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  • Maggio dei Parchi 2026: un mese alla scoperta dell’altra Liguria, tra natura, borghi e sostenibilità

    Maggio dei Parchi 2026: un mese alla scoperta dell’altra Liguria, tra natura, borghi e sostenibilità

    Quando si pensa alla Liguria, lo sguardo corre subito al mare: le Cinque Terre, Portofino, le spiagge di Camogli. Eppure, esiste un’altra Liguria, forse meno nota ma altrettanto affascinante, fatta di montagne che si tuffano nel Mediterraneo, di foreste secolari, di borghi sospesi nel tempo e di sentieri che raccontano storie millenarie. Questa Liguria “verde” la si può scoprire – o riscoprire – nel mese di maggio, grazie a un appuntamento ormai imperdibile: il Maggio dei Parchi 2026 .

    Per 35 giorni, dal 1° maggio al 4 giugno, i parchi, le riserve naturali e le aree protette della regione aprono le loro porte con un calendario fitto di eventi, escursioni e attività pensate per tutti: famiglie, appassionati di trekking, curiosi e amanti della fotografia . Non è solo una rassegna di eventi, ma un vero e proprio viaggio nell’identità più autentica e sostenibile della Liguria.


    Un tuffo nella storia: perché maggio è il mese dei Parchi

    L’iniziativa non è nata ieri. Da oltre vent’anni, il Sistema dei Parchi della Liguria organizza questo mese ricco di appuntamenti per avvicinare cittadini e turisti alla natura . La data clou è simbolicamente il 24 maggio, quando si celebra la Giornata Europea dei Parchi (European Day of Parks) . Questa ricorrenza, istituita nel 1999, commemora l’istituzione del primo parco nazionale europeo, quello svedese di Sarek, avvenuta proprio il 24 maggio 1909 .

    L’edizione 2026 abbraccia il tema scelto da Europarc Federation: “Uniti dalla natura” (Connected by Nature) . Un titolo che non è solo uno slogan, ma racconta una visione precisa: oggi, gli ecosistemi non possono sopravvivere come isole separate. Hanno bisogno di “connessioni ecologiche”, di corridoi faunistici che permettano agli animali di spostarsi e di reti di collaborazione tra istituzioni, comunità e territori per affrontare insieme sfide come il cambiamento climatico .

    Come ha sottolineato Alessandro Piana, assessore regionale ai Parchi, la Liguria rappresenta un “modello virtuoso”: aree protette molto diverse tra loro – dalle Alpi Marittime al mare – ma accomunate dalla missione di proteggere la biodiversità, promuovere lo sviluppo sostenibile e mantenere vive le tradizioni locali .


    Il programma 2026: un calendario ricco dall’estremo Ponente alla Riviera di Levante

    Il bello del Maggio dei Parchi è la sua capillarità. Ovunque tu sia in Liguria, c’è un’escursione o un evento a pochi chilometri di distanza. Ecco una selezione degli appuntamenti più interessanti suddivisi per area, ma il calendario completo è consultabile sui siti dei singoli enti parco .

    🌿 Ponente Ligure: Parco delle Alpi Liguri e dintorni

    L’entroterra imperiese, tra valli profonde e cime che superano i 2000 metri, offre forse il programma più ricco e variegato. Ecco alcuni appuntamenti da non perdere :

    • Domenica 3 maggio – “Le chiese del borgo di Pigna” (Pigna): una visita guidata alla scoperta del ricco patrimonio artistico e religioso di uno dei borghi più belli della Val Nervia. Un’escursione culturale adatta a tutti .
    • Domenica 10 maggio – “Molini di Triora – Tra scorci sull’alta valle, fioriture e spiritualità” (Triora): un itinerario ad anello che regala panorami mozzafiato, prati fioriti e il fascino del celebre “paese delle streghe” .
    • Domenica 17 maggio – “La traversata del Ponte Schiarante” (Mendatica): un’escursione più impegnativa, per veri appassionati, che attraversa antichi ponti in pietra, faggete e ambienti selvaggi della Val Tanarello .
    • Domenica 24 maggio – GIORNATA EUROPEA DEI PARCHI – Tre eventi in contemporanea: visita guidata nella Valle di Rezzo (con tappa al castello di Cènova) anello del Monte Lega con esplorazione dei bunker del Vallo Alpino (un tuffo nella storia militare con vista sulle Alpi Marittime) ; escursione da Langan a Colle Melosa .

    🌊 Levante Ligure: Cinque Terre e Montemarcello

    Anche il Parco Nazionale delle Cinque Terre e il Parco di Montemarcello-Magra-Vara partecipano con un programma dedicato, che spazia dalla geologia al birdwatching .

    • Venerdì 22 maggio – “Le terre verticali dello Sciacchetrà” (Cinque Terre): un trekking che attraversa i celebri terrazzamenti eroici, tra Manarola, Corniolo e Riomaggiore, per scoprire il vino più famoso del territorio e la fatica che c’è dietro alla sua coltivazione .
    • Domenica 24 maggio – “Birdwatching nel Parco” (Montemarcello): iniziativa speciale per la Giornata Europea dei Parchi all’Oasi Lipu. Muniti di binocolo, si potranno osservare e riconoscere gli uccelli che abitano le zone umide del Magra .
    • Giovedì 4 giugno – “Orienteering” (Montemarcello): un modo divertente e coinvolgente per esplorare il parco “passo dopo passo”, adatto anche ai più giovani .

    Tre itinerari consigliati per vivere il Maggio dei Parchi

    Se hai voglia di organizzare una gita in autonomia, ecco tre percorsi simbolo di questa edizione.

    1. Il trekking sugli Appennini: dall’alta Val Nervia al Monte Terca

    • Parco: Alpi Liguri
    • Data suggerita: Sabato 16 maggio 
    • Perché farlo: Per gli escursionisti esperti. Si parte da Gouta (frazione di Rocchetta Nervina) e si sale verso il Monte Terca. Il premio finale è un panorama a 360 gradi che spazia dalle Alpi Marittime al Mar Ligure. Un’immersione totale nella natura più selvaggia.

    2. L’itinerario storico-naturalistico: i bunker del Vallo Alpino

    • Parco: Alpi Liguri
    • Data suggerita: Domenica 24 maggio 
    • Perché farlo: Per gli amanti della storia e dei panorami mozzafiato. Questo anello sul Monte Lega, sopra Pigna, combina la bellezza delle fioriture primaverili con la visita ai bunker della Linea Albertina, costruita durante la Seconda Guerra Mondiale. Un viaggio che unisce natura e memoria.

    3. Il percorso facile (per famiglie): l’Orto Botanico di Montemarcello

    • Parco: Montemarcello-Magra-Vara
    • Data suggerita: Domenica 3 maggio 
    • Perché farlo: Perfetto per chi ha bambini o cerca un’esperienza rilassante. L’orto botanico è un vero gioiello, con piante tipiche della macchia mediterranea e delle zone umide. L’escursione “Leggere la natura” insegna a osservare i dettagli del paesaggio. Se siete fortunati, dalla vicina punta del Balzo Vedetta, godrete di una delle viste più belle sul Golfo dei Poeti.

    Informazioni utili e consigli per i visitatori

    Per goderti al meglio questa esperienza, tieni a mente qualche accorgimento:

    • Prenotazione obbligatoria: Quasi tutte le escursioni guidate sono gratuite, ma richiedono la prenotazione. I posti sono limitati, soprattutto per quelle del fine settimana . Contatta tempestivamente l’Ente Parco di riferimento o le guide indicate nei programmi.
    • Abbigliamento a strati: A maggio il clima è capriccioso. Porta con te scarpe da trekking (o almeno scarpe chiuse con suola scolpita), un k-way, una felpa e una borraccia. In montagna può fare fresco anche se a valle c’è il sole.
    • Rispetta la natura: Sei in un’area protetta. Porta con te i rifiuti, non raccogliere fiori o piante e tieni i cani al guinzaglio (se consentiti).
    • Come arrivare: Molti punti di partenza sono in borghi dell’entroterra. Spesso non c’è un servizio di treno diretto. L’auto è il mezzo più comodo, ma approfitta delle navette gratuite organizzate dall’Ente Parco dove presenti (ad esempio in alta Valle Argentina) .
    • Informati sulla difficoltà: I percorsi hanno diversi gradi di difficoltà. Alcuni sono facili e adatti ai bambini (come le visite ai borghi), altri richiedono allenamento e preparazione (come la salita al Monte Monega). Leggi sempre la descrizione dettagliata.

    Maggio dei Parchi è molto più di una semplice agenda di eventi. È l’occasione perfetta per scoprire che la Liguria non è solo “cinguettio, Terrazza, profumo di salsedine” (per citare De André), ma anche il fruscio del vento tra i faggi, il silenzio dei boschi e l’ospitalità genuina dei borghi dell’entroterra .

    Visitare i parchi in questo mese significa fare turismo sostenibile prima dell’onda d’urto estiva, sostenere le economie locali e portare a casa un ricordo autentico. Lo zaino è pronto? La natura ti aspetta.


    Per saperne di più: visita il portale www.parks.it o i siti ufficiali dei singoli parchi (Parco delle Alpi Liguri, Parco dell’Aveto, Parco di Portofino, Cinque Terre, Montemarcello) per scaricare i calendari completi e prenotare la tua avventura .

  • Genova in Fiore: I 3 Parchi Storici più Belli per una Primavera d’Aristocrazia

    Genova in Fiore: I 3 Parchi Storici più Belli per una Primavera d’Aristocrazia

    Genova è una città di contrasti: il grigio dell’ardesia, il blu del mare e, inaspettatamente, il verde lussureggiante dei suoi parchi storici. Ad aprile, queste antiche tenute nobiliari si trasformano in veri e propri regni botanici, dove camelie, rose e alberi secolari incorniciano ville da fiaba.

