L’8 marzo si avvicina e, con esso, il consueto omaggio della mimosa. Ma quest’anno, perché non trasformare la Festa della Donna in un’occasione per scoprire una Liguria diversa, più autentica e dal forte carattere femminile? Dimenticate per un giorno i classici ritrovi al chiuso e lasciatevi ispirare da un viaggio tra borghi rinati grazie all’arte e storie di donne straordinarie che hanno lasciato un segno indelebile in questa regione. Vi proponiamo un itinerario ideale per una gita tra amiche, una fuga romantica o anche un momento di riflessione personale, all’insegna della forza, della creatività e della rinascita.

Il Simbolo della Forza: Perché Proprio la Mimosa?
Prima di partire, è bello sapere che il fiore simbolo dell’8 marzo è profondamente legato alla nostra regione. La Liguria, e in particolare la zona di Imperia con le sue circa 1500 aziende agricole, è la massima produttrice di mimosa in Italia, coltivata sui tipici terrazzamenti a strapiombo sul mare .
Ma c’è un motivo ancora più profondo se questo fiore è stato scelto come simbolo della Festa della Donna. La mimosa è apparentemente fragile, ma in realtà è una pianta robusta che attecchisce su qualsiasi terreno, fiorendo anticipatamente rispetto alla primavera. Per questo è da sempre associata alla forza e alla resilienza femminile. Già i partigiani, durante la Resistenza, erano soliti regalare un ramoscello di mimosa alle loro staffette, in omaggio al loro coraggio silenzioso e indispensabile .
Tenendo a mente questo significato profondo, mettiamoci in viaggio.

Tappa 1: Bussana Vecchia (IM) – La Rinascita in un Borgo di Artiste
Il nostro primo consiglio è una salita verso l’entroterra sanremese, a Bussana Vecchia. La storia di questo borgo è una metafora perfetta di rinascita. Distrutto da un terribile terremoto nel 1887, rimase un paese fantasma per quasi un secolo, fino a quando, negli anni ’60, una comunità di artisti provenienti da tutto il mondo decise di ripopolarlo, riportando la vita tra i ruderi .
Oggi, passeggiare per i suoi caruggi è un’esperienza unica. Ogni angolo è un’esplosione di creatività, con botteghe artigiane, atelier di pittura e scultura che si aprono tra le antiche mura di pietra . In questo contesto, la presenza femminile è da sempre fondamentale.
Una tappa imperdibile è il “Giardino tra i Ruderi”, un’oasi di pace e bellezza creata con infinita pazienza e sensibilità da Luisa Bistolfi, un’artista che si trasferì qui nel 1972. Il suo giardino, un incantevole mix di fiori, piante e scorci romantici tra le macerie, è un inno alla capacità femminile di generare bellezza anche dove sembra esserci solo distruzione .
Passeggiando, fermatevi a chiacchierare con le ceramiste e le pittrici che qui hanno il loro studio: ognuna di loro ha una storia di scelta di vita coraggiosa da raccontare. Per una pausa pranzo o un aperitivo, l’Osteria degli Artisti è il luogo perfetto per immergersi nell’atmosfera bohémien del borgo .

Tappa 2: Apricale (IM) – Murales e Donne di Coraggio
Poco distante, addentrandosi nella Valle del Nervia, incontriamo Apricale, uno dei borghi più belli d’Italia insignito della Bandiera Arancione dal Touring Club . Il suo nome deriva dal latino “Apricus“, che significa “esposto al sole”, e camminare per le sue strette vie lastricate è un vero bagno di luce .
Apricale è anche conosciuto come il “paese degli artisti” per via dei numerosi murales e affreschi realizzati da artisti moderni che ravvivano i muri delle case, creando un suggestivo dialogo tra arte contemporanea e tessuto medievale . Molte di queste opere portano la firma di artiste donne, e il borgo stesso ospita spesso mostre e rassegne dedicate alla creatività al femminile.
Oltre all’arte, Apricale evoca anche un altro aspetto del coraggio femminile, più antico e legato alla quotidianità. Sulla via d’accesso al paese sono ancora ben conservati gli antichi lavatoi coperti, luoghi che per secoli sono stati teatro della vita sociale delle donne, dove si intrecciavano storie, si scambiavano consigli e si faceva comunità, mentre l’acqua scorreva instancabile .

Tappa 3: Lungo la Riviera – Storie di Eroine e Artigiane
Se il tempo lo permette, una gita sul mare può essere l’occasione per scoprire due storie straordinarie che ci riportano al tema della forza femminile.
Scendendo verso il Tigullio, una tappa a Camogli è d’obbligo per ricordare il gesto eroico di Maria Avegno. Il 24 aprile 1855, la pirofregata inglese Croesus prese fuoco al largo del paese. Maria, insieme alla sorella Cattarina, non esitò a lanciarsi in mare su un piccolo gozzo per salvare i naufraghi. La loro barca si rovesciò per la troppa gente aggrappata. Cattarina fu salvata, ma Maria morì annegata. Il suo corpo fu restituito dal mare giorni dopo. Per il suo immenso coraggio, Maria Avegno fu la prima donna a ricevere una medaglia d’oro dal governo italiano . Una lapide e il ricordo dei camogliesi la onorano ancora oggi.
Proseguendo, il viaggio ideale può concludersi a Santa Margherita Ligure, patria di un’arte antica tramandata di madre in figlia: il merletto a tombolo. Qui vive e lavora Luisa De Gasperi, una vera e propria maestra del merletto a fuselli, che ha dedicato la vita a riscoprire e diffondere questa tradizione ligure. Figlia e moglie d’arte, ha trasmesso la passione anche alle sue due figlie, dimostrando come i saperi e le abilità femminili siano un filo prezioso che unisce generazioni . Nel 2019, nell’ambito della manifestazione “Il Bello delle Donne Liguri”, ha vinto il primo premio del concorso “Le Donne del Tombolo” con due sue allieve . Una visita al suo laboratorio o al Museo del Pizzo di Rapallo (Villa Tigullio) può essere il modo perfetto per scoprire la delicatezza e la complessità di quest’arte .

Un 8 Marzo all’Insegna della Scoperta
Quest’anno, l’8 marzo può essere molto più di una semplice ricorrenza. Può diventare un pretesto per esplorare una Liguria inedita, fatta di borghi rinati, arte diffusa e storie di donne che hanno saputo essere eroine, artiste e custodi di tradizioni.
Che si scelga di visitare Bussana Vecchia, di perdersi tra i murales di Apricale, di omaggiare Maria Avegno a Camogli o di lasciarsi incantare dai merletti di Santa Margherita, l’importante è farlo in compagnia, con spirito di scoperta e la voglia di celebrare la forza, la creatività e la resilienza che da sempre caratterizzano il mondo femminile.
Buon 8 marzo a tutte!

