggio (Imperdibile per esperti): Trekking dal Passo Teglia al Monte Monega. Questo è l’itinerario regina per i cercatori: si superano i 1500 metri di quota, frequentando pascoli e ambienti alpini dove, con la giusta umidità, si possono trovare le primizie .

    📌 Consiglio per il cercatore: Nella Valle Argentina, cerca i fondovalle vicino ai corsi d’acqua e le radure assolate ai margini dei boschi di conifere. Le spugnole amano i terreni sabbiosi e disturbati, mentre i prugnoli preferiscono i prati stabili .


    Itinerario 2: Alta Val Trebbia – il wilderness ligure

    Spostandosi verso est, tra Genova e Piacenza, l’Alta Val Trebbia offre un paesaggio quasi appenninico, fatto di fitti castagneti e faggete che trattengono l’umidità più a lungo. Qui la raccolta è più tradizionale e legata ai porcini estivi e ai prugnoli.

    Cosa cercare: In questa valle, concentrati sui versanti esposti a nord, dove il sole scotta meno e il terreno resta umido. Le faggete sono il luogo ideale per trovare le prime amanite (come l’Amanita cesarea, se il caldo è precoce, ma attenzione alle false Amanite muscaria).

    Come esplorarla: A differenza della Valle Argentina, dove il Maggio dei Parchi offre molte guide, la Val Trebbia richiede spesso un approccio più autonomo. Il consiglio è di seguire i sentieri CAI che partono da Torriglia o Montebruno o partecipare alle iniziative del vicino Parco dell’Antola.


    Guida alla raccolta sicura e consapevole

    Uscire a cercare funghi è un’attività meravigliosa, ma in Liguria (come in tutta Italia) è regolamentata da norme precise. Ecco un vademecum per non avere sorprese:

    📋 Le Regole d’Oro

    1. Tesseramento e Permessi: Per raccogliere funghi in Liguria è obbligatorio il tesseramento (pagamento di un contributo regionale). Dovete essere in possesso di un tagliando o di una ricevuta di pagamento valida per la giornata o per la stagione.
    2. Attrezzatura Corretta: Il coltello è obbligatorio per tagliare il fungo (non va mai strappato per non danneggiare il micelio). Usate cesti di vimini (non secchielli di plastica), perché permettono alle spore di cadere e diffondersi durante la camminata.
    3. Limiti di Raccolta: Ogni raccoglitore ha un limite giornaliero (solitamente 3 kg, ma verifica le ordinanze locali).
    4. La Regola della Certezza: Mai mangiare un fungo di cui non si è certi al 100%. “Se hai il dubbio, lascialo dove sta”.
    5. Controllo Obbligatorio: In Italia, tutti i funghi freschi destinati al consumo devono essere sottoposti a controllo micologico presso l’ASL o da un ispettore abilitato del gruppo micologico. Molti comuni liguri offrono questo servizio gratuito il lunedì mattina.

    🌱 Rispetto per l’Ambiente

    Quando andate per funghi, state entrando in un’area protetta (spesso un Parco). Non lasciate rifiuti, non calpestate la vegetazione circostante e ricordate che il bosco è casa di animali, insetti e piante. Raccogliete solo ciò che vi serve .


    Portare a casa il “Bottino”: ricetta semplice

    Che abbiate trovato tre prugnoli o una manciata di spugnole, il modo migliore per gustarli è esaltarne il sapore senza coprirlo.

    Spugnole trifolate (il classico ligure):

    • Pulite le spugnole con un pennello (non lavatele sott’acqua, assorbono troppa acqua).
    • Tagliatele a pezzi (sono cave, quindi attenzione agli insetti).
    • In padella, fate sciogliere del burro con uno spicchio d’aglio in camicia.
    • Aggiungete le spugnole e fate saltare a fiamma alta per 10-15 minuti fino a quando non avranno perso tutta la loro acqua.
    • Sfumate con del vino bianco secco (Vermentino ligure, ovviamente).
    • Servite su crostini di pane caldo o come condimento per una tagliatella fresca.

