Genova è una città di contrasti: il grigio dell’ardesia, il blu del mare e, inaspettatamente, il verde lussureggiante dei suoi parchi storici. Ad aprile, queste antiche tenute nobiliari si trasformano in veri e propri regni botanici, dove camelie, rose e alberi secolari incorniciano ville da fiaba.
Se vuoi vivere una giornata tra natura e storia, ecco i tre parchi di Genova che in primavera danno il meglio di sé.
1. I Parchi di Nervi: Un Balcone sulle Scogliere
È il polmone verde più amato dai genovesi. Un complesso di oltre 9 ettari nato dall’unione dei giardini di tre ville storiche (Gropallo, Saluzzo Serra e Grimaldi Fassio).
Cosa vedere ad aprile: Non puoi perdere il Roseto comunale. Proprio in questo mese iniziano a sbocciare le prime varietà delle oltre 800 tipologie di rose presenti. È un’esplosione di profumi e colori a pochi metri dalle onde.
L’esperienza: Passeggia tra i vialetti, saluta gli scoiattoli (molto amichevoli!) e poi scendi sulla Passeggiata Anita Garibaldi, la spettacolare scogliera a picco sul mare che collega il porticciolo di Nervi a Capolungo.
Ideale per: Un pic-nic elegante o una mattinata di lettura al sole.
2. Villa Durazzo Pallavicini (Pegli): Il Parco più Bello d’Italia
Situato a Genova Pegli, questo non è solo un parco, ma un viaggio teatrale e filosofico ideato nell’800 dal marchese Ignazio Pallavicini.
Cosa vedere ad aprile: È il momento magico della fioritura delle Camelie. Il parco ospita una delle collezioni più antiche e preziose d’Italia (il “Viale delle Camelie”). Camminare sotto questi alberi in fiore è come entrare in un dipinto dell’Ottocento.
Il percorso: Il parco è strutturato come un’opera lirica in tre atti: attraverserai il Castello del Capitano, grotte sotterranee (visitabili in barca!) e approderai al Tempio di Diana, al centro di un lago incantato.
Ideale per: Chi ama il mistero, l’esoterismo e la fotografia d’autore.
3. Villa Duchessa di Galliera (Voltri): Tra Cascate e Caprioli
Nell’estremo ponente genovese si trova questo parco immenso che sale verso la collina, offrendo scorci che ricordano la campagna inglese, ma con vista sul porto.
Cosa vedere ad aprile: Il Giardino all’Italiana davanti alla villa è un gioiello di geometrie e fioriture stagionali. Ma la vera sorpresa è più in alto: il recinto dei daini e dei caprioli, dove gli animali vivono in semilibertà.
L’esperienza: Risali il sentiero fino al Santuario delle Grazie. Lungo la strada incontrerai cascate artificiali e “finte” rovine medievali che rendono l’atmosfera sospesa nel tempo.
Ideale per: Famiglie con bambini e amanti del trekking leggero.
Consigli pratici per la visita
Come arrivare: Il modo migliore per raggiungere Nervi (Levante) e Pegli/Voltri (Ponente) è il treno regionale. Le stazioni sono a pochissimi passi dagli ingressi dei parchi, evitandoti l’incubo del parcheggio.
Orari: Ad aprile i parchi seguono l’orario estivo, restando aperti fino al tramonto (solitamente intorno alle 19:00).
Ingresso: Mentre i Parchi di Nervi e Villa Galliera sono ad accesso libero, Villa Durazzo Pallavicini prevede un biglietto d’ingresso (ben speso per la manutenzione di un sito UNESCO).
Dopo la visita a Villa Pallavicini a Pegli, non dimenticare di fermarti sul lungomare per un cono di panissa fritta o una granita artigianale: è il rito di chiusura perfetto per una giornata primaverile.
C’è una Liguria che non si svela al primo sguardo, quella che si nasconde oltre il frastuono delle località balneari e il viavai delle città d’arte. È una Liguria silenziosa, fatta di pietra, boschi e antiche mulattiere, che aspetta solo di essere riscoperta camminando a passo lento. Marzo, con le sue giornate che si allungano e il clima mite, è il momento perfetto per calzare gli scarponi e mettersi in viaggio su quelli che un tempo erano i sentieri dell’Antica Repubblica di Genova.
La “Superba”, come veniva chiamata la Repubblica di Genova, non era solo una potenza marinara che dominava il Mediterraneo. Il suo potere si estendeva ben oltre la costa, penetrando nell’entroterra attraverso una fitta rete di percorsi che collegavano il mare ai borghi dell’interno, valicando Appennini e Alpi Liguri. Erano le vie dei mercanti, dei pellegrini, dei contrabbandieri e dei “saltatori”, i corrieri che trasportavano merci e notizie da una parte all’altra del territorio.
