C’è un luogo in Italia dove le curve si susseguono come in un sogno, l’asfalto è un tappeto che abbraccia gole profonde e il paesaggio è talmente bello da aver ispirato Ernest Hemingway, che la definì “la valle più bella del mondo” . È la Val Trebbia, un angolo di Appennino tra Liguria, Emilia-Romagna e Lombardia che rappresenta una delle mete più ambite dagli amanti delle due ruote .
L’itinerario regina: da Piacenza a Genova (e ritorno)
Il percorso classico della Val Trebbia è la Strada Statale 45, la direttrice principale che collega Piacenza al Mar Ligure . È una strada disegnata per essere percorsa in moto: il traffico è contenuto (anche se nei weekend si popola di bikers) e le curve, che diventano sempre più tecniche man mano che si sale, regalano forti emozioni senza risultare mai eccessivamente insidiose .
Da Piacenza a Bobbio
Lasciata Piacenza, la SS45 scorre inizialmente dolce e abbastanza rettilinea per circa 40 km, fino a raggiungere Bobbio, il cuore pulsante della valle e tappa obbligata . Qui la sosta si impone per visitare:
Il Ponte Gobbo (o Ponte del Diavolo), una struttura romanica a undici arcate dalla forma irregolare che è diventata il simbolo del borgo .
L’Abbazia di San Colombano, fondata nel VII secolo dal monaco irlandese che è anche il patrono dei motociclisti .
Il Castello Malaspina, da cui si gode una vista panoramica mozzafiato sulla valle e sugli Appennini .
Da Bobbio a Torriglia
Lasciato Bobbio, la SS45 si inerpica in una sequenza di curve più impegnative che si snodano tra boschi e gole, seguendo il corso del fiume Trebbia . Il manto stradale si mantiene eccellente e si attraversano paesi come Marsaglia, Ponte Organasco e Ottone.
Superato il confine con la Liguria a Gorreto, la strada scende verso il mare. Dopo circa 100 km da Piacenza, si arriva a Torriglia, dove si possono ammirare i resti delle antiche fortificazioni delle famiglie Malaspina, Fieschi e Doria . Da qui, il centro di Genova è a soli 30 km di distanza, dove la focaccia e il pesce sono il meritato premio per la pedalata .
Varianti da non perdere: il Passo Penice e l’Oltrepò Pavese
Per chi ha tempo e voglia di allungare il percorso, la Val Trebbia si presta a magnifiche varianti che abbracciano l’Oltrepò Pavese .
Il Passo Penice
Il Passo Penice, a 1.149 metri di altitudine, è una deviazione imperdibile da Bobbio. La strada offre curve dolci e panorami che spaziano sulle Alpi Appenniniche. È un’alternativa perfetta per un giro ad anello che, partendo da Bobbio, risale verso l’Oltrepò Pavese per poi tornare a valle .
La Via dei Castelli
Per chi ama unire la moto alla storia e alla cultura, esiste un itinerario che tocca i castelli della zona, perfetto per un giro tranquillo tra colline e vigneti. Questo percorso ad anello, di meno di 30 km, permette di visitare:
Il Castello di Statto, oltre il fiume Trebbia lungo la panoramica SP40, con le sue quattro torri rotonde e gli affreschi nelle sale nobili .
Il Castello di Rivalta, poco più a valle, una dimora signorile circondata da un bellissimo parco e considerata uno dei più preziosi ritrovamenti storici della provincia di Piacenza .
Dove fermarsi: la cucina della Val Trebbia
Una delle gioie del mototurismo è la scoperta dei sapori locali, e la Val Trebbia non delude. Le soste gastronomiche sono una parte fondamentale dell’esperienza.
A Bobbio e dintorni: l’agriturismo Il Torrione del Trebbia propone cucina tipica piacentina con prodotti locali e di stagione . Da non perdere i maccheroni bobbiesi e la famosa coppa piacentina.
A Brugnello, il piccolo borgo che domina il corso del fiume, l’Albergo Ristorante Rocca Rosa offre una posizione dominante e un’ottima cucina .
Nella parte alta della valle, l’Albergo Ristorante Genova è considerato una sosta classica e molto apprezzata dai bikers .
Non mancano agriturismi sparsi lungo tutto il percorso che offrono gnocco fritto, pisarei (gnocchetti di pane raffermo) e specialità a base di funghi .
Consigli per una guida sicura
Il manto stradale della SS45 è generalmente ottimo, ma come sempre, soprattutto nelle zone montane, è meglio prestare attenzione a eventuali cambiamenti climatici .
Nei weekend e in estate la valle si popola di molti bikers, quindi è fondamentale mantenere la prudenza e non lasciarsi trascinare dall’entusiasmo .
Verificate sempre lo stato tecnico della vostra moto prima di partire e indossate l’equipaggiamento protettivo adeguato .
Quando il termometro inizia a segnare temperature elevate e la spiaggia sembra più un frullatore di ombrelloni che un luogo di relax, la Liguria svela il suo lato più segreto e rinfrescante. Lontano dal frastuono della costa, l’entroterra ligure offre un rifugio prezioso, dove l’aria è più fresca, i ritmi più lenti e la natura regna sovrana.
Ecco alcune delle mete migliori per sfuggire all’afa e riscoprire il piacere di un’estate all’insegna del benessere.
🏞️ Le Alpi Liguri: frescura a 360 gradi
Per un vero e proprio cambio di scenario, basta salire di quota. L’estremo ponente ligure custodisce località dove l’aria fresca è di casa.
Monesi di Triora (IM) è la regina del fresco: a 1.376 metri di altitudine, ai piedi del Monte Saccarello, la vetta più alta della Liguria, le temperature estive sono decisamente più miti che al mare . È il punto di partenza ideale per escursioni e trekking, oltre che per percorrere la storica Via del Sale, un tracciato sterrato di 40 km che supera i 2.000 metri di altezza .
Lecchiore (IM), frazione di Dolcedo, è famosa per i suoi laghetti immersi nel bosco di lecci, dove l’acqua rimane “freddissima anche ad agosto” . Un luogo perfetto per un tuffo rinfrescante in un contesto selvaggio e naturale.
🏔️ Il Parco dell’Aveto: il cuore fresco del Levante
Il Parco Naturale Regionale dell’Aveto è un’istituzione quando si parla di refrigerio estivo. Le sue faggete e le sue alte vette creano un microclima che lo rende una delle zone più fresche della Liguria.
Rezzoaglio detiene spesso il record delle temperature più basse, grazie alle dense faggete e ai boschi della Foresta delle Lame, dove si trova l’omonimo lago di origine glaciale . Un luogo magico dove la natura è padrona.
Il Rifugio Malga Zanoni (1.100 m), situato nel cuore del Parco, è una base perfetta per escursioni verso il Monte Aiona e il Monte Penna, o per semplici passeggiate nei boschi. Aperto tutto il giorno, offre anche la possibilità di pernottare per godere appieno della quiete della montagna .
Il Passo del Bocco, in Valle Sturla, è un altro punto di partenza per bellissime escursioni. Qui si trovano il Bosco Giardino, un percorso didattico, e il vicino Laghetto del Bocco, una piccola oasi di pace e natura .
🏊♂️ Il fascino delle acque dolci: fiumi e laghetti
Per chi cerca il bagno in un contesto diverso dal mare, i corsi d’acqua dell’entroterra offrono piscine naturali di una bellezza incontaminata.
La Val Trebbia è una delle mete più classiche per chi cerca il fresco. Da Torriglia in su, le temperature calano e le acque del fiume diventano una tentazione. Località come Due Ponti e le “spiaggette” naturali vicino a Rovegno offrono ampi spazi verdi per stendersi e tuffi in acque limpide . Il Lago del Brugneto, poco distante, è un’altra meta perfetta per un picnic rinfrescante .
Il Laghetto del Bocco, vicino al passo omonimo, offre una breve e rilassante passeggiata all’ombra, lontano dal caos .
Per gli escursionisti più esperti, i Laghetti della Val Lentro e il Lago della Tina (sulle alture di Arenzano) rappresentano mete selvagge e poco frequentate, dove l’acqua è cristallina e la folla è un ricordo lontano . Il Rio Lerca e il Rio Prialunga, nel Parco del Beigua, sono invece famosi per le loro pozze smeraldine e sono destinazioni amate dagli appassionati di canyoning .
🏘️ I borghi dell’entroterra: storia e atmosfera
A volte, il modo migliore per sfuggire al caldo è perdersi tra i vicoli ombreggiati di un borgo antico, dove le case in pietra e i carruggi creano naturali corridoi d’ombra.
Ceriana (IM) è un gioiello recentemente inserito tra i Borghi più belli d’Italia. Arroccato tra le montagne e il mare, offre un’atmosfera intima e autentica, con un centro storico a “anelli concentrici” che lo rese inespugnabile . Le sue trattorie servono una cucina ligure genuina, e i boschi circostanti offrono sentieri per piacevoli passeggiate .
Pietrabruna (IM) è un altro borgo affascinante, famoso per la pietra bruno-rossastra con cui sono state edificate le sue case. Sviluppato sulle pendici del Monte Faudo, offre una forte tradizione religiosa e un museo archeologico ed etnografico che racconta la storia e le tradizioni locali .
Giustenice (SV), nella Valle del torrente Scarincio, è un antico villaggio abitato fin dai tempi dei Liguri Ingauni, che trovavano refrigerio nelle grotte della zona. Oggi il suo castello medievale domina il borgo .
Nell’Alta Val di Vara, Varese Ligure (SP) è un esempio di sostenibilità, essendo stata la prima vallata in Italia a ottenere il marchio del biologico. Un luogo dove la genuinità e il contatto con la natura sono di casa .
🦇 Un’esperienza unica: le Grotte di Toirano
Per un refrigerio assicurato e un viaggio nel tempo, le Grotte di Toirano (SV) sono una scelta fuori dal comune. All’interno della Grotta della Bàsura, la temperatura si mantiene costantemente fresca anche nelle giornate più calde. Qui si possono ammirare stalattiti e stalagmiti, ma anche le impronte e i resti dell’orso delle caverne, che utilizzava queste grotte come rifugio . Una visita che unisce il piacere del fresco alla scoperta di un patrimonio paleontologico unico.
