tradizioni liguri

  • Borgio Verezzi: un gioiello di pietra rosa tra mare e collina

    Borgio Verezzi: un gioiello di pietra rosa tra mare e collina

    Sulla Riviera delle Palme, tra Finale Ligure e Pietra Ligure, si trova uno dei borghi più affascinanti della Liguria: Borgio Verezzi. Membro del prestigioso club dei “Borghi più belli d’Italia” , questo comune è in realtà il frutto dell’unione di due anime distinte: Borgio, il borgo marinaro che si affaccia sul mare, e Verezzi, l’insediamento agricolo fortificato arroccato sulla collina . Passeggiare tra i suoi vicoli significa immergersi in un libro di pietra che racconta millenni di storia.

    Cenni storici: dalla preistoria alla fusione

    Le origini del territorio affondano in epoca antichissima. Prima dell’arrivo dei Romani, quest’area era occupata dal popolo dei Liguri, che furono sottomessi dall’esercito romano solo con grande difficoltà nel 181 a.C. . Già in epoca romana, lungo la via Julia Augusta, sorse un primo nucleo abitato .

    Durante il Medioevo, i due borghi erano già noti come Borgum Albinageneum e Veretium, sotto il controllo della vicina Albenga . Dopo un breve periodo sotto la famiglia Del Carretto di Finale, il territorio passò alla Repubblica di Genova verso la fine del 1300 . In questo periodo, la località di Borgio era particolarmente vulnerabile agli assalti dei pirati saraceni, tanto che tra il 1564 e il 1588 vennero edificati una torre d’avvistamento e un forte, ancora oggi visibili .

    Bisognerà attendere il 1933 per vedere i due borghi unirsi in un unico comune, che oggi conta poco più di 2.000 abitanti . Il nome “Borgio” deriva dal latino burgus (centro abitato), mentre “Verezzi” ha probabili origini preromane .

    L’identità del borgo: la Pietra Rosa e le quattro borgate

    Ciò che rende unico il centro storico di Borgio Verezzi è la Pietra Rosa, un calcare fossile estratto dalle cave storiche sopra il borgo . Questo materiale, formatosi circa 15 milioni di anni fa quando l’area era un fondale marino, contiene fossili di conchiglie e organismi marini perfettamente conservati . Ogni casa, portale e scalinata del centro storico è costruita con questa pietra che, a seconda della luce, assume sfumature che vanno dal rosa pallido all’ocra .

    Il borgo di Verezzi si frammenta in quattro borgate storiche: Poggio, Piazza, Roccaro e Crosa, collegate tra loro da antiche creuze (sentieri acciottolati) . Da non perdere il “mulino fenicio”, in realtà una macina in pietra di epoca pre-romana, che testimonia l’antichissima frequentazione del sito .

    Cosa vedere e fare

    Il Festival Teatrale e le Grotte

    Borgio Verezzi è noto in tutta Italia per il suo Festival Teatrale, fondato nel 1967 e che ogni estate anima la suggestiva Piazzetta Sant’Agostino con spettacoli di alto livello, dai classici (Goldoni, Shakespeare, Pirandello) a opere contemporanee . Imperdibile è la visita alle Grotte di Borgio Verezzi, dette anche “Valdemino”, un classico esempio di fenomeno carsico scoperto nel 1933 .

    Cosa assaggiare: le Lumache alla Verezzina

    La tradizione gastronomica di Borgio Verezzi ha un piatto simbolo: le Lumache alla Verezzina, una ricetta così importante da aver ottenuto la De.Co. (Denominazione Comunale) . Si tratta di un piatto antico, tradizionalmente servito il 22 luglio in occasione di Santa Maddalena e protagonista dell’omonima sagra estiva .

    La ricetta prevede una lunga cottura in umido con ingredienti che esaltano i sapori del territorio: le lumache vengono cucinate con olio d’oliva, pinoli, rosmarino, cipolla, prezzemolo, aglio, pomodori e funghi secchi . Per gli amanti del mare, i ristoranti del borgo offrono ottime alternative a base di pesce, come la tartare di gamberi, il polpo e i tagliolini al nero di seppia .

    Come arrivare a Borgio Verezzi

    In auto
    Il borgo è facilmente raggiungibile dall’autostrada A10 Genova-Ventimiglia, con due uscite vicine:

    • Uscita Finale Ligure
    • Uscita Pietra Ligure 
      Da entrambe le uscite, seguire le indicazioni per Borgio Verezzi.

    In treno
    Le stazioni ferroviarie più vicine sono:

    • Borgio Verezzi (la più comoda)
    • Finale Ligure Marina
    • Pietra Ligure 

    In autobus
    Diverse linee di autobus servono il territorio, con fermate principali a Borgio – Stazione FS (Via Aurelia) .

