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  • Elicriso: il “profumo di Liguria” che a giugno si raccoglie (o si compra)

    Elicriso: il “profumo di Liguria” che a giugno si raccoglie (o si compra)

    C’è un odore che, per chi conosce bene la Liguria, vale più di mille cartoline. Non è il basilico (anche se quello è sacro), non è il sale marino, non è la focaccia appena sfornata. È un profumo caldo, intenso, quasi speziato, che ha note di curry, liquirizia, miele e tabacco mescolati insieme. È l’odore dell’elicriso.

    Se state passeggiando lungo un sentiero costiero tra maggio e luglio, e improvvisamente sentite nell’aria un aroma che non sapete descrivere ma che vi riporta immediatamente alla macchia mediterranea, ai muri a secco e al sole che picchia sulla pietra… quello è l’elicriso.

    In questo articolo vi racconto tutto sulla pianta che i liguri chiamano “semprevivo” o “perpetuino”, su come riconoscerla, quando raccoglierla (o dove comprarla), e perché il suo olio essenziale è considerato un tesoro dall’aromaterapia.


    Helios e Chrysos: il “sole d’oro” della macchia mediterranea

    Il nome scientifico è Helichrysum italicum, e già qui c’è una poesia: helios significa “sole” in greco, chrysos significa “oro”. I fiori dell’elicriso sono infatti dei piccoli bottoni giallo-dorato che sembrano catturare la luce del sole e tenerla prigioniera.

    La pianta è un piccolo arbusto perenne, alto circa 40 centimetri, con foglie strette e argentate ricoperte da una peluria grigia che la fa sembrare sempre un po’ impolverata. Cresce spontanea nei luoghi più impensabili: muri a secco, scogliere a picco sul mare, terreni aridi e pietrosi dove poche altre piante riuscirebbero a sopravvivere. Ed è proprio questa capacità di resistere alla siccità e al sole cocente che le è valso i nomi di “semprevivo” e “perpetuino”.

    La leggenda (ma è più una verità botanica) dice che i suoi fiori, una volta essiccati, mantengono il colore e la forma per anni senza appassire. Ecco perché nella cultura popolare l’elicriso è sempre stato associato all’idea di eternità, di buona sorte e di prosperità.

    E il profumo? È unico. Caldo e speziato, con quelle note che ricordano il curry, il miele e il fieno appena tagliato. Una volta imparato a riconoscerlo, lo ritroverete ovunque, e ogni volta vi sembrerà di essere tornati in Liguria.


    Quando e come si raccoglie (il momento giusto è adesso)

    Se volete cimentarvi nella raccolta, sappiate che giugno è il mese perfetto. Il periodo ideale va da giugno ad agosto, quando i capolini fioriti sono nel loro massimo splendore ma non ancora completamente maturi.

    Le regole d’oro per una raccolta sostenibile:

    1. Raccogliete solo le sommità fiorite, non strappate tutta la pianta. L’elicriso è resistente, ma se viene spennato senza criterio fatica a rigenerarsi.
    2. Meglio la mattina presto, quando la rugiada è ancora presente e la pianta è fresca.
    3. Non raccogliete mai piante in aree protette (parchi naturali, riserve) senza autorizzazione. L’elicriso è spontaneo ma va rispettato.
    4. Portate un cesto di vimini o una busta di carta, niente sacchetti di plastica (i fiori appassirebbero subito).

    Se invece preferite non sporcarvi le mani, o volete portare a casa un pezzo di Liguria senza infrangere alcuna legge, potete comprare prodotti a base di elicriso in erboristerie, mercatini locali e negozi di prodotti tipici. Cercateli soprattutto nei borghi dell’entroterra (Apricale, Dolceacqua, Badalucco, ma anche nelle erboristerie di Sanremo e Imperia).


    La “magia” dell’elicriso: perché i liguri lo amano da secoli

    L’elicriso non è solo una pianta profumata. È una piccola farmacia portatile che i contadini liguri conoscono da generazioni.

    Per la pelle (il suo uso maestro)

    Se c’è un campo in cui l’elicriso eccelle, è la cura della pelle. L’olio essenziale che si ricava dai suoi fiori è famoso per essere un potente cicatrizzante naturale, antinfiammatorio e rigenerante.

    Un vecchio medico della Garfagnana, il dottor Santini, osservò negli anni ’30 che gli agricoltori curavano le affezioni bronchiali del bestiame con infusi di elicriso. Ma la scoperta più importante fu un’altra: la pianta aveva un’azione potentissima anche sulle dermopatie, in particolare sulla psoriasi e sulle forme eczematose.

    Oggi l’olio essenziale di elicriso è molto ricercato in cosmetica per:

    • Ridurre l’aspetto di cicatrici e macchie cutanee
    • Lenire pelli irritate (ustioni, scottature, dermatiti)
    • Contrastare i segni dell’invecchiamento (rughe, perdita di tonicità)

    “L’elicriso è una vera panacea per la pelle, uno dei più potenti oli essenziali in commercio per la rigenerazione cutanea” – recita la descrizione di molti prodotti erboristici.

    Per la salute (quello che non tutti sanno)

    Ma non è solo pelle. Nella tradizione popolare l’elicriso veniva usato anche per:

    • Problemi respiratori: tosse, raffreddore, bronchiti (proprietà balsamiche)
    • Salute del fegato e digestione: considerato un depurativo naturale, utile per indigestioni occasionali
    • Dolori muscolari e articolari: contusioni, distorsioni, ematomi

    Insomma, una pianta completa. E pensare che cresce quasi gratis sui muri a secco della Riviera.


    Come si fa l’olio essenziale (e perché è così prezioso)

    L’olio essenziale di elicriso si ottiene per distillazione a vapore delle sommità fiorite. Il procedimento è quello classico: il vapore passa attraverso la pianta, rompe le cellule vegetali, libera gli oli essenziali, poi viene raffreddato e condensato. Alla fine, l’olio si separa dall’acqua.

    Perché costa così caro? Perché la resa è bassissima. Servono tantissimi fiori per ottenere pochi millilitri di olio essenziale puro. Ma la buona notizia è che, proprio per la sua potenza, bastano poche gocce per avere effetti significativi.

    Se volete provare a farlo in casa (versione “fai da te” più semplice, ma non è vero e proprio olio essenziale), potete preparare un oleolito:

    1. Raccogliete le sommità fiorite e lasciatele appassire per un giorno.
    2. Mettetele in un barattolo di vetro e copritele con olio vegetale (olio d’oliva, mandorle o jojoba).
    3. Lasciate in infusione al sole per circa un mese, agitando ogni tanto.
    4. Filtrate e conservate in un contenitore di vetro scuro.

    Non sarà concentrato come l’olio essenziale distillato, ma avrete un olio profumato e lenitivo, perfetto per massaggi o per la pelle secca.


    L’elicriso in cucina? Sì, esiste (e sorprende)

    Pochi lo sanno, ma l’elicriso si usa anche in gastronomia. Le sue note aromatiche, che ricordano il curry, lo rendono interessante per aromatizzare piatti di pesce, salse e formaggi freschi.

    In alcuni ristoranti liguri più creativi, l’elicriso viene usato per:

    • Insaporire l’olio d’oliva (bastano pochi fiori secchi in infusione)
    • Aromatizzare il sale marino (si macina con i fiori essiccati)
    • Profumare il miele (un miele all’elicriso è una delizia)
    • Condire il pesce alla griglia (un rametto di elicriso sulla brace sprigiona un aroma incredibile)

    Se volete sperimentare, prendete un rametto fresco, mettetelo su una piastra calda insieme a un filetto di branzino o orata, e sentirete che profumo.


    Dove comprare i prodotti all’elicriso in Liguria

    Se passate in Liguria a giugno, non lasciatevi sfuggire l’occasione di portare a casa un pezzo di questo profumo. Ecco dove cercare:

    ProdottoDove trovarloPrezzo indicativo
    Olio essenziale puroErboristerie, negozi bio€15-30 per 5 ml
    Oleolito (olio massaggio)Mercatini locali, spacci agricoli€10-20 per 50 ml
    Miele all’elicrisoApicoltori della zona (es. Val Nervia, Val Roja)€8-15 al vasetto
    Sale aromaticoProdotti tipici, sagre€5-10
    Mazzetti di fiori secchiMercati rionali, bancarelle artigiane€3-8

    Località consigliate per l’acquisto: Apricale, Dolceacqua, Badalucco (entroterra imperiese), ma anche le erboristerie del centro di Sanremo o Imperia. E non dimenticate i mercati rionali del sabato mattina, dove qualche anziano contadino vende ancora i suoi mazzetti di elicriso essiccato.


    Un consiglio da chi lo usa: come si applica

    Se comprate l’olio essenziale, ricordate che è molto concentrato.

    • Sulla pelle: diluitelo sempre con un olio vettore (cocco, mandorle, jojoba). Una goccia di elicriso per 5-10 gocce di olio vettore è un buon rapporto.
    • Non usatelo puro: potrebbe irritare la pelle (specialmente se sensibile).
    • Evitatelo in gravidanza e allattamento: non ci sono studi sufficienti, meglio precauzione.
    • Diffusione ambientale: 3-4 gocce nel diffusore per profumare la casa con quel caldo aroma mediterraneo.

    In conclusione: l’elicriso, un souvenir che profuma di Liguria

    Quando pensiamo ai souvenir liguri, pensiamo subito al pesto, alla focaccia, al vino bianco. Ma l’elicriso è un souvenir più sottile, più intimo. Non si mangia (anche se si potrebbe), si annusa. E il suo profumo ha il potere di riportarvi immediatamente su un sentiero che profuma di mare, con il sole che picchia e il vento che porta con sé mille anni di storia contadina.