Luglio in Liguria: il sole è alto, le giornate sono lunghe e il mare invita a tuffi rinfrescanti. Ma per chi ama la bicicletta, questo è anche il mese ideale per scoprire la regione su due ruote, approfittando della luce abbondante e delle numerose ciclovie che si snodano tra costa e entroterra . Attenzione solo al caldo: il consiglio è di partire presto al mattino, portare con sé tanta acqua e avere sempre un “piano B” per una sosta rinfrescante .
🌊 Sul Mare: La Cycling Riviera, il Gioiello del Ponente
Se cerchi un percorso facile, panoramico e adatto a tutti, la Cycling Riviera (o Pista Ciclabile del Ponente Ligure) è la scelta perfetta. Si tratta di un’opera di ingegno che ha trasformato il sedime della vecchia ferrovia costiera in una lunga via verde affacciata sul Mediterraneo .
Il Percorso: Il tratto più famoso, e ormai completamente percorribile, si estende per quasi 50 chilometri consecutivi sul mare, da Ospedaletti ad Andora, passando per località iconiche come Sanremo, Arma di Taggia e San Lorenzo al Mare .
Caratteristiche: È una pista asfaltata, pianeggiante e ben segnalata, che attraversa gallerie illuminate e offre scorci mozzafiato sulla Riviera dei Fiori . È l’ideale per famiglie, ciclisti di ogni livello e persino per semplici passeggiate .
Le Soste: Lungo il percorso non mancano aree di sosta, punti di ristoro e accessi diretti alle spiagge. Imperdibili le deviazioni nei borghi storici come la Pigna di Sanremo o il centro medievale di Taggia . E per rifocillarsi, una sosta per assaggiare la sardenaira (la “pizza” di Sanremo) o le olive taggiasche è d’obbligo .
⛰️ Alla Scoperta dell’Entroterra: Avventura e Panorami
Per chi cerca un’esperienza più impegnativa e vuole sfuggire al caldo della costa, l’entroterra ligure offre itinerari mozzafiato tra boschi, borghi antichi e alte vette.
Ciclovia Bicknell: Un anello di circa 100-150 km che parte e torna a Bordighera, in onore dello studioso Clarence Bicknell . L’itinerario si addentra nell’entroterra del Parco Alpi Liguri fino a toccare la Francia, attraversando paesaggi spettacolari. È un percorso per bici gravel o mountain bike, che richiede un buon allenamento e può essere suddiviso in più tappe . Tra i punti di interesse: il Santuario di Notre-Dame des Fontaines a Briga (la “Cappella Sistina delle Alpi”) e il borgo di Triora, famoso per la sua storia di streghe .
Finale Ligure: La Capitale dell’Outdoor: Questa zona è un paradiso per gli amanti della mountain bike e della gravel, con una rete di sentieri e percorsi che si adattano a tutti i livelli . Si possono fare anelli partendo da Finalborgo, alternando tratti costieri a impegnative salite nell’entroterra, come quella che porta al Piano dei Corsi a 1.017 metri di quota .
Alta Via del Sale: Per un’avventura in quota, questa strada bianca ex militare è una leggenda tra i ciclisti. Si snoda tra le Alpi Liguri e offre un percorso sterrato di grande fascino, percorribile con bici gravel o MTB, con tratti esposti e panorami mozzafiato. La strada è a pagamento (1 euro) e in alcuni giorni è riservata a pedoni e ciclisti . La si può affrontare a tappe, con pernottamenti in rifugio, come parte di traversate più lunghe che partono dal Piemonte e arrivano fino al mare .
🚵 Percorsi per Tutti i Gusti: MTB, Gravel e Family
La Liguria offre un ventaglio di possibilità per ogni tipo di ciclista:
Per gli Amanti della MTB: Oltre a Finale, il Parco Naturale delle Alpi Liguri e il Parco dell’Aveto offrono numerosi itinerari su sentieri e strade sterrate . A luglio, il Festival dell’Outdoor “Sciacarée” anima i borghi del Parco Alpi Liguri con escursioni in e-mtb, corsi di avviamento e attività per famiglie .
Per un Tour “All-Rounder”: La zona di Alassio è una base comoda per costruire uscite ad anello di varia difficoltà. Si può scegliere tra la facile salita alla Madonna della Guardia (19 km, 544 m D+) o giri più impegnativi nell’entroterra come quello di Testico (47 km, 831 m D+) .
Soste Rinfrescanti: In luglio, approfitta dei laghi e dei fiumi dell’entroterra per una pausa bagno. Il Lago della Busalletta offre un anello ciclabile di 23 km, mentre i laghetti del Parco dell’Aveto o le pozze del Rio Lerca sono mete selvagge per rinfrescarsi .
Consiglio Pratico: La Liguria si presta bene all’intermodalità treno+bici. Puoi pianificare tappe lineari e rientrare in treno, evitando di ripetere lo stesso percorso. Sfrutta questa possibilità per esplorare tratti diversi della Cycling Riviera o per raggiungere i punti di partenza delle escursioni più impegnative, come la Ciclovia Bicknell, che inizia a Bordighera dopo un viaggio sulla spettacolare Ferrovia delle Meraviglie .
Giugno è il mese perfetto per camminare in Liguria. Lo so, sembra un paradosso. Tutti pensano al mare, agli ombrelloni, ai bagni rinfrescanti. Ma c’è un’altra Liguria, quella dell’entroterra, che a giugno è semplicemente spettacolare.
Le temperature sulla costa iniziano a salire (25-28°C), ma salendo di qualche centinaio di metri si trova un clima perfetto: l’aria è pulita, il cielo è azzurro, la fioritura è al suo massimo e le giornate sono lunghe. E la cosa migliore? I sentieri non sono ancora affollati come ad agosto.
Ho selezionato per voi 3 sentieri liguri da fare a giugno, pensati per diverse difficoltà e diversi scenari. Uno sul mare (per chi vuole il panorama e un tuffo finale), uno nel bosco (per chi cerca fresco e silenzio) e uno sull’Appennino (per chi non teme la fatica e vuole viste da togliere il fiato).
Come scegliere un sentiero a giugno: le regole d’oro
Prima di partire, un paio di accorgimenti fondamentali:
Partite presto. A giugno il sole sorge alle 5:30 e la parte migliore della giornata per camminare è fino alle 11:00. Dopodiché, anche in montagna, inizia a fare caldo. Svegliarsi alle 6:00 per essere sul sentiero alle 7:30 è la scelta intelligente.
Portate almeno 2 litri d’acqua a persona. Sembra esagerato, ma non lo è. I fontanili in Liguria ci sono, ma non sempre sono segnati o funzionanti. Meglio avere l’acqua che cercarla.
Protezione solare obbligatoria. Anche se camminate nel bosco, i raggi filtrati dalle foglie sono insidiosi. Cappellino, crema e occhiali da sole.
Controllate l’esposizione. A giugno, i versanti esposti a Sud sono forni già alle 10:00. Preferite percorsi con esposizione Nord o Est, o che si svolgano prevalentemente nel bosco.
Detto questo, andiamo ai sentieri.
1. Sentiero del Monte Portofino (da San Rocco a Portofino Vetta)
Il classico che non delude mai, perfetto per chi vuole mare e montagna in un solo colpo.
Partenza: San Rocco di Camogli (si parcheggia nel paese o poco sopra)
Arrivo: Portofino Vetta (o si prosegue fino a Portofino)
Lunghezza: 6 km (andata e ritorno, o 12 km con anello)
Dislivello: 350 m
Durata: 2-3 ore (solo andata)
Difficoltà: E (Escursionistico) – adatto a chi ha un minimo di allenamento
Perché a giugno è perfetto
Il Monte di Portofino (610 m) è una delle zone più verdi della Liguria. A giugno, il bosco di lecci, querce e pini marittimi è fitto e offre ombra per gran parte del percorso. Le temperature sulla vetta sono spesso 5-6 gradi inferiori rispetto alla costa.
Il sentiero principale (n. 1) parte da San Rocco, un borgo arroccato sopra Camogli, e sale dolcemente nel bosco fino alla chiesetta di San Nicolò di Capodimonte. Da qui, si prosegue verso il Faro di Portofino (la “vetta”) con viste spettacolari su entrambi i golfi: Golfo Paradiso da una parte, Golfo del Tigullio dall’altra.
Il valore aggiunto a giugno
La fioritura: a giugno, lungo il sentiero, fioriscono l’elicriso (quell’odore di curry e mare), le ginestre e le orchidee selvatiche.
Il tuffo finale: potete scendere a Portofino (sentiero più ripido, 45 minuti) e farvi un bagno nella baia. L’acqua a giugno è fresca ma fattibile.
Le lucciole: se tornate al tramonto, nelle serate di inizio giugno, potreste vedere le lucciole nel bosco.
Il trucco del locale
Non parcheggiate a Camogli (troppo pieno). Salite direttamente a San Rocco con l’auto. C’è un piccolo parcheggio gratuito vicino al cimitero. Se è pieno, proseguite verso Ruta (frazione di Camogli) e trovate parcheggio lì.
Info utili: Il sentiero è ben segnalato (segnavia n. 1 del Parco di Portofino). Portate la tessera del parco? No, l’accesso è libero. Ma se volete fare il bagno a Portofino, sappiate che la spiaggia libera è minuscola.
2. Anello del Monte Gazzo (Sestri Ponente, Genova)
Il sentiero “segretissimo” dei genovesi, perfetto per una mezza giornata vicino a città.
Partenza e arrivo: Via Monte Gazzo (Sestri Ponente) – parcheggio all’inizio della salita sterrata
Lunghezza: 5 km (anello completo)
Dislivello: 200 m
Durata: 1,5 – 2 ore
Difficoltà: T (Turistico) – adatto a tutti, famiglie incluse
Perché a giugno è perfetto
Il Monte Gazzo (419 m) è quella collina che vedete sulla destra quando uscite da Genova verso Ponente. Quasi nessuno turista la conosce, ma è un piccolo paradiso a due passi dalla città.
Il percorso si snoda interamente nel bosco di pini e lecci, con rari tratti esposti. La temperatura interna è quasi sempre 5-6 gradi inferiore rispetto alla città. A giugno, quando a Genova ci sono 28°C, sul Gazzo si sta benissimo.