  • Sagra della Lumaca a Molini di Triora: il 13 settembre 2026 il gusto incontra la terra.

    Sagra della Lumaca a Molini di Triora: il 13 settembre 2026 il gusto incontra la terra.

    Nel suggestivo entroterra ligure, tra le valli della provincia di Imperia, si nasconde un piccolo borgo che ogni anno si anima per celebrare uno dei protagonisti più umili ma amati della cucina contadina: la lumaca. Molini di Triora, con le sue case in pietra e i vicoli acciottolati, ospita domenica 13 settembre 2026 la Sagra della Lumaca, giunta quest’anno alla 50ª edizione.

    Un borgo nato dall’acqua

    Per comprendere appieno il fascino di questo evento, bisogna partire dal nome del paese. Molini di Triora deve la sua esistenza ai 23 mulini ad acqua che un tempo sfruttavano la forza del fiume Argentina per macinare grano e castagne, trasformandoli in farina. Oggi di quei mulini ne sono visibili solo due, ma il legame con la tradizione e la cultura rurale è rimasto intatto e si manifesta ogni settembre in questa festa che celebra la cucina povera e autentica.

    Le vie del borgo si trasformano in un percorso sensoriale dove il cibo diventa narrazione e memoria collettiva, e la comunità apre le porte ai visitatori per condividere un momento di autentica convivialità ligure.

    Le lumache, regine della tavola

    Protagoniste indiscusse sono le lumache, cucinate secondo ricette tramandate di generazione in generazione. Durante la sagra vengono preparati oltre 250 chili di lumache in un grande paiolo, che compaiono in molteplici varianti:

    • In umido con pomodoro
    • Con aglio e prezzemolo
    • In zuppe corpose e saporite
    • Aromatizzate con le erbe tipiche della Liguria

    Ogni preparazione racchiude il sapere di chi ha appreso questi segreti gastronomici all’interno delle proprie famiglie. Accompagnano il tutto vini locali, formaggi di malga e dolci della tradizione ligure, trasformando la tavola in un’esperienza conviviale autentica.

    Attività e intrattenimento

    La festa coinvolge l’intero borgo con attività per tutte le età:

    • Stand gastronomici e mercatini di prodotti locali e artigianato
    • Giochi gonfiabili per i più piccoli
    • Gara delle lumache, l’appuntamento più divertente per bambini e adulti
    • Concorso gastronomico “Lumaca d’Oro” (Golden Snail), che premia le migliori preparazioni
    • Musica popolare che anima le serate

    Un territorio da scoprire

    Molini di Triora si trova a 460 metri sul livello del mare, circondato da boschi di castagni e querce. Il paese, con i suoi caratteristici carrugi (vicoli stretti), custodisce un patrimonio architettonico di pregio, con portali in pietra lavorati e case che raccontano secoli di storia.

    Il territorio offre numerose opportunità per gli escursionisti, con sentieri che si inoltrano nella Valle Argentina e collegano il borgo alle frazioni vicine. A pochi chilometri si trova Triora, il celebre “borgo delle streghe”, meta imperdibile per chi visita la zona.

    Come arrivare a Molini di Triora

    In auto

    Molini di Triora si trova nell’entroterra della provincia di Imperia, nella Valle Argentina. L’accesso più comodo è dall’autostrada A10 (direzione Ventimiglia), uscendo a Taggia o Sanremo e proseguendo verso l’interno sulla SP548 della Valle Argentina.

    Il paese si trova a circa 26 km da Imperia e il viaggio in auto impiega circa 25-30 minuti.

    In autobus

    La soluzione più economica per raggiungere il borgo è l’autobus. La linea 16 di Riviera Trasporti collega Sanremo e Arma di Taggia a Molini di Triora con corse regolari, con fermata in Via Argentina. Il tragitto da Arma di Taggia dura circa 59 minuti.

    In treno

    La stazione ferroviaria più vicina è Taggia-Arma, sulla linea Genova-Ventimiglia. Dalla stazione, è possibile proseguire con l’autobus linea 16 per Molini di Triora.

    Da Milano (per i foresti più golosi)

    • In auto: circa 267 km, 3 ore di viaggio
    • In treno + autobus: circa 6 ore e 30 minuti, con prezzi a partire da 22-30 €

    Un’esperienza che unisce gastronomia, cultura e paesaggi autentici, per scoprire la Liguria più vera, quella che si trova al di là del mare, tra colline e vallate dove le tradizioni resistono al tempo.

