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  • San Biagio e i “Maccarun de San Zorzo”: la curiosa festa genovese del 3 febbraio che unisce sacro, folklore e… pasta avanzata!

    San Biagio e i “Maccarun de San Zorzo”: la curiosa festa genovese del 3 febbraio che unisce sacro, folklore e… pasta avanzata!

    C’è un giorno, all’inizio di febbraio, in cui ogni genovese doc sa esattamente cosa deve fare: aprire il frigorifero e tirare fuori un piatto di pasta avanzato dalla sera prima. Non è un gesto di frugalità, ma l’osservanza scrupolosa di un rito antichissimo che intreccia la devozione per un santo con il culto del buon cibo. Il 3 febbraio si celebra San Biagio, protettore della gola, e a Genova e in molte valli del levante la sua festa ha un sapore inconfondibile: quello delle “trofie (o trenette) al pesto”, rigorosamente riscaldate. Ma qui non le chiamano così: per tutti sono i “maccarun de San Zorzo”, i maccheroni di San Giorgio. Pronti a scoprire il perché?

    Chi era San Biagio e perché si celebra a Genova
    San Biagio era un medico e vescovo armeno, martirizzato nel IV secolo. La leggenda più famosa narra che salvò miracolosamente un bambino dal soffocamento causato da una lisca di pesce conficcata in gola. Per questo, divenne il santo protettore della gola, della tosse e di tutti i mali invernali.
    Il suo legame con Genova è forte e antico: le sue reliquie, trafugate in Oriente durante le Crociate, furono portate nella città della Lanterna nel 728 e conservate prima nell’Abbazia di San Siro e poi, a partire dal XII secolo, nella chiesa a lui dedicata nel caruggio del centro storico (via di San Luca). Da allora, il suo culto si è radicato profondamente nell’identità cittadina.

    Il rito dei “Maccarun de San Zorzo” – Tra fede e superstizione culinaria
    Ed ecco il cuore della tradizione. La vigilia del 3 febbraio, per la festa di San Giorgio (che in genovese si dice proprio “San Zorzo”), si preparava in famiglia un grande piatto di pasta fresca, solitamente trofie o trenette, condite con il pesto. Era un pasto importante, di festa.
    Ma il giorno dopo, per San Biagio, non si cucinava nulla di nuovo. Si consumavano gli avanzi della vigilia, riscaldati. Perché?
    La spiegazione è duplice e affascinante:

    1. Simbolo di continuità: le due feste, di San Giorgio e San Biagio, vicine nel calendario, venivano unite idealmente attraverso lo stesso cibo, creando un ponte tra due momenti di devozione.
    2. Rito scaramantico: mangiare la pasta del giorno prima, “benedetta” dalla ricorrenza di San Giorgio, era considerato un potente atto propiziatorio. Serviva a ingraziarsi San Biagio e a garantirsi la sua protezione contro il mal di gola e le affezioni respiratorie per tutto l’anno. Una specie di “vaccino gastronomico” contro i malanni!

    Col tempo, l’identità della festa di San Giorgio è un po’ sbiadita nel sentire comune, ma il nome della pasta è rimasto: “i maccarun de San Zorzo”, anche se si mangiano il giorno di San Biagio. Un perfetto esempio di sincretismo tra tradizioni.

    Come si celebra oggi – Tra chiesa e tavola
    Oggi la tradizione è viva più che mai.

    • In Chiesa: nella suggestiva Chiesa di San Biagio in via di San Luca, si celebrano messe solenni. Al termine, è usanza che il sacerdote benedica le gole dei fedeli incrociando due candele (il “benedizion de goa”). In passato, si distribuiva anche del pane benedetto.
    • In Tavola: le famiglie genovesi, e molti ristoranti tipici della città e dell’entroterra, preparano il piatto tradizionale. Il rituale è semplice ma immancabile: tirare fuori la pasta avanzata (o prepararla appositamente il giorno prima), riscaldarla a fuoco basso con un goccio d’acqua per renderla morbida, e gustarla. Il pesto, con l’ulteriore cottura, intensifica il suo sapore, creando un piatto unico e comfortante, perfetto per un freddo giorno di febbraio.

    Consigli per vivere (e gustare) la tradizione
    Se ti trovi in Liguria il 3 febbraio, ecco come immergerti pienamente nell’atmosfera:

    1. Visita la Chiesa di San Biagio nel centro storico di Genova. Respira la sua storia millenaria.
    2. Pranza in una trattoria tipica (una “sciamadda” o una tradizionale osteria) e chiedi se servono i “Maccarun de San Zorzo”. Se sei fortunato, te li proporranno come piatto del giorno.
    3. Provaci a casa! Anche se non sei genovese, preparare delle trofie al pesto il 2 febbraio e riscaldarle il 3 è un modo divertente per onorare la tradizione. Usa un pesto genuino e… fatti una risata spiegando ai tuoi ospiti il curioso rituale scaramantico.