    Se siete in Liguria a giugno, cercatelo. Lungo i sentieri, nei mercati, nelle erboristerie. Raccoglietelo (con rispetto), compratelo, regalatelo. E ogni volta che sentirete quell’odore caldo e speziato, sorriderete. Perché avrete con voi un pezzetto di sole ligure.

    Che profuma di curry, di miele, di mare. E di eternità.


    📌 Riassunto per chi va di fretta:

    CosaDettaglio
    Periodo raccoltaGiugno-agosto (giugno è il mese migliore)
    Parte usataSommità fiorite (i bottoni gialli)
    ProfumoCaldo, speziato, note di curry, miele, liquirizia
    Proprietà principaliCicatrizzante, antinfiammatorio, rigenerante cutaneo
    Dove comprareErboristerie, mercatini locali (Apricale, Dolceacqua, Imperia)
    PrecauzioniOlio essenziale sempre diluito; evitare in gravidanza
  • Maggio Mariano nei Santuari della Liguria: un mese di fede, arte e panorami da cartolina

    Maggio Mariano nei Santuari della Liguria: un mese di fede, arte e panorami da cartolina

    Maggio è da sempre il mese dedicato alla Vergine Maria. In Liguria, terra di mare e di monti, questa tradizione si intreccia con una devozione antica e diffusa, che ha portato alla nascita di santuari spesso arroccati su promontori a picco sul mare o nascosti tra i boschi dell’entroterra.

    Percorrere la Via dei Santuari in questo periodo significa vivere un’esperienza che unisce spiritualità, storia, arte e natura. Non serve essere pellegrini per lasciarsi incantare da questi luoghi: basta essere viaggiatori curiosi.


    La tradizione del Maggio Mariano

    Perché maggio è il mese di Maria? La tradizione affonda le radici nel Medioevo, quando si cominciò a dedicare alla Vergine questo mese simbolo di rinascita e fioritura. Le “fioriture” di Maria – quelle spirituali, s’intende – venivano celebrate con preghiere, processioni e canti.

    In Liguria, questa devozione si è manifestata nei secoli con la costruzione di santuari in luoghi spesso suggestivi e “difficili”, quasi a voler affidare alla Madonna la protezione di un territorio impervio e generoso allo stesso tempo.


    I Santuari Mariani più suggestivi della Liguria

    Ecco una selezione dei santuari che dovresti assolutamente visitare, soprattutto a maggio.

    1. Santuario di Nostra Signora di Montallegro – Rapallo (GE)

    Arroccato sul Monte Allegro a 612 metri di altezza, domina il Golfo del Tigullio. La leggenda narra che la Madonna apparve qui il 2 luglio 1557 a un contadino, Giovanni Chichizola, consegnandogli una tavola raffigurante la Vergine con il Bambino. Oggi il santuario è meta di pellegrinaggi e si raggiunge comodamente con la funicolare da Rapallo (una delle più antiche d’Italia, del 1934).

    🗓️ Maggio è perfetto per: godere della fioritura primaverile lungo il sentiero che dalla città sale al santuario (circa 2 ore di cammino) e ammirare un panorama mozzafiato.

    2. Santuario di Nostra Signora della Guardia – Ceranesi (GE)

    Conosciuto affettuosamente come “la Guardia”, domina Genova dall’alto del Monte Figogna (804 m). È uno dei santuari più amati dai genovesi, raggiungibile in auto o con un suggestivo percorso a piedi. La statua della “Madonna della Guardia” è meta di continue visite e pellegrinaggi, specialmente nel fine settimana.

    🗓️ Maggio è perfetto per: partecipare alle messe e alle recite del Rosario che caratterizzano il mese mariano. E, naturalmente, per il panorama sulla città e sul mare.

    3. Santuario di Nostra Signora di Montenero – Riomaggiore (SP)

    Affacciato sul mare delle Cinque Terre, questo santuario è uno dei più suggestivi e meno battuti dal turismo di massa. Si raggiunge con una camminata di circa 45 minuti da Riomaggiore, salendo tra terrazzamenti e muri a secco (Patrimonio UNESCO). La vista sul borgo e sul mare è semplicemente indimenticabile.

    🗓️ Maggio è perfetto per: evitare la calura estiva e la folla, godendo di un’escursione rigenerante tra natura e fede.

    4. Santuario di Nostra Signora delle Grazie – Sanremo (IM)

    Nel cuore del centro storico di Sanremo (la Pigna), questo santuario francescano è un gioiello di arte e spiritualità. Custodisce affreschi e opere d’arte di pregio, ed è un luogo di pace nel caos della città dei fiori.

    🗓️ Maggio è perfetto per: una visita culturale e spirituale prima di perdersi tra i vicoli del centro antico.

    5. Santuario di Nostra Signora del Boschetto – Camogli (GE)

    Nasce come convento dei Frati Minori nel XV secolo sulle pendici del Monte di Portofino. Oggi è un luogo di grande pace, circondato dal verde del Parco di Portofino. La chiesa custodisce un affresco raffigurante la Madonna col Bambino, oggetto di grande devozione.

    🗓️ Maggio è perfetto per: abbinare una visita al santuario a un’escursione nel Parco di Portofino, magari partecipando a una delle iniziative del Maggio dei Parchi .


    Il programma 2026 del Maggio Mariano: dove trovarlo

    Non esistono dei programmi dettagliati per il Maggio Mariano 2026 sui canali ufficiali.

    📌 Come restare aggiornati:

    • Visita i siti web delle singole diocesi (Genova, Chiavari, La Spezia-Sarzana-Brugnato, Albenga-Imperia, Ventimiglia-Sanremo) dove troverai i calendari delle messe e delle celebrazioni.
    • Consulta le pagine Facebook dei santuari che ti interessano: spesso pubblicano gli orari delle funzioni religiose (Rosario, messe, processioni) dedicate a maggio.
    • Contatta direttamente la Pro Loco o l’ufficio turistico del comune dove si trova il santuario.

    Consigli utili per la visita a maggio

    • Abbigliamento “a cipolla”: maggio è un mese variabile, e molti santuari sono in collina o in montagna. Porta con te una giacca leggera e scarpe comode (alcuni si raggiungono solo a piedi).
    • Pranzo al sacco o agriturismo: molti santuari non hanno servizi di ristorazione. Approfitta della gita per organizzare un picnic panoramico o per fermarti in un agriturismo dell’entroterra.
    • Rispetta il luogo di culto: sei in un santuario attivo. Vestiti in modo consono (spalle coperte, niente shorts troppo corti) e mantieni un comportamento rispettoso, specialmente durante le funzioni.

    Perché visitare i Santuari Mariani a maggio

    Maggio è il mese in cui la devozione popolare si fa più intensa e visibile, con processioni, rosari pubblici e celebrazioni speciali che non troveresti in altri periodi. Ma anche se non sei credente, visitare un santuario in questo mese significa immergersi in un’atmosfera unica, fatta di canti, di fiori e di una comunità raccolta in preghiera.

    E poi, diciamocelo: la Liguria a maggio è semplicemente perfetta. Non fa ancora caldo, la natura è esplosa, i panorami sono limpidi e i sentieri sono meno affollati che in estate .

    Unire la visita a un santuario a un’escursione, a un pranzo tipico e a una sosta in un borgo vicino è l’idea perfetta per un weekend fuori porta, lento e rigenerante.

    Porta con te una candela (se vuoi accenderla), una macchina fotografica (per il panorama di certo!) e tanta voglia di stupirti.


    Hai già visitato qualche santuario ligure? E qual è il tuo preferito? 

  • Camogli, la Sagra del Pesce 2026: tra fede, tradizione e un record di frittura

    Camogli, la Sagra del Pesce 2026: tra fede, tradizione e un record di frittura

    C’è un giorno a maggio in cui Camogli non è solo il suggestivo borgo dei «mille bianchi velieri», ma diventa la capitale indiscussa della frittura di pesce. Stiamo parlando della 74ª Sagra del Pesce, in programma domenica 10 maggio 2026, un evento che da oltre settant’anni celebra il legame indissolubile tra questa comunità e il mare .

    Ma sarebbe riduttivo definirla solo una sagra. Chi arriva a Camogli in questo fine settimana si imbatte in qualcosa di molto più antico e profondo: una festa che unisce la devozione religiosa a San Fortunato, patrono dei pescatori, l’artigianato popolare dei falò sulla spiaggia e uno spettacolo culinario da guinness, il tutto incorniciato dall’inconfondibile sagoma del Padellone .

    Se state pensando di organizzare una visita, ecco tutto quello che c’è da sapere per non perdervi nemmeno una briciola.


    La storia: dal miracolo del 1952 al record mondiale

    Per capire l’anima di questa festa bisogna tornare indietro nel tempo, al lontano 1952. La leggenda narra che quella domenica di maggio, in occasione della festa del patrono San Fortunato, un gruppo di pescatori camogliesi volle fare un gesto di grande generosità verso i tanti turisti arrivati in paese. Il motto era semplice e accattivante: «San Fortunato, pesce regalato» .

    La prima frittura venne improvvisata in delle rudimentali cucine di mattoni in Piazza Colombo, proprio davanti al porticciolo . L’idea piacque talmente tanto che l’anno successivo si decise di ripetere l’impresa, dando vita a una tradizione che, nel 2026, spegne 74 candeline.