    Se vuoi vivere una giornata tra natura e storia, ecco i tre parchi di Genova che in primavera danno il meglio di sé.


    1. I Parchi di Nervi: Un Balcone sulle Scogliere

    È il polmone verde più amato dai genovesi. Un complesso di oltre 9 ettari nato dall’unione dei giardini di tre ville storiche (Gropallo, Saluzzo Serra e Grimaldi Fassio).

    • Cosa vedere ad aprile: Non puoi perdere il Roseto comunale. Proprio in questo mese iniziano a sbocciare le prime varietà delle oltre 800 tipologie di rose presenti. È un’esplosione di profumi e colori a pochi metri dalle onde.
    • L’esperienza: Passeggia tra i vialetti, saluta gli scoiattoli (molto amichevoli!) e poi scendi sulla Passeggiata Anita Garibaldi, la spettacolare scogliera a picco sul mare che collega il porticciolo di Nervi a Capolungo.
    • Ideale per: Un pic-nic elegante o una mattinata di lettura al sole.

    2. Villa Durazzo Pallavicini (Pegli): Il Parco più Bello d’Italia

    Situato a Genova Pegli, questo non è solo un parco, ma un viaggio teatrale e filosofico ideato nell’800 dal marchese Ignazio Pallavicini.

    • Cosa vedere ad aprile: È il momento magico della fioritura delle Camelie. Il parco ospita una delle collezioni più antiche e preziose d’Italia (il “Viale delle Camelie”). Camminare sotto questi alberi in fiore è come entrare in un dipinto dell’Ottocento.
    • Il percorso: Il parco è strutturato come un’opera lirica in tre atti: attraverserai il Castello del Capitano, grotte sotterranee (visitabili in barca!) e approderai al Tempio di Diana, al centro di un lago incantato.
    • Ideale per: Chi ama il mistero, l’esoterismo e la fotografia d’autore.

    3. Villa Duchessa di Galliera (Voltri): Tra Cascate e Caprioli

    Nell’estremo ponente genovese si trova questo parco immenso che sale verso la collina, offrendo scorci che ricordano la campagna inglese, ma con vista sul porto.

    • Cosa vedere ad aprile: Il Giardino all’Italiana davanti alla villa è un gioiello di geometrie e fioriture stagionali. Ma la vera sorpresa è più in alto: il recinto dei daini e dei caprioli, dove gli animali vivono in semilibertà.
    • L’esperienza: Risali il sentiero fino al Santuario delle Grazie. Lungo la strada incontrerai cascate artificiali e “finte” rovine medievali che rendono l’atmosfera sospesa nel tempo.
    • Ideale per: Famiglie con bambini e amanti del trekking leggero.

    Consigli pratici per la visita

    • Come arrivare: Il modo migliore per raggiungere Nervi (Levante) e Pegli/Voltri (Ponente) è il treno regionale. Le stazioni sono a pochissimi passi dagli ingressi dei parchi, evitandoti l’incubo del parcheggio.
    • Orari: Ad aprile i parchi seguono l’orario estivo, restando aperti fino al tramonto (solitamente intorno alle 19:00).
    • Ingresso: Mentre i Parchi di Nervi e Villa Galliera sono ad accesso libero, Villa Durazzo Pallavicini prevede un biglietto d’ingresso (ben speso per la manutenzione di un sito UNESCO).

    Dopo la visita a Villa Pallavicini a Pegli, non dimenticare di fermarti sul lungomare per un cono di panissa fritta o una granita artigianale: è il rito di chiusura perfetto per una giornata primaverile.


  • Hanami in Liguria: La Magia della Fioritura dei Ciliegi in Valle Scrivia

    Hanami in Liguria: La Magia della Fioritura dei Ciliegi in Valle Scrivia

    Se pensate che per ammirare lo spettacolo dei ciliegi in fiore sia necessario volare fino a Kyoto o Tokyo, resterete sorpresi. Esiste un angolo di Liguria, a pochi chilometri dal mare e dal caos cittadino di Genova, dove la primavera si tinge di un rosa delicatissimo: è la Valle Scrivia.

    In particolare, il borgo di Busalla e le colline circostanti diventano, tra fine marzo e metà aprile, il palcoscenico di un rito che ricorda l’Hanami giapponese, ma con il profumo inconfondibile della nostra macchia mediterranea.


    Perché proprio la Valle Scrivia?

    La Valle Scrivia ha una lunga tradizione legata alla frutticoltura, ma il legame con il ciliegio è diventato un simbolo d’identità. Qui il clima è più fresco rispetto alla costa, permettendo ai fiori di sbocciare con una fragilità e una bellezza uniche.

    Non si tratta solo di agricoltura: camminare sotto questi alberi significa immergersi in un’atmosfera sospesa, dove il ronzio delle api e il cadere dei petali (che i giapponesi chiamano Sakura) scandiscono il tempo della rinascita.


    Dove ammirare la fioritura: I luoghi del cuore

    Per godersi lo spettacolo, non serve una mappa complicata, ma voglia di esplorare i sentieri che collegano i piccoli borghi:

    1. I sentieri intorno a Busalla: Le colline che sovrastano il centro abitato offrono filari di ciliegi che si stagliano contro il blu del cielo ligure.
    2. Verso Savignone e Casella: Percorrendo le strade secondarie, si incontrano giardini privati e piccoli poderi dove i ciliegi secolari creano vere e proprie nuvole rosa.
    3. Il “Treno di Casella”: Un modo magico per vedere la valle in fiore è salire sullo storico trenino a scartamento ridotto che parte da Genova Manin. Il viaggio lento permette di scorgere macchie di colore rosa tra il verde dei boschi, regalandoti una prospettiva unica e panoramica.

    Quando andare (Il momento perfetto)

    La fioritura dei ciliegi è un evento effimero: dura solitamente dai 7 ai 10 giorni.

    • Il periodo: In genere il picco avviene tra la fine di marzo e le prime due settimane di aprile.
    • Il consiglio: Segui le previsioni meteo e le pagine social dei comuni della Valle (come Busalla o Ronco Scrivia). Una pioggia forte o un vento di tramontana improvviso possono far cadere i petali in anticipo, trasformando i sentieri in tappeti bianchi e rosa altrettanto suggestivi.

    Cosa fare dopo la passeggiata: Gusto e Rose

    La Valle Scrivia non è solo ciliegi. Se decidi di trascorrere qui la tua giornata di primavera, non puoi mancare due appuntamenti gastronomici:

    • Lo Sciroppo di Rose: La valle è famosa per le sue rose da sciroppo (Presidio Slow Food). In molti agriturismi potrai assaggiare dolci o bevande rinfrescanti realizzate con questo nettare profumatissimo.
    • I Canestrelli di Torriglia: Se prosegui il giro verso l’Alta Val Trebbia, fermati a comprare questi biscotti di frolla a forma di margherita con il buco al centro.

    Consigli per il tuo post su Instagram

    • Luce: Vai al mattino presto o un’ora prima del tramonto (la golden hour) per esaltare le sfumature pastello dei fiori.
    • Inquadratura: Cerca un ramo basso per scattare una foto con effetto “macro”, lasciando le montagne della valle sfocate sullo sfondo.

    Il Ciliegio è il simbolo della gentilezza e della precarietà della bellezza. Prendetevi un pomeriggio per camminare in Valle Scrivia, spegnete il telefono e respirate la primavera.


  • Pasqua in Liguria: Tra Devozione Medievale e Riti di Primavera

    Pasqua in Liguria: Tra Devozione Medievale e Riti di Primavera

    Mentre le città si preparano alle scampagnate e le spiagge iniziano a popolarsi, c’è una Liguria più intima che riemerge ogni anno durante la Settimana Santa. È una Liguria fatta di luci soffuse, caruggi stretti e canti millenari.

    Visitare la nostra regione ad aprile significa immergersi in tradizioni che fondono il sacro con il profano, la fede con l’orgoglio dei borghi. Ecco le esperienze più autentiche da vivere per scoprire l’anima pasquale della Liguria.


    1. Le Processioni dei “Cristezzanti”

    L’immagine più iconica della Pasqua ligure è senza dubbio quella dei Cristi: enormi crocefissi lignei, pesantissimi e riccamente decorati con fiori d’argento e velluti, portati a spalla dai membri delle antiche Confraternite (i Casacce).

    • La danza della fede: Vedere un portatore che, con un colpo d’anca esperto, fa “ballare” il Cristo per girare l’angolo di un carruggio stretto è uno spettacolo che toglie il fiato.
    • Dove andare: La processione del Venerdì Santo a Savona (che si tiene negli anni pari) è una delle più imponenti d’Europa. Altrettanto suggestive sono quelle di Genova, dove le confraternite sfilano con i tipici cappucci e mantelli colorati.

    2. Il “Sepolcro” e i Germogli di Grano

    Un rito antichissimo, che profuma di terra e rinascita, è l’allestimento dei Sepolcri (o Altari della Reposizione) il Giovedì Santo.

    • Il tocco ligure: Nelle chiese, ai piedi dell’altare, vengono deposti dei piatti con germogli di grano o lenticchie, fatti crescere al buio. Questi filamenti bianchi e delicati sembrano capelli d’angelo e simboleggiano il passaggio dalla morte alla vita.
    • Curiosità: Questa è una tradizione che unisce la ritualità cristiana a antichissimi miti agrari legati alla primavera.

    3. I Canti di Ceriana: Un Viaggio nel Tempo

    Se cerchi qualcosa di veramente unico, devi spingerti nell’entroterra di Sanremo, nel borgo di Ceriana. Qui la Settimana Santa è una partitura musicale vivente.