    Quella di San Biagio e dei suoi maccheroni è una di quelle tradizioni che racconta l’anima più autentica di Genova: pratica, legata alla concretezza del cibo, ma con una vena di misteriosa superstizione. È la storia di come un piatto di avanzi si sia trasformato in un talismano, di come due santi si siano incontrati in un unico, goloso simbolo di protezione. Una festa che non si celebra con fuochi d’artificio, ma con il semplice, profumato vapore di una pentola. Per la gola e per lo spirito.


    Hai mai provato i “maccarun de San Zorzo”? Conosci altre tradizioni liguri legate al cibo e alle festività? Raccontacelo nei commenti! E se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con gli amici che amano la Liguria e le sue storie segrete.

  • Alassio: la perla della Riviera Ligure

    Alassio: la perla della Riviera Ligure

    Alassio è una delle località più rinomate della Riviera Ligure, famosa per il suo lungomare elegante, la spiaggia dorata e l’atmosfera vivace ma rilassata. Conosciuta anche per il suo Muretto, un muro pieno di firme di personaggi famosi, Alassio è una meta ideale per chi cerca una vacanza all’insegna del relax, dello shopping e del divertimento. Ecco cosa non perdere durante una visita a questa incantevole città.

    1. Il Muretto di Alassio

    Uno dei simboli di Alassio è il Muretto, un muro decorato con piastrelle di ceramica che riportano le firme di personaggi famosi. Inaugurato negli anni ’50, il Muretto è diventato un’icona della città e un luogo imperdibile per i turisti. Tra le firme più celebri ci sono quelle di Ernest Hemingway, Sophia Loren e Giuseppe Verdi. È il posto perfetto per scattare una foto ricordo.

    2. Il Budello

    Il Budello è la via principale di Alassio, una strada pedonale piena di negozi, caffè e ristoranti. Passeggiare lungo il Budello è un’esperienza piacevole, soprattutto la sera, quando le luci si accendono e l’atmosfera si fa più vivace. Qui troverai boutique di moda, gioiellerie e negozi di souvenir, oltre a numerosi locali dove gustare un gelato o un aperitivo.

    3. La spiaggia

    La spiaggia di Alassio è una delle più belle della Riviera Ligure, con sabbia fine e acque cristalline. È perfetta per chi vuole godersi il mare in tranquillità, lontano dalla folla delle località più turistiche. La spiaggia è attrezzata con ombrelloni e lettini, ma ci sono anche ampi tratti liberi per chi preferisce un contatto più diretto con la natura.

    4. L’Isola Gallinara

    Di fronte alla costa di Alassio si trova l’Isola Gallinara, una piccola isola disabitata che è una riserva naturale protetta. L’isola è famosa per la sua flora e fauna, tra cui una colonia di gabbiani reali. È possibile raggiungere l’isola in barca e fare snorkeling nelle acque cristalline che la circondano.

    5. La chiesa di Santa Maria Immacolata

    La chiesa di Santa Maria Immacolata è uno degli edifici religiosi più importanti di Alassio. Costruita nel XIX secolo, la chiesa ha una facciata neoclassica e un interno riccamente decorato con affreschi e stucchi. È un luogo di pace e raccoglimento nel cuore della città.

    6. La cucina ligure

    Alassio è un ottimo posto per gustare i piatti tipici della cucina ligure. Prova il pesto alla genovese, servito con trofie o trenette, e assaggia le focacce farcite con formaggio, cipolle o olive. Il pesce fresco è un’altra specialità della zona: non perderti piatti come il branzino al sale o le acciughe ripiene. Per dessert, concediti una fetta di torta di riso o un gelato artigianale.

    7. Eventi e tradizioni

    Alassio ospita diversi eventi durante l’anno, tra cui feste patronali, mercatini e manifestazioni culturali. Uno degli appuntamenti più attesi è la Festa di Sant’Ambrogio (dicembre), durante la quale il borgo si anima con processioni, fuochi d’artificio e bancarelle.

    8. Consigli pratici

    • Quando andare: Alassio è bellissima tutto l’anno, ma i periodi migliori per visitarla sono la primavera e l’autunno, quando il clima è mite e i turisti sono meno numerosi.
    • Come arrivare: Alassio è facilmente raggiungibile in treno da Genova o Savona, oppure in auto, ma tieni presente che il parcheggio può essere limitato in alta stagione.
    • Dove dormire: Ci sono molte opzioni, dagli hotel di lusso ai B&B accoglienti nel centro storico.

    Alassio è un luogo che sa regalare emozioni uniche, tra paesaggi mozzafiato, storia e tradizioni. Che tu sia un amante del mare, della natura o della buona cucina, questa città saprà conquistarti.