    Un consiglio finale: Se è la tua prima uscita, affidati alle guide del Maggio dei Parchi 2026. Oltre a portarti nei posti giusti (come le escursioni al Monte Monega del 31 maggio o quelle in Valle Argentina del 10 e 16 maggio), ti insegneranno a riconoscere le specie commestibili da quelle tossiche . È l’investimento migliore per trasformare una semplice passeggiata in una vera caccia al tesoro profumata.

    Buona fortuna, e che il bosco sia con te

  • Ponti di Primavera: 3 Itinerari di un Giorno per il 25 Aprile in Liguria

    Ponti di Primavera: 3 Itinerari di un Giorno per il 25 Aprile in Liguria

    Il ponte del 25 Aprile è la prova generale dell’estate. Le giornate sono lunghe, le temperature invitano a stare all’aria aperta e la Liguria si mostra nel suo massimo splendore cromatico. Se hai solo un giorno a disposizione e vuoi fuggire dalla routine, abbiamo selezionato tre itinerari “chiavi in mano” tra Riviera di Levante, Centro e Ponente.

    Scegli quello che fa per te e… prepara lo zaino!


    1. Itinerario “Natura e Silenzio”: L’Abbazia di San Fruttuoso (GE)

    Se vuoi dimenticare l’auto e il traffico, questo è l’itinerario perfetto. San Fruttuoso di Camogli è una perla incastonata nel promontorio di Portofino, raggiungibile solo a piedi o via mare.

    • La Mattina: Parti da Camogli. Goditi una colazione veloce con focaccia appena sfornata e prendi il battello per San Fruttuoso (o, se ami il trekking, percorri il sentiero che parte da San Rocco).
    • Il Pranzo: Un pic-nic sulla spiaggia di ciottoli davanti all’imponente Abbazia millenaria, o un fritto misto in uno dei piccoli chioschi sulla baia.
    • Il Pomeriggio: Visita l’Abbazia (bene del FAI) e poi riprendi il battello verso Portofino per un gelato in piazzetta, prima di rientrare a Santa Margherita Ligure in serata.
    • Ideale per: Coppie e amanti della fotografia.

    2. Itinerario “Borghi e Storia”: Finalborgo e le Grotte (SV)

    Il Finalese non è solo mare, ma un concentrato di storia medievale e adrenalina outdoor.

    • La Mattina: Inizia la giornata a Finalborgo, uno dei Borghi più Belli d’Italia. Passeggia tra le mura quattrocentesche, i negozi di artigianato e le botteghe dei ceramisti.
    • Il Pranzo: Fermati in una delle tipiche locande del borgo per assaggiare i testaroli o la tipica focaccia di Finalborgo (più croccante e sottile).
    • Il Pomeriggio: Spostati verso le Grotte di Borgio Verezzi, le più colorate d’Italia, o fai una passeggiata fino al Castel Gavone. Se preferisci il mare, una sosta a Varigotti per il tramonto è d’obbligo.
    • Ideale per: Famiglie con bambini e appassionati di borghi medievali.

    3. Itinerario “Colori e Fiori”: Bordighera e Villa Hanbury (IM)

    L’estremo Ponente ad aprile è un giardino botanico a cielo aperto. È qui che la primavera esplode per prima.

    • La Mattina: Visita i Giardini Botanici Hanbury alla Mortola. È il periodo delle fioriture esotiche e il sentiero che scende fino al mare tra palme, agrumi e rose è incantevole.
    • Il Pranzo: Spostati a Bordighera Alta. Mangia all’aperto in uno dei ristorantini nascosti tra i caruggi della città vecchia, magari provando il brandacujun (baccalà mantecato).
    • Il Pomeriggio: Una passeggiata sul lungomare Argentina (il più lungo della Riviera) o una visita al Giardino Esotico Pallanca, dove potrai ammirare una collezione incredibile di cactus a picco sul mare.
    • Ideale per: Chi cerca relax, eleganza e profumi floreali.