    • I cori millenari: Le quattro confraternite del paese si sfidano in canti polifonici a cappella che risuonano per le vie medievali. Il suono dei corni di corteccia (trombe naturali ricavate dagli alberi) annuncia l’inizio dei riti, creando un’atmosfera quasi ipnotica e fuori dal tempo.

    4. Il Rito del “Lancio delle Uova” a Taggia

    A Pasquetta, mentre il resto d’Italia accende i barbecue, a Taggia (Imperia) si celebra una tradizione curiosa: il lancio delle uova sode.

    • La sfida: Anticamente i giovani del paese si sfidavano a chi lanciava più lontano le uova sode senza romperle, o a colpire quelle degli avversari. Oggi è un momento di festa comunitaria che chiude le celebrazioni pasquali con un sorriso.

    Perché visitare la Liguria a Pasqua?

    Al di là dei riti, Pasqua in Liguria è il momento in cui i giardini delle ville storiche riaprono i cancelli e le erbe spontanee (fondamentali per la cucina locale) sono al massimo del loro profumo. È un viaggio sensoriale che unisce il misticismo delle processioni notturne alla luce abbagliante del primo sole sulla costa.

    Se partecipate a una processione serale, cercate di posizionarvi nei punti più stretti dei vicoli: il rimbombo dei tamburi e il profumo di incenso e cera vi faranno sentire parte di una storia lunga secoli.


  • Turismo Lento in Liguria: Recuperare i Sentieri dell’Antica Repubblica di Genova

    Turismo Lento in Liguria: Recuperare i Sentieri dell’Antica Repubblica di Genova

    C’è una Liguria che non si svela al primo sguardo, quella che si nasconde oltre il frastuono delle località balneari e il viavai delle città d’arte. È una Liguria silenziosa, fatta di pietra, boschi e antiche mulattiere, che aspetta solo di essere riscoperta camminando a passo lento. Marzo, con le sue giornate che si allungano e il clima mite, è il momento perfetto per calzare gli scarponi e mettersi in viaggio su quelli che un tempo erano i sentieri dell’Antica Repubblica di Genova.

    La “Superba”, come veniva chiamata la Repubblica di Genova, non era solo una potenza marinara che dominava il Mediterraneo. Il suo potere si estendeva ben oltre la costa, penetrando nell’entroterra attraverso una fitta rete di percorsi che collegavano il mare ai borghi dell’interno, valicando Appennini e Alpi Liguri. Erano le vie dei mercanti, dei pellegrini, dei contrabbandieri e dei “saltatori”, i corrieri che trasportavano merci e notizie da una parte all’altra del territorio.

    Oggi, questi percorsi sono diventati itinerari di turismo lento, perfetti per chi vuole immergersi nella natura, scoprire borghi medievali e respirare la storia di una regione che ha molto da raccontare. Ecco i sentieri imperdibili per un viaggio nel tempo a piedi.

    Sulla Via dell’Acqua: L’Acquedotto Storico di Genova

    Iniziamo il nostro viaggio nel cuore del levante genovese, con un percorso che è un vero e proprio monumento all’ingegneria idraulica: il Sentiero dell’Acquedotto Storico di Genova . Questa antica struttura, edificata già in epoca romana e ampliata durante il medioevo fino al Seicento, ha garantito per secoli l’approvvigionamento idrico della città e del suo porto . Le sue acque provenivano dalle sorgenti dell’alta Val Bisagno e, attraverso un percorso di circa 40 chilometri, raggiungevano il centro cittadino .

    Oggi, gran parte del tracciato è percorribile a piedi e regala un’esperienza unica. La particolarità di questo sentiero è che è quasi totalmente pianeggiante, ricalcando il percorso dell’antica condotta che, per far scorrere l’acqua, doveva mantenere una pendenza minima e costante . Questo lo rende adatto anche a famiglie con bambini abituati a camminare, seppur con la necessaria attenzione in alcuni tratti privi di protezioni a valle .

    Dettagli del percorso:

    • Punto di partenza consigliato: Località La Presa o Cavassolo, in alta Val Bisagno .
    • Lunghezza: Variabile a seconda del tratto scelto; ad esempio, da Prato alla vecchia Chiesa di Molassana si percorrono circa 5 km in 1,5-2 ore .
    • Difficoltà: Facile (T), adatto a tutti.
    • Periodo ideale: Primavera, autunno e inverno in giornate soleggiate .

    Lungo il cammino, immersi in un paesaggio che alterna tratti di campagna incontaminata a scorci urbani, si incontrano vere e proprie meraviglie architettoniche. Imperdibile il ponte-canale sul Rio Torbido, che da solo vale l’intera gita . Ma i veri gioielli sono i due imponenti ponti-sifone: quello sul Rio Geirato, costruito nel 1777, lungo oltre 600 metri e sorretto da 22 arcate, e quello sul Rio Veilino, risalente al 1837 su progetto dell’architetto Barabino, che con le sue 19 arcate scavalca letteralmente il Cimitero Monumentale di Staglieno, offrendo una vista spettacolare .

    Info utili: I ponti-sifone sono aperti al pubblico solo in alcuni giorni del mese, gestiti da associazioni locali. Per verificare gli orari e non perdervi lo spettacolo, è consigliabile contattare il Circolo Sertoli (per il ponte Geirato) o l’associazione Aegua Fresca (per il ponte Veilino) .

    Sulla Cresta del Levante: La Passeggiata Anita Garibaldi a Nervi

    Spostandoci lungo la costa, nel quartiere genovese di Nervi, troviamo uno dei luoghi più romantici e suggestivi della città: la Passeggiata Anita Garibaldi, conosciuta semplicemente come la passeggiata di Nervi .

    Nata a metà Ottocento per volere del marchese Gaetano Gropallo, che trasformò un antico sentiero di pescatori e contadini in una vera e propria passeggiata a mare, si snoda per circa 2 km a picco sulle rocce, regalando viste mozzafiato sul Golfo di Genova e sul promontorio di Portofino . Il percorso collega il pittoresco porticciolo di Nervi con l’antico scalo di Capolungo.

    Camminare qui è un’esperienza che unisce natura e storia. Lungo il tragitto si incontra la suggestiva Torre Gropallo, risalente alla metà del Cinquecento e parte del sistema difensivo contro i corsari, oggi sede della sezione locale dell’Associazione Nazionale Alpini . La passeggiata, completamente pedonale dal 1959, è il luogo ideale per una camminata rigenerante con lo sguardo perso nel blu del mare .

    L’Alta Via dei Monti Liguri: Il Sentiero di Crinale

    Per chi cerca un’esperienza più impegnativa e totale, l’Alta Via dei Monti Liguri (AVML) rappresenta il sogno di ogni escursionista. Si tratta di un percorso di circa 415-440 km che percorre tutto l’arco montuoso ligure, da Ventimiglia (a ovest) a Ceparana (a est), tenendosi idealmente sulla linea di spartiacque tra il mar Ligure e la pianura Padana .

    Questo sentiero, curato dal Club Alpino Italiano, non è solo un’esperienza naturalistica di altissimo livello, ma anche un viaggio nella storia. Per secoli, questi crinali sono stati percorsi da eserciti, mercanti e pastori, e le tracce di quel passato sono ancora visibili: antichi forti, insediamenti rurali abbandonati, percorsi militari e cippi di confine .

    Le tappe più suggestive:

    • Tappa 1 (Ventimiglia – La Colla): Attraversa le valli Nervia e Roia, passando accanto ai suggestivi calanchi di Terre Bianche e offrendo viste sull’antico borgo di Dolceacqua con il suo castello .
    • Tappa 3 (Area del Melogno): Qui si incontrano i “Giganti di pietra” sul Monte Galero e i monoliti di Rocca Barbena, oltre a imponenti fortificazioni napoleoniche e ottocentesche . Un tratto di questa tappa (da Giogo di Giustenice a Colle del Melogno) è percorribile anche in mountain bike, attraversando la splendida Foresta della Barbottina .
    • Tappa 5 (Piani di Praglia): Panorami aperti sui Laghi del Gorzente e sul Passo della Bocchetta .
    • Tappa 7 (Monte Zatta – Aveto): Conduce al Parco Naturale Regionale dell’Aveto, tra laghetti glaciali e antichi sentieri medievali .

    Sulle Vie dei Pellegrini e dei Mercanti

    Oltre ai grandi percorsi, la Liguria è attraversata da una miriade di sentieri minori, un tempo vitali per l’economia e la cultura locale, oggi perfetti per escursioni alla scoperta di borghi e tradizioni.

    Il Sentiero del Pellegrino (Noli – Varigotti): Questo suggestivo itinerario di circa 6,6 km collega due perle del savonese: l’antica Repubblica Marinara di Noli e il caratteristico villaggio di pescatori di Varigotti . Il percorso, che segue le antiche vie di pellegrinaggio, si snoda tra la macchia mediterranea e panorami mozzafiato sul mare, toccando luoghi ricchi di fascino come i ruderi della Chiesa di Santa Margherita, l’Eremo del Capitano D’Albertis, la suggestiva Grotta dei Falsari (detta anche Grotta dei Briganti) e la Torre delle Streghe . Un’esperienza che unisce natura, spiritualità e storia .