    Il vero simbolo della sagra, però, è arrivato più tardi. Nel 1954 fece la sua comparsa il primo padellone, ma quello che vediamo oggi è un’autentica regina della ristorazione: un gigante di acciaio inossidabile del diametro di quasi 4 metri, capace di contenere 3.000 litri d’olio e dal peso di 26 quintali . Ci vogliono una quindicina di volontari esperti (gli “infarinatori”, i “friggitori” e i “manovratori”) per domare questa bestia di metallo e friggere alla perfezione i famosi 4 quintali di pesce azzurro (dal 2026 offerto dalla Pescheria Martini & Co.) .


    Il programma 2026: un weekend di eventi (8-10 Maggio)

    La Sagra non è solo domenica. Il borgo si accende letteralmente dal venerdì sera, grazie all’organizzazione della Pro Loco di Camogli e del Comune .

    Venerdì 8 Maggio – L’antipasto della festa

    La giornata serve per scaldare i motori. Alle 19:30 in Largo Ido Battistone apre “La Sagra in Tavola”, uno stand gastronomico con le specialità della cucina ligure, dove potrete gustare piatti tipici in attesa della frittura . La serata prosegue con la musica degli Alpini in Piazza Colombo e, a mezzanotte, con l’alzabandiera dei quartieri storici .

    Sabato 9 Maggio – La Festa di San Fortunato

    Questa è la serata più magica e sentita dalla comunità. Dalle 20:30la tradizionale processione religiosa si snoda per le vie del centro. Le tre Confraternite di Camogli (Ruta, San Prospero e Addolorata) sfilano portando i loro preziosi Crocifissi artistici, seguiti dall’Arca di San Fortunato .

    Il momento più spettacolare è la “rincorsa”: quando i portatori salgono di corsa gli scalini della Basilica di Santa Maria Assunta, quasi a voler portare il Santo in cielo tra l’applauso della folla .
    Subito dopo, il cielo di Camogli si illumina con i fuochi d’artificio (ore 23:15) e, sulla spiaggia, prendono vita i giganteschi falò dei quartieri (Porto, Pinetto e Risseu), vere e proprie sculture di legno preparate per settimane dai giovani del paese .

    Domenica 10 Maggio – Il Giorno della Sagra

    È il gran giorno. Il programma entra nel vivo:

    • 08:00: Apre il Mercatino di San Fortunato in via della Repubblica.
    • 09:45: Benedizione solenne del Padellone e del pesce in Piazza Colombo.
    • 10:00: INIZIA LA FRITTURA! E la successiva distribuzione (è richiesto un piccolo contributo di beneficenza per le porzioni) .
    • Novità 2026 – Gluten Free: Attenzione ai celiaci! Contemporaneamente, in Piazza Gaggini a Ruta, sarà attiva una postazione di frittura dedicata, con pesce senza glutine .
    • 12:00: Riapre lo stand gastronomico “La Sagra in Tavola” per il pranzo.

    Informazioni Utili: Come arrivare (e come tornare a casa)

    Viste le decine di migliaia di visitatori attesi (si stimano oltre 20.000 presenze), muoversi in auto nel centro di Camogli è fortemente sconsigliato. Ecco i servizi straordinari pensati dalla Regione Liguria :

    🚆 Treno notturno speciale (Imperdibile!)

    Per permettere a tutti di godersi i falò e i fuochi di sabato sera senza lo stress dell’auto, è stato predisposto un treno straordinario nella notte tra il 10 e l’11 maggio:

    • Partenza da Recco: ore 00:57
    • Fermata a Camogli: ore 01:00
    • Arrivo alla Spezia: ore 02:30 

    Inoltre, i due treni speciali per l’Adunata degli Alpini di Genova fermeranno anche a Camogli (intorno all’1:09 e all’1:35) .

    ⛴️ Il battello per San Fruttuoso

    La sagra è un’ottima scusa per visitare anche il resto del Golfo Paradiso. Domenica 10 maggio, la Golfo Paradiso servizi marittimi effettuerà corse aggiuntive. Potrete prendere un battello da Camogli e raggiungere la bellissima Abbazia di San Fruttuoso (corsa ogni ora circa) o fare un giro fino a Portofino o Genova .

    La domenica a Camogli è una delle esperienze più autentiche che la Liguria possa offrire in primavera. Non è solo una scorpacciata di pesce fritto, ma un tuffo in una tradizione che resiste da 74 anni, fatta di fede, fatica (quella dei volontari) e folklore. Preparate le scarpe comode e portate con voi la pazienza per la folla: ne varrà la pena.


    Info utili: Per aggiornamenti last minute, puoi contattare la Pro Loco Camogli al numero 0185 771066 o visitare il sito ufficiale www.welcomecamogli.it .

  • Maggio dei Parchi 2026: un mese alla scoperta dell’altra Liguria, tra natura, borghi e sostenibilità

    Maggio dei Parchi 2026: un mese alla scoperta dell’altra Liguria, tra natura, borghi e sostenibilità

    Quando si pensa alla Liguria, lo sguardo corre subito al mare: le Cinque Terre, Portofino, le spiagge di Camogli. Eppure, esiste un’altra Liguria, forse meno nota ma altrettanto affascinante, fatta di montagne che si tuffano nel Mediterraneo, di foreste secolari, di borghi sospesi nel tempo e di sentieri che raccontano storie millenarie. Questa Liguria “verde” la si può scoprire – o riscoprire – nel mese di maggio, grazie a un appuntamento ormai imperdibile: il Maggio dei Parchi 2026 .

    Per 35 giorni, dal 1° maggio al 4 giugno, i parchi, le riserve naturali e le aree protette della regione aprono le loro porte con un calendario fitto di eventi, escursioni e attività pensate per tutti: famiglie, appassionati di trekking, curiosi e amanti della fotografia . Non è solo una rassegna di eventi, ma un vero e proprio viaggio nell’identità più autentica e sostenibile della Liguria.


    Un tuffo nella storia: perché maggio è il mese dei Parchi

    L’iniziativa non è nata ieri. Da oltre vent’anni, il Sistema dei Parchi della Liguria organizza questo mese ricco di appuntamenti per avvicinare cittadini e turisti alla natura . La data clou è simbolicamente il 24 maggio, quando si celebra la Giornata Europea dei Parchi (European Day of Parks) . Questa ricorrenza, istituita nel 1999, commemora l’istituzione del primo parco nazionale europeo, quello svedese di Sarek, avvenuta proprio il 24 maggio 1909 .

    L’edizione 2026 abbraccia il tema scelto da Europarc Federation: “Uniti dalla natura” (Connected by Nature) . Un titolo che non è solo uno slogan, ma racconta una visione precisa: oggi, gli ecosistemi non possono sopravvivere come isole separate. Hanno bisogno di “connessioni ecologiche”, di corridoi faunistici che permettano agli animali di spostarsi e di reti di collaborazione tra istituzioni, comunità e territori per affrontare insieme sfide come il cambiamento climatico .

    Come ha sottolineato Alessandro Piana, assessore regionale ai Parchi, la Liguria rappresenta un “modello virtuoso”: aree protette molto diverse tra loro – dalle Alpi Marittime al mare – ma accomunate dalla missione di proteggere la biodiversità, promuovere lo sviluppo sostenibile e mantenere vive le tradizioni locali .


    Il programma 2026: un calendario ricco dall’estremo Ponente alla Riviera di Levante

    Il bello del Maggio dei Parchi è la sua capillarità. Ovunque tu sia in Liguria, c’è un’escursione o un evento a pochi chilometri di distanza. Ecco una selezione degli appuntamenti più interessanti suddivisi per area, ma il calendario completo è consultabile sui siti dei singoli enti parco .

    🌿 Ponente Ligure: Parco delle Alpi Liguri e dintorni

    L’entroterra imperiese, tra valli profonde e cime che superano i 2000 metri, offre forse il programma più ricco e variegato. Ecco alcuni appuntamenti da non perdere :

    • Domenica 3 maggio – “Le chiese del borgo di Pigna” (Pigna): una visita guidata alla scoperta del ricco patrimonio artistico e religioso di uno dei borghi più belli della Val Nervia. Un’escursione culturale adatta a tutti .
    • Domenica 10 maggio – “Molini di Triora – Tra scorci sull’alta valle, fioriture e spiritualità” (Triora): un itinerario ad anello che regala panorami mozzafiato, prati fioriti e il fascino del celebre “paese delle streghe” .
    • Domenica 17 maggio – “La traversata del Ponte Schiarante” (Mendatica): un’escursione più impegnativa, per veri appassionati, che attraversa antichi ponti in pietra, faggete e ambienti selvaggi della Val Tanarello .
    • Domenica 24 maggio – GIORNATA EUROPEA DEI PARCHI – Tre eventi in contemporanea: visita guidata nella Valle di Rezzo (con tappa al castello di Cènova) anello del Monte Lega con esplorazione dei bunker del Vallo Alpino (un tuffo nella storia militare con vista sulle Alpi Marittime) ; escursione da Langan a Colle Melosa .

    🌊 Levante Ligure: Cinque Terre e Montemarcello

    Anche il Parco Nazionale delle Cinque Terre e il Parco di Montemarcello-Magra-Vara partecipano con un programma dedicato, che spazia dalla geologia al birdwatching .

    • Venerdì 22 maggio – “Le terre verticali dello Sciacchetrà” (Cinque Terre): un trekking che attraversa i celebri terrazzamenti eroici, tra Manarola, Corniolo e Riomaggiore, per scoprire il vino più famoso del territorio e la fatica che c’è dietro alla sua coltivazione .
    • Domenica 24 maggio – “Birdwatching nel Parco” (Montemarcello): iniziativa speciale per la Giornata Europea dei Parchi all’Oasi Lipu. Muniti di binocolo, si potranno osservare e riconoscere gli uccelli che abitano le zone umide del Magra .
    • Giovedì 4 giugno – “Orienteering” (Montemarcello): un modo divertente e coinvolgente per esplorare il parco “passo dopo passo”, adatto anche ai più giovani .