Oggi, questi percorsi sono diventati itinerari di turismo lento, perfetti per chi vuole immergersi nella natura, scoprire borghi medievali e respirare la storia di una regione che ha molto da raccontare. Ecco i sentieri imperdibili per un viaggio nel tempo a piedi.
Sulla Via dell’Acqua: L’Acquedotto Storico di Genova
Iniziamo il nostro viaggio nel cuore del levante genovese, con un percorso che è un vero e proprio monumento all’ingegneria idraulica: il Sentiero dell’Acquedotto Storico di Genova. Questa antica struttura, edificata già in epoca romana e ampliata durante il medioevo fino al Seicento, ha garantito per secoli l’approvvigionamento idrico della città e del suo porto . Le sue acque provenivano dalle sorgenti dell’alta Val Bisagno e, attraverso un percorso di circa 40 chilometri, raggiungevano il centro cittadino .
Oggi, gran parte del tracciato è percorribile a piedi e regala un’esperienza unica. La particolarità di questo sentiero è che è quasi totalmente pianeggiante, ricalcando il percorso dell’antica condotta che, per far scorrere l’acqua, doveva mantenere una pendenza minima e costante . Questo lo rende adatto anche a famiglie con bambini abituati a camminare, seppur con la necessaria attenzione in alcuni tratti privi di protezioni a valle .
Dettagli del percorso:
Punto di partenza consigliato: Località La Presa o Cavassolo, in alta Val Bisagno .
Lunghezza: Variabile a seconda del tratto scelto; ad esempio, da Prato alla vecchia Chiesa di Molassana si percorrono circa 5 km in 1,5-2 ore .
Difficoltà: Facile (T), adatto a tutti.
Periodo ideale: Primavera, autunno e inverno in giornate soleggiate .
Lungo il cammino, immersi in un paesaggio che alterna tratti di campagna incontaminata a scorci urbani, si incontrano vere e proprie meraviglie architettoniche. Imperdibile il ponte-canale sul Rio Torbido, che da solo vale l’intera gita . Ma i veri gioielli sono i due imponenti ponti-sifone: quello sul Rio Geirato, costruito nel 1777, lungo oltre 600 metri e sorretto da 22 arcate, e quello sul Rio Veilino, risalente al 1837 su progetto dell’architetto Barabino, che con le sue 19 arcate scavalca letteralmente il Cimitero Monumentale di Staglieno, offrendo una vista spettacolare .
Info utili: I ponti-sifone sono aperti al pubblico solo in alcuni giorni del mese, gestiti da associazioni locali. Per verificare gli orari e non perdervi lo spettacolo, è consigliabile contattare il Circolo Sertoli (per il ponte Geirato) o l’associazione Aegua Fresca (per il ponte Veilino) .
Sulla Cresta del Levante: La Passeggiata Anita Garibaldi a Nervi
Spostandoci lungo la costa, nel quartiere genovese di Nervi, troviamo uno dei luoghi più romantici e suggestivi della città: la Passeggiata Anita Garibaldi, conosciuta semplicemente come la passeggiata di Nervi .
Nata a metà Ottocento per volere del marchese Gaetano Gropallo, che trasformò un antico sentiero di pescatori e contadini in una vera e propria passeggiata a mare, si snoda per circa 2 km a picco sulle rocce, regalando viste mozzafiato sul Golfo di Genova e sul promontorio di Portofino . Il percorso collega il pittoresco porticciolo di Nervi con l’antico scalo di Capolungo.
Camminare qui è un’esperienza che unisce natura e storia. Lungo il tragitto si incontra la suggestiva Torre Gropallo, risalente alla metà del Cinquecento e parte del sistema difensivo contro i corsari, oggi sede della sezione locale dell’Associazione Nazionale Alpini . La passeggiata, completamente pedonale dal 1959, è il luogo ideale per una camminata rigenerante con lo sguardo perso nel blu del mare .
L’Alta Via dei Monti Liguri: Il Sentiero di Crinale
Per chi cerca un’esperienza più impegnativa e totale, l’Alta Via dei Monti Liguri (AVML) rappresenta il sogno di ogni escursionista. Si tratta di un percorso di circa 415-440 km che percorre tutto l’arco montuoso ligure, da Ventimiglia (a ovest) a Ceparana (a est), tenendosi idealmente sulla linea di spartiacque tra il mar Ligure e la pianura Padana .
Questo sentiero, curato dal Club Alpino Italiano, non è solo un’esperienza naturalistica di altissimo livello, ma anche un viaggio nella storia. Per secoli, questi crinali sono stati percorsi da eserciti, mercanti e pastori, e le tracce di quel passato sono ancora visibili: antichi forti, insediamenti rurali abbandonati, percorsi militari e cippi di confine .