Cosa si vede
Lungo l’anello incontrerete:
Le trincee della Prima Guerra Mondiale (il Gazzo era una postazione antiaerea). Sono ben conservate e percorribili con una torcia.
Le grotte naturali (attenzione: non attrezzate, ma visibili dall’esterno).
Il belvedere sulla Val Polcevera e sul lungomare di Pegli.
Perché a giugno è speciale
L’oleandro: a giugno, lungo i bordi del sentiero, l’oleandro selvatico è in piena fioritura. Rosa, bianco, viola.
Le farfalle: il Gazzo è un’area protetta per i lepidotteri. A giugno si vedono decine di specie diverse.
È vicino alla città: potete fare trekking la mattina, tornare a casa per pranzo, e nel pomeriggio andare al mare. Perfetto per un weekend lungo.
Attenzione a…
Il sentiero è ben segnato ma in alcuni punti è stretto e scivoloso se ha piovuto. Scarpe da trekking (non infradito, per carità). Il parcheggio all’inizio della strada sterrata è gratuito, ma non enorme: arrivate prima delle 9:30.
Info utili: Esistono due ingressi principali. Quello da Via Monte Gazzo è il più comodo. Quello da Via Hermada (Pegli) parte dal mare ma ha più dislivello.
3. Monte Porale (tra Pietra Ligure e Bardineto)
Il “frigorifero” dell’estate: un sentiero in faggeta che vi farà dimenticare il caldo.
Partenza: Bardineto (SV) – parcheggio vicino al santuario
Arrivo: Monte Porale (con anello o andata/ritorno)
Lunghezza: 10 km (anello completo)
Dislivello: 450 m
Durata: 3,5 – 4 ore
Difficoltà: E (Escursionistico) – richiede un minimo di preparazione
Perché a giugno è perfetto
Il Monte Porale (1348 m) è nell’entroterra savonese, a pochi chilometri da Finale Ligure e Pietra Ligure. Ma qui non c’è mare: c’è una faggeta secolare che a giugno è ancora fresca come in primavera.
Le faggete hanno un microclima particolare: l’alta umidità e la fitta chioma mantengono la temperatura intorno ai 18-20°C anche quando a valle ci sono 30°C. È il luogo ideale per chi non sopporta il caldo ma vuole stare in natura.
Il percorso
Si parte da Bardineto (700 m), si sale attraverso la faggeta fino al crinale, poi si segue l’anello che tocca il Monte Porale e rientra. Il clou del percorso è quando si esce dal bosco in vetta: panorama a 360° sulle Alpi Apuane, sul Mar Ligure e sulla pianura padana.
A giugno, la faggeta è al massimo del suo verde brillante. Il sottobosco è punteggiato di felci e fiori di montagna (genziane, gigli, campanule).
Il trucco del locale
Partite presto (entro le 8:30) non tanto per il caldo (lì non fa caldo), ma perché nel pomeriggio spesso si formano nuvole e nebbie che coprono la vista. La mattina presto è quasi sempre cielo limpido.
Dopo il trekking, vale la pena scendere a Bardineto per un piatto di trofie al pesto o una cima alla genovese in uno dei ristoranti del paese.
Attenzione a…
Le zecche: in faggeta a giugno ci sono le zecche. Vestitevi con pantaloni lunghi e scarpe chiuse, e controllatevi alla fine del percorso.
La segnaletica: non è eccellente come sul Portofino. Scaricate la traccia GPS o portate una mappa cartacea. Non affidatevi solo al cellulare (la copertura è scarsa).
Acqua: non ci sono fontanili lungo il percorso. Portatevi 2 litri a persona.
Info utili: Il Monte Porale fa parte del Parco Naturale Regionale di Bric Tana. L’ingresso è libero. Se siete fortunati, potreste avvistare caprioli o aquile reali.
Tabella riassuntiva (per scegliere al volo)
Sentiero
Difficoltà
Durata
Ombra
Panorama
Ideale per
Monte Portofino
E (medio)
2-3 h
70%
Mare (spettacolare)
Chi vuole mare + trekking + tuffo
Monte Gazzo
T (facile)
1,5-2 h
90%
Città e colline
Famiglie, mezza giornata, principianti
Monte Porale
E (medio)
3,5-4 h
95%
Montagne e mare
Chi cerca fresco vero e natura selvaggia
E se piove? (Sì, a giugno può succedere)
Giugno in Liguria è generalmente stabile, ma non mancano i temporali pomeridiani, specialmente sull’Appennino. Prima di partire:
Controllate il bollettino meteo della giornata (non quello della costa, quello delle zone montane).
Se c’è rischio di temporali, evitate il Monte Porale (più esposto). Il Monte Gazzo e il Portofino hanno tratti nel bosco che riparano, ma occhio ai fulmini.
Portate sempre un k-way leggero nello zaino. Anche se il meteo dice sereno.
In conclusione: perché giugno è il mese del trekking in Liguria
Molti pensano che la Liguria sia solo “mare e sentieri ripidi e assolati”. Non è vero. La Liguria è una delle regioni più verdi d’Italia, e a giugno il verde è al suo massimo splendore.
I tre sentieri che vi ho suggerito sono solo un assaggio. Ce ne sono decine altri: l’Anello del Monte Beigua, i sentieri delle Cinque Terre (ma a giugno sono già affollati), la Via dell’Amore riaperta… ma questi tre sono il mio cuore per giugno.
Preparate lo zaino, sveglia alle 6:00, e via. Il profumo di elicriso, il canto del cuculo, il fresco del bosco… non c’è mare che tenga.
Buona camminata a tutti!
📌 Consiglio extra per i fotografi
Portate la macchina fotografica. A giugno, la luce è calda e morbida la mattina presto, e i colori sono saturi. Sul Monte Portofino, provate una foto al Faro con il mare che brilla sotto. Sul Monte Porale, cercate i raggi di sole che filtrano tra i faggi. Ne vale la pena.
La domanda che ogni anno divide famiglie, distrugge amicizie e manda in crisi i turisti in partenza è sempre la stessa: “Ma l’acqua del mare in Liguria a giugno, è fredda?”.
La risposta onesta (da ligure che ha fatto il bagno anche a marzo, ma non ve lo consiglia) è: dipende. Dipende da chi siete, da dove venite e soprattutto da che spiaggia scegliete.
In questo articolo facciamo chiarezza una volta per tutte: vi dico la temperatura reale dell’acqua a giugno, vi spiego perché i liguri la trovano “gelida” mentre i turisti del nord Europa la adorano, e vi svelo 5 spiagge baciate dal sole dove l’acqua è più calda che altrove (o almeno, sembra).
Ma quanti gradi fa l’acqua in Liguria a giugno?
Andiamo con i dati, senza ipocrisie.
Prima metà di giugno: l’acqua si attesta sui 18-20°C. Sì, è fresca. Non è il bagno caldo di agosto (che arriva a 25-26°C). Ma non è nemmeno il freezer.
Seconda metà di giugno: sale rapidamente, raggiungendo i 20-22°C, soprattutto nelle baie riparate e nelle zone sabbiose poco profonde.
Chi la trova fredda? I liguri (abituati ad agosto) e i turisti del Centro-Sud Italia. Chi la trova perfetta? I tedeschi, gli svizzeri, gli olandesi e i turisti del Nord Europa, che a casa loro a giugno fanno il bagno a 14°C se va bene.
Il consiglio spassionato: portatevi un k-way o un accappatoio per uscire dall’acqua. Il vento che si alza dopo il tramonto può rinfrescare parecchio. Ma il bagno si fa eccome.
Il segreto delle spiagge “calde”: orientamento e fondale
Non tutte le spiagge liguri sono uguali. Per trovare l’acqua meno fredda a giugno, dovete cercare due caratteristiche:
Esposizione a Sud o Sud-Ovest: le spiagge che prendono sole dalla mattina alla sera riscaldano l’acqua molto più velocemente.
Fondale basso e sabbioso: la sabbia scura trattiene il calore. L’acqua bassa (dove si cammina per metri prima di fare il largo) si scalda prima dell’acqua profonda.
Ecco quindi la mia selezione personale delle 5 spiagge “baciate dal sole” dove a giugno l’acqua è (relativamente) calda e il bagno è piacevole.
1. Baia del Silenzio (Sestri Levante) – La perla levante
Perché funziona a giugno: È una baia stretta, protetta dai venti da due promontori, con un fondale sabbioso che degrada dolcemente. L’acqua è calma come una piscina e, già dalla prima settimana di giugno, raggiunge i 20-21°C.
Attenzione: È piccolissima. A giugno è già piena ma non esagerata (agosto è un incubo). Arrivate al mattino presto (9:00) o nel tardo pomeriggio (17:00) per trovare un metro di asciugamano.
Consiglio da locale: Mangiate una focaccia al formaggio da Manuelina in centro, poi fate il bagno. La combinazione è letale (per la dieta).
2. Spiaggia di Levanto – L’alternativa intelligente alle Cinque Terre
Perché funziona a giugno: Levanto è la spiaggia “buona” di chi non vuole la follia di Monterosso. È lunga, sabbiosa, esposta a Sud-Ovest. Il fondale è basso per almeno 50 metri, quindi l’acqua si scalda rapidamente. A fine giugno siamo tranquillamente sui 21-22°C.
Vantaggio: C’è un grande parcheggio (a pagamento) vicino alla spiaggia e si arriva facilmente in treno. Da qui si può fare il bagno e poi prendere il traghetto o il treno per le Cinque Terre, senza lo stress di dormire lì.
Nota per i surfisti: Le onde arrivano solo con libeccio, quindi a giugno mare generalmente piatto. Perfetto per famiglie.
3. Baia dei Saraceni (Varazze) – Il segreto del savonese
Perché funziona a giugno: Non è la spiaggia centrale di Varazze (che è più esposta ai venti), ma questa piccola baia subito dopo il porto, verso il promontorio. È riparata, con sabbia scura e fondale che sale subito. L’acqua è spesso 1-2 gradi più calda del resto della riviera.