    Tre itinerari consigliati per vivere il Maggio dei Parchi

    Se hai voglia di organizzare una gita in autonomia, ecco tre percorsi simbolo di questa edizione.

    1. Il trekking sugli Appennini: dall’alta Val Nervia al Monte Terca

    • Parco: Alpi Liguri
    • Data suggerita: Sabato 16 maggio 
    • Perché farlo: Per gli escursionisti esperti. Si parte da Gouta (frazione di Rocchetta Nervina) e si sale verso il Monte Terca. Il premio finale è un panorama a 360 gradi che spazia dalle Alpi Marittime al Mar Ligure. Un’immersione totale nella natura più selvaggia.

    2. L’itinerario storico-naturalistico: i bunker del Vallo Alpino

    • Parco: Alpi Liguri
    • Data suggerita: Domenica 24 maggio 
    • Perché farlo: Per gli amanti della storia e dei panorami mozzafiato. Questo anello sul Monte Lega, sopra Pigna, combina la bellezza delle fioriture primaverili con la visita ai bunker della Linea Albertina, costruita durante la Seconda Guerra Mondiale. Un viaggio che unisce natura e memoria.

    3. Il percorso facile (per famiglie): l’Orto Botanico di Montemarcello

    • Parco: Montemarcello-Magra-Vara
    • Data suggerita: Domenica 3 maggio 
    • Perché farlo: Perfetto per chi ha bambini o cerca un’esperienza rilassante. L’orto botanico è un vero gioiello, con piante tipiche della macchia mediterranea e delle zone umide. L’escursione “Leggere la natura” insegna a osservare i dettagli del paesaggio. Se siete fortunati, dalla vicina punta del Balzo Vedetta, godrete di una delle viste più belle sul Golfo dei Poeti.

    Informazioni utili e consigli per i visitatori

    Per goderti al meglio questa esperienza, tieni a mente qualche accorgimento:

    • Prenotazione obbligatoria: Quasi tutte le escursioni guidate sono gratuite, ma richiedono la prenotazione. I posti sono limitati, soprattutto per quelle del fine settimana . Contatta tempestivamente l’Ente Parco di riferimento o le guide indicate nei programmi.
    • Abbigliamento a strati: A maggio il clima è capriccioso. Porta con te scarpe da trekking (o almeno scarpe chiuse con suola scolpita), un k-way, una felpa e una borraccia. In montagna può fare fresco anche se a valle c’è il sole.
    • Rispetta la natura: Sei in un’area protetta. Porta con te i rifiuti, non raccogliere fiori o piante e tieni i cani al guinzaglio (se consentiti).
    • Come arrivare: Molti punti di partenza sono in borghi dell’entroterra. Spesso non c’è un servizio di treno diretto. L’auto è il mezzo più comodo, ma approfitta delle navette gratuite organizzate dall’Ente Parco dove presenti (ad esempio in alta Valle Argentina) .
    • Informati sulla difficoltà: I percorsi hanno diversi gradi di difficoltà. Alcuni sono facili e adatti ai bambini (come le visite ai borghi), altri richiedono allenamento e preparazione (come la salita al Monte Monega). Leggi sempre la descrizione dettagliata.

    Maggio dei Parchi è molto più di una semplice agenda di eventi. È l’occasione perfetta per scoprire che la Liguria non è solo “cinguettio, Terrazza, profumo di salsedine” (per citare De André), ma anche il fruscio del vento tra i faggi, il silenzio dei boschi e l’ospitalità genuina dei borghi dell’entroterra .

    Visitare i parchi in questo mese significa fare turismo sostenibile prima dell’onda d’urto estiva, sostenere le economie locali e portare a casa un ricordo autentico. Lo zaino è pronto? La natura ti aspetta.


    Per saperne di più: visita il portale www.parks.it o i siti ufficiali dei singoli parchi (Parco delle Alpi Liguri, Parco dell’Aveto, Parco di Portofino, Cinque Terre, Montemarcello) per scaricare i calendari completi e prenotare la tua avventura .

  • Genova in Fiore: I 3 Parchi Storici più Belli per una Primavera d’Aristocrazia

    Genova in Fiore: I 3 Parchi Storici più Belli per una Primavera d’Aristocrazia

    Genova è una città di contrasti: il grigio dell’ardesia, il blu del mare e, inaspettatamente, il verde lussureggiante dei suoi parchi storici. Ad aprile, queste antiche tenute nobiliari si trasformano in veri e propri regni botanici, dove camelie, rose e alberi secolari incorniciano ville da fiaba.

    Se vuoi vivere una giornata tra natura e storia, ecco i tre parchi di Genova che in primavera danno il meglio di sé.


    1. I Parchi di Nervi: Un Balcone sulle Scogliere

    È il polmone verde più amato dai genovesi. Un complesso di oltre 9 ettari nato dall’unione dei giardini di tre ville storiche (Gropallo, Saluzzo Serra e Grimaldi Fassio).

    • Cosa vedere ad aprile: Non puoi perdere il Roseto comunale. Proprio in questo mese iniziano a sbocciare le prime varietà delle oltre 800 tipologie di rose presenti. È un’esplosione di profumi e colori a pochi metri dalle onde.
    • L’esperienza: Passeggia tra i vialetti, saluta gli scoiattoli (molto amichevoli!) e poi scendi sulla Passeggiata Anita Garibaldi, la spettacolare scogliera a picco sul mare che collega il porticciolo di Nervi a Capolungo.
    • Ideale per: Un pic-nic elegante o una mattinata di lettura al sole.

    2. Villa Durazzo Pallavicini (Pegli): Il Parco più Bello d’Italia

    Situato a Genova Pegli, questo non è solo un parco, ma un viaggio teatrale e filosofico ideato nell’800 dal marchese Ignazio Pallavicini.

    • Cosa vedere ad aprile: È il momento magico della fioritura delle Camelie. Il parco ospita una delle collezioni più antiche e preziose d’Italia (il “Viale delle Camelie”). Camminare sotto questi alberi in fiore è come entrare in un dipinto dell’Ottocento.
    • Il percorso: Il parco è strutturato come un’opera lirica in tre atti: attraverserai il Castello del Capitano, grotte sotterranee (visitabili in barca!) e approderai al Tempio di Diana, al centro di un lago incantato.
    • Ideale per: Chi ama il mistero, l’esoterismo e la fotografia d’autore.

    3. Villa Duchessa di Galliera (Voltri): Tra Cascate e Caprioli

    Nell’estremo ponente genovese si trova questo parco immenso che sale verso la collina, offrendo scorci che ricordano la campagna inglese, ma con vista sul porto.

    • Cosa vedere ad aprile: Il Giardino all’Italiana davanti alla villa è un gioiello di geometrie e fioriture stagionali. Ma la vera sorpresa è più in alto: il recinto dei daini e dei caprioli, dove gli animali vivono in semilibertà.
    • L’esperienza: Risali il sentiero fino al Santuario delle Grazie. Lungo la strada incontrerai cascate artificiali e “finte” rovine medievali che rendono l’atmosfera sospesa nel tempo.
    • Ideale per: Famiglie con bambini e amanti del trekking leggero.

    Consigli pratici per la visita

    • Come arrivare: Il modo migliore per raggiungere Nervi (Levante) e Pegli/Voltri (Ponente) è il treno regionale. Le stazioni sono a pochissimi passi dagli ingressi dei parchi, evitandoti l’incubo del parcheggio.
    • Orari: Ad aprile i parchi seguono l’orario estivo, restando aperti fino al tramonto (solitamente intorno alle 19:00).
    • Ingresso: Mentre i Parchi di Nervi e Villa Galliera sono ad accesso libero, Villa Durazzo Pallavicini prevede un biglietto d’ingresso (ben speso per la manutenzione di un sito UNESCO).

    Dopo la visita a Villa Pallavicini a Pegli, non dimenticare di fermarti sul lungomare per un cono di panissa fritta o una granita artigianale: è il rito di chiusura perfetto per una giornata primaverile.


  • Hanami in Liguria: La Magia della Fioritura dei Ciliegi in Valle Scrivia

    Hanami in Liguria: La Magia della Fioritura dei Ciliegi in Valle Scrivia

    Se pensate che per ammirare lo spettacolo dei ciliegi in fiore sia necessario volare fino a Kyoto o Tokyo, resterete sorpresi. Esiste un angolo di Liguria, a pochi chilometri dal mare e dal caos cittadino di Genova, dove la primavera si tinge di un rosa delicatissimo: è la Valle Scrivia.

    In particolare, il borgo di Busalla e le colline circostanti diventano, tra fine marzo e metà aprile, il palcoscenico di un rito che ricorda l’Hanami giapponese, ma con il profumo inconfondibile della nostra macchia mediterranea.


    Perché proprio la Valle Scrivia?

    La Valle Scrivia ha una lunga tradizione legata alla frutticoltura, ma il legame con il ciliegio è diventato un simbolo d’identità. Qui il clima è più fresco rispetto alla costa, permettendo ai fiori di sbocciare con una fragilità e una bellezza uniche.

    Non si tratta solo di agricoltura: camminare sotto questi alberi significa immergersi in un’atmosfera sospesa, dove il ronzio delle api e il cadere dei petali (che i giapponesi chiamano Sakura) scandiscono il tempo della rinascita.