    Borghi di Ponente: vie di pietra che abbracciano il mare: Nei territori di Cervo, Diano Arentino e Villa Faraldi, un progetto chiamato “Borghi di Ponente” sta recuperando l’antico reticolo di mulattiere che un tempo collegava i borghi dell’entroterra . A marzo, il risveglio della natura rende questi percorsi ancora più affascinanti. A Villa Faraldi, ad esempio, si possono seguire itinerari come “Tra Santi e Oratori” che collegano le frazioni passando per antichi oratori e chiese, in un paesaggio di ulivi secolari . A Diano Arentino, la primavera è animata dalla rassegna Trek & Jazz, che combina facili camminate con concerti di musica jazz in luoghi suggestivi come l’agri-sport Ca’ di Cuni . Infine, a Cervo, una visita al Parco del Ciapà offre, a marzo, la possibilità di ammirare le prime orchidee selvatiche che sbocciano nella macchia mediterranea .

    Val Borbera: sulle tracce di borghi fantasma: Al confine tra Liguria e Piemonte, nell’alta Val Borbera, si snoda un trekking suggestivo che conduce ai resti di antichi borghi abbandonati, come Chiapparo e i Casoni dei Rissotti . Il percorso, di circa 12 km, si inoltra in castagneti secolari, dove si possono ammirare le tecniche costruttive in pietra di antichi villaggi rurali, ormai fantasma, e raggiungere la frazione di Magioncalda, con il suo mulino ad acqua restaurato . Un vero e proprio viaggio nella memoria e nella storia dell’Appennino ligure.

    Consigli per il Viaggiatore Lento

    • Abbigliamento e attrezzatura: Scarponcini da trekking, abbigliamento a strati, zaino con acqua e provviste. Non dimenticate una macchina fotografica per immortalare i panorami.
    • Info e tracce GPS: Per l’Alta Via e i percorsi più complessi, è utile consultare i siti del CAI o scaricare le tracce GPX disponibili online . Per i ponti dell’Acquedotto, verificate le aperture .
    • Rispetto e lentezza: Il turismo lento è anche rispetto per l’ambiente e per i luoghi che si visitano. Camminate con calma, ascoltate i suoni della natura, fermatevi nei borghi a parlare con la gente del posto.

    Marzo è il mese del risveglio, e quale modo migliore per accogliere la primavera se non mettendosi in cammino sui sentieri che hanno fatto la storia della Liguria? Dall’acquedotto di Genova ai crinali dell’Alta Via, dalle mulattiere dei pellegrini ai borghi dell’entroterra, ogni passo è un tuffo nel passato e un abbraccio alla natura più autentica. Il turismo lento non è solo un modo di viaggiare, ma una filosofia: quella di riscoprire il piacere della scoperta, un passo dopo l’altro.

  • Terme e Spa in Liguria: Il Benessere Inizia a Marzo

    Terme e Spa in Liguria: Il Benessere Inizia a Marzo

    Marzo è il mese della rinascita. La natura si risveglia, le giornate si allungano e il corpo, dopo i rigori dell’inverno, sente il bisogno di rigenerarsi. E quale modo migliore per accogliere la primavera se non concedersi un weekend di puro relax tra le meraviglie termali e le spa della Liguria?

    La nostra regione, nota per il suo mare e i suoi borghi, custodisce un tesoro prezioso fatto di acque benefiche, centri benessere all’avanguardia e luoghi incantevoli dove prendersi cura di sé. Marzo è il periodo ideale: le temperature sono miti, le strutture sono meno affollate che in estate e i prezzi sono spesso più accessibili. Che siate amanti delle cure termali tradizionali o delle esperienze spa più esclusive, ecco dove andare per ritrovare l’equilibrio tra corpo e spirito.

    I Benefici delle Acque Termali Liguri

    Prima di immergerci nei luoghi, è bene sapere che le acque termali liguri sono famose fin dall’antichità per le loro proprietà benefiche. Ricche di sali minerali e oligoelementi, sono particolarmente indicate per:

    • Cure inalatorie e respiratorie: Perfette per chi soffre di allergie primaverili, sinusiti o problemi alle vie respiratorie.
    • Cure idropiniche (bere le acque): Utili per depurare l’organismo e migliorare le funzioni digestive e renali.
    • Bagni terapeutici e fanghi: Ideali per alleviare dolori articolari, reumatismi e tensioni muscolari accumulate durante l’inverno.
    • Benessere e relax: Immersioni in acque calde, idromassaggi e percorsi benessere aiutano a ridurre lo stress e a ritrovare l’energia.

    Le Terme Storiche della Liguria

    1. Terme di Pigna (IM): Un Gioiello nell’Alta Val Nervia

    Nel cuore dell’entroterra imperiese, circondate da uliveti e boschi di castagni, si trovano le Terme di Pigna, un vero e proprio angolo di paradiso . Già note in epoca romana per le loro acque sulfuree che sgorgano a una temperatura costante di 34°C, queste terme sono oggi un centro moderno e attrezzato immerso nella natura .

    Le acque di Pigna sono particolarmente indicate per cure inalatorie, balneoterapia e fanghi, grazie alle loro proprietà antinfiammatorie e benefiche per l’apparato respiratorio e locomotore. A marzo, quando la valle si risveglia con i primi colori primaverili, le terme offrono un’esperienza rigenerante a contatto con una natura ancora silenziosa e autentica.

    Cosa fare:

    • Cure termali tradizionali (inalazioni, aerosol, fanghi, bagni termali).
    • Percorso benessere con piscine termali, idromassaggi e aree relax.
    • Escursioni nei dintorni, tra i borghi dell’alta Val Nervia come il suggestivo borgo medievale di Apricale.

    Perché a marzo: Il clima mite della valle e la fioritura primaverile rendono il paesaggio incantevole. Le terme sono aperte tutto l’anno, ma marzo è il momento perfetto per evitare la folla e godersi la tranquillità.

    2. Terme di Sassello (SV): Tra il Parco del Beigua e i Biscotti

    Nel savonese, incastonate tra le verdi colline del Parco Naturale del Beigua (Geoparco UNESCO), sorgono le Terme di Sassello . Questo centro termale, ristrutturato e modernizzato, sfrutta acque oligominerali e sulfuree che sgorgano a una temperatura di circa 15°C, utilizzate per cure inalatorie, balneoterapia e percorsi benessere .

    La posizione è ideale per chi cerca una fuga nella natura: il Parco del Beigua offre decine di sentieri per escursioni a piedi o in mountain bike, tra boschi, prati e panorami mozzafiato che spaziano dal mare alle Alpi.

    Cosa fare:

    • Cure termali e percorsi benessere in struttura.
    • Visita al borgo medievale di Sassello, famoso per i suoi biscotti (non dimenticate di fare scorta!).
    • Escursioni nel Parco del Beigua per godere del risveglio primaverile della natura.

    Perché a marzo: Le temperature miti permettono di abbinare le cure termali a piacevoli passeggiate nel parco, senza il caldo estivo. È il momento ideale per osservare la natura che si risveglia e, con un po’ di fortuna, avvistare i primi fiori e gli uccelli migratori .

    3. Terme di San Bartolomeo (IM): Relax nell’Entroterra di Badalucco

    Un’altra gemma dell’entroterra imperiese sono le Terme di San Bartolomeo, situate nel comune di Badalucco, a pochi chilometri dalla costa . Questo centro termale, immerso nel verde della Valle Argentina, è rinomato per le sue acque solfato-calciche che sgorgano a una temperatura di circa 26°C, particolarmente indicate per cure inalatorie, balneoterapia e fanghi.

    L’atmosfera è quella di un piccolo angolo di paradiso lontano dal caos, dove il relax è garantito dal silenzio della natura e dal profumo della macchia mediterranea. La struttura offre piscine termali, percorsi benessere e un centro estetico per trattamenti personalizzati.

    Cosa fare:

    • Bagni termali e percorsi benessere.
    • Cure inalatorie e fanghi.
    • Visita ai borghi vicini come Badalucco, Triora (il famoso “paese delle streghe”) e i paesini della Valle Argentina.

    Perché a marzo: È il mese del risveglio anche per questa valle, con i primi fiori che iniziano a colorare i prati e i boschi che si riempiono di profumi. Le terme offrono un rifugio perfetto per rigenerarsi dopo l’inverno.

    Terme e Spa in Riviera: Relax con Vista Mare

    Se desiderate unire il benessere al fascino della costa, la Liguria offre anche splendide spa e centri benessere all’interno di hotel di lusso, con vista mozzafiato sul mare.

    4. Grand Hotel Alassio Spa & Resort (SV): Benessere a Due Passi dal Mare

    Ad Alassio, una delle regine della Riviera, il Grand Hotel Alassio Spa & Resort ospita un centro benessere esclusivo: Le Spa di Syrene . Qui potrete godere di trattamenti ispirati alle tradizioni termali e alla cosmètica naturale, in un ambiente elegante e rilassante.

    La spa offre piscina termale, idromassaggio, sauna, bagno turco e un’ampia gamma di massaggi e trattamenti estetici. Dopo una giornata di relax, potrete fare una passeggiata sul famoso lungomare di Alassia o assaggiare le specialità locali nei caratteristici ristoranti del centro.

    Perché a marzo: I prezzi degli hotel sono più bassi rispetto all’estate e potrete godervi la spa senza la calca delle settimane di ferragosto. Il clima mite permette anche piacevoli passeggiate sul lungomare.

    5. Hotel Villa Edera (La Spezia): Benessere nel Golfo dei Poeti

    All’ingresso del Golfo della Spezia, l’Hotel Villa Edera (a Muggiano) offre un centro benessere con piscina riscaldata, idromassaggio, sauna e bagno turco . La posizione è strategica per visitare le Cinque Terre, Portovenere e Lerici, ma anche per concedersi momenti di puro relax.

    La struttura, immersa in un parco secolare, garantisce privacy e tranquillità. Dopo una giornata di cure e massaggi, potrete rilassarvi nel giardino o esplorare le bellezze del Golfo dei Poeti.

