cima alla genovese

  • Focaccia, Farinata e… Mimosa: Il Menu di Marzo Ligure tra Ricette e Curiosità

    Focaccia, Farinata e… Mimosa: Il Menu di Marzo Ligure tra Ricette e Curiosità

    Marzo è un mese di transizione, un ponte sospeso tra il freddo dell’inverno e la dolcezza della primavera. In Liguria, questo passaggio si celebra in tavola con un’esplosione di sapori che raccontano la terra e il mare. Il giallo della mimosa, che tinge le colline, si riflette nei piatti, mentre gli ultimi scampi e le prime erbette selvatiche si incontrano in ricette che sanno di tradizione e di territorio.

    Oggi vi porto in un viaggio gastronomico attraverso il menu ideale di marzo in Liguria. Un percorso che inizia con i grandi classici (ma con qualche segreto in più), prosegue con i sapori autentici di questo mese e si conclude con un dolce che è un omaggio al fiore simbolo di questa stagione. Pronti a mettere le mani in pasta?

    Antipasto: La Regina Focaccia e le sue Sorelle

    Non si può parlare di cucina ligure senza iniziare dalla focaccia. Ma a marzo, la classica focaccia genovese, con la sua morbidezza e la sua crosticina salata, può lasciare il posto a varianti che esaltano i prodotti del momento.

    Focaccia con Rosmarino e Olio Novello
    Se avete ancora una scorta di olio extravergine d’oliva ligure novello, marzo è l’ultimo mese buono per gustarlo in tutto il suo splendore. Preparate la vostra focaccia preferita e, appena sfornata, bagnatela generosamente con un filo d’olio novello e una spolverata di rosmarino fresco tritato. Il sapore erbaceo e leggermente piccante dell’olio si sposa alla perfezione con il profumo del rosmarino, creando un antipasto semplice ma divino.

    Focaccia di Recco col Formaggio
    Più a sud, verso il levante, marzo è il momento perfetto per concedersi una Focaccia di Recco IGP. Se la classica focaccia è bassa e morbida, quella di Recco è una sottilissima sfoglia di pasta tirata a mano che racchiude un cuore filante di formaggetta fresca (oggi spesso sostituita dallo stracchino). Perfetta da spezzare in compagnia, magari con un bicchiere di Vermentino, è un rito sociale oltre che gastronomico.

    Il Primo Piatto: La Torta Pasqualina, Regina di Primavera

    Se c’è un piatto che incarna perfettamente la transizione di marzo, quello è la Torta Pasqualina. Nata come piatto povero della tradizione contadina, era il cibo che le famiglie preparavano per il picnic di Pasquetta, ma la sua stagione inizia già a marzo, quando le campagne liguri offrono le erbette più tenere.

    È una torta salata antica, dalla storia secolare. Si dice che le sue sfoglie fossero originariamente 33, come gli anni di Cristo, anche se oggi ci si ferma a un più gestibile numero tra 6 e 10. La particolarità? All’interno, nascosto tra gli strati di bietole o spinaci e la ricotta, si aggiunge un uovo intero che, cuocendo, diventa sodo con il tuorlo ancora morbido. Un vero capolavoro di semplicità.

    Curiosità: Le “erbette” utilizzate nella Pasqualina autentica non sono solo spinaci. Spesso si tratta di un mix di bietole, borragine e cicoria selvatica, raccolte proprio in questo periodo, che donano alla torta un sapore più deciso e amarognolo, tipico della tradizione.

    La Reginetta di Strada: La Farinata

    A metà mattina o come spuntino pomeridiano, la farinata è la regina indiscussa dello street food ligure. Preparata con soli tre ingredienti (farina di ceci, acqua, olio e sale), è un piatto antichissimo, probabilmente nato per caso durante una tempesta, quando alcuni marinai genovesi rovesciarono olio e farina di ceci sulle casse della nave e, per non sprecare nulla, esposero il tutto al sole, creando una sorta di “frittella” primordiale.