    Dove ammirare la fioritura: I luoghi del cuore

    Per godersi lo spettacolo, non serve una mappa complicata, ma voglia di esplorare i sentieri che collegano i piccoli borghi:

    1. I sentieri intorno a Busalla: Le colline che sovrastano il centro abitato offrono filari di ciliegi che si stagliano contro il blu del cielo ligure.
    2. Verso Savignone e Casella: Percorrendo le strade secondarie, si incontrano giardini privati e piccoli poderi dove i ciliegi secolari creano vere e proprie nuvole rosa.
    3. Il “Treno di Casella”: Un modo magico per vedere la valle in fiore è salire sullo storico trenino a scartamento ridotto che parte da Genova Manin. Il viaggio lento permette di scorgere macchie di colore rosa tra il verde dei boschi, regalandoti una prospettiva unica e panoramica.

    Quando andare (Il momento perfetto)

    La fioritura dei ciliegi è un evento effimero: dura solitamente dai 7 ai 10 giorni.

    • Il periodo: In genere il picco avviene tra la fine di marzo e le prime due settimane di aprile.
    • Il consiglio: Segui le previsioni meteo e le pagine social dei comuni della Valle (come Busalla o Ronco Scrivia). Una pioggia forte o un vento di tramontana improvviso possono far cadere i petali in anticipo, trasformando i sentieri in tappeti bianchi e rosa altrettanto suggestivi.

    Cosa fare dopo la passeggiata: Gusto e Rose

    La Valle Scrivia non è solo ciliegi. Se decidi di trascorrere qui la tua giornata di primavera, non puoi mancare due appuntamenti gastronomici:

    • Lo Sciroppo di Rose: La valle è famosa per le sue rose da sciroppo (Presidio Slow Food). In molti agriturismi potrai assaggiare dolci o bevande rinfrescanti realizzate con questo nettare profumatissimo.
    • I Canestrelli di Torriglia: Se prosegui il giro verso l’Alta Val Trebbia, fermati a comprare questi biscotti di frolla a forma di margherita con il buco al centro.

    Consigli per il tuo post su Instagram

    • Luce: Vai al mattino presto o un’ora prima del tramonto (la golden hour) per esaltare le sfumature pastello dei fiori.
    • Inquadratura: Cerca un ramo basso per scattare una foto con effetto “macro”, lasciando le montagne della valle sfocate sullo sfondo.

    Il Ciliegio è il simbolo della gentilezza e della precarietà della bellezza. Prendetevi un pomeriggio per camminare in Valle Scrivia, spegnete il telefono e respirate la primavera.


  • Pasqua in Liguria: Tra Devozione Medievale e Riti di Primavera

    Pasqua in Liguria: Tra Devozione Medievale e Riti di Primavera

    Mentre le città si preparano alle scampagnate e le spiagge iniziano a popolarsi, c’è una Liguria più intima che riemerge ogni anno durante la Settimana Santa. È una Liguria fatta di luci soffuse, caruggi stretti e canti millenari.

    Visitare la nostra regione ad aprile significa immergersi in tradizioni che fondono il sacro con il profano, la fede con l’orgoglio dei borghi. Ecco le esperienze più autentiche da vivere per scoprire l’anima pasquale della Liguria.


    1. Le Processioni dei “Cristezzanti”

    L’immagine più iconica della Pasqua ligure è senza dubbio quella dei Cristi: enormi crocefissi lignei, pesantissimi e riccamente decorati con fiori d’argento e velluti, portati a spalla dai membri delle antiche Confraternite (i Casacce).

    • La danza della fede: Vedere un portatore che, con un colpo d’anca esperto, fa “ballare” il Cristo per girare l’angolo di un carruggio stretto è uno spettacolo che toglie il fiato.
    • Dove andare: La processione del Venerdì Santo a Savona (che si tiene negli anni pari) è una delle più imponenti d’Europa. Altrettanto suggestive sono quelle di Genova, dove le confraternite sfilano con i tipici cappucci e mantelli colorati.

    2. Il “Sepolcro” e i Germogli di Grano

    Un rito antichissimo, che profuma di terra e rinascita, è l’allestimento dei Sepolcri (o Altari della Reposizione) il Giovedì Santo.

    • Il tocco ligure: Nelle chiese, ai piedi dell’altare, vengono deposti dei piatti con germogli di grano o lenticchie, fatti crescere al buio. Questi filamenti bianchi e delicati sembrano capelli d’angelo e simboleggiano il passaggio dalla morte alla vita.
    • Curiosità: Questa è una tradizione che unisce la ritualità cristiana a antichissimi miti agrari legati alla primavera.

    3. I Canti di Ceriana: Un Viaggio nel Tempo

    Se cerchi qualcosa di veramente unico, devi spingerti nell’entroterra di Sanremo, nel borgo di Ceriana. Qui la Settimana Santa è una partitura musicale vivente.

    • I cori millenari: Le quattro confraternite del paese si sfidano in canti polifonici a cappella che risuonano per le vie medievali. Il suono dei corni di corteccia (trombe naturali ricavate dagli alberi) annuncia l’inizio dei riti, creando un’atmosfera quasi ipnotica e fuori dal tempo.

    4. Il Rito del “Lancio delle Uova” a Taggia

    A Pasquetta, mentre il resto d’Italia accende i barbecue, a Taggia (Imperia) si celebra una tradizione curiosa: il lancio delle uova sode.

    • La sfida: Anticamente i giovani del paese si sfidavano a chi lanciava più lontano le uova sode senza romperle, o a colpire quelle degli avversari. Oggi è un momento di festa comunitaria che chiude le celebrazioni pasquali con un sorriso.

    Perché visitare la Liguria a Pasqua?

    Al di là dei riti, Pasqua in Liguria è il momento in cui i giardini delle ville storiche riaprono i cancelli e le erbe spontanee (fondamentali per la cucina locale) sono al massimo del loro profumo. È un viaggio sensoriale che unisce il misticismo delle processioni notturne alla luce abbagliante del primo sole sulla costa.

    Se partecipate a una processione serale, cercate di posizionarvi nei punti più stretti dei vicoli: il rimbombo dei tamburi e il profumo di incenso e cera vi faranno sentire parte di una storia lunga secoli.


  • Turismo Lento in Liguria: Recuperare i Sentieri dell’Antica Repubblica di Genova

    Turismo Lento in Liguria: Recuperare i Sentieri dell’Antica Repubblica di Genova

    C’è una Liguria che non si svela al primo sguardo, quella che si nasconde oltre il frastuono delle località balneari e il viavai delle città d’arte. È una Liguria silenziosa, fatta di pietra, boschi e antiche mulattiere, che aspetta solo di essere riscoperta camminando a passo lento. Marzo, con le sue giornate che si allungano e il clima mite, è il momento perfetto per calzare gli scarponi e mettersi in viaggio su quelli che un tempo erano i sentieri dell’Antica Repubblica di Genova.

    La “Superba”, come veniva chiamata la Repubblica di Genova, non era solo una potenza marinara che dominava il Mediterraneo. Il suo potere si estendeva ben oltre la costa, penetrando nell’entroterra attraverso una fitta rete di percorsi che collegavano il mare ai borghi dell’interno, valicando Appennini e Alpi Liguri. Erano le vie dei mercanti, dei pellegrini, dei contrabbandieri e dei “saltatori”, i corrieri che trasportavano merci e notizie da una parte all’altra del territorio.

    Oggi, questi percorsi sono diventati itinerari di turismo lento, perfetti per chi vuole immergersi nella natura, scoprire borghi medievali e respirare la storia di una regione che ha molto da raccontare. Ecco i sentieri imperdibili per un viaggio nel tempo a piedi.

    Sulla Via dell’Acqua: L’Acquedotto Storico di Genova

    Iniziamo il nostro viaggio nel cuore del levante genovese, con un percorso che è un vero e proprio monumento all’ingegneria idraulica: il Sentiero dell’Acquedotto Storico di Genova . Questa antica struttura, edificata già in epoca romana e ampliata durante il medioevo fino al Seicento, ha garantito per secoli l’approvvigionamento idrico della città e del suo porto . Le sue acque provenivano dalle sorgenti dell’alta Val Bisagno e, attraverso un percorso di circa 40 chilometri, raggiungevano il centro cittadino .

    Oggi, gran parte del tracciato è percorribile a piedi e regala un’esperienza unica. La particolarità di questo sentiero è che è quasi totalmente pianeggiante, ricalcando il percorso dell’antica condotta che, per far scorrere l’acqua, doveva mantenere una pendenza minima e costante . Questo lo rende adatto anche a famiglie con bambini abituati a camminare, seppur con la necessaria attenzione in alcuni tratti privi di protezioni a valle .

    Dettagli del percorso:

    • Punto di partenza consigliato: Località La Presa o Cavassolo, in alta Val Bisagno .
    • Lunghezza: Variabile a seconda del tratto scelto; ad esempio, da Prato alla vecchia Chiesa di Molassana si percorrono circa 5 km in 1,5-2 ore .
    • Difficoltà: Facile (T), adatto a tutti.
    • Periodo ideale: Primavera, autunno e inverno in giornate soleggiate .

    Lungo il cammino, immersi in un paesaggio che alterna tratti di campagna incontaminata a scorci urbani, si incontrano vere e proprie meraviglie architettoniche. Imperdibile il ponte-canale sul Rio Torbido, che da solo vale l’intera gita . Ma i veri gioielli sono i due imponenti ponti-sifone: quello sul Rio Geirato, costruito nel 1777, lungo oltre 600 metri e sorretto da 22 arcate, e quello sul Rio Veilino, risalente al 1837 su progetto dell’architetto Barabino, che con le sue 19 arcate scavalca letteralmente il Cimitero Monumentale di Staglieno, offrendo una vista spettacolare .