    Perché a marzo: Le Cinque Terre a marzo sono vivibili e poco affollate. Potrete abbinare una giornata di trekking o di visite culturali a una giornata di relax in spa.

    6. Grand Hotel Miramare (Santa Margherita Ligure): Eleganza e Benessere

    Nel cuore del Tigullio, l’elegante Grand Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure offre una spa esclusiva con vista mare. Un luogo dove l’eleganza della Belle Époque si sposa con il benessere moderno, per un’esperienza di lusso totale.

    La spa propone trattamenti personalizzati, percorsi benessere e la possibilità di rilassarsi in un ambiente raffinato e curato nei minimi dettagli. La posizione, a pochi passi dal centro e dal lungomare, permette di godere del fascino di Santa Margherita e di raggiungere facilmente Portofino.

    Perché a marzo: La città è più tranquilla che in estate e potrete godervi il fascino del Tigullio senza la folla. Le passeggiate sul lungomare e le visite a Portofino sono piacevoli grazie al clima mite.

    7. Punta Est (Bergeggi): Benessere a picco sul mare

    A Bergeggi, nel savonese, il Punta Est è un complesso turistico che offre anche un centro benessere con piscina termale, idromassaggio, sauna e bagno turco, il tutto con una vista spettacolare sull’Isola di Bergeggi e sul mare . Un luogo ideale per chi cerca una vacanza all’insegna del relax totale, tra piscine, spiagge e percorsi benessere.

    Perché a marzo: Potrete godere della spa e della vista mare senza il caos estivo. Il promontorio di Bergeggi offre anche belle passeggiate nella riserva naturale.

    Consigli per un Weekend di Benessere Low Cost a Marzo

    • Prenotate in anticipo: Marzo è bassa stagione, ma i pacchetti benessere più richiesti potrebbero esaurirsi, soprattutto nei fine settimana.
    • Cercate le offerte: Molte strutture propongono pacchetti speciali per il mese di marzo, magari abbinati all’8 marzo (Festa della Donna) o all’arrivo della primavera. Controllate i siti ufficiali e i portali di offerte.
    • Abbinate terme e cultura: Ogni località termale è vicina a borghi e città d’arte. Approfittatene per visitare Pigna, Sassello, Badalucco, Alassio o Santa Margherita Ligure.
    • Scegliete il trattamento giusto: Se soffrite di allergie primaverili, le cure inalatorie sono perfette. Se cercate relax, optate per un percorso benessere con piscine e massaggi.
    • Cosa mettere in valigia: Costume da bagno, ciabattine, accappatoio (alcune strutture lo forniscono), abbigliamento comodo per le passeggiate e un buon libro da leggere in relax.

    Conclusione

    Marzo è il mese del risveglio, e non c’è modo migliore per accogliere la primavera che prendersi cura di sé. Le terme e le spa della Liguria offrono un’esperienza di benessere completa, immersi in paesaggi mozzafiato, tra mare e montagna. Che scegliate le acque curative dell’entroterra o il lusso delle spa sulla costa, un weekend di relax vi rigenererà corpo e spirito, preparandovi ad affrontare la bella stagione con nuove energie.

  • Marzo in Bici e in Moto: Percorsi sulla Costa e nell’Entroterra ligure

    Marzo in Bici e in Moto: Percorsi sulla Costa e nell’Entroterra ligure

    Marzo è il mese della rinascita, e per chi ama viaggiare su due ruote rappresenta un’occasione imperdibile per riscoprire la Liguria. Le giornate si allungano, il clima diventa mite e le strade si liberano dalla calca estiva, regalando ai motociclisti e ai ciclisti emozioni purissime. Che siate amanti del rombo del motore o del fruscio silenzioso dei copertoncini sull’asfalto, questa regione offre un ventaglio di percorsi capaci di soddisfare ogni desiderio: dalla panoramica costa ligure, con i suoi scorci mozzafiato, alle sfide dell’entroterra, tra tornanti e borghi medievali.

    Abbiamo selezionato per voi i migliori itinerari da percorrere a marzo, quando la natura si risveglia e i colori esplodono in tutto il loro splendore.

    Perché Marzo è il Mese Ideale per un Tour su Due Ruote

    Prima di partire, è bene sapere che marzo in Liguria ha alcuni vantaggi innegabili:

    • Clima ideale: Temperature fresche ma piacevoli, perfette per viaggiare senza il caldo afoso estivo.
    • Strade libere: Niente traffico e niente code. Potrete godervi le curve in tutta tranquillità.
    • Natura in fiore: La vegetazione si risveglia e i colori della primavera iniziano a tingere il paesaggio .
    • Prezzi bassi: La bassa stagione significa anche costi più contenuti per eventuali pernottamenti.

    In Bicicletta: Pedalando tra Mare e Monti

    La Liguria è una regione “verticale”, e in bicicletta questo si traduce in percorsi che sanno regalare grandi emozioni, alternando tratti costieri pianeggianti a salite impegnative nell’entroterra. Ecco i migliori itinerari per marzo.

    1. La Ciclovia del Ponente Ligure (San Lorenzo al Mare – Ospedaletti): Un Fiore all’Occhiello

    Se cercate un percorso facile e adatto a tutti, questo è quello che fa per voi. Ricavata dal sedime della vecchia ferrovia, questa ciclovia è una vera e propria gemma . Si snoda per circa 24 km costeggiando il mare, offrendo panorami mozzafiato sulla Riviera dei Fiori.

    • Difficoltà: Facile 
    • Lunghezza: Circa 24 km (lineare) 
    • Dislivello: Minimo 
    • Bici consigliata: City bike, bici da trekking o gravel 
    • Punti di interesse: San Lorenzo al Mare, Santo Stefano al Mare, Arma di Taggia, Sanremo, Ospedaletti .
    • Il consiglio in più: A marzo, la fioritura della mimosa rende il paesaggio ancora più suggestivo. Una particolarità? La galleria che collega Sanremo a Ospedaletti, lunga 1800 metri, è decorata con grandi cartelli che ricordano le imprese dei ciclisti vincitori della Milano-Sanremo .

    2. L’Anello del Monte di Portofino: Natura e Viste Spettacolari

    Un percorso ad anello che vi immergerà nel cuore del Parco Naturale Regionale di Portofino. Tra salite e discese, vi muoverete tra borghi esclusivi come Portofino e Santa Margherita Ligure, con scorci indimenticabili sul Golfo del Tigullio .

    • Difficoltà: Media (alcuni tratti in salita e sterrati leggeri) 
    • Lunghezza: 20-30 km (variabile) 
    • Dislivello: 500-700 metri 
    • Bici consigliata: Mountain bike o bici da trekking 
    • Punti di interesse: Santa Margherita Ligure, Portofino, San Fruttuoso (raggiungibile anche in battello) .
    • Il consiglio in più: Evitate i fine settimana se possibile, o partite presto la mattina per godervi la tranquillità del parco.

    3. La Ciclovia Levanto-Framura-Bonassola: Un’Alternativa Panoramica

    Questo percorso collega alcune delle località più belle del Levante ligure, attraversando antiche gallerie ferroviarie trasformate in ciclovie con vista mozzafiato sul mare . Un’esperienza unica che vi farà scoprire angoli di paradiso come Framura, uno dei borghi più belli d’Italia .

    • Difficoltà: Facile/Media (brevi saliscendi) 
    • Lunghezza: Circa 6 km (lineare, con possibilità di estensioni) 
    • Dislivello: Moderato 
    • Bici consigliata: City bike, bici da trekking o gravel 
    • Punti di interesse: Levanto, Framura, Bonassola, le gallerie ciclabili .
    • Il consiglio in più: Approfittatene per una sosta a Framura, un mosaico di frazioni (Anzo, Castagnola, Costa, Ravecca, Setta e Fornaci) che conserva un’atmosfera autentica e lontana dal turismo di massa .

    4. La Ciclovia della Val di Vara: Nell’Entroterra Sconosciuto

    Per chi desidera addentrarsi nell’entroterra più autentico, la Val di Vara è la scelta giusta. Il percorso segue il corso del fiume Vara, attraversando borghi rurali, paesaggi verdi e regalando la tranquillità di una valle ancora incontaminata .

    • Difficoltà: Facile/Media (prevalentemente pianeggiante con saliscendi) 
    • Lunghezza: Circa 60 km (percorribile a tappe) 
    • Dislivello: Moderato 
    • Bici consigliata: Bici da trekking o gravel 
    • Punti di interesse: La Spezia, i borghi della Val di Vara (Brugnato, Varese Ligure) .
    • Il consiglio in più: Varese Ligure, con le sue case rotonde e la certificazione ambientale, merita assolutamente una visita.

    In Moto: Curve, Panorami e Libertà

    Per i motociclisti, la Liguria è un vero e proprio paradiso. Le strade che si arrampicano dalle coste verso l’entroterra offrono curve e tornanti in grado di regalare emozioni uniche, con panorami che spaziano dal mare alle Alpi Liguri . Marzo è il momento perfetto per godersele.

    1. Il Classico: La Strada della Costa (Aurelia)

    La mitica SS1 Aurelia è un must per ogni motociclista. A marzo, libera dal traffico estivo, permette di godersi appieno il panorama e di fermarsi in ogni località senza stress. Da Ventimiglia a La Spezia, è un susseguirsi di scenari mozzafiato.

    • Percorso consigliato: Da Savona a Sanremo (circa 140 km) .
    • Tappe imperdibili:
      • Borgio Verezzi: Una località che unisce la costa (Borgio, Bandiera Blu 2024) al borgo arroccato di Verezzi, con le sue casette in stile arabo e le viste sul mare .
      • Alassio: Fermatevi per un caffè sul famoso Muretto, adornato con le piastrelle dei personaggi famosi, e fate un giro nel “Budello” .
      • Bussana Vecchia: Il borgo degli artisti, rinato dopo il terremoto del 1887. Raggiungibile solo a piedi, è un luogo magico dove l’arte e la natura convivono tra i ruderi .