    A marzo, la farinata è perfetta fumante, tagliata a pezzi e servita nel classico cartoccio. Provatela accompagnata da una spolverata di pepe nero o, per i più golosi, con un po’ di cipolla tagliata sottile fatta appassire in padella prima di versare l’impasto. Il connubio tra la dolcezza della cipolla e il sapore deciso dei ceci è semplicemente perfetto.

    Secondo Piatto di Marzo: Il Cima alla Genovese

    Per chi cerca qualcosa di più sostanzioso, marzo è il mese in cui si prepara uno dei piatti più iconici e complessi della tradizione genovese: la Cima alla Genovese. Un piatto unico, nato per riciclare gli avanzi e trasformarli in una prelibatezza.

    Si tratta di una tasca di carne di vitello (solitamente la pancia) farcita con un ripieno ricchissimo che varia da famiglia a famiglia, ma che tradizionalmente include: cervella, animelle, piselli, uova sode, formaggio grana, pinoli e maggiorana. Il tutto viene cucito, lessato a lungo e poi servito freddo, tagliato a fette, accompagnato da insalata e magari da un contorno di fagiolini. Un piatto che richiede pazienza e manualità, ma che ripaga con un sapore unico e inconfondibile.

    Il Tocco di Mare: Lo Scampo alla Ligure

    Marzo è l’ultimo mese utile per gustare gli scampi nel loro periodo migliore, prima che la riproduzione estiva li porti a essere meno presenti. La ricetta più classica e amata è lo Scampo alla Ligure.

    Dimenticate le cotture complesse: qui la semplicità la fa da padrona. Gli scampi freschissimi vengono aperti a libro, puliti e disposti su una teglia con un trito di prezzemolo, aglio, pangrattato, un giro d’olio extravergine e un pizzico di sale e pepe. Una gratinatura veloce in forno caldo per pochi minuti e il gioco è fatto. Il sapore dolce e delicato della polpa si sposa alla perfezione con la crosticina aromatica del pangrattato.

    Il Dolce: La Torta Mimosa, un’Ode alla Primavera

    Infine, non potevamo non concludere con il dolce che più di tutti rappresenta questo mese: la Torta Mimosa. Nata nel 1962 a Sanremo, in un concorso di pasticceria, da un’idea del pasticciere Adelmo Renzi, voleva essere un omaggio alla città dei fiori e alla sua principale produzione.

    L’idea geniale fu quella di ricoprire una soffice torta farcita di crema diplomatica con tanti piccoli cubetti di pan di Spagna, in modo da ricordare proprio i fiori piumosi della mimosa. Il giallo dello zafferano o del liquore all’albicocca nell’impasto e il contrasto con la crema bianca all’interno ne fanno un dolce scenografico e delicato.

    Curiosità: La vera Torta Mimosa deve essere umida e cremosa all’interno, ma con una copertura esterna “secca” e profumata, che al taglio crei un bell’effetto visivo. È il dolce perfetto per l’8 marzo, ma anche per tutte le domeniche di questo mese di festa.

    Il Menu di Marzo in Sintesi

    Per aiutarvi a organizzare un pranzo o una cena a tema ligure, ecco una sintesi del nostro menu:

    • Aperitivo: Un calice di Pigato o Vermentino con olive taggiasche e un crocchetto di farinata.
    • Antipasto: Focaccia classica o focaccia di Recco.
    • Primo: Una bella fetta di Torta Pasqualina tiepida.
    • Secondo: Scampi alla Ligure (se amate il pesce) o fette di Cima alla Genovese lessata (per i palati più tradizionalisti).
    • Contorno: Magari una semplice insalata di campo con le prime erbette selvatiche.
    • Dolce: Una soffice e gialla Torta Mimosa.

    Marzo in Liguria è tutto qui: un tripudio di profumi, colori e sapori che aspettano solo di essere scoperti. Buon appetito e… buona primavera!

