C’è un odore che, per chi conosce bene la Liguria, vale più di mille cartoline. Non è il basilico (anche se quello è sacro), non è il sale marino, non è la focaccia appena sfornata. È un profumo caldo, intenso, quasi speziato, che ha note di curry, liquirizia, miele e tabacco mescolati insieme. È l’odore dell’elicriso.
Se state passeggiando lungo un sentiero costiero tra maggio e luglio, e improvvisamente sentite nell’aria un aroma che non sapete descrivere ma che vi riporta immediatamente alla macchia mediterranea, ai muri a secco e al sole che picchia sulla pietra… quello è l’elicriso.
In questo articolo vi racconto tutto sulla pianta che i liguri chiamano “semprevivo” o “perpetuino”, su come riconoscerla, quando raccoglierla (o dove comprarla), e perché il suo olio essenziale è considerato un tesoro dall’aromaterapia.

Helios e Chrysos: il “sole d’oro” della macchia mediterranea
Il nome scientifico è Helichrysum italicum, e già qui c’è una poesia: helios significa “sole” in greco, chrysos significa “oro”. I fiori dell’elicriso sono infatti dei piccoli bottoni giallo-dorato che sembrano catturare la luce del sole e tenerla prigioniera.
La pianta è un piccolo arbusto perenne, alto circa 40 centimetri, con foglie strette e argentate ricoperte da una peluria grigia che la fa sembrare sempre un po’ impolverata. Cresce spontanea nei luoghi più impensabili: muri a secco, scogliere a picco sul mare, terreni aridi e pietrosi dove poche altre piante riuscirebbero a sopravvivere. Ed è proprio questa capacità di resistere alla siccità e al sole cocente che le è valso i nomi di “semprevivo” e “perpetuino”.
La leggenda (ma è più una verità botanica) dice che i suoi fiori, una volta essiccati, mantengono il colore e la forma per anni senza appassire. Ecco perché nella cultura popolare l’elicriso è sempre stato associato all’idea di eternità, di buona sorte e di prosperità.
E il profumo? È unico. Caldo e speziato, con quelle note che ricordano il curry, il miele e il fieno appena tagliato. Una volta imparato a riconoscerlo, lo ritroverete ovunque, e ogni volta vi sembrerà di essere tornati in Liguria.

Quando e come si raccoglie (il momento giusto è adesso)
Se volete cimentarvi nella raccolta, sappiate che giugno è il mese perfetto. Il periodo ideale va da giugno ad agosto, quando i capolini fioriti sono nel loro massimo splendore ma non ancora completamente maturi.
Le regole d’oro per una raccolta sostenibile:
- Raccogliete solo le sommità fiorite, non strappate tutta la pianta. L’elicriso è resistente, ma se viene spennato senza criterio fatica a rigenerarsi.
- Meglio la mattina presto, quando la rugiada è ancora presente e la pianta è fresca.
- Non raccogliete mai piante in aree protette (parchi naturali, riserve) senza autorizzazione. L’elicriso è spontaneo ma va rispettato.
- Portate un cesto di vimini o una busta di carta, niente sacchetti di plastica (i fiori appassirebbero subito).
Se invece preferite non sporcarvi le mani, o volete portare a casa un pezzo di Liguria senza infrangere alcuna legge, potete comprare prodotti a base di elicriso in erboristerie, mercatini locali e negozi di prodotti tipici. Cercateli soprattutto nei borghi dell’entroterra (Apricale, Dolceacqua, Badalucco, ma anche nelle erboristerie di Sanremo e Imperia).

La “magia” dell’elicriso: perché i liguri lo amano da secoli
L’elicriso non è solo una pianta profumata. È una piccola farmacia portatile che i contadini liguri conoscono da generazioni.
Per la pelle (il suo uso maestro)
Se c’è un campo in cui l’elicriso eccelle, è la cura della pelle. L’olio essenziale che si ricava dai suoi fiori è famoso per essere un potente cicatrizzante naturale, antinfiammatorio e rigenerante.
Un vecchio medico della Garfagnana, il dottor Santini, osservò negli anni ’30 che gli agricoltori curavano le affezioni bronchiali del bestiame con infusi di elicriso. Ma la scoperta più importante fu un’altra: la pianta aveva un’azione potentissima anche sulle dermopatie, in particolare sulla psoriasi e sulle forme eczematose.
Oggi l’olio essenziale di elicriso è molto ricercato in cosmetica per:
- Ridurre l’aspetto di cicatrici e macchie cutanee
- Lenire pelli irritate (ustioni, scottature, dermatiti)
- Contrastare i segni dell’invecchiamento (rughe, perdita di tonicità)
“L’elicriso è una vera panacea per la pelle, uno dei più potenti oli essenziali in commercio per la rigenerazione cutanea” – recita la descrizione di molti prodotti erboristici.
Per la salute (quello che non tutti sanno)
Ma non è solo pelle. Nella tradizione popolare l’elicriso veniva usato anche per:
- Problemi respiratori: tosse, raffreddore, bronchiti (proprietà balsamiche)
- Salute del fegato e digestione: considerato un depurativo naturale, utile per indigestioni occasionali
- Dolori muscolari e articolari: contusioni, distorsioni, ematomi
Insomma, una pianta completa. E pensare che cresce quasi gratis sui muri a secco della Riviera.

