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  • Camogli, la Sagra del Pesce 2026: tra fede, tradizione e un record di frittura

    Camogli, la Sagra del Pesce 2026: tra fede, tradizione e un record di frittura

    C’è un giorno a maggio in cui Camogli non è solo il suggestivo borgo dei «mille bianchi velieri», ma diventa la capitale indiscussa della frittura di pesce. Stiamo parlando della 74ª Sagra del Pesce, in programma domenica 10 maggio 2026, un evento che da oltre settant’anni celebra il legame indissolubile tra questa comunità e il mare .

    Ma sarebbe riduttivo definirla solo una sagra. Chi arriva a Camogli in questo fine settimana si imbatte in qualcosa di molto più antico e profondo: una festa che unisce la devozione religiosa a San Fortunato, patrono dei pescatori, l’artigianato popolare dei falò sulla spiaggia e uno spettacolo culinario da guinness, il tutto incorniciato dall’inconfondibile sagoma del Padellone .

    Se state pensando di organizzare una visita, ecco tutto quello che c’è da sapere per non perdervi nemmeno una briciola.


    La storia: dal miracolo del 1952 al record mondiale

    Per capire l’anima di questa festa bisogna tornare indietro nel tempo, al lontano 1952. La leggenda narra che quella domenica di maggio, in occasione della festa del patrono San Fortunato, un gruppo di pescatori camogliesi volle fare un gesto di grande generosità verso i tanti turisti arrivati in paese. Il motto era semplice e accattivante: «San Fortunato, pesce regalato» .

    La prima frittura venne improvvisata in delle rudimentali cucine di mattoni in Piazza Colombo, proprio davanti al porticciolo . L’idea piacque talmente tanto che l’anno successivo si decise di ripetere l’impresa, dando vita a una tradizione che, nel 2026, spegne 74 candeline.

    Il vero simbolo della sagra, però, è arrivato più tardi. Nel 1954 fece la sua comparsa il primo padellone, ma quello che vediamo oggi è un’autentica regina della ristorazione: un gigante di acciaio inossidabile del diametro di quasi 4 metri, capace di contenere 3.000 litri d’olio e dal peso di 26 quintali . Ci vogliono una quindicina di volontari esperti (gli “infarinatori”, i “friggitori” e i “manovratori”) per domare questa bestia di metallo e friggere alla perfezione i famosi 4 quintali di pesce azzurro (dal 2026 offerto dalla Pescheria Martini & Co.) .


    Il programma 2026: un weekend di eventi (8-10 Maggio)

    La Sagra non è solo domenica. Il borgo si accende letteralmente dal venerdì sera, grazie all’organizzazione della Pro Loco di Camogli e del Comune .

    Venerdì 8 Maggio – L’antipasto della festa

    La giornata serve per scaldare i motori. Alle 19:30 in Largo Ido Battistone apre “La Sagra in Tavola”, uno stand gastronomico con le specialità della cucina ligure, dove potrete gustare piatti tipici in attesa della frittura . La serata prosegue con la musica degli Alpini in Piazza Colombo e, a mezzanotte, con l’alzabandiera dei quartieri storici .

    Sabato 9 Maggio – La Festa di San Fortunato

    Questa è la serata più magica e sentita dalla comunità. Dalle 20:30la tradizionale processione religiosa si snoda per le vie del centro. Le tre Confraternite di Camogli (Ruta, San Prospero e Addolorata) sfilano portando i loro preziosi Crocifissi artistici, seguiti dall’Arca di San Fortunato .

    Il momento più spettacolare è la “rincorsa”: quando i portatori salgono di corsa gli scalini della Basilica di Santa Maria Assunta, quasi a voler portare il Santo in cielo tra l’applauso della folla .
    Subito dopo, il cielo di Camogli si illumina con i fuochi d’artificio (ore 23:15) e, sulla spiaggia, prendono vita i giganteschi falò dei quartieri (Porto, Pinetto e Risseu), vere e proprie sculture di legno preparate per settimane dai giovani del paese .