  • Funghi in Liguria a settembre: un tesoro dell’entroterra

    Funghi in Liguria a settembre: un tesoro dell’entroterra

    Settembre in Liguria porta con sé i profumi dell’autunno che iniziano a mescolarsi a quelli dell’estate che volge al termine. È in questo magico periodo che l’entroterra ligure si anima di un rito collettivo e gustoso: la celebrazione del fungo, uno dei prodotti più amati e caratteristici della tradizione culinaria regionale.

    Le vallate dell’entroterra, tra castagni e faggi, si trasformano in un paradiso per i cercatori di funghi, ma anche per i golosi che desiderano assaporarli nei piatti della tradizione. Sono diverse le sagre e le feste che, tra settembre e ottobre, celebrano questo “oro dei boschi”, con un ricco calendario di eventi che attira visitatori da tutta Italia.

    Le principali sagre del fungo in Liguria

    🍄 La Sagra del Fungo di Masone (Valle Stura, Genova)

    Uno degli appuntamenti più longevi e attesi è la Sagra del Fungo di Masone, giunta alla 28ª edizione. Il paese dell’entroterra genovese, grazie alla sua posizione nel cuore della Valle Stura, è da sempre legato alla cultura del fungo. L’evento si svolge in due fine settimana intensi: il primo da venerdì 11 a domenica 13 settembre e il secondo da venerdì 18 a domenica 20 settembre 2026 .

    Il ristorante coperto apre ogni sera alle 19:30 e propone specialità come:

    • Lasagne al forno con sugo di funghi bianco
    • Tagliatelle e ravioli con sugo di funghi rosso
    • Polenta e funghi
    • Lonza con crema di funghi
    • Salsiccia e patate
    • Funghi impanati e fritti

    Dopo cena, spazio alla musica dal vivo per tutte le età .

    🏆 Festa Nazionale del Fungo d’Oro a Bardineto (entroterra savonese)

    A Bardineto, nel savonese, la Festa Nazionale del Fungo d’Oro rappresenta un appuntamento di livello nazionale, dedicato al rinomato fungo porcino che nasce nei boschi della verdeggiante località dell’entroterra. L’evento celebra la profonda connessione tra la comunità montana e le risorse naturali del territorio.

    La 33ª edizione si terrà sabato 19 e domenica 20 settembre 2026 . Durante la festa, le vie del paese si animano con stand gastronomici, mercatini di funghi freschi, essiccati e conservati, e un ricco programma di intrattenimento. Tra le specialità culinarie spiccano:

    • Pappardelle con funghi porcini
    • Tagliatelle di castagne con finferli
    • Zuppe di funghi misti
    • Funghi trifolati
    • Polenta e arista di maiale con funghi

    Non mancano mostre, esibizioni di sculture in legno con motosega, aree giochi per bambini e la storica elezione del Re e della Regina del Fungo .

    🍂 Altre sagre da non perdere

    La tradizione fungina in Liguria è così radicata che numerosi altri borghi organizzano eventi dedicati:

    • Sagra del Fungo a Torriglia: domenica 2. settembre, stand gastronomici con protagonisti assoluti i funghi porcini 
    • Sagra del Fungo di Ponzone: sebbene in Piemonte, la 43ª edizione a inizio settembre valorizza il porcino dei boschi dell’Appennino ponzonese, al confine con la Liguria, con un vasto menu dalla polenta ai tagliolini 
    • Sagra del Fungo e della Patata Quarantina a Santo Stefano d’Aveto (frazione Casoni): un evento che unisce i due prodotti tipici del territorio 

    Perché settembre è il mese dei funghi

    Settembre è il periodo ideale per gustare i funghi in Liguria per diversi motivi. La fine dell’estate porta con sé le prime piogge che, unite alle temperature miti, creano le condizioni ottimali per la crescita dei funghi nei boschi dell’entroterra. I funghi porcini, in particolare, trovano nei castagneti e nei faggeti liguri il loro habitat ideale.

    Partecipare a una sagra del fungo in Liguria significa immergersi in un’autentica esperienza di convivialità rurale, dove tradizione, sapori genuini e identità locale si incontrano in un’atmosfera accogliente e festosa.

  • L’oro verde della Liguria: tra vendemmia e raccolta delle olive

    L’oro verde della Liguria: tra vendemmia e raccolta delle olive

    Settembre in Liguria è un mese di transizione: l’estate si attenua, il turismo di massa si dirada e la natura si prepara a regalare i suoi frutti più preziosi. È in questo periodo che prende vita uno spettacolo antico e affascinante, fatto di fatica, passione e tradizione: la vendemmia e la raccolta delle olive.