    Info utili: I ponti-sifone sono aperti al pubblico solo in alcuni giorni del mese, gestiti da associazioni locali. Per verificare gli orari e non perdervi lo spettacolo, è consigliabile contattare il Circolo Sertoli (per il ponte Geirato) o l’associazione Aegua Fresca (per il ponte Veilino) .

    Sulla Cresta del Levante: La Passeggiata Anita Garibaldi a Nervi

    Spostandoci lungo la costa, nel quartiere genovese di Nervi, troviamo uno dei luoghi più romantici e suggestivi della città: la Passeggiata Anita Garibaldi, conosciuta semplicemente come la passeggiata di Nervi .

    Nata a metà Ottocento per volere del marchese Gaetano Gropallo, che trasformò un antico sentiero di pescatori e contadini in una vera e propria passeggiata a mare, si snoda per circa 2 km a picco sulle rocce, regalando viste mozzafiato sul Golfo di Genova e sul promontorio di Portofino . Il percorso collega il pittoresco porticciolo di Nervi con l’antico scalo di Capolungo.

    Camminare qui è un’esperienza che unisce natura e storia. Lungo il tragitto si incontra la suggestiva Torre Gropallo, risalente alla metà del Cinquecento e parte del sistema difensivo contro i corsari, oggi sede della sezione locale dell’Associazione Nazionale Alpini . La passeggiata, completamente pedonale dal 1959, è il luogo ideale per una camminata rigenerante con lo sguardo perso nel blu del mare .

    L’Alta Via dei Monti Liguri: Il Sentiero di Crinale

    Per chi cerca un’esperienza più impegnativa e totale, l’Alta Via dei Monti Liguri (AVML) rappresenta il sogno di ogni escursionista. Si tratta di un percorso di circa 415-440 km che percorre tutto l’arco montuoso ligure, da Ventimiglia (a ovest) a Ceparana (a est), tenendosi idealmente sulla linea di spartiacque tra il mar Ligure e la pianura Padana .

    Questo sentiero, curato dal Club Alpino Italiano, non è solo un’esperienza naturalistica di altissimo livello, ma anche un viaggio nella storia. Per secoli, questi crinali sono stati percorsi da eserciti, mercanti e pastori, e le tracce di quel passato sono ancora visibili: antichi forti, insediamenti rurali abbandonati, percorsi militari e cippi di confine .

    Le tappe più suggestive:

    • Tappa 1 (Ventimiglia – La Colla): Attraversa le valli Nervia e Roia, passando accanto ai suggestivi calanchi di Terre Bianche e offrendo viste sull’antico borgo di Dolceacqua con il suo castello .
    • Tappa 3 (Area del Melogno): Qui si incontrano i “Giganti di pietra” sul Monte Galero e i monoliti di Rocca Barbena, oltre a imponenti fortificazioni napoleoniche e ottocentesche . Un tratto di questa tappa (da Giogo di Giustenice a Colle del Melogno) è percorribile anche in mountain bike, attraversando la splendida Foresta della Barbottina .
    • Tappa 5 (Piani di Praglia): Panorami aperti sui Laghi del Gorzente e sul Passo della Bocchetta .
    • Tappa 7 (Monte Zatta – Aveto): Conduce al Parco Naturale Regionale dell’Aveto, tra laghetti glaciali e antichi sentieri medievali .

    Sulle Vie dei Pellegrini e dei Mercanti

    Oltre ai grandi percorsi, la Liguria è attraversata da una miriade di sentieri minori, un tempo vitali per l’economia e la cultura locale, oggi perfetti per escursioni alla scoperta di borghi e tradizioni.

    Il Sentiero del Pellegrino (Noli – Varigotti): Questo suggestivo itinerario di circa 6,6 km collega due perle del savonese: l’antica Repubblica Marinara di Noli e il caratteristico villaggio di pescatori di Varigotti . Il percorso, che segue le antiche vie di pellegrinaggio, si snoda tra la macchia mediterranea e panorami mozzafiato sul mare, toccando luoghi ricchi di fascino come i ruderi della Chiesa di Santa Margherita, l’Eremo del Capitano D’Albertis, la suggestiva Grotta dei Falsari (detta anche Grotta dei Briganti) e la Torre delle Streghe . Un’esperienza che unisce natura, spiritualità e storia .

    Borghi di Ponente: vie di pietra che abbracciano il mare: Nei territori di Cervo, Diano Arentino e Villa Faraldi, un progetto chiamato “Borghi di Ponente” sta recuperando l’antico reticolo di mulattiere che un tempo collegava i borghi dell’entroterra . A marzo, il risveglio della natura rende questi percorsi ancora più affascinanti. A Villa Faraldi, ad esempio, si possono seguire itinerari come “Tra Santi e Oratori” che collegano le frazioni passando per antichi oratori e chiese, in un paesaggio di ulivi secolari . A Diano Arentino, la primavera è animata dalla rassegna Trek & Jazz, che combina facili camminate con concerti di musica jazz in luoghi suggestivi come l’agri-sport Ca’ di Cuni . Infine, a Cervo, una visita al Parco del Ciapà offre, a marzo, la possibilità di ammirare le prime orchidee selvatiche che sbocciano nella macchia mediterranea .

    Val Borbera: sulle tracce di borghi fantasma: Al confine tra Liguria e Piemonte, nell’alta Val Borbera, si snoda un trekking suggestivo che conduce ai resti di antichi borghi abbandonati, come Chiapparo e i Casoni dei Rissotti . Il percorso, di circa 12 km, si inoltra in castagneti secolari, dove si possono ammirare le tecniche costruttive in pietra di antichi villaggi rurali, ormai fantasma, e raggiungere la frazione di Magioncalda, con il suo mulino ad acqua restaurato . Un vero e proprio viaggio nella memoria e nella storia dell’Appennino ligure.

    Consigli per il Viaggiatore Lento

    • Abbigliamento e attrezzatura: Scarponcini da trekking, abbigliamento a strati, zaino con acqua e provviste. Non dimenticate una macchina fotografica per immortalare i panorami.
    • Info e tracce GPS: Per l’Alta Via e i percorsi più complessi, è utile consultare i siti del CAI o scaricare le tracce GPX disponibili online . Per i ponti dell’Acquedotto, verificate le aperture .
    • Rispetto e lentezza: Il turismo lento è anche rispetto per l’ambiente e per i luoghi che si visitano. Camminate con calma, ascoltate i suoni della natura, fermatevi nei borghi a parlare con la gente del posto.

    Marzo è il mese del risveglio, e quale modo migliore per accogliere la primavera se non mettendosi in cammino sui sentieri che hanno fatto la storia della Liguria? Dall’acquedotto di Genova ai crinali dell’Alta Via, dalle mulattiere dei pellegrini ai borghi dell’entroterra, ogni passo è un tuffo nel passato e un abbraccio alla natura più autentica. Il turismo lento non è solo un modo di viaggiare, ma una filosofia: quella di riscoprire il piacere della scoperta, un passo dopo l’altro.

  • Terme e Spa in Liguria: Il Benessere Inizia a Marzo

    Terme e Spa in Liguria: Il Benessere Inizia a Marzo

    Marzo è il mese della rinascita. La natura si risveglia, le giornate si allungano e il corpo, dopo i rigori dell’inverno, sente il bisogno di rigenerarsi. E quale modo migliore per accogliere la primavera se non concedersi un weekend di puro relax tra le meraviglie termali e le spa della Liguria?

    La nostra regione, nota per il suo mare e i suoi borghi, custodisce un tesoro prezioso fatto di acque benefiche, centri benessere all’avanguardia e luoghi incantevoli dove prendersi cura di sé. Marzo è il periodo ideale: le temperature sono miti, le strutture sono meno affollate che in estate e i prezzi sono spesso più accessibili. Che siate amanti delle cure termali tradizionali o delle esperienze spa più esclusive, ecco dove andare per ritrovare l’equilibrio tra corpo e spirito.

    I Benefici delle Acque Termali Liguri

    Prima di immergerci nei luoghi, è bene sapere che le acque termali liguri sono famose fin dall’antichità per le loro proprietà benefiche. Ricche di sali minerali e oligoelementi, sono particolarmente indicate per:

    • Cure inalatorie e respiratorie: Perfette per chi soffre di allergie primaverili, sinusiti o problemi alle vie respiratorie.
    • Cure idropiniche (bere le acque): Utili per depurare l’organismo e migliorare le funzioni digestive e renali.
    • Bagni terapeutici e fanghi: Ideali per alleviare dolori articolari, reumatismi e tensioni muscolari accumulate durante l’inverno.
    • Benessere e relax: Immersioni in acque calde, idromassaggi e percorsi benessere aiutano a ridurre lo stress e a ritrovare l’energia.

    Le Terme Storiche della Liguria

    1. Terme di Pigna (IM): Un Gioiello nell’Alta Val Nervia

    Nel cuore dell’entroterra imperiese, circondate da uliveti e boschi di castagni, si trovano le Terme di Pigna, un vero e proprio angolo di paradiso . Già note in epoca romana per le loro acque sulfuree che sgorgano a una temperatura costante di 34°C, queste terme sono oggi un centro moderno e attrezzato immerso nella natura .

    Le acque di Pigna sono particolarmente indicate per cure inalatorie, balneoterapia e fanghi, grazie alle loro proprietà antinfiammatorie e benefiche per l’apparato respiratorio e locomotore. A marzo, quando la valle si risveglia con i primi colori primaverili, le terme offrono un’esperienza rigenerante a contatto con una natura ancora silenziosa e autentica.