Per chi è adatta: A chi cerca un’atmosfera da “villaggio” senza i prezzi di Portofino. Ci sono stabilimenti attrezzati ma anche tratti di spiaggia libera.
Bonus: La passeggiata sul lungomare di Varazze a giugno è piena di eventi e concertini serali. Molto sottovalutata.
4. Spiaggia di Finale Ligure (Zona Puntabella) – Per chi non teme il fresco
Perché è in lista: Finale Ligure è più aperta al vento, quindi l’acqua tende a essere un po’ più fresca (18-19°C a inizio giugno). Ma la metto in lista perché il sole batte tutto il giorno e la spiaggia è enorme. Se siete del tipo “mi butto e mi muovo”, è perfetta.
Il trucco: Evitate la zona centrale (più frequentata dai surfisti per le onde). Andate verso la Puntabella, dove il fondale è basso e la sabbia è fine. Lì l’acqua si scalda di più.
Per chi è: Per gli sportivi, chi vuole fare snorkeling (le acque sono limpide già a giugno) o chi combina mare con trekking sulle falesie.
5. Spiaggia di Alassio (Centro) – Il classico che non delude
Perché funziona a giugno: La spiaggia di Alassio è esposta a Sud, lunghissima e con fondale molto dolce. L’acqua a giugno è generalmente calma e pulita. La temperatura arriva tranquillamente a 20-21°C già a metà mese.
Il valore aggiunto: Il Budello di Alassio (il centro pedonale) a giugno è vivo ma non soffocante. Potete fare il bagno la mattina, pranzare con un pesto, passeggiare nel pomeriggio e tornare in spiaggia per il tramonto.
Nota d’obbligo: La spiaggia è quasi interamente in concessione ai bagni. La spiaggia libera esiste ma è piccola. Portate i soldi per l’ombrellone o prenotate online.
E le altre? Cosa evitare a giugno per l’acqua fredda?
Per onestà intellettuale, vi dico anche dove l’acqua a giugno è decisamente fresca (perché tanto qualcuno ci andrà comunque):
San Fruttuoso (Camogli): meravigliosa, ma è una baia profonda e ombreggiata dai monti fino a tarda mattina. L’acqua non supera i 18°C a giugno. Perfetta per un tuffo veloce, non per stare ore.
Le spiagge di Pietra Ligure e Borghetto Santo Spirito: molto ventose a giugno. L’acqua si raffredda per l’agitazione.
Le calette di Portofino: spettacolari ma spesso esposte a tramontana. Acqua cristallina ma freddina.
In conclusione: vale la pena andare al mare in Liguria a giugno?
Assolutamente sì. L’acqua non è quella del bagno caldo di agosto, ma è decisamente balneabile. E i vantaggi sono enormi:
Meno folla (relativamente, ma niente a che vedere con luglio-agosto).
Prezzi più bassi (gli stabilimenti balneari spesso hanno tariffe di “inizio stagione”).
Giornate lunghe (sole fino alle 21:00).
Niente afa assassina (l’umidità è sopportabile).
Il mio consiglio da ligure: non state a guardare il termometro. Buttatevi. Dopo i primi trenta secondi di “ahia”, il corpo si abitua e scoprirete che fare il bagno a giugno ha un gusto speciale. È il mare dei locali, degli iniziati, di chi sa che l’estate vera comincia prima che arrivi la bolgia.
E se qualcuno vi dice “ma è freddo”, rispondete come facciamo noi: “Non è freddo, è rinfrescante”.
Maggio è il mese dei grandi risvegli. Le giornate si allungano, il sole scalda senza bruciare e il mare, dopo l’inverno, torna finalmente ad accogliere i primi coraggiosi. È il momento perfetto per aprire la stagione dei bagni: niente folla, niente afa, niente ombrelloni attaccati l’uno all’altro. Solo spiagge ancora semi-deserte, acqua fresca ma invitante e quel profumo di libertà che solo il mare sa regalare.
Se anche voi state pensando di concedervi il primo tuffo dell’anno, la Liguria – con la sua costa frastagliata, le sue calette nascoste e il suo clima mite – è la meta ideale. Ecco una guida alle spiagge più belle dove stendere l’asciugamano a maggio, con tutti i consigli pratici per godersi il mare in tutta tranquillità.
Perché maggio è il mese perfetto per il primo bagno
Lo dicono i numeri e lo sanno bene i liguri: la stagione balneare in Liguria parte ufficialmente venerdì 1° maggio 2026 (con l’eccezione di Priaruggia, a Genova, che aprirà il 1° giugno) . Ma la vera data da segnare sul calendario per chi vuole trovare stabilimenti operativi e servizi attivi è il 15 maggio, quando la regione si allinea alle disposizioni nazionali con una stagione che si estenderà fino al 15 settembre .
Maggio però non si sceglie solo per questioni di calendario. È il mese della temperatura perfetta: il termometro si attesta tra i 20 e i 25 gradi, l’acqua inizia a essere invitante (specialmente nelle baie più riparate) e, cosa più importante, non c’è ressa. Come spiegano gli esperti, a maggio si può godere di un mare quasi privato, lontano dal caos che caratterizza luglio e agosto .
E poi c’è il paesaggio: la macchia mediterranea è in piena fioritura, i profumi di mirto ed elicriso riempiono l’aria, e le scogliere si tingono di verde brillante. Camminare lungo i sentieri costieri e poi tuffarsi in acqua è un’esperienza che in piena estate, con il sole a picco e la folla, non si può vivere allo stesso modo .
Una nota importante: dove NON si può fare il bagno a maggio 2026
Prima di partire, un avviso doveroso. Se state pensando di fare tappa a Santa Margherita Ligure, sappiate che la spiaggia di Ghiaia – una delle poche libere della città – è off limits per tutta la stagione estiva 2026. Il sindaco ha firmato un’ordinanza di divieto di balneazione dopo che per cinque anni consecutivi i monitoraggi di Arpal hanno registrato risultati “scarsi” .
Il decreto regionale impone il divieto dal 1° maggio al 30 settembre, quindi per il ponte del Primo Maggio i turisti che arriveranno a Santa Margherita dovranno scegliere un altro punto del litorale . Nessun problema, però: la Riviera è piena di alternative.
Le spiagge più belle per il primo tuffo di maggio
Ecco una selezione delle spiagge dove il primo bagno dell’anno diventa un ricordo indelebile. Le ho divise per zona, dalla Riviera di Ponente a quella di Levante.
Ponente Ligure (da Ventimiglia a Savona)
🏖️ Spiaggia delle Calandre – Ventimiglia
Un angolo di Costa Azzurra in Liguria
Quasi al confine con la Francia, questa spiaggia di sabbia dorata è una delle più suggestive dell’intera regione . Si raggiunge con un sentiero panoramico di una ventina di minuti che parte dalla passeggiata Marconi, un piccolo trekking che scoraggia chi cerca la comodità dell’ombrellone sotto casa . Il premio? Un’acqua cristallina con tonalità che vanno dal turchese al blu profondo, e un’atmosfera da sogno.
Perché a maggio: La spiaggia è esposta al sole, e a maggio – quando ancora non ci sono le mareggiate estive – l’arenile è particolarmente ampio e soffice . Attenzione: nessun chiosco, portate acqua e cibo .
Come arrivare: Uscita autostradale Ventimiglia, poi seguire le indicazioni per la passeggiata Marconi. Parcheggio nelle vicinanze.
🏖️ Baia dei Saraceni – Varigotti (Savona)
Un pezzo di paradiso tropicale tra le scogliere
Considerata da molti la spiaggia più bella della Liguria , la Baia dei Saraceni è un quadro che toglie il fiato: sabbia bianca e finissima, mare turchese e smeraldo, incorniciata dalle pareti rocciose di Capo Noli . È una delle poche spiagge della regione con un’ampia distesa sabbiosa, e l’accesso è facilissimo dalla Via Aurelia .
Perché a maggio: In piena estate è molto frequentata, ma a maggio potrete godere di questo spettacolo con pochi altri bagnanti. L’acqua è già limpida e i fondali bassi la rendono perfetta anche per famiglie con bambini .
Come arrivare: Sulla Via Aurelia tra Finale Ligure e Varigotti. Parcheggi a pagamento nelle vicinanze.
🏖️ Punta Crena – tra Varigotti e Noli
La caletta segreta da cartolina
Se cercate il massimo dell’isolamento, Punta Crena è la risposta. Una spiaggia minuscola, incastonata sotto un promontorio roccioso, con acqua turchese e fondali perfetti per lo snorkeling . L’accesso via terra è impervio e in parte interdetto, quindi il modo migliore per raggiungerla è via mare, con canoe o sup noleggiati dagli stabilimenti della vicina Baia dei Saraceni .
Perché a maggio: Lo spazio è pochissimo, ma a maggio – soprattutto in settimana – si può sperare di avere questo angolo di paradiso quasi per sé. Fondali ricchi di flora e fauna: portate maschera e boccaglio.
Come arrivare: Parcheggiare nei pressi della Baia dei Saraceni e poi raggiungerla via mare.
🏖️ Spiaggia dei Pescatori – Noli
Mare e storia, a due passi dal borgo
Noli è uno dei borghi medievali meglio conservati della Liguria, e la sua Spiaggia dei Pescatori è un gioiello . Un arenile di sabbia mista a ghiaia e ciottoli, lambito da un mare trasparente e calmo, perfetto per nuotare con la vista delle antiche torri che si specchiano nell’acqua .
Perché a maggio: La spiaggia è riparata e l’acqua si riscalda presto. Dopo il bagno, concedetevi una passeggiata nei caruggi di Noli e una sosta in una focacceria. È l’esperienza completa.
Come arrivare: Uscita autostradale Spotorno, seguire per Noli. Parcheggio nei pressi del centro storico.
Genovesato (da Genova a Camogli)
🏖️ Baia di San Fruttuoso – Camogli
Un sogno raggiungibile solo via mare o sentiero
La spiaggia di San Fruttuoso è una delle più iconiche della Liguria. Incastonata in un’insenatura del promontorio di Portofino, è lunga poco più di venti metri e si affaccia su un mare cristallino . L’unico modo per raggiungerla è a piedi lungo i sentieri del Parco di Portofino oppure in battello da Camogli, Portofino o Santa Margherita.