    La vendemmia, un rito che si rinnova

    Il mese di settembre segna l’inizio della vendemmia in gran parte della regione. Le colline terrazzate, che si tuffano verso il mare, si animano del lavoro dei viticoltori, pronti a raccogliere il frutto di un anno di cure. Le prospettive per la vendemmia 2026 sono incoraggianti: gli esperti parlano di una stagione di buona qualità, sebbene le condizioni climatiche stiano portando a un anticipo della raccolta rispetto al passato .

    Un’anteprima del raccolto

    Nei vigneti dell’Albenganese, la vendemmia dovrebbe iniziare ai primi di settembre, con circa dieci giorni di anticipo rispetto alle abitudini tradizionali . Anche nell’estremo Levante ligure, i produttori delle Cinque Terre e della zona dei Colli di Luni parlano di una raccolta anticipata e di una qualità più che buona .

    «Possiamo già affermare che molto probabilmente partiremo intorno al 20 di agosto», aveva anticipato Matteo Bonanini, presidente della cooperativa Cantina 5 Terre di Groppo, a Riomaggiore . Le viti hanno retto bene il caldo grazie alla particolare morfologia del territorio, e le analisi inducono a prevedere la vendemmia nell’ultima settimana di agosto .

    Un settore che guarda al futuro

    Nonostante le sfide poste dai cambiamenti climatici, il settore vitivinicolo ligure mostra segnali di ottimismo. «Si respira più ottimismo: il Colli di Luni ha recuperato terreno», ha dichiarato Andrea Marcesini, presidente del Consorzio dei produttori di vino . Un dato positivo arriva anche dai ristoranti, che prolungano la stagione almeno per tutto settembre, e dalle cerimonie rimandate in primavera che trovano spazio in autunno .

    Il Pigato, protagonista dei bianchi liguri

    Tra i vitigni più rappresentativi della Liguria spicca il Pigato, considerato il bianco ligure con la maggiore personalità . Questo vino nasce nella fascia compresa tra Finale Ligure e Santo Stefano, a cavallo tra le province di Savona e Imperia . I vigneti si trovano solitamente in collina, ad almeno 300 metri di altitudine: una posizione che unisce la vicinanza del mare all’escursione termica notturna, elemento fondamentale per la ricchezza aromatica del vino .

    Il Pigato si presenta con un colore giallo paglierino che, con l’invecchiamento, vira al dorato. Al naso offre profumi di macchia mediterranea e frutta a polpa gialla; al palato risulta sapido e secco, con un equilibrio armonico dato dalla freschezza fruttata e da un finale piacevolmente mandorlato .

    Negli ultimi anni questo vitigno ha compiuto un notevole salto qualitativo, grazie anche al contributo delle nuove generazioni e a una crescente aggregazione tra aziende . Oggi il comparto può presentarsi sul mercato con circa due milioni e mezzo di bottiglie, un traguardo ben diverso dalle poche migliaia prodotte singolarmente in passato .

    L’oro verde: la raccolta delle olive

    Se la vendemmia apre settembre, verso la fine del mese si iniziano a preparare i terreni per la raccolta dell’altro “oro verde” della Liguria: l’oliva. La Liguria vanta una tradizione olivicola secolare, con coltivazioni che si estendono su circa 11 mila ettari . L’olivo domina il paesaggio agricolo regionale, coprendo il 76,8% della superficie agricola utilizzata per coltivazioni legnose agrarie .

    L’oliva Taggiasca, regina del Ponente

    Nel Ponente ligure, in particolare nella provincia di Imperia, domina incontrastata la Taggiasca, una varietà di oliva che ha ottenuto dall’Unione Europea il marchio I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta) nel 2025 . Un traguardo inseguito per quasi trent’anni, che consacra a livello internazionale la qualità di questo prodotto .

    Le olive taggiasche sono piccole e delicate, e custodiscono un gusto dolce, con note di mandorla, pinolo e richiami di carciofo e mela verde . L’olio che se ne ricava è tra i più leggeri e digeribili, amato proprio per la sua finezza anche a crudo .

    Basta percorrere le antiche mulattiere che attraversano i poggi per immaginare la fatica dei contadini di un secolo fa, sporte colme di frutti e canti a scandire i passi . Oggi, quei sentieri continuano a legare la terra al mare, e l’oliva taggiasca diventa ambasciatrice della tenacia ligure .

    I segreti della raccolta

    La raccolta delle olive taggiasche si effettua tradizionalmente da novembre fino a febbraio, ma i preparativi iniziano già a settembre . In quel periodo le fasce, i terrazzamenti sulle colline liguri, si colorano delle reti stese sotto gli alberi per la bacchiatura .

    Il metodo tradizionale prevede che le olive cadute prima della bacchiatura vengano raccolte a mano e che quelle ancora sull’albero vengano fatte cadere con lunghe aste e pertiche . Una volta giunta a maturazione, l’oliva viene staccata dall’albero e raccolta sulle reti sottostanti . Il compito della sbattitura spettava tradizionalmente agli uomini, mentre quello della raccolta a terra alle donne .