    Cosa fare:

    • Cure termali tradizionali (inalazioni, aerosol, fanghi, bagni termali).
    • Percorso benessere con piscine termali, idromassaggi e aree relax.
    • Escursioni nei dintorni, tra i borghi dell’alta Val Nervia come il suggestivo borgo medievale di Apricale.

    Perché a marzo: Il clima mite della valle e la fioritura primaverile rendono il paesaggio incantevole. Le terme sono aperte tutto l’anno, ma marzo è il momento perfetto per evitare la folla e godersi la tranquillità.

    2. Terme di Sassello (SV): Tra il Parco del Beigua e i Biscotti

    Nel savonese, incastonate tra le verdi colline del Parco Naturale del Beigua (Geoparco UNESCO), sorgono le Terme di Sassello . Questo centro termale, ristrutturato e modernizzato, sfrutta acque oligominerali e sulfuree che sgorgano a una temperatura di circa 15°C, utilizzate per cure inalatorie, balneoterapia e percorsi benessere .

    La posizione è ideale per chi cerca una fuga nella natura: il Parco del Beigua offre decine di sentieri per escursioni a piedi o in mountain bike, tra boschi, prati e panorami mozzafiato che spaziano dal mare alle Alpi.

    Cosa fare:

    • Cure termali e percorsi benessere in struttura.
    • Visita al borgo medievale di Sassello, famoso per i suoi biscotti (non dimenticate di fare scorta!).
    • Escursioni nel Parco del Beigua per godere del risveglio primaverile della natura.

    Perché a marzo: Le temperature miti permettono di abbinare le cure termali a piacevoli passeggiate nel parco, senza il caldo estivo. È il momento ideale per osservare la natura che si risveglia e, con un po’ di fortuna, avvistare i primi fiori e gli uccelli migratori .

    3. Terme di San Bartolomeo (IM): Relax nell’Entroterra di Badalucco

    Un’altra gemma dell’entroterra imperiese sono le Terme di San Bartolomeo, situate nel comune di Badalucco, a pochi chilometri dalla costa . Questo centro termale, immerso nel verde della Valle Argentina, è rinomato per le sue acque solfato-calciche che sgorgano a una temperatura di circa 26°C, particolarmente indicate per cure inalatorie, balneoterapia e fanghi.

    L’atmosfera è quella di un piccolo angolo di paradiso lontano dal caos, dove il relax è garantito dal silenzio della natura e dal profumo della macchia mediterranea. La struttura offre piscine termali, percorsi benessere e un centro estetico per trattamenti personalizzati.

    Cosa fare:

    • Bagni termali e percorsi benessere.
    • Cure inalatorie e fanghi.
    • Visita ai borghi vicini come Badalucco, Triora (il famoso “paese delle streghe”) e i paesini della Valle Argentina.

    Perché a marzo: È il mese del risveglio anche per questa valle, con i primi fiori che iniziano a colorare i prati e i boschi che si riempiono di profumi. Le terme offrono un rifugio perfetto per rigenerarsi dopo l’inverno.

    Terme e Spa in Riviera: Relax con Vista Mare

    Se desiderate unire il benessere al fascino della costa, la Liguria offre anche splendide spa e centri benessere all’interno di hotel di lusso, con vista mozzafiato sul mare.

    4. Grand Hotel Alassio Spa & Resort (SV): Benessere a Due Passi dal Mare

    Ad Alassio, una delle regine della Riviera, il Grand Hotel Alassio Spa & Resort ospita un centro benessere esclusivo: Le Spa di Syrene . Qui potrete godere di trattamenti ispirati alle tradizioni termali e alla cosmètica naturale, in un ambiente elegante e rilassante.

    La spa offre piscina termale, idromassaggio, sauna, bagno turco e un’ampia gamma di massaggi e trattamenti estetici. Dopo una giornata di relax, potrete fare una passeggiata sul famoso lungomare di Alassia o assaggiare le specialità locali nei caratteristici ristoranti del centro.

    Perché a marzo: I prezzi degli hotel sono più bassi rispetto all’estate e potrete godervi la spa senza la calca delle settimane di ferragosto. Il clima mite permette anche piacevoli passeggiate sul lungomare.

    5. Hotel Villa Edera (La Spezia): Benessere nel Golfo dei Poeti

    All’ingresso del Golfo della Spezia, l’Hotel Villa Edera (a Muggiano) offre un centro benessere con piscina riscaldata, idromassaggio, sauna e bagno turco . La posizione è strategica per visitare le Cinque Terre, Portovenere e Lerici, ma anche per concedersi momenti di puro relax.

    La struttura, immersa in un parco secolare, garantisce privacy e tranquillità. Dopo una giornata di cure e massaggi, potrete rilassarvi nel giardino o esplorare le bellezze del Golfo dei Poeti.

    Perché a marzo: Le Cinque Terre a marzo sono vivibili e poco affollate. Potrete abbinare una giornata di trekking o di visite culturali a una giornata di relax in spa.

    6. Grand Hotel Miramare (Santa Margherita Ligure): Eleganza e Benessere

    Nel cuore del Tigullio, l’elegante Grand Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure offre una spa esclusiva con vista mare. Un luogo dove l’eleganza della Belle Époque si sposa con il benessere moderno, per un’esperienza di lusso totale.

    La spa propone trattamenti personalizzati, percorsi benessere e la possibilità di rilassarsi in un ambiente raffinato e curato nei minimi dettagli. La posizione, a pochi passi dal centro e dal lungomare, permette di godere del fascino di Santa Margherita e di raggiungere facilmente Portofino.

    Perché a marzo: La città è più tranquilla che in estate e potrete godervi il fascino del Tigullio senza la folla. Le passeggiate sul lungomare e le visite a Portofino sono piacevoli grazie al clima mite.

    7. Punta Est (Bergeggi): Benessere a picco sul mare

    A Bergeggi, nel savonese, il Punta Est è un complesso turistico che offre anche un centro benessere con piscina termale, idromassaggio, sauna e bagno turco, il tutto con una vista spettacolare sull’Isola di Bergeggi e sul mare . Un luogo ideale per chi cerca una vacanza all’insegna del relax totale, tra piscine, spiagge e percorsi benessere.

    Perché a marzo: Potrete godere della spa e della vista mare senza il caos estivo. Il promontorio di Bergeggi offre anche belle passeggiate nella riserva naturale.

    Consigli per un Weekend di Benessere Low Cost a Marzo

    • Prenotate in anticipo: Marzo è bassa stagione, ma i pacchetti benessere più richiesti potrebbero esaurirsi, soprattutto nei fine settimana.
    • Cercate le offerte: Molte strutture propongono pacchetti speciali per il mese di marzo, magari abbinati all’8 marzo (Festa della Donna) o all’arrivo della primavera. Controllate i siti ufficiali e i portali di offerte.
    • Abbinate terme e cultura: Ogni località termale è vicina a borghi e città d’arte. Approfittatene per visitare Pigna, Sassello, Badalucco, Alassio o Santa Margherita Ligure.
    • Scegliete il trattamento giusto: Se soffrite di allergie primaverili, le cure inalatorie sono perfette. Se cercate relax, optate per un percorso benessere con piscine e massaggi.
    • Cosa mettere in valigia: Costume da bagno, ciabattine, accappatoio (alcune strutture lo forniscono), abbigliamento comodo per le passeggiate e un buon libro da leggere in relax.

    Conclusione

    Marzo è il mese del risveglio, e non c’è modo migliore per accogliere la primavera che prendersi cura di sé. Le terme e le spa della Liguria offrono un’esperienza di benessere completa, immersi in paesaggi mozzafiato, tra mare e montagna. Che scegliate le acque curative dell’entroterra o il lusso delle spa sulla costa, un weekend di relax vi rigenererà corpo e spirito, preparandovi ad affrontare la bella stagione con nuove energie.

  • Marzo in Bici e in Moto: Percorsi sulla Costa e nell’Entroterra ligure

    Marzo in Bici e in Moto: Percorsi sulla Costa e nell’Entroterra ligure

    Marzo è il mese della rinascita, e per chi ama viaggiare su due ruote rappresenta un’occasione imperdibile per riscoprire la Liguria. Le giornate si allungano, il clima diventa mite e le strade si liberano dalla calca estiva, regalando ai motociclisti e ai ciclisti emozioni purissime. Che siate amanti del rombo del motore o del fruscio silenzioso dei copertoncini sull’asfalto, questa regione offre un ventaglio di percorsi capaci di soddisfare ogni desiderio: dalla panoramica costa ligure, con i suoi scorci mozzafiato, alle sfide dell’entroterra, tra tornanti e borghi medievali.

    Abbiamo selezionato per voi i migliori itinerari da percorrere a marzo, quando la natura si risveglia e i colori esplodono in tutto il loro splendore.

    Perché Marzo è il Mese Ideale per un Tour su Due Ruote

    Prima di partire, è bene sapere che marzo in Liguria ha alcuni vantaggi innegabili:

    • Clima ideale: Temperature fresche ma piacevoli, perfette per viaggiare senza il caldo afoso estivo.
    • Strade libere: Niente traffico e niente code. Potrete godervi le curve in tutta tranquillità.
    • Natura in fiore: La vegetazione si risveglia e i colori della primavera iniziano a tingere il paesaggio .
    • Prezzi bassi: La bassa stagione significa anche costi più contenuti per eventuali pernottamenti.