Perché a maggio: In piena estate è sovraffollata, ma a maggio – complice l’accesso non immediato – si può godere di questo angolo di paradiso con molta più calma. E l’acqua, già limpida, invita al tuffo .
Come arrivare: Battelli da Camogli o trekking dal Parco di Portofino.
🏖️ Spiaggia di San Donato – Finale Ligure
Ideale per famiglie e primo tuffo in sicurezza
A Finale Ligure, la spiaggia di San Donato è un’ottima scelta per chi cerca comfort e acqua pulita. Sabbia grigia, mare trasparente e fondali che digradano dolcemente, perfetti anche per i bambini .
Perché a maggio: La spiaggia è riparata e il clima mite permette di prendere il primo sole senza soffrire il caldo. Nei dintorni, parcheggi e servizi.
Come arrivare: Uscita autostradale Finale Ligure, seguire le indicazioni per Capo San Donato.
Levante Ligure (da Sestri Levante alla Spezia)
🏖️ Baia del Silenzio – Sestri Levante
La spiaggia da cartolina, senza la folla estiva
Se c’è un luogo in Liguria dove il nome descrive perfettamente l’anima del posto, è la Baia del Silenzio. Incorniciata dalle tipiche case liguri color pastello, questa mezzaluna di sabbia fine e dorata è una delle spiagge più amate d’Italia . L’acqua è calma, trasparente, e sembra uno specchio .
Perché a maggio: A maggio i flussi turistici sono ancora contenuti, e questa baia magica regala un’atmosfera quasi irreale. Le case pastello si riflettono sul mare calmo, e l’acqua è già invitante per il primo bagno .
Come arrivare: Uscita autostradale Sestri Levante, poi seguire per il centro storico. Parcheggi a pagamento nelle vicinanze.
🏖️ Baia Blu – Lerici (Golfo dei Poeti)
Un’oasi accessibile a tutti
Tra Punta Santa Teresa e Punta Galera, la Baia Blu è una spiaggia libera che offre anche la possibilità di noleggiare ombrelloni e lettini . L’arenile sabbioso si staglia su una scogliera coperta di ulivi e lecci, e il mare è trasparente, perfetto per lo snorkeling .
Perché a maggio: È una delle poche spiagge del litorale ad aver provveduto all’abbattimento delle barriere architettoniche, con due ascensori per l’accesso . Ideale per chi cerca comfort senza rinunciare alla bellezza selvaggia.
Come arrivabile: Da Lerici, seguire per Pozzuolo. Parcheggio nelle vicinanze.
🏖️ Cala del Pozzale – Isola Palmaria (Porto Venere)
La perla dell’arcipelago spezzino
Di fronte a Porto Venere, l’isola di Palmaria regala una delle cale più scenografiche e tranquille della zona . Cala del Pozzale è una spiaggia di ciottoli bianchi, mare turchese intenso, profumo di mirto e ginestre. Si raggiunge con un sentiero impegnativo o, più comodamente, con i taxi boat che partono dal borgo .
Perché a maggio: Il numero di persone resta contenuto proprio perché l’accesso richiede organizzazione. A maggio, con le giornate lunghe ma non afose, è il momento perfetto per questa piccola avventura.
Come arrivare: Taxi boat da Porto Venere. Portate acqua e scarpe da scoglio.
Tabella riassuntiva delle spiagge consigliate
Spiaggia
Località
Tipo
Accesso
Perfetta per
Calandre
Ventimiglia (IM)
Sabbia
Sentiero 20 min
Panorami, surfisti
Baia dei Saraceni
Varigotti (SV)
Sabbia
Facile (Via Aurelia)
Famiglie, acque basse
Punta Crena
Varigotti (SV)
Ciottoli
Via mare (kayak/sup)
Isolamento, snorkeling
Spiaggia Pescatori
Noli (SV)
Sabbia/ghiaia
Facile
Borgo + mare
San Fruttuoso
Camogli (GE)
Ciottoli
Battello o trekking
Icona ligure, escursione
San Donato
Finale Ligure (SV)
Sabbia
Facile
Famiglie, primo tuffo
Baia del Silenzio
Sestri Levante (GE)
Sabbia
Facile
Cartolina, relax
Baia Blu
Lerici (SP)
Sabbia
Facile (ascensori)
Accessibilità, snorkeling
Cala del Pozzale
Palmaria (SP)
Ciottoli
Taxi boat o trekking
Avventura, isolamento
Consigli pratici per il primo bagno di maggio
☀️ La temperatura dell’acqua
A maggio l’acqua del mare in Liguria si aggira tra i 17 e i 20 gradi. Non è ancora quella estiva, ma per un primo, coraggioso tuffo è più che sufficiente. Scegliete le baie riparate (come la Baia del Silenzio o San Fruttuoso): l’acqua si riscalda più velocemente e il vento è meno fastidioso.
📅 Quando andare
Il 15 maggio è la data ufficiale per trovare stabilimenti aperti e servizi attivi . Ma se volete il massimo della tranquillità, scegliete un giorno infrasettimanale di maggio. Un lunedì o un martedì vi regaleranno un mare quasi privato .
🎒 Cosa mettere nello zaino
Le spiagge più belle sono spesso quelle senza servizi. Portate con voi:
Acqua in abbondanza (almeno 1,5 litri a persona)
Cibo (un pranzo al sacco o una focaccia appena comprata)
Crema solare (il sole di maggio può ingannare)
K-way (il tempo può cambiare rapidamente)
Scarpe da scoglio (per le spiagge di ciottoli)
Un sacchetto per i rifiuti (lasciate la spiaggia più pulita di come l’avete trovata)
🚗 Come muoversi
A maggio il traffico è ancora gestibile. L’auto è il mezzo più comodo per raggiungere le calette più sperdute, ma per le spiagge più gettonate (come San Fruttuoso) il battello è spesso la scelta migliore. In alternativa, il treno lungo la linea Genova-Ventimiglia permette di spostarsi agevolmente tra i borghi.
L’esperienza del primo tuffo: qualcosa di più di un bagno
C’è un motivo se tanti liguri e turisti esperti scelgono maggio per aprire la stagione. Non è solo una questione di temperature o di folla. È un rito che segna il passaggio dalla stagione fredda a quella calda, un momento in cui il mare sembra ancora “tuo”, personale, prima che arrivi l’estate a reclamarlo per tutti.
Come racconta una cronaca di questi giorni, già per il ponte del Primo Maggio i lungomari e le spiagge liguri si sono riempiti di gente in cerca del primo sole, con battelli turistici presi d’assalto e locali al completo . Camogli, Rapallo, Portofino: ovunque si respirava già aria di mare, con i primi coraggiosi che si facevano forza e si tuffavano.
Il primo tuffo dell’anno non si dimentica. L’acqua che toglie il fiato, il brivido sulla pelle, la risata liberatoria. E poi, sdraiati sull’asciugamano, il sole che scalda e il rumore delle onde che culla. È la promessa di un’estate che verrà, ma intanto – già ora – è un regalo che vi potete fare.
Quando si pensa ad Alassio, la mente corre subito al lungomare, al muretto firmato e alla sabbia dorata. Ma basta salire per pochi chilometri verso l’entroterra, seguendo il corso del torrente Merula, per ritrovarsi in una dimensione completamente diversa, fatta di silenzio, castagni secolari e aria frizzante di montagna. Benvenuti a Campofreddo.
Questo piccolo borgo è il classico posto che i turisti non si aspettano di trovare così vicino alla Riviera. Sospeso tra i boschi della Val Lerrina, Campofreddo , nome antico di Campo Ligure, sembra uscito da un’altra epoca, un angolo di Appennino che conserva intatto il fascino della Liguria più autentica e rurale.
Un balcone sul mare nascosto tra i boschi
Campofreddo non è solo un agglomerato di case in pietra. È un vero e proprio osservatorio naturale sull’intero Golfo di Alassio. Nei giorni di cielo limpido, dalla piazzetta o dai crinali circostanti, lo sguardo spazia dalla costa fino alle isole di Bergeggi e Gallinara, mentre il profumo del mare si mescola a quello dei funghi e del sottobosco.
La sua posizione strategica, a circa 500 metri di altitudine, lo ha reso per secoli un rifugio dal caldo estivo e dalle incursioni dei pirati. Oggi, quella stessa posizione lo rende la base perfetta per chi cerca un weekend di pace senza rinunciare al mare.
Cosa vedere e dove perdersi
Passeggiare per Campofreddo significa camminare su antichi ciottolati e osservare i portali in ardesia delle vecchie case. Le strette vie (i caruggi di montagna) si aprono improvvisamente su piccoli cortili dove il tempo sembra essersi fermato.
La Piazzetta della Chiesa: Il cuore pulsante del borgo è dominato dalla Chiesa Parrocchiale di San Bernardo. Merita una visita anche solo per l’atmosfera di raccoglimento che la circonda.
I Vicoli e i Portali: Portate la macchina fotografica. Ogni angolo, ogni muro in pietra a secco, ogni scala che sale verso gli uliveti è un quadro perfetto.
Il Percorso dell’Acqua: Nei dintorni, seguendo le indicazioni per i sentieri naturalistici, si possono trovare antiche fontane in pietra e lavatoi, testimonianza della vita contadina di un tempo.
Cosa gustare: la cucina dell’entroterra
Mangiare qui è un viaggio nei sapori forti e genuini della tradizione contadina ligure. Mentre a valle si mangia pesce, a Campofreddo e nelle sue frazioni si riscoprono i piatti della “cucina povera”.
Il Coniglio alla Ligure: Qui è di casa. Spesso allevato allo stato brado, viene cucinato in umido con olive taggiasche, pinoli e un profumo di rosmarino selvatico.
Funghi e Castagne: A seconda della stagione, non perdetevi i tagliolini al ragù di salsiccia e funghi porcini o le castagne arrosto in autunno.
Olio e Vino: Molte delle piccole aziende agricole della valle producono un ottimo Vermentino (fresco e sapido) e un olio extravergine d’oliva dal fruttato intenso, perfetto da portare a casa come souvenir.