    3 Consigli “Salva-Ponte”

    1. Muoviti in Treno: Il 25 aprile il traffico in autostrada può essere critico. La linea ferroviaria ligure tocca quasi tutti i punti di interesse e ti permette di goderti il panorama senza lo stress del parcheggio.
    2. Prenota Ora: Se decidi di pranzare al ristorante, non aspettare l’ultimo momento. I posti migliori si esauriscono settimane prima.
    3. Abbigliamento Multi-strato: In Liguria ad aprile si passa dai 20°C al sole ai 14°C all’ombra con il vento. Una giacca leggera è la tua migliore amica.

    E tu, dove trascorrerai il tuo 25 Aprile?

  • Trekking di Primavera: 3 Sentieri Segreti in Liguria (Lontano dalla Folla)

    Trekking di Primavera: 3 Sentieri Segreti in Liguria (Lontano dalla Folla)

    Aprile e maggio sono i mesi d’oro per il trekking in Liguria. Il sole non scotta ancora, l’aria è tersa e la macchia mediterranea esplode in un mix di ginestre gialle e timo selvatico. Ma mentre il sentiero tra Monterosso e Vernazza si trasforma in un’autostrada di turisti, esistono percorsi dove il rumore dominante è solo quello del vento e delle onde.

    Se cerchi solitudine e panorami da togliere il fiato, ecco tre itinerari meno battuti per la tua primavera ligure.


    1. Il Sentiero del Pellegrino: Da Noli a Varigotti (SV)

    Questo è forse uno dei tratti di costa più spettacolari dell’intero Ponente. È un sentiero di mezza costa che unisce due dei borghi più belli della regione.

    • Il percorso: Si parte dal borgo medievale di Noli e si sale verso l’Altopiano delle Manie. Lungo il tragitto si incontra la suggestiva Grotta dei Falsari, un’apertura naturale nella roccia che incornicia il mare come un obiettivo fotografico.
    • Perché farlo in primavera: Per la fioritura della vegetazione e perché la discesa verso Varigotti, con le sue case color ocra e il mare cristallino della Baia dei Saraceni, è un’emozione che va vissuta con la calma che solo i mesi meno affollati offrono.
    • Difficoltà: E (Escursionistico) – Circa 3 ore.

    2. L’Anello del Monte Portofino via Passo del Bacio (GE)

    Tutti conoscono Portofino, ma pochi si avventurano sui sentieri “alti” del suo promontorio, che offrono una prospettiva selvaggia e quasi verticale sul mare.

    • Il percorso: Partendo da San Rocco di Camogli, invece di scendere subito verso l’Abbazia, si percorre il sentiero che passa per le Batterie (antichi bunker) e prosegue verso il Passo del Bacio. Qui il sentiero si fa stretto e spettacolare, scavato nella roccia a picco sull’acqua.
    • Perché farlo in primavera: Il percorso è molto esposto al sole e farlo in estate sarebbe proibitivo. In primavera, invece, la brezza marina rende la camminata perfetta.
    • Attenzione: Questo sentiero presenta alcuni tratti attrezzati con catene; è adatto a chi non soffre di vertigini e ha scarpe da trekking adeguate.

    3. L’Anello del Monte Frontè: Le “Alpi” sul Mare (IM)

    Se vuoi sentirti in alta quota ma con lo sguardo rivolto al blu, devi puntare sull’entroterra di Imperia, nel cuore del Parco delle Alpi Liguri.

    • Il percorso: Un anello che parte da Monesi o dal Colle di Nava per raggiungere la vetta del Monte Frontè (2152 m), la seconda cima più alta della regione.
    • Perché farlo in primavera: Ad aprile/maggio potresti trovare ancora qualche chiazza di neve che contrasta con il verde tenero dei pascoli e il blu profondo del Mar Ligure all’orizzonte. È il regno delle marmotte e delle aquile reali.
    • Difficoltà: E (impegnativo per dislivello).

    Consigli per il Trekking di Primavera in Liguria

    1. L’acqua è fondamentale: Molti sentieri costieri sono esposti al sole e privi di fonti. Porta sempre almeno 1,5 litri d’acqua.
    2. Scarpe, non sneaker: Anche se vedi persone in ciabatte, il calcare ligure è scivoloso e tagliente. Usa sempre scarponcini con una buona suola (Vibram o simili).
    3. Meteo incerto: In aprile le “nuvole di mare” (la tipica macaia genovese) possono arrivare all’improvviso. Porta sempre un guscio leggero o una giacca a vento.

