porcini

  • Un maggio da cercatori di funghi: guida agli itinerari dell’entroterra tra Valle Argentina e Alta Val Trebbia

    Un maggio da cercatori di funghi: guida agli itinerari dell’entroterra tra Valle Argentina e Alta Val Trebbia

    C’è un’altra Liguria, oltre quella dei caruggi a picco sul mare e delle spiagge assolate. È una terra di boschi silenziosi, di crinali che profumano di resina e di sentieri che si perdono tra faggi e castagni secolari. È l’entroterra, e a maggio, per chi sa guardare sotto le foglie, regala uno dei suoi tesori più preziosi: i funghi primaverili.

    Mentre i primi turisti si radunano sulla costa, i cercatori esperti infilano gli stivali e si addentrano nelle valli. Non è ancora l’alta stagione dei porcini, ma in questo periodo la natura offre altre meraviglie: le ricercatissime spugnole (morchelle), i profumati prugnoli, e i primi, timidi boleti estivi.

    E il momento è perfetto. Fino al 4 giugno 2026, la Liguria celebra il Maggio dei Parchi, un calendario ricco di escursioni guidate che rappresentano l’occasione ideale per avvicinarsi a questa pratica in sicurezza, scoprendo i luoghi più suggestivi dell’Alta Valle Argentina e dell’Alta Val Trebbia .


    Cosa si trova a maggio? I funghi del mese

    Contrariamente a quanto si pensi, maggio è un mese molto interessante per la micologia. Le piogge primaverili e le temperature miti creano le condizioni ideali per la crescita di alcune specie pregiate .

    Ecco i protagonisti del sottobosco in questo periodo:

    1. La Regina: la Spugnola (Morchella spp.)
    È il fungo più ambito della primavera. Con il suo cappello a forma di alveare, è facilmente riconoscibile e ha un profumo e un sapore inconfondibili. Cresce in zone sabbiose, vicino a fiumi, in vecchi frutteti o sotto i frassini .
    ⚠️ Attenzione: Le spugnole vanno sempre consumate ben cotte per neutralizzare eventuali tossine termolabili. Inoltre, occhio alle Gyromitre (spugnole bastarde), che hanno il cappello rugoso ma non alveolato e sono tossiche .

    2. Il Classico: il Prugnolo (Calocybe gambosa)
    Se vedete dei bei funghi bianchi, carnosi, che spuntano nei prati o ai bordi dei boschi, probabilmente sono loro. Il prugnolo ha un profumo tipico che ricorda la farina fresca. È ottimo trifolato o nelle frittate.
    ⚠️ Attenzione: È uno dei funghi più facili da confondere con specie tossiche come l’Entoloma lividum (che causa gravi disturbi gastrointestinali) o l’Inocybe erubescens (mortale). Mai raccogliere se non si è sicurissimi .

    3. L’Anticipatore: Il Porcino Estivo (Boletus aestivalis)
    Verso la fine del mese, negli anni caldi e umidi, i primi porcini iniziano a fare capolino nei boschi di latifoglie (querce, castagni) dell’entroterra. Non sono abbondanti come in autunno, ma trovarne uno è una gioia immensa per il cercatore .


    Itinerario 1: Alta Valle Argentina – tra streghe e funghi

    La Valle Argentina, nell’entroterra di Imperia, è una delle culle della tradizione micologica ligure. I boschi che si inerpicano verso il Monte Monega e il Passo Teglia sono habitat ideali per le spugnole e i prugnoli.

    Il contesto: Questa valle è famosa per Triora, il “paese delle streghe”, ma anche per la sua natura selvaggia. Partecipando al Maggio dei Parchi 2026, puoi unire la micologia alla scoperta storica.

    🗓️ Appuntamenti da non perdere (Maggio 2026)

    Il programma del Parco delle Alpi Liguri offre diverse escursioni che toccano questi ambienti:

    • Domenica 10 Maggio: Itinerario ad anello tra i borghi di Andagna, Corte e Triora. Un percorso che alterna fioriture, panorami e suggestioni medievali .
    • Sabato 16 Maggio: Salita da Gouta al Monte Terca. Un trekking più impegnativo nell’Alta Val Nervia (zona limitrofa) per avere una vista a 360 gradi sulle Alpi Marittime .
    • Domenica 31 Maggio (Imperdibile per esperti): Trekking dal Passo Teglia al Monte Monega. Questo è l’itinerario regina per i cercatori: si superano i 1500 metri di quota, frequentando pascoli e ambienti alpini dove, con la giusta umidità, si possono trovare le primizie .

    📌 Consiglio per il cercatore: Nella Valle Argentina, cerca i fondovalle vicino ai corsi d’acqua e le radure assolate ai margini dei boschi di conifere. Le spugnole amano i terreni sabbiosi e disturbati, mentre i prugnoli preferiscono i prati stabili .


    Itinerario 2: Alta Val Trebbia – il wilderness ligure

    Spostandosi verso est, tra Genova e Piacenza, l’Alta Val Trebbia offre un paesaggio quasi appenninico, fatto di fitti castagneti e faggete che trattengono l’umidità più a lungo. Qui la raccolta è più tradizionale e legata ai porcini estivi e ai prugnoli.