    Domenica 10 Maggio – Il Giorno della Sagra

    È il gran giorno. Il programma entra nel vivo:

    • 08:00: Apre il Mercatino di San Fortunato in via della Repubblica.
    • 09:45: Benedizione solenne del Padellone e del pesce in Piazza Colombo.
    • 10:00: INIZIA LA FRITTURA! E la successiva distribuzione (è richiesto un piccolo contributo di beneficenza per le porzioni) .
    • Novità 2026 – Gluten Free: Attenzione ai celiaci! Contemporaneamente, in Piazza Gaggini a Ruta, sarà attiva una postazione di frittura dedicata, con pesce senza glutine .
    • 12:00: Riapre lo stand gastronomico “La Sagra in Tavola” per il pranzo.

    Informazioni Utili: Come arrivare (e come tornare a casa)

    Viste le decine di migliaia di visitatori attesi (si stimano oltre 20.000 presenze), muoversi in auto nel centro di Camogli è fortemente sconsigliato. Ecco i servizi straordinari pensati dalla Regione Liguria :

    🚆 Treno notturno speciale (Imperdibile!)

    Per permettere a tutti di godersi i falò e i fuochi di sabato sera senza lo stress dell’auto, è stato predisposto un treno straordinario nella notte tra il 10 e l’11 maggio:

    • Partenza da Recco: ore 00:57
    • Fermata a Camogli: ore 01:00
    • Arrivo alla Spezia: ore 02:30 

    Inoltre, i due treni speciali per l’Adunata degli Alpini di Genova fermeranno anche a Camogli (intorno all’1:09 e all’1:35) .

    ⛴️ Il battello per San Fruttuoso

    La sagra è un’ottima scusa per visitare anche il resto del Golfo Paradiso. Domenica 10 maggio, la Golfo Paradiso servizi marittimi effettuerà corse aggiuntive. Potrete prendere un battello da Camogli e raggiungere la bellissima Abbazia di San Fruttuoso (corsa ogni ora circa) o fare un giro fino a Portofino o Genova .

    La domenica a Camogli è una delle esperienze più autentiche che la Liguria possa offrire in primavera. Non è solo una scorpacciata di pesce fritto, ma un tuffo in una tradizione che resiste da 74 anni, fatta di fede, fatica (quella dei volontari) e folklore. Preparate le scarpe comode e portate con voi la pazienza per la folla: ne varrà la pena.


    Info utili: Per aggiornamenti last minute, puoi contattare la Pro Loco Camogli al numero 0185 771066 o visitare il sito ufficiale www.welcomecamogli.it .

  • Barbagiuai: I Golosi Fagottini Fritti dell’Entroterra Ligure

    Barbagiuai: I Golosi Fagottini Fritti dell’Entroterra Ligure

    Nella cucina ligure esiste un tesoro nascosto che racchiude in un boccone tutto il sapore dell’autunno e della tradizione contadina: i Barbagiuai (o Barbagiuai, che significa “barba e giuggiole” , i principali ingredienti in dialetto ligure).

    Molto più di semplici fagottini fritti, i Barbagiuai sono un piatto della memoria, un simbolo di convivialità e un viaggio gastronomico diretto nel cuore dell’entroterra della Liguria di Ponente, in particolare nelle valli Argentina e Arroscia.

    Scopriamo insieme la loro storia, dove trovarli e, soprattutto, come prepararli in casa.

    Cosa Sono i Barbagiuai?

    I Barbagiuai sono deliziosi fagottini di pasta fresca, tipicamente triangolari o a mezzaluna, ripieni di un composto saporito a base di zucca o zucchine (in alcune varianti, di bietole o patate), formaggioerbe aromaticheprezzemolo aglio. La caratteristica principale? Vengono fritti fino a raggiungere una doratura perfetta e una croccantezza irresistibile.

    Il risultato è un contrasto di texture e sapori straordinario: la pasta esterna è croccante e leggera, mentre il ripieno è morbido, dolce e sapido al punto giusto. Sono irresistibili appena sfilati dall’olio bollente.