Cosa fare nei dintorni
La bellezza di Campofreddo è che funge da “base” perfetta. In 15 minuti di auto si è ad Alassio, ma in pochi chilometri si possono esplorare altre gemme dell’entroterra.
Le Grotte di Toirano: Distano pochi minuti di auto. Sono uno dei complessi carsici più spettacolari d’Italia, famose per le incisioni rupestri e le orme degli orsi delle caverne. Un’esperienza adatta anche ai bambini.
Castelvecchio di Rocca Barbena: Un borgo medievale dominato dalle rovine di un castello, arroccato su uno sperone roccioso. La vista sulla valle è mozzafiato.
Bardineto e il Monte Carmo: Se siete amanti del trekking o della mountain bike, salendo verso Bardineto troverete boschi di faggi e abeti che sembrano alpini, con tantissimi sentieri segnati dal CAI.
Come raggiungerlo e dove dormire
In auto: Uscita autostradale Alassio sull’A10 (Genova-Ventimiglia). Dopo il casello, seguite le indicazioni per l’entroterra in direzione “Villanova d’Albenga” e poi per “Campofreddo”. La strada è asfaltata e panoramica, ma attenzione alle curve strette tipiche della zona. Il viaggio dura circa 20-25 minuti dal mare.
In treno: La stazione più comoda è quella di Alassio o Albenga. Da lì, purtroppo, è necessario proseguire in auto o in taxi, perché il servizio di autobus per l’entroterra è limitato nei weekend.
Dove dormire: Il territorio offre diverse soluzioni autentiche. Da un lato ci sono gli agriturismi, spesso vecchi cascinali ristrutturati, dove potrete cenare con i prodotti dell’orto. Dall’altro, troverete piccoli B&B a gestione familiare che offrono poche camere ma un’accoglienza molto calorosa. Non aspettatevi grandi hotel a 5 stelle; qui vince il fascino rustico e l’autenticità.
Campofreddo è la prova che la Liguria non è solo quella delle cartoline patinate, ma anche quella dei ritmi lenti, dei boschi silenziosi e delle cene a base di castagne. È il posto dove andare quando avete bisogno di staccare la spina, senza però rinunciare alla comodità di avere il mare a un tiro di schioppo.
C’è un momento dell’anno in cui la Liguria smette di essere solo “mare” e diventa una vera e propria esplosione di colori e profumi. È maggio, il mese in cui gli oleandri si tingono di rosa e bianco lungo le strade costiere, e i giardini storici delle ville patrizie si risvegliano in tutto il loro splendore.
Ma c’è un’altra fioritura, meno urlata ma altrettanto spettacolare, che pochi conoscono: quella dei “muracci” – i tipici muri a secco liguri – che in primavera si coprono di piante spontanee fiorite, creando un paesaggio unico al mondo. È la Liguria autentica, quella che si scopre passeggiando con lo sguardo rivolto verso l’entroterra.
In questo articolo ti porto alla scoperta di quattro gioielli botanici affacciati sul Mediterraneo, tra ville storiche, parchi all’inglese e collezioni botaniche da sogno. E, naturalmente, ti propongo degli itinerari per trasformare la visita in una vera e propria gita fuori porta.
Perché visitare i giardini liguri a maggio
Maggio è il mese perfetto per questo tipo di tour. Le temperature sono miti, il sole non è ancora afoso e le fioriture sono al loro apice. Inoltre, si evita la folla estiva, potendo godere di questi luoghi magici in relativa tranquillità.
Come raccontano gli esperti, i giardini della Liguria raccontano storie di luce, mare e collezioni botaniche rare, e rappresentano un modo privilegiato per conoscere la regione da una prospettiva diversa, più lenta e contemplativa .
Molti di questi luoghi fanno parte della rete “Un Mare di Giardini” , un itinerario che unisce 26 ville e giardini storici disseminati tra costa ed entroterra . Un vero e proprio museo a cielo aperto.
I giardini imperdibili della Riviera
1. Giardini Botanici Hanbury – Ventimiglia (IM)
Il capolavoro botanico affacciato sul Mediterraneo
Se devi sceglierne uno solo, che sia questo. I Giardini Hanbury sono considerati uno dei gioielli botanici più affascinanti non solo della Liguria, ma di tutta Italia . Si estendono su circa 18 ettari sul promontore della Mortola, a pochi chilometri dal confine francese.
Nati dalla passione di Sir Thomas Hanbury, ricco mercante inglese, alla fine dell’Ottocento, oggi ospitano una straordinaria varietà di piante provenienti da tutto il mondo: cactus succulenti, palme secolari, agavi giganti e rarità botaniche che si mescolano alla macchia mediterranea .
Passeggiando tra i sentieri che si inerpicano sul promontorio, si aprono spettacolari panorami sul mare che lasciano senza fiato. In maggio, gli oleandri e le rose sono in piena fioritura, e il profumo che accompagna ogni passo è indimenticabile .
📍 Come arrivare: Autostrada A10, uscita Ventimiglia. Seguire per la Mortola Inferiore. Parcheggio nei pressi dell’ingresso.
🎟️ Info utili: Aperto tutti i giorni (chiuso il lunedì in bassa stagione). Verifica gli orari sul sito ufficiale prima della visita.
2. Villa Durazzo Pallavicini – Pegli (GE)
Il parco più bello d’Italia e il camelieto più grande d’Europa
Definire questo luogo un “giardino” è riduttivo. Villa Durazzo Pallavicini è un vero e proprio percorso teatrale di quasi 3 chilometri, pensato dall’architetto Michele Canzio tra il 1840 e il 1846 come un viaggio in tre atti e dodici scene . Laghetti, cascate, templi neoclassici, un castello medievale e persino un “tempio della pace” si susseguono in una scenografia continua .
Ma la vera superstar del parco, soprattutto in primavera, è il camelieto. Con 150 alberi di Camellia Japonica che superano i sei metri di altezza, è il più antico e sviluppato d’Italia e uno dei più importanti d’Europa . A maggio, anche se la fioritura principale delle camelie è tra febbraio e marzo, è il momento di ammirare rododendri, azalee e glicini che colorano ogni angolo.
Ad aprile 2026, dopo tre anni di restauri, è stata riaperta al pubblico l’intera area alta del parco, con il recupero delle scenografie vegetali e degli impianti idrici . Dal Castello del Capitano si gode oggi di una magnifica vista a 360 gradi che spazia dall’arco appenninico al monte di Portofino, fino al mare oltre Capo Noli .
📍 Come arrivare: Da Genova, prendere il treno regionale per Pegli (circa 15 minuti). La villa è a 10 minuti a piedi dalla stazione.
🎟️ Info utili: Aperto da fine febbraio a inizio novembre. Chiuso il lunedì . Durata visita consigliata: 1,5-2 ore . Info e prenotazioni: 010 8531544.
3. Villa Serra – Sant’Olcese (GE)
Un angolo d’Inghilterra in Val Polcevera
Se ami il fascino romantico e un po’ selvaggio dei giardini all’inglese, Villa Serra ti conquisterà. Situata a Comago, frazione di Sant’Olcese, questa villa neogotica con torre medievale è immersa in un parco di nove ettari progettato a metà dell’Ottocento dal marchese Orso Serra .
Qui non troverai aiuole formali o geometrie all’italiana, ma laghetti, ruscelli, alberi secolari e una ricca varietà di piante esotiche che creano un’atmosfera da favola. Il parco fa parte del circuito dei Grandi Giardini Italiani dal 2008 ed è celebre per la sua collezione di quasi 250 specie di ortensie, che iniziano a fiorire proprio a fine maggio .
Vicino all’ingresso, un grande prato si affaccia sulla villa ed è perfetto per un picnic; poco più in là, un laghetto ospita cigni neri e bianchi, mentre i bambini possono divertirsi nell’area giochi attrezzata .
📍 Come arrivare: Da Genova, prendere il treno per Genova Pontedecimo e poi il bus AMT 7 o 7/. In auto, uscita Bolzaneto sull’A7.
🎟️ Info utili: Aperto dal martedì alla domenica (lunedì pomeriggio solo dalle 14). Orario continuato 10-18 . Verifica eventuali variazioni stagionali.
Itinerari consigliati per un weekend nei giardini
Ecco tre proposte per organizzare la tua gita, a seconda del tempo a disposizione.
🚗 Itinerario 1: Il Ponente dei fiori (2 giorni)
Questo itinerario segue la costa occidentale, quella che un tempo attirava nobili e borghesi da tutta Europa, affascinati dal clima mite e dai giardini lussureggianti .
Giorno 1 – Ventimiglia e Bordighera
Mattina: visita ai Giardini Hanbury (almeno 3 ore).
Pranzo: nella Mortola Inferiore o a Ventimiglia Alta, uno dei borghi più suggestivi della zona.
Pomeriggio: passeggiata a Bordighera e visita a Villa Regina Margherita (se aperta).
Giorno 2 – Sanremo e dintorni
Mattina: visita a Villa Nobel a Sanremo, dove il premio Alfred Nobel trascorse gli ultimi anni.
Pomeriggio: alternativa tra Villa Grock (la stravagante dimora del celebre clown) a Imperia o relax sul lungomare.
🚗 Itinerario 2: Il Genovesato tra ville e parchi (1-2 giorni)
Un tour che si concentra nell’area metropolitana di Genova, ricca di ville storiche e parchi monumentali.
Giorno 1 (solo mattina o pomeriggio)
Visita a Villa Durazzo Pallavicini a Pegli (3 km di percorso scenografico, circa 2 ore).
Pranzo in un ristorante tipico di Pegli (specialità di pesce).
Giorno 2 (entroterra)
Mattina: visita a Villa Serra a Sant’Olcese.
Pranzo: agriturismo nella Val Polcevera o pic-nic nel parco di Villa Serra .
Pomeriggio (se c’è tempo): sosta a Genova Pegli per il Museo di Archeologia Ligure, ospitato nella stessa villa .
L’itinerario “Un Mare di Giardini”: 26 tappe da non perdere
Se hai più tempo o vuoi pianificare più visite, sappi che esiste un vero e proprio circuito dedicato: “Un Mare di Giardini” . Questo itinerario collega 26 ville e giardini storici disseminati tra costa e entroterra, valorizzando fiori, architetture e paesaggi .