Come si fa l’olio essenziale (e perché è così prezioso)
L’olio essenziale di elicriso si ottiene per distillazione a vapore delle sommità fiorite. Il procedimento è quello classico: il vapore passa attraverso la pianta, rompe le cellule vegetali, libera gli oli essenziali, poi viene raffreddato e condensato. Alla fine, l’olio si separa dall’acqua.
Perché costa così caro? Perché la resa è bassissima. Servono tantissimi fiori per ottenere pochi millilitri di olio essenziale puro. Ma la buona notizia è che, proprio per la sua potenza, bastano poche gocce per avere effetti significativi.
Se volete provare a farlo in casa (versione “fai da te” più semplice, ma non è vero e proprio olio essenziale), potete preparare un oleolito:
- Raccogliete le sommità fiorite e lasciatele appassire per un giorno.
- Mettetele in un barattolo di vetro e copritele con olio vegetale (olio d’oliva, mandorle o jojoba).
- Lasciate in infusione al sole per circa un mese, agitando ogni tanto.
- Filtrate e conservate in un contenitore di vetro scuro.
Non sarà concentrato come l’olio essenziale distillato, ma avrete un olio profumato e lenitivo, perfetto per massaggi o per la pelle secca.

L’elicriso in cucina? Sì, esiste (e sorprende)
Pochi lo sanno, ma l’elicriso si usa anche in gastronomia. Le sue note aromatiche, che ricordano il curry, lo rendono interessante per aromatizzare piatti di pesce, salse e formaggi freschi.
In alcuni ristoranti liguri più creativi, l’elicriso viene usato per:
- Insaporire l’olio d’oliva (bastano pochi fiori secchi in infusione)
- Aromatizzare il sale marino (si macina con i fiori essiccati)
- Profumare il miele (un miele all’elicriso è una delizia)
- Condire il pesce alla griglia (un rametto di elicriso sulla brace sprigiona un aroma incredibile)
Se volete sperimentare, prendete un rametto fresco, mettetelo su una piastra calda insieme a un filetto di branzino o orata, e sentirete che profumo.

Dove comprare i prodotti all’elicriso in Liguria
Se passate in Liguria a giugno, non lasciatevi sfuggire l’occasione di portare a casa un pezzo di questo profumo. Ecco dove cercare:
| Prodotto | Dove trovarlo | Prezzo indicativo |
|---|---|---|
| Olio essenziale puro | Erboristerie, negozi bio | €15-30 per 5 ml |
| Oleolito (olio massaggio) | Mercatini locali, spacci agricoli | €10-20 per 50 ml |
| Miele all’elicriso | Apicoltori della zona (es. Val Nervia, Val Roja) | €8-15 al vasetto |
| Sale aromatico | Prodotti tipici, sagre | €5-10 |
| Mazzetti di fiori secchi | Mercati rionali, bancarelle artigiane | €3-8 |
Località consigliate per l’acquisto: Apricale, Dolceacqua, Badalucco (entroterra imperiese), ma anche le erboristerie del centro di Sanremo o Imperia. E non dimenticate i mercati rionali del sabato mattina, dove qualche anziano contadino vende ancora i suoi mazzetti di elicriso essiccato.
Un consiglio da chi lo usa: come si applica
Se comprate l’olio essenziale, ricordate che è molto concentrato.
- Sulla pelle: diluitelo sempre con un olio vettore (cocco, mandorle, jojoba). Una goccia di elicriso per 5-10 gocce di olio vettore è un buon rapporto.
- Non usatelo puro: potrebbe irritare la pelle (specialmente se sensibile).
- Evitatelo in gravidanza e allattamento: non ci sono studi sufficienti, meglio precauzione.
- Diffusione ambientale: 3-4 gocce nel diffusore per profumare la casa con quel caldo aroma mediterraneo.

In conclusione: l’elicriso, un souvenir che profuma di Liguria
Quando pensiamo ai souvenir liguri, pensiamo subito al pesto, alla focaccia, al vino bianco. Ma l’elicriso è un souvenir più sottile, più intimo. Non si mangia (anche se si potrebbe), si annusa. E il suo profumo ha il potere di riportarvi immediatamente su un sentiero che profuma di mare, con il sole che picchia e il vento che porta con sé mille anni di storia contadina.
Se siete in Liguria a giugno, cercatelo. Lungo i sentieri, nei mercati, nelle erboristerie. Raccoglietelo (con rispetto), compratelo, regalatelo. E ogni volta che sentirete quell’odore caldo e speziato, sorriderete. Perché avrete con voi un pezzetto di sole ligure.
Che profuma di curry, di miele, di mare. E di eternità.


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