    Quando e Dove si Mangiano? Un piatto per le Feste (e non solo)

    In origine, i Barbagiuai erano un piatto legato alla festività di Ognissanti e alla Commemorazione dei Defunti (il 1° e 2 novembre). Si preparavano in grandi quantità per essere consumati in famiglia e offerti agli ospiti in un momento di ricordo e condivisione.

    Oggi, la loro bontà li ha resi un antipasto o uno stuzzichino richiestissimo tutto l’anno, soprattutto nelle sagre di paese (feste patronali) dell’entroterra imperiese. Li troverete fumanti per le strade di Triora, Badalucco, Montalto Ligure, Pieve di Teco e in tutti i borghi delle valli dove la tradizione è ancora viva.

    Sono il cibo di strada perfetto per una scampagnata autunnale o il protagonista di un aperitivo informale con gli amici.

    La Ricetta Autentica

    Preparare i Barbagiuai in casa è un gesto d’amore. Ecco la ricetta tradizionale.

    Ingredienti (per circa 25-30 pezzi):

    Per la pasta:

    • 500 g di farina 00
    • 1 uovo
    • 100 ml circa di acqua tiepida
    • 1 cucchiaino di sale
    • Olio EVO

    Per il ripieno:

    • 1 kg di zucca (violina o butternut, dal sapore dolce) o in alternativa zucchine
    • 200 g di formaggio grattugiato (un mix di Parmigiano Reggiano e Pecorino Sardo è l’ideale)
    • 2-3 cucchiai di formaggio fresco (ricotta o prescinsêua)
    • 1 cipolla dorata tritata finemente
    • 2 spicchi d’aglio tritati
    • Foglie di maggiorana fresca (o, in alternativa, basilico)
    • Prezzemolo tritato
    • Sale e pepe nero q.b.
    • Olio EVO per friggere

    Procedimento:

    1. Preparare la Pasta: Disporre la farina a fontana, aggiungere l’uovo, il sale e iniziare ad impastare incorporando l’acqua poco alla volta. L’impasto dovrà essere sodo, liscio ed elastico. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e farla riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti.
    2. Preparare il Ripieno: Pulire la zucca, tagliarla a cubetti e lessarla al vapore o lessarla in acqua fino a quando non sarà morbida. Scolare bene e schiacciarla con una forchetta o passarla allo schiacciapatate. È fondamentale che non sia acquosa.
      In una padella, far appassire la cipolla e l’aglio tritati con un filo d’olio. Unirli alla zucca insieme al formaggio grattugiato, al formaggio fresco, alle erbe aromatiche tritate, al sale e al pepe. Amalgamare bene il composto e lasciarlo raffreddare completamente.
    3. Formare i Barbagiuai: Stendere la pasta molto sottile (con matterello o macchina per la pasta) e ricavare dei cerchi del diametro di 8-10 cm. Al centro di ogni cerchio, mettere un cucchiaio di ripieno. Pieghare la pasta a metà, formando una mezzaluna, e sigillare bene i bordi premendo con i rebbi di una forchetta. Assicurarsi che siano ben chiusi per evitare che si aprano in frittura.
    4. Friggere: In un pentolino alto, scaldare abbondante olio di semi di arachide (o extravergine, ma attenzione al punto di fumo) fino a 170-180°C. Friggere pochi Barbagiuai per volta per non abbassare la temperatura dell’olio. Girarli per farli dorare uniformemente su entrambi i lati.
    5. Servire: Scolare i Barbagiuai su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Servirli caldissimi e croccanti.

    Con Cosa Abbinarli: Dalla Birra al Vino

    Il sapore deciso ma equilibrato dei Barbagiuai si presta ad abbinamenti semplici e genuini.