    Oggi si sta rapidamente diffondendo il metodo più veloce e meno faticoso della raccolta meccanica, per mezzo di bacchiatori elettrici o a motore . Le olive raccolte vengono selezionate e in giornata avviate al frantoio per la spremitura a freddo .

    Un’olivicoltura di eccellenza

    L’olio extravergine di oliva DOP “Riviera Ligure” rappresenta la dimensione territoriale e culturale di duemila anni di storia . Un impianto olivato di tali dimensioni, che in alcune aree della Liguria è quasi monovarietale, ha comportato un impegno massivo delle precedenti generazioni per rendere coltivabile un territorio scosceso, mediante terrazzamenti che si snodano per migliaia di chilometri .

    L’olio DOP “Riviera Ligure” si presenta di colore da giallo a giallo/verde, il flavour è di fruttato con sensazione decisa di dolce ed eventuale leggera sensazione di piccante e/o amaro . L’impiego in cucina è ampio: insostituibile per la cucina territoriale ligure come nell’immancabile pesto genovese . A differenza di altri oli, ha la peculiare caratteristica di non prevalere sugli ingredienti ma, anzi, di contribuire ad esaltarli nel contesto del piatto .

    Un patrimonio da preservare

    L’olio extravergine d’oliva ligure non è solo un prodotto di eccellenza, ma anche un simbolo della cultura e della tradizione agricola regionale . Il settore olivicolo rappresenta un pilastro economico per la Liguria, offrendo opportunità di sviluppo e valorizzazione del territorio . Con 9 milioni di piante in Liguria, questo comparto contribuisce alla produzione di un olio rinomato a livello internazionale .

  • Gambero Rosso di Sanremo: il “Rubino” del Mar Ligure, tra mito, tradizione e gusto

    Gambero Rosso di Sanremo: il “Rubino” del Mar Ligure, tra mito, tradizione e gusto

    C’è un tesoro che riposa nei fondali del ponente ligure, a oltre 500 metri di profondità. Un crostaceo dal colore rosso intenso, dalla polpa dolce e delicata, che ha conquistato i palati più raffinati del mondo. È il gambero rosso di Sanremo, definito niente meno che “il migliore al mondo” da Massimo Bottura, lo chef dell’Osteria Francescana . Un gioiello di nicchia, un’eccellenza che vale la pena conoscere, gustare e rispettare.

    Un gioiello di nicchia: caratteristiche e denominazione

    Il gambero rosso di Sanremo è un crostaceo di taglia medio-grande, che può raggiungere anche i 25 cm di lunghezza . La sua carne, particolarmente saporita e dolce, è sorprendentemente trasparente, un segno distintivo di freschezza . A differenza di altri crostacei, la sua qualità è tale da poter essere gustato crudo, per apprezzarne appieno la dolcezza e la consistenza.

    La sua fama è tale che nel 2018 il Comune di Sanremo gli ha conferito la Denominazione Comunale (De.Co.) “Gambero rosso di Sanremo” . È in corso da anni l’iter per ottenere il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta) dall’Unione Europea, un marchio che ne certificherebbe l’origine e ne tutelerebbe il valore . Un riconoscimento importante per un prodotto che, nonostante la sua fama, viene pescato in quantità limitate: meno di 200 tonnellate all’anno, un numero in calo a causa di restrizioni e blocchi alla pesca .

    La pesca: un’impresa tra le fosse del Ponente

    Pescare il gambero rosso di Sanremo è un’impresa che richiede esperienza e coraggio. I pescherecci si spingono fino a 10 chilometri dalla costa, dove calano le reti a strascico tra i 500 e i 700 metri di profondità, nelle cosiddette “fossate”, delle buche in cui i crostacei si fermano per nutrirsi . La pesca a strascico, a queste profondità, è considerata sostenibile perché i fondali sono composti principalmente da fango e non ospitano flora marina .

    Una volta pescati, i gamberi vengono immediatamente conservati in cassette con ghiaccio in scaglie, per mantenere inalterate le loro proprietà organolettiche . La loro freschezza è fondamentale: il gambero si deteriora rapidamente e deve essere consumato entro breve tempo dalla pesca . Per questo, la maggior parte del pescato viene venduta fresca sui mercati locali della Liguria e, talvolta, di Torino .

    Come riconoscere un vero gambero di Sanremo

    Per un consumatore esperto, la differenza tra un gambero rosso e uno viola – due specie spesso confuse – sta nel numero di rostri (dentini) sulla punta in mezzo agli occhi: tre per il viola, cinque per il rosso . Ma il vero segreto è la freschezza: la carne deve essere trasparente, la testa soda e gli occhi lucidi.