Oltre ai già citati, ecco alcune tappe imperdibili del circuito:
Villa Marigola – Lerici (SP): domina il Golfo dei Poeti con un giardino elegante e raccolto .
Villa Durazzo – Santa Margherita Ligure (GE): terrazze panoramiche, agrumi e scorci sul porto .
Parchi di Nervi – Genova: uno dei lungomare più suggestivi della regione, dove il verde incontra le scogliere .
Villa Faraggiana – Albissola (SV): unisce architettura storica e verde formale .
Consigli utili per la visita a maggio
Prenota in anticipo: Molte ville (come Villa Durazzo Pallavicini) richiedono la prenotazione per le visite guidate, soprattutto nei weekend .
Scarpe comode: I parchi sono spesso in pendenza (Hanbury, Durazzo) o su terreni naturali (Serra). Scarpe da ginnastica o trekking leggero sono l’ideale.
Porta una giacca: Anche a maggio, vicino al mare o nelle zone più alte dell’entroterra, la brezza può rinfrescare.
Approfitta del pic-nic: Villa Serra è attrezzata con tavoli e aree prato perfette per un pranzo al sacco . È un’ottima idea per risparmiare e godersi il verde con calma.
Macchina fotografica a portata di mano: Ogni angolo di questi giardini merita uno scatto, dai dettagli botanici ai panorami mozzafiato.
Quale giardino ti incuriosisce di più? Hai già visitato qualcuno di questi luoghi magici?
C’è un modo nuovo, silenzioso e sostenibile per scoprire la Liguria che non sia il solito traffico dell’Aurelia o le code del parcheggio al mare. Si chiama e-bike, e nel Savonese ha trovato il suo terreno ideale.
Perché qui, nell’entroterra tra Finale Ligure, Pietra Ligure e le valli che risalgono verso l’Appennino, accade qualcosa di magico. I terrazzamenti coltivati a ulivo si susseguono fino a perdersi nell’orizzonte, i muri a secco – patrimonio UNESCO – disegnano il paesaggio come un gigantesco mosaico, e la bicicletta a pedalata assistita permette a chiunque, anche ai meno allenati, di inerpicarsi su quelle salite che un tempo erano appannaggio esclusivo dei contadini e dei cercatori di funghi.
Maggio è il momento perfetto. Non fa ancora caldo, gli ulivi sono in fiore (o poco dopo) e i sentieri sono asciutti ma non polverosi. Prendete nota: questo è un viaggio tra i profumi della macchia mediterranea, i sapori dell’olio extravergine e la fatica (poca, grazie alla e-bike) di chi queste terre le ha plasmate con le proprie mani.
Perché il Savonese è il paradiso delle e-bike
Quando si parla di mountain bike ed e-mtb in Liguria, c’è un nome che torna sempre: Finale Outdoor Region. Non è un caso se qui si organizzano tappe degli Enduro World Series e se rider da tutto il mondo vengono a mettersi alla prova sui trail del Monte Carmo e del Giogo di Giustenice.
Ma il bello è che non serve essere degli esperti per godersi questo territorio. Accanto ai sentieri più tecnici (quelli che fanno sognare i biker professionisti), esistono decine di percorsi più accessibili, perfetti per chi vuole semplicemente pedalare tra gli ulivi, fermarsi in un agriturismo e godersi il panorama.
Il territorio del Finalese e del Pietrese è stato oggetto di un grande lavoro di valorizzazione da parte delle amministrazioni locali, che hanno creato una rete di sentieri dedicati, segnalati e manutenuti, pensati proprio per essere fruiti in e-bike. La morfologia del territorio – colline che dal mare salgono dolcemente verso l’entroterra – si presta perfettamente a escursioni di media difficoltà, dove l’assistenza elettrica fa la differenza.
Itinerario 1: l’anello degli ulivi tra Pietra Ligure e la Val Maremola
Questo itinerario è il cuore dell’esperienza “tra gli ulivi”. Parte dalla costa e risale l’entroterra, attraversando i terrazzamenti coltivati a ulivo che sono il simbolo di questa terra.
Partenza: Pietra Ligure (centro storico o zona stazione) Lunghezza: circa 25-30 km (anello) Dislivello: 600-700 m (gestibile grazie all’e-bike) Difficoltà: media (intermedia)
Il percorso: Si parte dal mare, da Pietra Ligure, e ci si dirige verso l’entroterra seguendo le indicazioni per la Val Maremola. Subito si inizia a salire, ma la e-bike fa il suo lavoro. Si pedala tra ulivi secolari e terrazzamenti sorretti da imponenti muri a secco, che la tradizione locale ha saputo costruire e mantenere per secoli.
Si attraversano piccoli borghi come Ranzi e Segno, dove il tempo sembra essersi fermato. Da qui, il percorso si inerpica verso le alture, offrendo scorci spettacolari sul mare. Se siete abbastanza allenati (e avete batteria a sufficienza), potete spingervi fino al Monte Ciazze Secche (circa 600 m slm), da dove la vista sul Golfo di Finale è semplicemente indimenticabile.
La discesa torna verso il mare attraverso single track e stradine secondarie, rientrando a Pietra Ligure in tempo per un aperitivo nel centro storico.
Perché farlo in e-bike: Le salite, seppur non estreme, sono costanti. L’assistenza elettrica rende piacevole quello che altrimenti sarebbe una faticaccia, permettendovi di godere del paesaggio senza arrivare a destinazione completamente esausti.
Itinerario 2: l’Altopiano di San Bernardino – tra ulivi e sentieri storici
Questo secondo itinerario è leggermente più impegnativo, ma regala un’esperienza ancora più immersiva tra natura e storia.
Partenza: Finale Ligure Lunghezza: circa 20-25 km (andata e ritorno o anello breve) Dislivello: 500 m Difficoltà: media (consigliata e-bike)
Il percorso: Si parte da Finale Ligure e si risale verso l’entroterra in direzione dell’Altopiano di San Bernardino. Lungo la salita si percorre un sentiero ciottolato che serpeggia tra gli ulivi e i campi coltivati. La pendenza è sostenuta, tanto che gli stessi organizzatori locali lo indicano come un percorso pensato specificatamente per le e-bike.
Una volta raggiunto l’altopiano (quota circa 300-400 m), si gode di un panorama a 360 gradi: da un lato il mare, dall’altro le montagne dell’entroterra. Qui si possono fare delle deviazioni per esplorare i sentiti secondari, sempre tra ulivi e macchia mediterranea.
La discesa, naturalmente, è una goduria. Si torna a Finale Ligure passando per Calvisio, un’altra frazione ricca di storia e di fascino.
Punti di noleggio e assistenza nel Savonese
Per affrontare questi itinerari non serve portarsi la bici da casa. Il Savonese è ben fornito di negozi specializzati che offrono e-bike di alta qualità, assistenza e preziosi consigli locali. Ecco due punti di riferimento:
🚴 BAM SHOP – Varazze (a pochi km dal Savonese)
Indirizzo: Via Monte Grappa, 45, 17019 Varazze SV
Perché sceglierlo: BAM SHOP è un punto di riferimento per chi vuole noleggiare vere e-mountain bike (non semplici city bike). Le recensioni lo descrivono come “il migliore” per la qualità dei mezzi e la competenza del personale.
Cosa dicono i clienti:
“Le bici sono vere MTB ottime per girare su sterrati e tracciati anche impegnativi. Apprezzate sospensioni e cambio settati e regolati”
“Noleggiate due Focus Jam con doppia batteria che ci hanno permesso di effettuare il fantastico percorso … per salire al Monte Beigua”
Servizi: Noleggio e-bike (anche con doppia batteria per lunghe escursioni), ciclofficina, vendita. Lo staff è descritto come “gentilissimo, accogliente e professionale”.
Orari: Mar-sab 9:00-12:30 e 15:00-19:00 (chiuso lun e dom)
🚴 e-bike Lago di Osiglia rent e tour – Osiglia (entroterra savonese)
Indirizzo: Località Barberis, 23, 17010 Osiglia SV
Perché sceglierlo: Se desiderate un’esperienza più autentica e lontana dal caos della costa, questo servizio di noleggio sul Lago di Osiglia fa al caso vostro. L’azienda offre la possibilità di esplorare i sentieri che circondano lo splendido lago in e-bike, adatto a tutte le età e livelli di esperienza.
Cosa dicono i clienti: L’attività ha una valutazione di 5/5 su Google, con recensioni che sottolineano “la professionalità, la preparazione e la disponibilità del personale”.
Servizi: Noleggio e-bike, tour guidati su richiesta, assistenza tecnica, attrezzature per bambini, parcheggio.
Contatti: Tel. 3358451778
🚴 Altri punti di riferimento nel Finalese
Nella zona di Finale Ligure e Pietra Ligure, cuore pulsante dell’outdoor ligure, esistono numerose altre realtà di noleggio. Hot Bikes a Pietra Ligure è un altro negozio specializzato nella vendita e noleggio di MTB ed e-bike, con un’officina interna per assistenza e riparazioni. La Finale Outdoor Region è il punto di riferimento per informazioni su sentieri, guide e servizi.
Consigli logistici per un tour in e-bike
📅 Periodo migliore
Maggio è perfetto. Temperature miti (18-24°C), giornate lunghe, sentieri asciutti e natura in piena fioritura. Si evita il caldo soffocante dell’estate e la folla dei weekend di agosto.
🛠️ Cosa portare con sé
Casco (obbligatorio per legge, spesso incluso nel noleggio)
Borraccia e/o camelbak (l’acqua è fondamentale, anche con l’e-bike)
K-way leggero (maggio può riservare qualche acquazzone)
Crema solare (in Liguria il sole picchia anche a maggio)
Zaino leggero per trasportare il minimo indispensabile
Power bank per il telefono (userete molto il GPS)
🔋 Gestione dell’autonomia
Le e-bike moderne hanno batterie che durano facilmente 60-80 km in modalità assistita media. Per i percorsi che vi ho indicato (25-30 km), sarete ampiamente coperti. Se noleggiate una bici con doppia batteria (come offrono al BAM SHOP), potete spingervi anche su escursioni più lunghe, come la salita al Monte Beigua.