    2. Tra Piemonte e Liguria: Il Passo del Faiallo e Sassello

    Un itinerario che unisce le terme piemontesi ai panorami liguri, perfetto per una giornata di curve. Si parte da Acqui Terme (Piemonte) e si procede verso sud, superando il Passo del Faiallo, un valico che offre splendidi panorami, per poi scendere verso Sassello, borgo medievale immerso nel Parco Regionale del Beigua .

    • Percorso: Acqui Terme -> SP456, SP204, SP73 -> Passo del Faiallo -> SP40, SP49 -> Sassello -> SP334 e A10/E80 -> Finale Ligure .
    • Lunghezza: Circa 130 km .
    • Il consiglio in più: A Sassello, oltre a godervi il borgo, non dimenticate di assaggiare gli omonimi biscotti, una vera delizia.

    3. L’Anello della Val Bormida: Medioevo e Natura

    La Val Bormida, tra Liguria e Piemonte, è una zona ancora poco conosciuta ma che vale assolutamente un viaggio in moto . Un percorso ad anello che risale il corso del fiume, toccando borghi medievali, castelli e paesaggi naturali incontaminati .

    • Percorso consigliato: Alessandria -> SP244 -> Acqui Terme -> SP30 -> Spigno Monferrato -> Merana (panchina gigante lilla) -> SP29 -> Cairo Montenotte -> SP28bis -> Millesimo (uno dei “Borghi più belli d’Italia”) .
    • Il consiglio in più: Millesimo merita una sosta per il suo centro storico, e nelle vicinanze potete visitare il Castello di Castelvecchio di Rocca Barbena, un imponente edificio del XIII secolo .

    4. Sfida tra i Tornanti: Il Passo della Bocchetta

    Per i motociclisti più esperti e amanti delle curve strette, il Passo della Bocchetta è una tappa obbligata. Un percorso di circa 110 km nell’entroterra genovese, al confine con il Piemonte, che parte dalla Lanterna di Genova e si inerpica tra tornanti e dislivelli importanti .

    • Percorso: Genova (Lanterna) -> torrente Polcevera -> Pontedecimo -> SP5 -> Passo della Bocchetta -> SP160 -> SP170 -> SP165 -> Baita Rio Gorzente (sosta) -> SP167 -> Monte Orditano -> SP4 -> Pro Park Genova .
    • Il consiglio in più: Il panorama dalla cima del Monte Orditano (oltre 800 metri) è mozzafiato. Una volta a valle, se siete appassionati di enduro, il Pro Park di Genova offre una pista dedicata .

    5. Alla Scoperta delle Cinque Terre… in Moto

    Anche se i borghi delle Cinque Terre non sono direttamente accessibili in moto, un itinerario sulle strade dell’entroterra permette di godere di viste spettacolari sui paesi patrimonio dell’UNESCO . Un percorso ad anello di circa 47 km che tocca Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, attraverso strade provinciali come la SP38 e la SP51 .

    • Percorso: Un anello che collega i borghi via terra (con tratti interni) .
    • Il consiglio in più: A marzo, l’affollamento è minimo, e potrete parcheggiare più facilmente per visitare i borghi a piedi. Non perdetevi la vista su Vernazza dal Sentiero Azzurro .

    Consigli Pratici per il Tuo Tour di Marzo

    • Abbigliamento a strati: Il clima di marzo è variabile. Portate sempre un antivento e un antitraverso nello zaino.
    • Pneumatici: Controllate la pressione e lo stato di usura. Le strade di montagna potrebbero essere ancora umide o avere qualche residuo di inverno.
    • Pianificazione: Marzo è un mese di bassa stagione, ma è sempre bene verificare l’apertura di rifugi, bar e ristoranti lungo i percorsi, specialmente nell’entroterra.
    • Info utili: Per chi viaggia in bici, il Geoportale di Regione Liguria offre mappe interattive dettagliate con tutti i percorsi ciclabili e le aree di interesse .

    Marzo in Liguria è un segreto sussurrato tra gli appassionati delle due ruote. È il momento in cui la natura si risveglia e le strade tornano a essere un piacere da percorrere. Che scegliate il fruscio della bici o il rombo della moto, questa regione saprà regalarvi emozioni uniche, tra panorami mozzafiato, borghi senza tempo e la libertà di un viaggio tutto da scoprire. Accendete i motori, o iniziate a pedalare: la Liguria vi aspetta.

  • Marzo in Liguria 2026: Tutti gli Eventi da non Perdere tra Fiori, Vele e Tradizioni

    Marzo in Liguria 2026: Tutti gli Eventi da non Perdere tra Fiori, Vele e Tradizioni

    Marzo è il mese del risveglio. La Liguria si libera dagli ultimi freddi invernali e si prepara ad accogliere la primavera con un calendario fittissimo di eventi che spaziano dalle tradizioni floreali secolari ai festival marinari, passando per appuntamenti culturali ed enogastronomici. Che siate amanti dei fiori, appassionati di vela o curiosi di scoprire luoghi solitamente inaccessibili, ecco una guida completa a cosa fare in Liguria a marzo 2026.

    Inizio Mese: Tra Cultura e Birra Artigianale

    La prima metà di marzo offre già diverse opportunità per chi vuole vivere la regione.

    Mostre da non perdere


    Prima di tuffarvi negli eventi primaverili, segnatevi due mostre che chiudono i battenti proprio nei primi giorni di marzo:

    • “Nel tempo del Déco. Albisola 1925” al Museo della Ceramica di Savona. Un viaggio affascinante nel periodo d’oro della ceramica albisolese .
    • “Fotosintesi | Fotografie dalla collezione Carla Sozzani” al CAMeC della Spezia. Una straordinaria selezione di scatti che resterà visibile fino al 22 marzo 2026, un’occasione per gli amanti della fotografia contemporanea .

    Italy Beer Week (16-22 marzo)


    Dal 16 al 22 marzo 2026, la Italy Beer Week anima l’Italia e anche la Liguria con un evento diffuso dedicato alla birra artigianale. Per un’intera settimana, i birrifici, i pub e gli locali aderenti organizzeranno iniziative speciali, degustazioni e promozioni. Un’occasione perfetta per scoprire le eccellenze brassicole del territorio ligure e non solo .

    Metà Mese: Velieri e Giornate FAI (20-22 marzo)

    Il fine settimana centrale di marzo è probabilmente il più ricco e variegato, con due appuntamenti di grande richiamo.

    Velarìa 2026: il Festival dei Grandi Velieri a La Spezia (20-22 marzo)
    Dal 20 al 22 marzo 2026, il Molo Italia di La Spezia ospita la prima edizione di Velarìa, il nuovo Festival Internazionale dei Grandi Velieri e delle Tradizioni Marinare . Un evento imperdibile per chi ama il mare e la sua storia.

    Durante il festival, si potranno ammirare da vicino imponenti velieri storici, osservare le manovre degli equipaggi e scoprire i segreti delle antiche alberature. Non mancheranno dimostrazioni di antichi mestieri del mare, dalla lavorazione delle corde alla cura del legno nautico, insieme a incontri dedicati alla storia della navigazione e alla sostenibilità .

    A completare l’esperienza, un villaggio animato con street food, artigianato locale e momenti musicali ispirati alle tradizioni mediterranee. Un’occasione perfetta per trasformare la visita in un percorso sensoriale fatto di memoria, identità e scoperta .

    Giornate FAI di Primavera (21-22 marzo)


    Il 21 e 22 marzo 2026 tornano le Giornate FAI di Primavera, l’attesissimo appuntamento con i tesori nascosti della Liguria . In tutte e quattro le province, ville, palazzi storici, aree naturalistiche e luoghi di interesse culturale solitamente inaccessibili apriranno le loro porte ai visitatori, con visite guidate dedicate.

    Un’opportunità unica per scoprire angoli segreti della regione, guidati dai volontari del Fondo per l’Ambiente Italiano. Per gli amanti delle due ruote, grazie alla collaborazione con FIAB, saranno organizzate anche pedalate per raggiungere i beni FAI in bicicletta, unendo arte, natura e sport .

    Primavera Street Food a Imperia (19-22 marzo)
    Sempre nello stesso weekend, dal 19 al 22 marzo, Piazza delle Feste a Imperia si anima con Primavera Street Food. Cucina di strada, birre artigianali, cocktail e intrattenimento musicale per quattro giorni all’insegna del gusto e del divertimento all’aria aperta .

    Fine Mese: Sanremo si Veste a Festa (23-29 marzo)

    L’ultima settimana di marzo è dedicata alla regina dei fiori: Sanremo.

    Sanremo Flower Festival – Corso Fiorito (23-29 marzo)
    Dal 23 al 29 marzo 2026, Sanremo diventa scenario del Sanremo Flower Festival, che culmina domenica 29 marzo con la spettacolare parata del Corso Fiorito . Nato nel 1904 come Festa della Dea Flora, questo evento ha contribuito a fare di Sanremo la “città dei fiori” per eccellenza.

    L’edizione 2026 sarà un omaggio alla televisione italiana: undici carri allegorici, interamente decorati con fiori, sfileranno lungo il lungomare ispirandosi a programmi televisivi che hanno segnato generazioni, dal Festival di Sanremo a Rischiatutto, da Portobello a Quark .