    Il costo: un prodotto di lusso

    Il prezzo del gambero rosso di Sanremo riflette la sua rarità e la sua qualità. Il costo al chilo può variare notevolmente: per i gamberi di terza misura (una delle cinque taglie esistenti) abbattuti a bordo, si parla di 65-75 euro al chilo; per quelli freschi, il prezzo sale tra gli 85 e i 95 euro . Un investimento che, per gli appassionati, vale ogni centesimo.

    Tradizioni e ricette: come gustarlo

    La regola d’oro per gustare il gambero rosso di Sanremo è la semplicità. La sua carne è così pregiata che il modo migliore per apprezzarla è cruda, leggermente marinata o appena scottata .

    Le ricette della tradizione

    La tradizione ligure lo esalta in piatti che ne valorizzano la delicatezza:

    • Gamberi rossi alla sanremese: un classico che prevede un soffritto di olio, aglio e prezzemolo, in cui i gamberi vengono saltati per pochi minuti e sfumati con vino bianco . Una ricetta semplice e veloce, perfetta per un pranzo estivo.
    • Gamberoni rossi alla Sanremo: una ricetta più elaborata che li abbina a bottarga di tonno, pomodori, cetrioli e peperone, conditi con un’emulsione di olio e aceto balsamico . Un piatto che gioca su consistenze e sapori contrastanti.

    Le interpretazioni degli chef

    I grandi chef, da Massimo Bottura a Enrico Marmo (chef stellato ai Balzi Rossi di Ventimiglia), hanno elevato il gambero di Sanremo a ingrediente d’autore . Un esempio è il piatto “Gamberi rossi di Sanremo, piselli e caviale” firmato da Enrico Marmo: i gamberi, appena scottati, vengono accompagnati da piselli freschi e una beurre blanc realizzata con le bucce dei piselli, il tutto esaltato da una nota sapida di caviale Beluga .

    Anche in versione più moderna, la tartare di gamberi rossi con foie gras e cialda croccante al mais  o la crema di ceci, ricotta di capra e aneto  sono esempi di come questo ingrediente si presti a sperimentazioni creative, sempre nel segno della delicatezza e dell’equilibrio.

    Quando e dove gustarlo

    Il gambero rosso di Sanremo è un prodotto stagionale, la cui pesca è strettamente regolamentata. Il periodo migliore per gustarlo è tra la tarda primavera e l’autunno, quando la pesca è più attiva . A luglio, quindi, è un’occasione perfetta per assaporarlo.

    Per trovarlo, è meglio rivolgersi ai mercati ittici locali, ai ristoranti della zona o a pescivendoli specializzati. A Sanremo e lungo la costa del Ponente Ligure, è più facile trovare il prodotto fresco, appena sbarcato dalle barche.

    Il consiglio è di chiedere sempre la provenienza e di verificare che il gambero sia fresco (carne trasparente, testa soda, occhi lucidi). Il prezzo è elevato, ma l’esperienza, come diceva Bottura, è indimenticabile.

  • Festa dell’Aglio di Vessalico: la 266ª edizione della storica fiera

    Festa dell’Aglio di Vessalico: la 266ª edizione della storica fiera

    Ogni 2 luglio, il piccolo borgo di Vessalico, incastonato nell’Alta Valle Arroscia, si trasforma in un vivace palcoscenico di sapori e tradizioni. L’appuntamento è con la Storica Fiera dell’Aglio, giunta quest’anno alla sua 266ª edizione . Un evento che da oltre due secoli celebra uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura ligure e che ancora oggi richiama visitatori da tutta la regione e non solo .

    Un prodotto d’eccellenza: l’Aglio di Vessalico

    Protagonista assoluto della manifestazione è l’Aglio di Vessalico, un prodotto che vanta una storia antica e caratteristiche uniche . Coltivato interamente a mano in circa 7 ettari di terreno asciutto e calcareo, tra i 400 e i 500 metri di altitudine, questo aglio si distingue per la sua lunga conservabilità e per un aroma intenso ma digeribile .

    La sua qualità è il frutto di un sapere contadino tramandato di generazione in generazione, con metodi di coltivazione che seguono ritmi quasi “magici”: gli spicchi vengono selezionati e piantati tra ottobre e novembre “di luna vecchia”, e le piante vengono sradicate a fine giugno, quando raggiungono la giusta maturazione . Il prodotto viene poi confezionato nelle caratteristiche reste, le tradizionali trecce composte da 20-25 teste .