    Quale di questi sentieri ti incuriosisce di più?

  • L’Entroterra che non ti aspetti: Viaggio incantato tra Dolceacqua e Apricale

    L’Entroterra che non ti aspetti: Viaggio incantato tra Dolceacqua e Apricale

    Se pensate che la Liguria finisca dove si infrangono le onde, preparatevi a cambiare idea. Risalendo la Val Nervia, a pochi chilometri dal mare di Bordighera, si schiude un mondo fatto di pietre antiche, ponti sospesi e borghi che sembrano scaturiti dalla matita di un illustratore fantasy.

    Dolceacqua e Apricale non sono solo due borghi: sono due esperienze sensoriali che raccontano una Liguria verticale, orgogliosa e profondamente magica.


    Dolceacqua: Il Ponte che incantò Monet

    Appena arrivati a Dolceacqua, lo sguardo viene rapito da una visione iconica: il Ponte Vecchio, un arco di pietra leggero e audace che scavalca il torrente Nervia. Fu proprio questo scorcio a stregare Claude Monet nel 1884, che lo definì “un gioiello di leggerezza”.

    • Il Castello dei Doria: Sovrasta il borgo (“Terra”) con la sua mole imponente. Oggi è visitabile e ospita spesso mostre ed eventi, offrendo una vista panoramica sui tetti a schiera.
    • I Caruggi e la “Michetta”: Addentratevi nei vicoli strettissimi e oscuri, dove botteghe di artisti e cantine si nascondono dietro porte secolari. Prima di andarvene, assaggiate la Michetta, il dolce tipico del borgo nato da una leggenda di ribellione e libertà.
    • Il Rossese: Dolceacqua è la patria di questo vino rosso DOC, sapido e profumato. Una degustazione in una delle enoteche del centro è d’obbligo.

    Apricale: Il Borgo della Luce e del Teatro

    Proseguendo la strada che sale verso la montagna, appare all’improvviso Apricale. Il nome deriva da apricus (esposto al sole), ed è esattamente così che appare: un grappolo di case appese alla roccia, perennemente baciate dalla luce.

    • Un museo a cielo aperto: Apricale è famosa per i suoi murales che decorano le pareti esterne delle case, raccontando scene di vita contadina e leggende locali.
    • Il Castello della Lucertola: Situato sulla piazza principale (una delle più scenografiche d’Italia), il castello ospita il Museo della Storia di Apricale. In estate, la piazza diventa un teatro a cielo aperto per spettacoli famosi in tutta Europa.
    • La curiosità: Guardate in alto verso il campanile della chiesa… noterete una bicicletta installata sulla sua cima! È un’opera d’arte contemporanea che sfida la gravità e aggiunge un tocco surreale al borgo.

    Perché visitarli in Primavera?

    Aprile è il mese ideale per scoprire questi luoghi per tre motivi:

    1. Il clima: Camminare tra le salite di Apricale o salire al Castello di Dolceacqua è piacevole senza l’afa estiva.
    2. I profumi: La Val Nervia in primavera esplode di ginestre, timo e rosmarino selvatico.
    3. La luce: La luce di aprile è morbida, perfetta per fotografare il riflesso del ponte nell’acqua o i toni caldi della pietra di Apricale.

    Info Pratiche per l’Itinerario

    • Distanza: I due borghi distano solo 15 minuti di auto l’uno dall’altro. Potete tranquillamente visitarli entrambi in un’unica giornata.
    • Pranzo: Scegliete una locanda ad Apricale per mangiare all’aperto sulla piazza, magari gustando i celebri pansoti al sugo di noci.
    • Souvenir: Olio extravergine di oliva taggiasca e, naturalmente, una bottiglia di Rossese di Dolceacqua.

    Se avete tempo, tra Dolceacqua e Apricale fermatevi un istante ad ascoltare il silenzio degli uliveti. È lì che risiede la vera anima del Ponente Ligure.