Le tappe più suggestive:
Tappa 1 (Ventimiglia – La Colla): Attraversa le valli Nervia e Roia, passando accanto ai suggestivi calanchi di Terre Bianche e offrendo viste sull’antico borgo di Dolceacqua con il suo castello .
Tappa 3 (Area del Melogno): Qui si incontrano i “Giganti di pietra” sul Monte Galero e i monoliti di Rocca Barbena, oltre a imponenti fortificazioni napoleoniche e ottocentesche . Un tratto di questa tappa (da Giogo di Giustenice a Colle del Melogno) è percorribile anche in mountain bike, attraversando la splendida Foresta della Barbottina .
Tappa 5 (Piani di Praglia): Panorami aperti sui Laghi del Gorzente e sul Passo della Bocchetta .
Tappa 7 (Monte Zatta – Aveto): Conduce al Parco Naturale Regionale dell’Aveto, tra laghetti glaciali e antichi sentieri medievali .
Sulle Vie dei Pellegrini e dei Mercanti
Oltre ai grandi percorsi, la Liguria è attraversata da una miriade di sentieri minori, un tempo vitali per l’economia e la cultura locale, oggi perfetti per escursioni alla scoperta di borghi e tradizioni.
Il Sentiero del Pellegrino (Noli – Varigotti): Questo suggestivo itinerario di circa 6,6 km collega due perle del savonese: l’antica Repubblica Marinara di Noli e il caratteristico villaggio di pescatori di Varigotti . Il percorso, che segue le antiche vie di pellegrinaggio, si snoda tra la macchia mediterranea e panorami mozzafiato sul mare, toccando luoghi ricchi di fascino come i ruderi della Chiesa di Santa Margherita, l’Eremo del Capitano D’Albertis, la suggestiva Grotta dei Falsari (detta anche Grotta dei Briganti) e la Torre delle Streghe . Un’esperienza che unisce natura, spiritualità e storia .
Borghi di Ponente: vie di pietra che abbracciano il mare: Nei territori di Cervo, Diano Arentino e Villa Faraldi, un progetto chiamato “Borghi di Ponente” sta recuperando l’antico reticolo di mulattiere che un tempo collegava i borghi dell’entroterra . A marzo, il risveglio della natura rende questi percorsi ancora più affascinanti. A Villa Faraldi, ad esempio, si possono seguire itinerari come “Tra Santi e Oratori” che collegano le frazioni passando per antichi oratori e chiese, in un paesaggio di ulivi secolari . A Diano Arentino, la primavera è animata dalla rassegna Trek & Jazz, che combina facili camminate con concerti di musica jazz in luoghi suggestivi come l’agri-sport Ca’ di Cuni . Infine, a Cervo, una visita al Parco del Ciapà offre, a marzo, la possibilità di ammirare le prime orchidee selvatiche che sbocciano nella macchia mediterranea .
Val Borbera: sulle tracce di borghi fantasma: Al confine tra Liguria e Piemonte, nell’alta Val Borbera, si snoda un trekking suggestivo che conduce ai resti di antichi borghi abbandonati, come Chiapparo e i Casoni dei Rissotti. Il percorso, di circa 12 km, si inoltra in castagneti secolari, dove si possono ammirare le tecniche costruttive in pietra di antichi villaggi rurali, ormai fantasma, e raggiungere la frazione di Magioncalda, con il suo mulino ad acqua restaurato . Un vero e proprio viaggio nella memoria e nella storia dell’Appennino ligure.
Consigli per il Viaggiatore Lento
Abbigliamento e attrezzatura: Scarponcini da trekking, abbigliamento a strati, zaino con acqua e provviste. Non dimenticate una macchina fotografica per immortalare i panorami.
Info e tracce GPS: Per l’Alta Via e i percorsi più complessi, è utile consultare i siti del CAI o scaricare le tracce GPX disponibili online . Per i ponti dell’Acquedotto, verificate le aperture .
Rispetto e lentezza: Il turismo lento è anche rispetto per l’ambiente e per i luoghi che si visitano. Camminate con calma, ascoltate i suoni della natura, fermatevi nei borghi a parlare con la gente del posto.
Marzo è il mese del risveglio, e quale modo migliore per accogliere la primavera se non mettendosi in cammino sui sentieri che hanno fatto la storia della Liguria? Dall’acquedotto di Genova ai crinali dell’Alta Via, dalle mulattiere dei pellegrini ai borghi dell’entroterra, ogni passo è un tuffo nel passato e un abbraccio alla natura più autentica. Il turismo lento non è solo un modo di viaggiare, ma una filosofia: quella di riscoprire il piacere della scoperta, un passo dopo l’altro.