    Ogni carro, realizzato dai vari comuni partecipanti, sarà accompagnato da bande musicali e gruppi folcloristici, in un’esplosione di colori e petali che invade tutta la città. Nei giorni precedenti, dal 26 marzo, eventi collaterali e installazioni floreali animeranno vari angoli di Sanremo, mentre sabato 28 sarà dedicato a sfilate di gruppi musicali .

    Fine Mese: La Farinata di Pegli

    Sagra della Farinata a Pegli (28-29 marzo)


    Nel weekend del 28 e 29 marzo, e poi in diverse altre date primaverili e autunnali, il borgo di Pegli (Genova) ospita la Sagra della Farinata, un evento autentico organizzato dalla Pro Loco che celebra uno dei simboli della tradizione culinaria genovese . Un’occasione perfetta per assaggiare la vera farinata, calda e fragrante, in un’atmosfera di festa popolare.

    Altri Appuntamenti da Segnare in Agenda

    Oltre ai grandi eventi, marzo 2026 offre anche altre iniziative:

    • Didacta 2026 a Firenze per i docenti liguri: il 12 marzo, l’USR Liguria organizza un seminario sull’insegnamento della letteratura italiana alla fiera Didacta di Firenze, dedicato ai docenti .
    • Eventi in preparazione: sebbene non siano ancora state confermate le date per il 2026, tradizionalmente marzo potrebbe vedere il ritorno di appuntamenti come il Carnevale di Sanremo (che spesso si sovrappone al Corso Fiorito) e altre sagre minori. Per rimanere aggiornati, vale la pena consultare periodicamente i calendari delle Pro Loco locali .

    Conclusione

    Marzo 2026 in Liguria si preannuncia un mese vibrante e ricco di opportunità. Che siate appassionati di tradizioni marinare a Velarìa, cultori dell’arte e della storia con le Giornate FAI, amanti dei fiori e della musica a Sanremo o semplicemente in cerca di una gita all’insegna del buon cibo, la regione offre un ventaglio di eventi capace di soddisfare tutti i gusti. Non vi resta che segnare le date in agenda e prepararvi a vivere il risveglio della primavera ligure!

  • Giardini Segreti e Parchi Letterari: Il Risveglio della Primavera in Liguria

    Giardini Segreti e Parchi Letterari: Il Risveglio della Primavera in Liguria

    C’è un momento magico, tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, in cui la Liguria si risveglia in un’esplosione di colori e profumi. Le colline terrazzate si tingono di giallo con le prime fioriture, l’aria si riempie di sentori mediterranei e i giardini più belli della regina aprono i loro cancelli per accogliere i visitatori in una delle stagioni più spettacolari dell’anno.

    La primavera è il momento ideale per esplorare il patrimonio botanico ligure, unico al mondo per varietà e suggestione. Ma c’è di più: molti di questi giardini non sono solo scrigni di biodiversità, ma veri e propri parchi letterari, luoghi dove la natura ha ispirato poeti e scrittori, o dove la memoria di chi li ha amati vive ancora tra vialetti e fioriture.

    Vi porto alla scoperta di tre giardini imperdibili, due nel Ponente e uno nel Levante, per un itinerario primaverile all’insegna della bellezza, della cultura e del romanticismo.

    Capolavori Botanici tra Mare e Monti

    Il clima mite della Riviera Ligure, protetta dalle Alpi Marittime e baciata dal sole per gran parte dell’anno, ha permesso la creazione di giardini botanici di fama internazionale. Già a partire dall’Ottocento, viaggiatori e aristocratici inglesi scelsero questa costa per realizzare i loro sogni verdi, importando specie esotiche da ogni angolo del pianeta e creando paesaggi da favola.

    Oggi, questi luoghi sono un patrimonio da preservare e visitare, soprattutto in primavera quando la natura dà il meglio di sé. Ecco dove andare.

    Tappa 1: Ventimiglia – I Giardini Botanici Hanbury, un Sogno Vittoriano

    Iniziamo il nostro viaggio dal Ponente, a pochi chilometri dal confine francese, per visitare quello che è forse il giardino più celebre della Liguria: i Giardini Botanici Hanbury .

    La storia di questo luogo da favola inizia nel 1867, quando Sir Thomas Hanbury, un ricco mercante inglese, e suo fratello Daniel, acquistarono un promontorio brullo e roccioso a Capo Mortola, con l’idea di creare un giardino per l’acclimatazione di piante esotiche. In pochi anni, con l’aiuto dei migliori botanici dell’epoca, trasformarono quel luogo in un paradiso terrestre di oltre 18 ettari, dove oggi vivono più di 5.800 specie vegetali provenienti da ogni continente .

    Passeggiare tra i terrazzamenti degli Hanbury a marzo è un’esperienza indimenticabile. Il giardino si risveglia con le fioriture precoci: gli agrumi profumano l’aria, le prime rose iniziano a sbocciare, e il contrasto tra il blu intenso del mare e il verde lussureggiante delle piante crea scorci da cartolina.

    Cosa vedere:

    • Il Mausoleo Moresco: Un’affascinante costruzione in stile moresco che ospita le tombe di Sir Thomas e di sua moglie Lady Katherine .
    • La Fontana del Drago: Un suggestivo bronzo giapponese che Thomas acquistò a Kyoto, immerso in un’atmosfera orientaleggiante .
    • Le vedute sul mare: Da ogni angolo del giardino lo sguardo spazia verso la Costa Azzurra, regalando emozioni uniche.

    Info pratiche:
    I Giardini Hanbury riaprono al pubblico con l’arrivo della primavera. Dal 1° marzo l’orario è 9.30 – 17.00 (uscita entro le 18.00) . Il biglietto intero costa 10 euro . All’interno è presente un’area picnic e un punto di ristoro .

    Tappa 2: Alassio – Villa della Pergola e il Suo Incantevole Glicine

    Proseguendo verso est, facciamo tappa ad Alassio per visitare uno dei giardini più romantici d’Italia: Villa della Pergola .

    Affacciata sul golone di Alassio, questa villa ottocentesca è circondata da un parco anglo-mediterraneo di rara bellezza, che segue l’andamento naturale della collina su più livelli terrazzati . Ma la vera protagonista della primavera, qui, è un’altra: la collezione di glicini.

    Villa della Pergola custodisce una delle più straordinarie raccolte di glicini al mondo, con oltre 40 varietà diverse . A partire da fine marzo e per tutto aprile, questi fiori cadenti creano uno spettacolo indescrivibile: cascate profumate di colore che vanno dal bianco al rosa, dal lilla al viola intenso, si riversano dalle pergole e dai muri della villa, creando un’atmosfera sospesa nel tempo .

    Il legame con la letteratura:
    La storia di questo giardino è legata alla famiglia Hanbury (gli stessi dei giardini di Ventimiglia), che ne fu proprietaria per gran parte del Novecento. Durante la fioritura, Ruth Hanbury era solita organizzare la “Festa del glicine” (Wisteria Party), alla quale partecipavano scrittori, giornalisti e vecchi ufficiali dell’Impero Britannico . Un’eredità culturale che rende questo giardino un luogo di incontro tra natura e intellettualità.

    Info pratiche:
    I giardini si visitano esclusivamente con visite guidate, che durano circa 80 minuti e partono nei turni delle 9.30, 11.30, 15.00 e 17.00 . Il biglietto standard costa 18 euro, ridotto 14 euro . La prenotazione è caldamente consigliata, soprattutto durante il periodo della fioritura.

    Tappa 3: Santa Margherita Ligure – Villa Durazzo e la Poesia di Sbarbaro

    Ci spostiamo ora nel Levante, nel suggestivo golfo del Tigullio, per visitare un gioiello barocco che guarda il mare: Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure .

    Costruita nel 1678 come residenza estiva per la potente famiglia genovese dei Durazzo, la villa è circondata da un parco di oltre tre ettari che è un trionfo di bellezza e storia . Il giardino, progettato in stile rinascimentale, si sviluppa su terrazze panoramiche con vialetti ombreggiati, statue classiche e una ricca collezione di piante esotiche, tra cui spicca una maestosa Ginkgo biloba .

    Il parco letterario:
    Villa Durazzo non è solo un luogo di straordinaria bellezza botanica, ma anche un autentico parco letterario. Qui visse e lavorò per anni il poeta Camillo Sbarbaro, una delle voci più profonde del Novecento italiano. Appassionato di botanica, Sbarbaro amava passeggiare in questi giardini e la natura ligure è una presenza costante nella sua opera poetica. All’interno della villa è allestito il Museo Scampoli Multimediali a lui dedicato, che custodisce la sua memoria e le sue carte .

    Eventi primaverili:
    A marzo, Villa Durazzo ospita anche eventi speciali. Ogni anno, nel periodo pasquale, torna “L’Erba Persa“, una mostra mercato di piante, fiori e arredi a tema floreale che anima il parco con espositori, laboratori e incontri culturali. Un’occasione perfetta per visitare il giardino in un’atmosfera ancora più viva e festosa .

    Info pratiche:
    Il biglietto d’ingresso a Villa Durazzo costa 5,50 euro . Il parco è visitabile negli orari di apertura della villa, ma è sempre bene verificare sul sito ufficiale del Comune di Santa Margherita Ligure eventuali variazioni o eventi speciali.

    Un’Ultima Scoperta: Il Giardino Letterario Delfino a Ceriale

    Se il vostro amore per la letteratura e la botanica è davvero incontenibile, vale la pena fare un’ulteriore deviazione. A Ceriale, nella piana di Albenga, esiste un luogo unico nel suo genere: il Giardino Letterario Delfino .