    In Bicicletta: Pedalando tra Mare e Monti

    La Liguria è una regione “verticale”, e in bicicletta questo si traduce in percorsi che sanno regalare grandi emozioni, alternando tratti costieri pianeggianti a salite impegnative nell’entroterra. Ecco i migliori itinerari per marzo.

    1. La Ciclovia del Ponente Ligure (San Lorenzo al Mare – Ospedaletti): Un Fiore all’Occhiello

    Se cercate un percorso facile e adatto a tutti, questo è quello che fa per voi. Ricavata dal sedime della vecchia ferrovia, questa ciclovia è una vera e propria gemma . Si snoda per circa 24 km costeggiando il mare, offrendo panorami mozzafiato sulla Riviera dei Fiori.

    • Difficoltà: Facile 
    • Lunghezza: Circa 24 km (lineare) 
    • Dislivello: Minimo 
    • Bici consigliata: City bike, bici da trekking o gravel 
    • Punti di interesse: San Lorenzo al Mare, Santo Stefano al Mare, Arma di Taggia, Sanremo, Ospedaletti .
    • Il consiglio in più: A marzo, la fioritura della mimosa rende il paesaggio ancora più suggestivo. Una particolarità? La galleria che collega Sanremo a Ospedaletti, lunga 1800 metri, è decorata con grandi cartelli che ricordano le imprese dei ciclisti vincitori della Milano-Sanremo .

    2. L’Anello del Monte di Portofino: Natura e Viste Spettacolari

    Un percorso ad anello che vi immergerà nel cuore del Parco Naturale Regionale di Portofino. Tra salite e discese, vi muoverete tra borghi esclusivi come Portofino e Santa Margherita Ligure, con scorci indimenticabili sul Golfo del Tigullio .

    • Difficoltà: Media (alcuni tratti in salita e sterrati leggeri) 
    • Lunghezza: 20-30 km (variabile) 
    • Dislivello: 500-700 metri 
    • Bici consigliata: Mountain bike o bici da trekking 
    • Punti di interesse: Santa Margherita Ligure, Portofino, San Fruttuoso (raggiungibile anche in battello) .
    • Il consiglio in più: Evitate i fine settimana se possibile, o partite presto la mattina per godervi la tranquillità del parco.

    3. La Ciclovia Levanto-Framura-Bonassola: Un’Alternativa Panoramica

    Questo percorso collega alcune delle località più belle del Levante ligure, attraversando antiche gallerie ferroviarie trasformate in ciclovie con vista mozzafiato sul mare . Un’esperienza unica che vi farà scoprire angoli di paradiso come Framura, uno dei borghi più belli d’Italia .

    • Difficoltà: Facile/Media (brevi saliscendi) 
    • Lunghezza: Circa 6 km (lineare, con possibilità di estensioni) 
    • Dislivello: Moderato 
    • Bici consigliata: City bike, bici da trekking o gravel 
    • Punti di interesse: Levanto, Framura, Bonassola, le gallerie ciclabili .
    • Il consiglio in più: Approfittatene per una sosta a Framura, un mosaico di frazioni (Anzo, Castagnola, Costa, Ravecca, Setta e Fornaci) che conserva un’atmosfera autentica e lontana dal turismo di massa .

    4. La Ciclovia della Val di Vara: Nell’Entroterra Sconosciuto

    Per chi desidera addentrarsi nell’entroterra più autentico, la Val di Vara è la scelta giusta. Il percorso segue il corso del fiume Vara, attraversando borghi rurali, paesaggi verdi e regalando la tranquillità di una valle ancora incontaminata .

    • Difficoltà: Facile/Media (prevalentemente pianeggiante con saliscendi) 
    • Lunghezza: Circa 60 km (percorribile a tappe) 
    • Dislivello: Moderato 
    • Bici consigliata: Bici da trekking o gravel 
    • Punti di interesse: La Spezia, i borghi della Val di Vara (Brugnato, Varese Ligure) .
    • Il consiglio in più: Varese Ligure, con le sue case rotonde e la certificazione ambientale, merita assolutamente una visita.

    In Moto: Curve, Panorami e Libertà

    Per i motociclisti, la Liguria è un vero e proprio paradiso. Le strade che si arrampicano dalle coste verso l’entroterra offrono curve e tornanti in grado di regalare emozioni uniche, con panorami che spaziano dal mare alle Alpi Liguri . Marzo è il momento perfetto per godersele.

    1. Il Classico: La Strada della Costa (Aurelia)

    La mitica SS1 Aurelia è un must per ogni motociclista. A marzo, libera dal traffico estivo, permette di godersi appieno il panorama e di fermarsi in ogni località senza stress. Da Ventimiglia a La Spezia, è un susseguirsi di scenari mozzafiato.

    • Percorso consigliato: Da Savona a Sanremo (circa 140 km) .
    • Tappe imperdibili:
      • Borgio Verezzi: Una località che unisce la costa (Borgio, Bandiera Blu 2024) al borgo arroccato di Verezzi, con le sue casette in stile arabo e le viste sul mare .
      • Alassio: Fermatevi per un caffè sul famoso Muretto, adornato con le piastrelle dei personaggi famosi, e fate un giro nel “Budello” .
      • Bussana Vecchia: Il borgo degli artisti, rinato dopo il terremoto del 1887. Raggiungibile solo a piedi, è un luogo magico dove l’arte e la natura convivono tra i ruderi .

    2. Tra Piemonte e Liguria: Il Passo del Faiallo e Sassello

    Un itinerario che unisce le terme piemontesi ai panorami liguri, perfetto per una giornata di curve. Si parte da Acqui Terme (Piemonte) e si procede verso sud, superando il Passo del Faiallo, un valico che offre splendidi panorami, per poi scendere verso Sassello, borgo medievale immerso nel Parco Regionale del Beigua .

    • Percorso: Acqui Terme -> SP456, SP204, SP73 -> Passo del Faiallo -> SP40, SP49 -> Sassello -> SP334 e A10/E80 -> Finale Ligure .
    • Lunghezza: Circa 130 km .
    • Il consiglio in più: A Sassello, oltre a godervi il borgo, non dimenticate di assaggiare gli omonimi biscotti, una vera delizia.

    3. L’Anello della Val Bormida: Medioevo e Natura

    La Val Bormida, tra Liguria e Piemonte, è una zona ancora poco conosciuta ma che vale assolutamente un viaggio in moto . Un percorso ad anello che risale il corso del fiume, toccando borghi medievali, castelli e paesaggi naturali incontaminati .

    • Percorso consigliato: Alessandria -> SP244 -> Acqui Terme -> SP30 -> Spigno Monferrato -> Merana (panchina gigante lilla) -> SP29 -> Cairo Montenotte -> SP28bis -> Millesimo (uno dei “Borghi più belli d’Italia”) .
    • Il consiglio in più: Millesimo merita una sosta per il suo centro storico, e nelle vicinanze potete visitare il Castello di Castelvecchio di Rocca Barbena, un imponente edificio del XIII secolo .

    4. Sfida tra i Tornanti: Il Passo della Bocchetta

    Per i motociclisti più esperti e amanti delle curve strette, il Passo della Bocchetta è una tappa obbligata. Un percorso di circa 110 km nell’entroterra genovese, al confine con il Piemonte, che parte dalla Lanterna di Genova e si inerpica tra tornanti e dislivelli importanti .

    • Percorso: Genova (Lanterna) -> torrente Polcevera -> Pontedecimo -> SP5 -> Passo della Bocchetta -> SP160 -> SP170 -> SP165 -> Baita Rio Gorzente (sosta) -> SP167 -> Monte Orditano -> SP4 -> Pro Park Genova .
    • Il consiglio in più: Il panorama dalla cima del Monte Orditano (oltre 800 metri) è mozzafiato. Una volta a valle, se siete appassionati di enduro, il Pro Park di Genova offre una pista dedicata .

    5. Alla Scoperta delle Cinque Terre… in Moto

    Anche se i borghi delle Cinque Terre non sono direttamente accessibili in moto, un itinerario sulle strade dell’entroterra permette di godere di viste spettacolari sui paesi patrimonio dell’UNESCO . Un percorso ad anello di circa 47 km che tocca Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, attraverso strade provinciali come la SP38 e la SP51 .

    • Percorso: Un anello che collega i borghi via terra (con tratti interni) .
    • Il consiglio in più: A marzo, l’affollamento è minimo, e potrete parcheggiare più facilmente per visitare i borghi a piedi. Non perdetevi la vista su Vernazza dal Sentiero Azzurro .

    Consigli Pratici per il Tuo Tour di Marzo

    • Abbigliamento a strati: Il clima di marzo è variabile. Portate sempre un antivento e un antitraverso nello zaino.
    • Pneumatici: Controllate la pressione e lo stato di usura. Le strade di montagna potrebbero essere ancora umide o avere qualche residuo di inverno.
    • Pianificazione: Marzo è un mese di bassa stagione, ma è sempre bene verificare l’apertura di rifugi, bar e ristoranti lungo i percorsi, specialmente nell’entroterra.
    • Info utili: Per chi viaggia in bici, il Geoportale di Regione Liguria offre mappe interattive dettagliate con tutti i percorsi ciclabili e le aree di interesse .

    Marzo in Liguria è un segreto sussurrato tra gli appassionati delle due ruote. È il momento in cui la natura si risveglia e le strade tornano a essere un piacere da percorrere. Che scegliate il fruscio della bici o il rombo della moto, questa regione saprà regalarvi emozioni uniche, tra panorami mozzafiato, borghi senza tempo e la libertà di un viaggio tutto da scoprire. Accendete i motori, o iniziate a pedalare: la Liguria vi aspetta.