🅿️ Come arrivare e dove parcheggiare
In auto: Il Savonese è ben collegato dall’autostrada A10 (uscita Finale Ligure o Pietra Ligure). Parcheggiare sulla costa a maggio è ancora relativamente semplice (in estate diventa un incubo).
In treno: Le stazioni di Finale Ligure e Pietra Ligure sono sulla linea Genova-Ventimiglia. Molti punti di noleggio sono raggiungibili a piedi dalla stazione.
Parcheggio consigliato: Per l’itinerario di San Bernardino, si può parcheggiare direttamente sull’altopiano (nei pressi dei ristoranti) e da lì partire in e-bike. In alternativa, lasciare l’auto a Finale Ligure e fare tutta la salita in bici (circa 30 minuti di pedalata).
🍽️ Dove mangiare lungo il percorso
Lungo gli itinerari troverete agriturismi e baite dove fermarvi per un pranzo tipico. L’olio extravergine di oliva (ovviamente) la fa da padrone, insieme ai salumi locali, alla farinata e ai piatti di pesce fresco sulla costa. L’Altopiano di San Bernardino è famoso per i suoi ristoranti con terrazza panoramica.
Un’esperienza sostenibile
Pedalare in e-bike tra gli ulivi del Savonese non è solo un’attività fisica piacevole. È un modo per vivere il territorio in modo lento e sostenibile, riducendo al minimo l’impatto ambientale e sostenendo le economie locali (noleggi, agriturismi, piccoli borghi).
I muri a secco che vedrete lungo i sentieri sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2018. Rappresentano secoli di fatica e di sapienza contadina, la stessa che ha reso possibile coltivare queste terre impervie e regalarci i loro frutti. Pedalare accanto a loro, in silenzio, è un modo per rendere omaggio a quella storia.
E poi, diciamocelo: arrivare in cima a una collina con il mare sullo sfondo, senza essere completamente sfiniti, e godersi quel panorama meritato con un bicchiere di Vermentino fresco… non c’è niente di meglio.
Preparate le batterie, caricate il GPS e partite. Gli ulivi del Savonese vi aspettano.
C’è un’altra Liguria, oltre quella dei caruggi a picco sul mare e delle spiagge assolate. È una terra di boschi silenziosi, di crinali che profumano di resina e di sentieri che si perdono tra faggi e castagni secolari. È l’entroterra, e a maggio, per chi sa guardare sotto le foglie, regala uno dei suoi tesori più preziosi: i funghi primaverili.
Mentre i primi turisti si radunano sulla costa, i cercatori esperti infilano gli stivali e si addentrano nelle valli. Non è ancora l’alta stagione dei porcini, ma in questo periodo la natura offre altre meraviglie: le ricercatissime spugnole (morchelle), i profumati prugnoli, e i primi, timidi boleti estivi.
E il momento è perfetto. Fino al 4 giugno 2026, la Liguria celebra il Maggio dei Parchi, un calendario ricco di escursioni guidate che rappresentano l’occasione ideale per avvicinarsi a questa pratica in sicurezza, scoprendo i luoghi più suggestivi dell’Alta Valle Argentina e dell’Alta Val Trebbia .
Cosa si trova a maggio? I funghi del mese
Contrariamente a quanto si pensi, maggio è un mese molto interessante per la micologia. Le piogge primaverili e le temperature miti creano le condizioni ideali per la crescita di alcune specie pregiate .
Ecco i protagonisti del sottobosco in questo periodo:
1. La Regina: la Spugnola (Morchella spp.) È il fungo più ambito della primavera. Con il suo cappello a forma di alveare, è facilmente riconoscibile e ha un profumo e un sapore inconfondibili. Cresce in zone sabbiose, vicino a fiumi, in vecchi frutteti o sotto i frassini . ⚠️ Attenzione: Le spugnole vanno sempre consumate ben cotte per neutralizzare eventuali tossine termolabili. Inoltre, occhio alle Gyromitre (spugnole bastarde), che hanno il cappello rugoso ma non alveolato e sono tossiche .
2. Il Classico: il Prugnolo (Calocybe gambosa) Se vedete dei bei funghi bianchi, carnosi, che spuntano nei prati o ai bordi dei boschi, probabilmente sono loro. Il prugnolo ha un profumo tipico che ricorda la farina fresca. È ottimo trifolato o nelle frittate. ⚠️ Attenzione: È uno dei funghi più facili da confondere con specie tossiche come l’Entoloma lividum (che causa gravi disturbi gastrointestinali) o l’Inocybe erubescens (mortale). Mai raccogliere se non si è sicurissimi .
3. L’Anticipatore: Il Porcino Estivo (Boletus aestivalis) Verso la fine del mese, negli anni caldi e umidi, i primi porcini iniziano a fare capolino nei boschi di latifoglie (querce, castagni) dell’entroterra. Non sono abbondanti come in autunno, ma trovarne uno è una gioia immensa per il cercatore .
Itinerario 1: Alta Valle Argentina – tra streghe e funghi
La Valle Argentina, nell’entroterra di Imperia, è una delle culle della tradizione micologica ligure. I boschi che si inerpicano verso il Monte Monega e il Passo Teglia sono habitat ideali per le spugnole e i prugnoli.
Il contesto: Questa valle è famosa per Triora, il “paese delle streghe”, ma anche per la sua natura selvaggia. Partecipando al Maggio dei Parchi 2026, puoi unire la micologia alla scoperta storica.
🗓️ Appuntamenti da non perdere (Maggio 2026)
Il programma del Parco delle Alpi Liguri offre diverse escursioni che toccano questi ambienti:
Domenica 10 Maggio: Itinerario ad anello tra i borghi di Andagna, Corte e Triora. Un percorso che alterna fioriture, panorami e suggestioni medievali .
Sabato 16 Maggio: Salita da Gouta al Monte Terca. Un trekking più impegnativo nell’Alta Val Nervia (zona limitrofa) per avere una vista a 360 gradi sulle Alpi Marittime .
Domenica 31 Maggio (Imperdibile per esperti): Trekking dal Passo Teglia al Monte Monega. Questo è l’itinerario regina per i cercatori: si superano i 1500 metri di quota, frequentando pascoli e ambienti alpini dove, con la giusta umidità, si possono trovare le primizie .
📌 Consiglio per il cercatore: Nella Valle Argentina, cerca i fondovalle vicino ai corsi d’acqua e le radure assolate ai margini dei boschi di conifere. Le spugnole amano i terreni sabbiosi e disturbati, mentre i prugnoli preferiscono i prati stabili .
Itinerario 2: Alta Val Trebbia – il wilderness ligure
Spostandosi verso est, tra Genova e Piacenza, l’Alta Val Trebbia offre un paesaggio quasi appenninico, fatto di fitti castagneti e faggete che trattengono l’umidità più a lungo. Qui la raccolta è più tradizionale e legata ai porcini estivi e ai prugnoli.
Cosa cercare: In questa valle, concentrati sui versanti esposti a nord, dove il sole scotta meno e il terreno resta umido. Le faggete sono il luogo ideale per trovare le prime amanite (come l’Amanita cesarea, se il caldo è precoce, ma attenzione alle false Amanite muscaria).
Come esplorarla: A differenza della Valle Argentina, dove il Maggio dei Parchi offre molte guide, la Val Trebbia richiede spesso un approccio più autonomo. Il consiglio è di seguire i sentieri CAI che partono da Torriglia o Montebruno o partecipare alle iniziative del vicino Parco dell’Antola.
Guida alla raccolta sicura e consapevole
Uscire a cercare funghi è un’attività meravigliosa, ma in Liguria (come in tutta Italia) è regolamentata da norme precise. Ecco un vademecum per non avere sorprese:
📋 Le Regole d’Oro
Tesseramento e Permessi: Per raccogliere funghi in Liguria è obbligatorio il tesseramento (pagamento di un contributo regionale). Dovete essere in possesso di un tagliando o di una ricevuta di pagamento valida per la giornata o per la stagione.
Attrezzatura Corretta: Il coltello è obbligatorio per tagliare il fungo (non va mai strappato per non danneggiare il micelio). Usate cesti di vimini (non secchielli di plastica), perché permettono alle spore di cadere e diffondersi durante la camminata.
Limiti di Raccolta: Ogni raccoglitore ha un limite giornaliero (solitamente 3 kg, ma verifica le ordinanze locali).
La Regola della Certezza:Mai mangiare un fungo di cui non si è certi al 100%. “Se hai il dubbio, lascialo dove sta”.
Controllo Obbligatorio: In Italia, tutti i funghi freschi destinati al consumo devono essere sottoposti a controllo micologico presso l’ASL o da un ispettore abilitato del gruppo micologico. Molti comuni liguri offrono questo servizio gratuito il lunedì mattina.
🌱 Rispetto per l’Ambiente
Quando andate per funghi, state entrando in un’area protetta (spesso un Parco). Non lasciate rifiuti, non calpestate la vegetazione circostante e ricordate che il bosco è casa di animali, insetti e piante. Raccogliete solo ciò che vi serve .
Portare a casa il “Bottino”: ricetta semplice
Che abbiate trovato tre prugnoli o una manciata di spugnole, il modo migliore per gustarli è esaltarne il sapore senza coprirlo.
Spugnole trifolate (il classico ligure):
Pulite le spugnole con un pennello (non lavatele sott’acqua, assorbono troppa acqua).
Tagliatele a pezzi (sono cave, quindi attenzione agli insetti).
In padella, fate sciogliere del burro con uno spicchio d’aglio in camicia.
Aggiungete le spugnole e fate saltare a fiamma alta per 10-15 minuti fino a quando non avranno perso tutta la loro acqua.
Sfumate con del vino bianco secco (Vermentino ligure, ovviamente).
Servite su crostini di pane caldo o come condimento per una tagliatella fresca.
Un consiglio finale: Se è la tua prima uscita, affidati alle guide del Maggio dei Parchi 2026. Oltre a portarti nei posti giusti (come le escursioni al Monte Monega del 31 maggio o quelle in Valle Argentina del 10 e 16 maggio), ti insegneranno a riconoscere le specie commestibili da quelle tossiche . È l’investimento migliore per trasformare una semplice passeggiata in una vera caccia al tesoro profumata.