    Nato dalla passione di Gerry Delfino, un libraio antiquario, questo giardino è un vero e proprio “poema vivente”. L’idea è geniale e poetica: ogni pianta qui è associata a un autore o a un’opera letteraria che l’ha celebrata. Così, passeggiando tra i vialetti di ghiaia, si incontrano “il limone per Montale, il rododendro per Goethe, le mimose per Biamonti, il basilico e i pini d’Aleppo per Orengo” .

    Oltre 500 varietà di alberi e piante mediterranee compongono una collezione straordinaria, che dialoga con migliaia di volumi antichi e preziosi custoditi nelle sale adiacenti. Un luogo magico, dove la cultura e la natura si fondono in un abbraccio perfetto.

    In conclusione

    Marzo in Liguria è il mese del risveglio. E quale modo migliore di celebrarlo se non immergendosi nella bellezza rigogliosa dei suoi giardini storici? Che siate appassionati di botanica, amanti della poesia o semplicemente in cerca di una gita fuori porta all’insegna della pace e della bellezza, questi luoghi sapranno regalarvi emozioni indimenticabili. Il consiglio è di organizzare la visita con calma, magari abbinando ogni giardino alla scoperta del borgo o della cittadina che lo ospita, per un weekend perfetto all’insegna della primavera ligure.

  • Tempo di Mimosa: Storia e Luoghi della Fioritura più Amata della Liguria

    Tempo di Mimosa: Storia e Luoghi della Fioritura più Amata della Liguria

    C’è un momento, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, in cui la Liguria si veste a festa. Non servono luminarie o eventi organizzati: è la natura a fare spettacolo, tingendo colline e terrazzamenti di un giallo talmente intenso da sembrare dipinto. È il tempo della mimosa, il fiore profumato e piumoso che da quasi due secoli è diventato un simbolo indiscusso di questa regione e, dal 1946, della Festa della Donna in tutta Italia.

    Ma quanto conosciamo davvero questo fiore? La sua storia è un viaggio affascinante che dall’altra parte del mondo è approdato sulla Riviera Ligure, trovando qui la sua “casa ideale”. Se volete vivere un’esperienza autentica e vedere il paesaggio tingersi di giallo, ecco tutto quello che c’è da sapere sulla mimosa e sui luoghi migliori per ammirarla.

    Un’Arrivata dall’Oltremare: Le Origini Tasmaniane

    Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la mimosa non è una pianta autoctona della macchia mediterranea. Il suo viaggio è molto più lungo. La regina indiscussa della nostra primavera, il cui nome scientifico è Acacia dealbata, è originaria della lontana Tasmania, l’isola a sud dell’Australia .

    Fu introdotta in Europa come pianta ornamentale intorno al XIX secolo . I primi esemplari arrivarono nei giardini della nobiltà e nei primi orti botanici, e fu subito chiaro che questa pianta esotica aveva trovato un alleato inaspettato. Il clima mite della costa ligure, con inverni non troppo rigidi e la tipica esposizione al sole, riproduceva perfettamente le condizioni ideali per la sua crescita. Così, da pianta ornamentale, la mimosa si è presto diffusa, diventando parte integrante del paesaggio e, successivamente, una delle colonne portanti dell’economia floricola regionale .

    Perché Proprio la Mimosa per l’8 Marzo? Una Scelta Rivoluzionaria

    Il legame tra la mimosa e la Festa della Donna è forte, ma forse non tutti sanno che si tratta di una scelta politica e sociale molto precisa. Siamo nel 1946, l’Italia è appena uscita dalla guerra e dalla dittatura. Le donne italiane si riorganizzano e, per la prima volta dopo la caduta del fascismo, vogliono celebrare la Giornata Internazionale della Donna.

    L’idea geniale venne a Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei, esponenti dell’UDI (Unione Donne Italiane) . Cercavano un fiore che potesse simboleggiare la ricorrenza, ma con caratteristiche ben precise. Le tradizionali violette o le camelie, regalate in altri paesi, erano troppo costose e poco accessibili per una festa che voleva essere delle lavoratrici e del popolo.

    La scelta cadde proprio sulla mimosa. Perché?

    • Economica e Diffusa: Era un fiore che cresceva abbondante in Italia, specialmente in Liguria, e quindi facilmente reperibile e dal basso costo .
    • Fioritura Perfetta: Il suo periodo di massimo splendore coincide perfettamente con i primi giorni di marzo .
    • Simbolismo Potente: Al di là della praticità, la mimosa incarna valori profondi. La sua apparente fragilità cela una grande robustezza, proprio come la forza delle donne. Inoltre, il suo colore giallo, carico di luce ed energia, è simbolo di rinascita e vitalità, perfetto per un paese e un popolo che guardavano al futuro con speranza .

    La Liguria, Regno della Mimosa: Numeri e Tradizione

    Oggi, quel legame è più forte che mai. La Liguria è la patria italiana della mimosa. Si stima che nella nostra regione si concentri oltre il 90% della produzione nazionale di questo fiore . Solo nella provincia di Imperia operano circa 1.500 aziende agricole che, con un lavoro certosino e spesso ecocompatibile, coltivano la mimosa sui caratteristici terrazzamenti a strapiombo sul mare, ereditati dalla coltivazione dell’olivo .

    In totale, sono oltre 200 gli ettari dedicati a questa coltivazione, un vero e proprio patrimonio paesaggistico e produttivo .

    I Luoghi dello Spettacolo: Dove Vedere la Fioritura

    Se volete immergervi in questo mare giallo, ecco le mete imperdibili, divise per zona.

    Nel Ponente Ligure (Provincia di Imperia) – Il Cuore Pulsante

    È qui che si concentra la maggior parte della produzione. I pendii tra Vallebona e Perinaldo, nell’immediato entroterra di Bordighera, regalano scenari mozzafiato. Salendo per le stradine che si inerpicano tra uliveti e pinete, ci si trova improvvisamente circondati da macchie di un giallo brillante, con il profumo inebriante che si spande nell’aria e la vista che spazia fino al mare .

    In questi luoghi, la coltivazione della mimosa è un’arte che si tramanda. Come racconta Graziano Guglielmi, coltivatore di Vallebona con trent’anni di esperienza, raccogliere la mimosa è un rito quasi ascetico: si stendono i teli, si sale sugli alberi per raggiungere i rami più alti, si selezionano i fiori un po’ acerbi per poi farli maturare al momento giusto in apposite celle calde . È una tradizione che profuma di terra e di storia.

    Un Angolo da Sogno: Capo Mimosa

    Spostandosi leggermente verso est, al confine tra le province di Imperia e Savona, nel comune di Cervo, esiste un luogo il cui nome è già tutto un programma: Capo Mimosa . Si tratta di una località che comprende il piccolo centro di Rollo. Qui, a fine inverno, lo spettacolo è doppiamente suggestivo. La macchia gialla delle mimose incornicia una baia dalle acque cristalline, creando un contrasto di colori indimenticabile tra il giallo dei fiori, il verde della macchia e l’azzurro del mare . Un luogo che merita una deviazione.

    Nel Levante (Provincia di Genova)

    Anche se la produzione è più concentrata a ponente, la passione per la mimosa si vive con la stessa intensità nel genovese. A Pieve Ligure, sul Golfo Paradiso, la mimosa viene festeggiata con una tradizionale sagra popolare . Un’occasione perfetta per unire una passeggiata tra i sentieri fioriti a una tappa di gusto.

    La Mimosa in Tavola: Un’Inaspettata Protagonista

    La bellezza e il profumo della mimosa non ispirano solo paesaggi e mazzi di fiori, ma anche la creatività in cucina e in profumeria.

    • La Torta Mimosa: Il suo nome è un omaggio diretto al fiore. Fu inventata dal pasticciere italiano Adelmo Renzi e debuttò ufficialmente a Sanremo nel 1962, vincendo un concorso dolciario. La sua forma, con i pezzetti di pan di Spagna che ricordano i soffici fiori gialli, la rende il dolce perfetto per le feste primaverili .
    • In Cucina e nei Cocktail: La creatività degli chef liguri non si ferma al dolce. Sempre più spesso, l’essenza o i fiori di mimosa vengono utilizzati per creare antipasti a base di pesce, cocktail analcolici e alcolici, e altre specialità che esaltano la nota floreale .
    • Profumi e Essenze: L’inconfondibile profumo della mimosa, dolce e avvolgente, è molto apprezzato in profumeria per creare fragranze uniche che catturano l’essenza stessa della primavera ligure .

    Come Far Durare più a Lungo la Vostra Mimosa

    Se ricevete o acquistate un mazzo di mimosa, ecco alcuni piccoli segreti per godervi la sua bellezza e il suo profumo il più a lungo possibile :

    1. Liberatela Subito: Toglietela immediatamente dall’involucro di plastica, che la fa sudare e accelera l’appassimento.
    2. Taglio e Acqua: Spuntate leggermente i gambi in diagonale e immergeteli in un vaso con acqua pulita e fresca. Per mantenerla più a lungo, potete aggiungere all’acqua un paio di gocce di limone, che aiuta a inacidirla leggermente.
    3. Posizione e Spruzzi: Mettete il vaso in un luogo luminoso (ma non sotto i raggi diretti del sole) e possibilmente umido. La mimosa “beve” e traspira molto: per contrastare la perdita d’acqua, vaporizzate delicatamente i fiori con uno spruzzino più volte al giorno.

    In conclusione

    Marzo in Liguria è il mese della rinascita, e la mimosa ne è la testimonial perfetta. Un fiore che arriva da lontano, che ha fatto della nostra regione la sua patria d’adozione e che oggi è simbolo di forza, bellezza e tradizione. Che siate appassionati di fotografia, amanti della natura o semplicemente curiosi, una gita in Riviera in questo periodo vi regalerà emozioni e colori che difficilmente dimenticherete.

    E voi, avete mai visto i pendii fioriti di Vallebona?