    Non a caso, dal 2000 l’Aglio di Vessalico è un Presidio Slow Food, a testimonianza del suo valore come patrimonio culturale e gastronomico . È in corso da tempo la richiesta per ottenere il riconoscimento DOP (Denominazione di Origine Protetta), che ne certificherebbe ulteriormente l’origine e la qualità .

    La Fiera: una festa antica che unisce passato e presente

    Le origini della Fiera risalgono al 1760, quando il primo maggio di quell’anno si tenne la prima edizione . Da allora, la data è stata spostata al 2 luglio, giorno in cui il paese si anima con un fitto programma di eventi . L’edizione del 2026, come da tradizione, si terrà giovedì 2 luglio nel parco Canavai .

    La manifestazione è molto più di una semplice fiera agricola. È una vera e propria festa popolare che coinvolge l’intera comunità . Per le vie del borgo si snoda un mercatino dove è possibile acquistare l’aglio fresco, intrecciato in reste, insieme ad altri prodotti tipici della vallata .

    Cosa fare alla Fiera dell’Aglio

    Il programma dell’evento è ricco e pensato per tutti i gusti :

    • Stand gastronomici: L’occasione perfetta per assaporare i piatti della tradizione ligure che esaltano il gusto dell’aglio, dalle zuppe alla pasta fatta in casa, fino alle focacce .
    • Show cooking e laboratori: Negli ultimi anni, la fiera si è arricchita di eventi esperienziali come lo show cooking e i laboratori per bambini, dove si può imparare a preparare il pesto al mortaio o scoprire i segreti dell’aglio nero .
    • Intrattenimento per famiglie: Non mancano momenti di puro svago con musica dal vivo, balli e gonfiabili per i più piccoli .
    • Cultura e tradizioni: La fiera è anche un momento per approfondire la storia del borgo e delle sue antiche tradizioni agricole, attraverso incontri e visite guidate .

    Come arrivare e info utili

    Vessalico si trova in provincia di Imperia, nel cuore dell’Alta Valle Arroscia . La fiera si svolge presso il parco Canavai e l’ingresso è gratuito, con orario continuato dalle 9:00 alle 20:00 . Per maggiori informazioni, è possibile contattare il Comune di Vessalico al numero 018331000 o consultare il sito ufficiale .

  • Polpo alla Ligure: il re della tavola in Liguria

    Polpo alla Ligure: il re della tavola in Liguria

    Nella cucina ligure, il polpo (o puppu in dialetto) regna sovrano: piatto povero dei pescatori diventato un’istituzione, si prepara in due modi classici – in umido con patate o lessato al limone – che ne esaltano la consistenza tenera e il sapore di mare.

    Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo piatto simbolo, dalla ricetta tradizionale ai ristoranti dove assaggiarne le versioni più autentiche.


    🐙 Polpo alla Ligure: Due Ricette per un Mito

    1. Polpo in Umido con Patate (Puppu co-e patate)

    Ingredienti per 4 persone:

    • 1 polpo fresco (circa 1 kg)
    • 500 g patate a pasta gialla
    • 1 costa di sedano
    • 2 pomodori maturi
    • 1 bicchiere di vino bianco
    • Olive taggiasche
    • Pinoli
    • Aglio e prezzemolo

    Preparazione:

    1. Ammorbidire il polpo (congelarlo 24h o batterlo col batticarne)
    2. Rosolare aglio e sedano, sfumare col vino
    3. Aggiungere il polpo a pezzi, i pomodori e cuocere 40 minuti
    4. Unire le patate a cubetti e finire la cottura
    5. Servire con pinoli, olive e prezzemolo

    Segreto: Usare polpo di scoglio (più saporito)


    2. Polpo Lessato con Limone (Puppu bollito)

    La versione più semplice:

    • Lessare il polpo in acqua con alloro per 1 ora
    • Tagliarlo a pezzi e condire con:
      • Olio EVO
      • Limone
      • Prezzemolo

    Perfetto come: Antipasto o piatto freddo estivo


    🌊 La Storia: Piatto dei Pescatori

    • Nato nelle cucine delle tonnare liguri
    • Ricetta tramandata oralmente
    • Oggi simbolo di osterie e sagre di mare

    🍽️ Dove Assaggiare il Polpo più Buono

    Top 3 Ristoranti

    1. Trattoria da Maria (Genova) – Polpo in umido con ciuppin (zuppa di pesce)
    2. Osteria del Vico Pila (Camogli) – Versione con patate al pesto
    3. Antica Osteria di Vico Palla (Santa Margherita) – Polpo alla griglia con verdure

    🍷 Abbinamenti Perfetti

    • Vino: Vermentino ligure o Pigato
    • Contorno: Focaccia di Recco
    • Dopo pasto: Grappa di mare (alcuni ristoranti la servono)

    💡 Curiosità

    • A Genova si dice: “O te gh’æ i schei o te gh’æ o puppu” (“O hai i soldi o hai il polpo”)
    • Il polpo più grande pescato in Liguria pesava 12 kg (record a Camogli nel 1998)

    Conclusione: Un Piatto che Racconta il Mare

    Il polpo alla ligure è:

    • Sostanza per chi lavora in mare
    • Poesia di sapori semplici
    • Storia di una regione marinara

    L’hai mai provato?