  • Cima alla Genovese: il Piatto della Tradizione Ligure

    Cima alla Genovese: il Piatto della Tradizione Ligure

    Un piatto ricco di storia e sapore, la Cima alla Genovese è una specialità ligure che incarna l’arte della cucina di recupero e della sapienza delle massaie di un tempo. Si tratta di un rotolo di carne ripieno, cotto a lungo e servito freddo a fette, perfetto per le feste o un pranzo domenicale in famiglia. Scopriamone la storia, gli ingredienti e la ricetta autentica.


    Storia e Origini della Cima alla Genovese

    La Cima (il cui nome deriva dal latino “summa”, cioè “parte superiore”, riferito al taglio di carne utilizzato) è un piatto povero ma ingegnoso, nato nella cucina popolare genovese.

    • Origini antiche: già citata in ricettari ottocenteschi, era un modo per utilizzare scarti di carne e verdure in modo creativo.
    • Piatto delle feste: tradizionalmente preparato per occasioni speciali, come matrimoni o Pasqua, perché richiede tempo e cura.
    • Diffusione: tipico della Liguria centrale, soprattutto Genova e dintorni, ma con varianti anche in altre regioni.

    Ingredienti Tradizionali

    Per la Cima

    • 1 kg di cima di vitello (o punta di petto, un taglio di carne con una tasca naturale)
    • 200 g di animelle (o sostituibili con carne macinata di vitello)
    • 100 g di piselli (freschi o surgelati)
    • 2 uova sode
    • 50 g di pinoli
    • 30 g di funghi secchi (ammollati)
    • 1 spicchio d’aglio
    • Prezzemolo, maggiorana, sale e pepe
    • 50 g di formaggio grana grattugiato
    • 1 bicchiere di vino bianco

    Per il Brodo di Cottura

    • 1 carota, 1 cipolla, 1 costa di sedano
    • Chiodi di garofano, alloro, pepe in grani

    Ricetta della Cima alla Genovese

    1. Preparare il Ripieno

    1. Soffriggere l’aglio in un filo d’olio, unire le animelle (o carne macinata) e cuocere.
    2. Aggiungere piselli, funghi tritati, pinoli, uova sode tagliate a pezzi, prezzemolo, maggiorana, grana, sale e pepe. Mescolare bene.

    2. Farcire la Cima

    1. Aprire bene la carne (se non è già a tasca, incidere con un coltello affilato).
    2. Riempirla con il composto, richiudere con uno spago da cucina o ago e filo resistente.

    3. Cuocere

    1. In una pentola capiente, far rosolare la cima in olio.
    2. Aggiungere il brodo vegetale (con carota, sedano, cipolla, spezie) e vino bianco.
    3. Cuocere a fuoco basso per 3-4 ore, coperto, girando di tanto in tanto.

    4. Servire

    1. Lasciar raffreddare la cima nel suo brodo (diventerà più soda).
    2. Affettare a fette spesse e servire con un filo d’olio extravergine ligure.

    Quando e Dove Si Mangia

    • Feste e occasioni speciali: Pasqua, Natale, matrimoni.
    • Antipasto o piatto unico: spesso accompagnato da insalata verde o verdure sott’olio.
    • Dove assaggiarla:
      • Trattorie tradizionali a Genova (es. “Da Maria” in Vico Testadoro).
      • Sagre liguri (come la Festa della Cima a Pontedecimo).

    Curiosità e Varianti

    • Cima “povera”: alcune versioni usano solo carne macinata e uova.
    • Accompagnamenti: si può servire con salsa verde (prezzemolo, capperi, acciughe).
    • Conservazione: si mantiene in frigo per 3-4 giorni, ottima anche per picnic.

    Perché Provare la Cima alla Genovese?

    Perché è un viaggio nel saper fare ligure, dove ingredienti semplici diventano un piatto ricco e memorabile. Se amate i sapori decisi e le ricette che profumano di casa, questa è una specialità da non perdere!

    Avete mai assaggiato o preparato la Cima?