    Cosa cercare: In questa valle, concentrati sui versanti esposti a nord, dove il sole scotta meno e il terreno resta umido. Le faggete sono il luogo ideale per trovare le prime amanite (come l’Amanita cesarea, se il caldo è precoce, ma attenzione alle false Amanite muscaria).

    Come esplorarla: A differenza della Valle Argentina, dove il Maggio dei Parchi offre molte guide, la Val Trebbia richiede spesso un approccio più autonomo. Il consiglio è di seguire i sentieri CAI che partono da Torriglia o Montebruno o partecipare alle iniziative del vicino Parco dell’Antola.


    Guida alla raccolta sicura e consapevole

    Uscire a cercare funghi è un’attività meravigliosa, ma in Liguria (come in tutta Italia) è regolamentata da norme precise. Ecco un vademecum per non avere sorprese:

    📋 Le Regole d’Oro

    1. Tesseramento e Permessi: Per raccogliere funghi in Liguria è obbligatorio il tesseramento (pagamento di un contributo regionale). Dovete essere in possesso di un tagliando o di una ricevuta di pagamento valida per la giornata o per la stagione.
    2. Attrezzatura Corretta: Il coltello è obbligatorio per tagliare il fungo (non va mai strappato per non danneggiare il micelio). Usate cesti di vimini (non secchielli di plastica), perché permettono alle spore di cadere e diffondersi durante la camminata.
    3. Limiti di Raccolta: Ogni raccoglitore ha un limite giornaliero (solitamente 3 kg, ma verifica le ordinanze locali).
    4. La Regola della Certezza: Mai mangiare un fungo di cui non si è certi al 100%. “Se hai il dubbio, lascialo dove sta”.
    5. Controllo Obbligatorio: In Italia, tutti i funghi freschi destinati al consumo devono essere sottoposti a controllo micologico presso l’ASL o da un ispettore abilitato del gruppo micologico. Molti comuni liguri offrono questo servizio gratuito il lunedì mattina.

    🌱 Rispetto per l’Ambiente

    Quando andate per funghi, state entrando in un’area protetta (spesso un Parco). Non lasciate rifiuti, non calpestate la vegetazione circostante e ricordate che il bosco è casa di animali, insetti e piante. Raccogliete solo ciò che vi serve .


    Portare a casa il “Bottino”: ricetta semplice

    Che abbiate trovato tre prugnoli o una manciata di spugnole, il modo migliore per gustarli è esaltarne il sapore senza coprirlo.

    Spugnole trifolate (il classico ligure):

    • Pulite le spugnole con un pennello (non lavatele sott’acqua, assorbono troppa acqua).
    • Tagliatele a pezzi (sono cave, quindi attenzione agli insetti).
    • In padella, fate sciogliere del burro con uno spicchio d’aglio in camicia.
    • Aggiungete le spugnole e fate saltare a fiamma alta per 10-15 minuti fino a quando non avranno perso tutta la loro acqua.
    • Sfumate con del vino bianco secco (Vermentino ligure, ovviamente).
    • Servite su crostini di pane caldo o come condimento per una tagliatella fresca.

    Un consiglio finale: Se è la tua prima uscita, affidati alle guide del Maggio dei Parchi 2026. Oltre a portarti nei posti giusti (come le escursioni al Monte Monega del 31 maggio o quelle in Valle Argentina del 10 e 16 maggio), ti insegneranno a riconoscere le specie commestibili da quelle tossiche . È l’investimento migliore per trasformare una semplice passeggiata in una vera caccia al tesoro profumata.

    Buona fortuna, e che il bosco sia con te

  • A Tavola con l’Autunno: Le migliori ricette liguri a base di funghi

    A Tavola con l’Autunno: Le migliori ricette liguri a base di funghi

    L’autunno in Liguria ha un sapore preciso: è quello intenso, terreo e profondamente gratificante dei funghi di bosco. Porcini, finferli, gallinacci e le altre prelibatezze che nascono nei nostri boschi sono i protagonisti indiscussi della cucina di stagione.

    Dopo una giornata passata a cercarli tra i castagni e le faggete dell’entroterra, non c’è niente di meglio che trasformare il raccolto (dopo il controllo obbligatorio ASL!) in piatti che profumano di tradizione e di casa. Ecco un viaggio tra le migliori ricette a base di funghi della Liguria e i consigli per abbinarle ai vini giusti.

    1. Tagliolini con i Porcini (o Funghi Misti)

    Il piatto simbolo per eccellenza. La semplicità di questa ricetta esalta al massimo il sapore autentico del fungo.