    • Vino Bianco: L’abbinamento classico è con un vino bianco fresco e aromatico che contrasti la sapidità del formaggio e pulisca il palato dal grasso della frittura. Un Vermentino dei Colli di Luni o un Pigato della Riviera Ligure di Ponente sono scelte eccellenti.
    • Vino Rosso: Chi preferisce il rosso può optare per un vino giovane e fruttato, poco tannico. Un Rossese di Dolceacqua leggermente fresco è perfetto.
    • Birra: Una birra artigianale bionda o una lager con una buona carbonazione sono un’ottima alternativa, soprattutto in contesti informali.
    • Cosa evitare: Vini troppo strutturati, barricati o molto tannici.

    I Barbagiuai sono più di una ricetta: sono un pezzo di storia e di cuore della Liguria. Prepararli è un modo per tenere viva una tradizione e per portare in tavola tutto il calore e il sapore autentico dell’entroterra.

    Hai mai assaggiato i Barbagiuai? La tua famiglia ha una variante speciale della ricetta?

  • La Frittura di Paranza in Liguria: Tradizione e Gusto

    La Frittura di Paranza in Liguria: Tradizione e Gusto

    La Liguria è una terra ricca di sapori legati al mare, e tra le sue specialità più amate c’è la frittura di paranza, un piatto semplice ma ricco di tradizione. Si tratta di una frittura mista di piccoli pesci, croccante e dorata, che racconta la storia della cucina marinara ligure.

    Cos’è la Frittura di Paranza?

    Il termine “paranza” deriva dal dialetto ligure e indica un misto di pesciolini appena pescati, solitamente alici, triglie, boghe, moscardini, calamaretti e gamberetti. L’importante è che il pesce sia fresco e di piccole dimensioni, per garantire una cottura uniforme e una croccantezza perfetta.

    La Ricetta Tradizionale

    Ingredienti (per 4 persone):

    • 500 g di pesce misto (alici, boghe, calamaretti, gamberetti)
    • Farina di grano tenero q.b.
    • Sale fino e sale grosso
    • Olio di semi di arachide per friggere
    • Limone a spicchi

    Procedimento:

    1. Pulire il pesce: sciacquarlo sotto acqua fredda e asciugarlo bene con carta assorbente. Se necessario, eviscerare i pesci più grandi, mentre i piccoli (come le alici) possono essere lasciati interi.
    2. Infarinare: passare il pesce nella farina, scuotendo per eliminare l’eccesso.
    3. Friggere: in una padella capiente, scaldare abbondante olio (deve essere ben caldo, circa 170°C). Friggere il pesce in piccole quantità per evitare che si attacchi.
    4. Scolare e salare: una volta dorato (in pochi minuti), togliere il pesce con una schiumarola e adagiarlo su carta assorbente. Condire con sale grosso.
    5. Servire: accompagnare con spicchi di limone e mangiare subito, ben caldo!

    Dove e Quando Gustare la Frittura di Paranza in Liguria

    La frittura di paranza è un piatto tipico delle trattorie e friggitorie liguri, soprattutto quelle vicino al porto. Alcuni luoghi dove assaggiarla:

    • Genova: Antica Friggitoria Carega, Trattoria da Maria
    • Camogli: Ristorante Bar Stella Marina
    • Santa Margherita Ligure: Trattoria Baicin
    • Chiavari: Osteria dell’Acciugheta

    È perfetta come antipasto o secondo piatto, soprattutto in estate, quando il pesce è più abbondante e saporito.

    Abbinamento con Vini Liguri

    Per accompagnare questa frittura, l’ideale è un vino bianco fresco e minerale:

    • Pigato: aromatico e leggermente speziato, perfetto con i sapori di mare.
    • Vermentino: fresco e agrumato, bilancia la sapidità del pesce.
    • Cinque Terre Bianco: un blend di Bosco, Albarola e Vermentino, elegante e persistente.

    Conclusioni

    La frittura di paranza è un must della cucina ligure, da gustare in compagnia con un buon bicchiere di vino locale. Se passate dalla Liguria, non perdete l’occasione di assaggiarla in una delle tante locande sul mare!

    E voi, l’avete mai provata?