  • Eventi imperdibili in Liguria: sagre, festival e tradizioni

    Eventi imperdibili in Liguria: sagre, festival e tradizioni

    La Liguria non è solo mare e borghi pittoreschi, ma anche una regione ricca di eventi tradizionali, sagre popolari e festival internazionali che ne celebrano la cultura, la storia e l’enogastronomia.

    Ecco una selezione di appuntamenti imperdibili, divisi per stagione, per vivere la Liguria più autentica.


    🌱 PRIMAVERA (Marzo-Maggio)

    1. Palio dei Rioni di Albenga (Marzo/Aprile)

    • Cosa è: Una sfida tra i quartieri storici con giochi medievali
    • Da non perdere: La corsa delle botti e l’esibizione degli sbandieratori

    2. Festa della Zucca a Pieve Ligure (Aprile)

    • Specialità: Torta di zucca, risotti e gnocchi
    • Perché andare: Mercatino artigianale tra le vie del borgo

    3. Festival della Scienza a Genova (Ottobre, ma spesso eventi primaverili)

    • Per famiglie: Laboratori interattivi e mostre scientifiche

    ☀️ ESTATE (Giugno-Agosto)

    4. Festival Teatrale di Borghetto Verezzi (Luglio-Agosto)

    • Dove: Nel suggestivo teatro all’aperto del borgo medievale
    • Programma: Prosa classica e contemporanea sotto le stelle

    5. Palio Marinaro di Loano (Luglio)

    • Tradizione: Regata tra i quartieri con gozzi tradizionali
    • Atmosfera: Serata con bancarelle e musica sul molo

    6. Sagra del Pesce a Camogli (Maggio, ma spesso replica estiva)

    • Iconica: La padellata da record nella gigantesca friggitrice

    7. Suoni e Sapori delle Cinque Terre (Agosto)

    • Cosa offre:
      • Degustazioni di vini DOC
      • Concerti tra i vigneti terrazzati

    🍂 AUTUNNO (Settembre-Novembre)

    8. Fiera di San Michele a Laigueglia (29 Settembre)

    • Storia: Mercato millenario con prodotti tipici
    • Curiosità: Si svolge attorno alla chiesa sospesa sul mare

    9. Eurochocolate a Genova (Ottobre)

    • Per golosi: Mostra mercato del cioccolato artigianale

    10. Festa del Fungo Porcino a Calizzano (Ottobre)

    • Degustazioni: Menù a base del prezioso fungo dell’entroterra

    ❄️ INVERNO (Dicembre-Febbraio)

    11. Mercatini di Natale a Finalborgo (Dicembre)

    • Magia: Borgo medievale illuminato con bancarelle enogastronomiche

    12. Festa di Santa Lucia a Santa Margherita Ligure (13 Dicembre)

    • Tradizione: Distribuzione dei panini benedetti

    13. Carnevale di Varazze (Febbraio)

    • Specialità: I frisciöi (frittelle dolci)
    • Evento: Sfilata di carri allegorici

    🎭 Eventi Annuali da Non Perdere

    14. Palio di Genova (Giugno)

    • Emozione: Regata storica con 8 gozzi in competizione
    • Location: Antico porto con vista sulla Lanterna

    15. Rally di Sanremo (Ottobre)

    • Per appassionati: Storica gara automobilistica sulle strade della Riviera

    🍷 Sagre Enogastronomiche Top

    SagraDoveQuandoSpecialità
    Sagra della Torta di RisoChiavariMaggioTorta di riso con formaggio
    Sagra del BaccalàReccoMarzoBaccalà fritto e in brandacujun
    Sagra della LumacaOrtoveroAgostoLumache in umido

    📅 Consigli per Partecipare

    ✔ Prenotare alloggio con anticipo per i grandi festival
    ✔ Verificare date esatte (alcuni eventi cambiano anno per anno)
    ✔ Arrivare presto alle sagre per evitare code


    Conclusione: la Liguria è sempre in festa!

    Dalle antiche tradizioni marinare ai festival culturali internazionali, la Liguria offre eventi per tutti i gusti. Quale ti piacerebbe vivere?

    Hai partecipato a qualche evento ligure?