    • Come si fa: Soffriggere leggermente aglio e prezzemolo in olio extravergine ligure. Unire i funghi porcini (e/o altri funghi misti) tagliati a fettine e farli trifolare a fuoco vivace. Salare e pepare. Nel frattempo, cuocere i tagliolini (o le tagliatelle) all’uovo fatte in casa. Scolarli al dente e saltarli velocemente in padella con il condimento di funghi, aggiungendo un mestolo d’acqua di cottura per creare una cremina leggera. Finire con una generosa spolverata di Parmigiano Reggiano.
    • Il Segreto: Usare funghi freschissimi e non lavarli mai sotto l’acqua, ma pulirli con un panno umido o una spazzolina per non far assorbire loro acqua.
    • L’Abbinamento: Un Vermentino dei Colli di Luni strutturato e minerale o un Pigato con la sua nota aromatica reggono splendidamente l’intensità del piatto senza sovrastarlo.

    2. Risotto ai Funghi Porcini

    Un classico comfort food che scalda le serate d’autunno. La cremosità del riso è il contenitore perfetto per il sapore deciso dei porcini.

    • Come si fa: Far appassire una cipolla finemente tritata in burro e olio. Unire il riso (Carnaroli o Arborio) e tostarlo. Sfumare con un goccio di vino bianco secco. Aggiungere i porcini tritati grossolanamente e procedere con la cottura aggiungendo brodo vegetale caldo poco alla volta. A fine cottura, mantecare con burro e Parmigiano Reggiano per un risultato cremoso.
    • Il Segreto: Per un profumo ancor più intenso, usare anche qualche fungo secco, reidratato e tritato, nel brodo.
    • L’Abbinamento: Opta per un rosso non troppo tannico ma elegante. Un Rossese di Dolceacqua leggermente fresco o un Ciliegiolo dell’entroterra spezzino sono scelte eccellenti.

    3. Funghi alla Ligure (Fungi in tecia)

    Questa è la preparazione più semplice e forse la più amata dai puristi. Si tratta di funghi trifolati secondo la tradizione ligure.

    • Come si fa: In una padella, far appassire aglio e prezzemolo in abbondante olio extravergine ligure. Unire i funghi (porcini, finferli, ovuli) tagliati a spicchi o a fettine e cuocere a fuoco vivace. Salare, pepare e a fine cottura aggiungere un’ultima spruzzata di prezzemolo fresco tritato.
    • Il Segreto: Cuocere i funghi in una padella larga, senza sovrapporli troppo, per farli rosolare bene e non farli bollire.
    • L’Abbinamento: Perfetti come contorno per arrosti di carne (soprattutto vitello o maiale), ma anche su una fetta di pane bruscato come antipasto. In questo caso, abbinati a un Ormeasco di Pornassio o a un Dolcetto dell’ovadese.

    4. Polenta con i Funghi

    Un piatto della tradizione contadina dell’entroterra, robusto e saporito, ideale per una domenica fredda.

    • Come si fa: Preparare una polenta morbida di grano saraceno (o gialla). Nel frattempo, preparare un ricco sugo di funghi misti trifolati con aglio, prezzemolo e pomodoro (o senza, per una versione più “bianca”). Servire la polenta calda nei piatti con sopra una generosa porzione di funghi e il loro sugo.
    • Il Segreto: Una macinatura grossa della polenta le dona una texture rustica e autentica.
    • L’Abbinamento: Serve un vino rosso di carattere. Un Colli di Luni Rosso o un Barbera piemontese delle valli confinanti sono l’ideale.

    5. Frittura di Funghi (Mazze di Tamburo e non solo)

    Una delizia croccante e irresistibile, perfetta come antipasto o stuzzichino.

    • Come si fa: Pulire le mazze di tamburo (o altri funghi adatti come le colombine) e tagliarle a fette non troppo sottili. Passarle in una pastella leggera fatta con farina, acqua gassata fredda (o birra) e un pizzico di sale. Friggerle in olio di semi bollente fino a quando non sono dorate e croccanti. Scolare su carta assorbente e salare.
    • Il Segreto: La pastella deve essere fredda e liquida, non densa, per risultare leggera e non unta.
    • L’Abbinamento: Uno spumante metodo classico come il Granaccia o un Bianchetta Genovese giovane e frizzante. La bollicina pulisce il palato e contrasta perfettamente la frittura.

    6. Torta di Funghi

    Una torta salata rustica, perfetta per una picnic autunnale o per un pranzo in famiglia.

    • Come si fa: Stendere una sfoglia di pasta brisé in una tortiera. Farcire con un composto di funghi misti trifolati (ben scolati dal loro sugo), mescolati a ricotta, uova, formaggio grattugiato e erbe aromatiche (maggiorena o timo). Cuocere in forno a 180°C fino a quando la superficie sarà dorata.
    • Il Segreto: Pre-cuocere leggermente la base della sfoglia (con dei pesi sopra) per evitare che si inzuppi.
    • L’Abbinamento: Un bianco aromatico e di medio corpo come un Pigato o un Rollo di Campochiesa si sposano alla perfezione con la ricchezza della torta.

    L’autunno in Liguria è una festa per il palato. Ogni piatto racconta la storia di un territorio generoso e di una tradizione culinaria che sa valorizzare i doni del bosco con rispetto e semplicità.

    Qual è la tua ricetta con i funghi preferita?