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  • 3 Sentieri da fare a Giugno in Liguria (quando è caldo ma non torrido)

    3 Sentieri da fare a Giugno in Liguria (quando è caldo ma non torrido)

    Giugno è il mese perfetto per camminare in Liguria. Lo so, sembra un paradosso. Tutti pensano al mare, agli ombrelloni, ai bagni rinfrescanti. Ma c’è un’altra Liguria, quella dell’entroterra, che a giugno è semplicemente spettacolare.

    Le temperature sulla costa iniziano a salire (25-28°C), ma salendo di qualche centinaio di metri si trova un clima perfetto: l’aria è pulita, il cielo è azzurro, la fioritura è al suo massimo e le giornate sono lunghe. E la cosa migliore? I sentieri non sono ancora affollati come ad agosto.

    Ho selezionato per voi 3 sentieri liguri da fare a giugno, pensati per diverse difficoltà e diversi scenari. Uno sul mare (per chi vuole il panorama e un tuffo finale), uno nel bosco (per chi cerca fresco e silenzio) e uno sull’Appennino (per chi non teme la fatica e vuole viste da togliere il fiato).

    Come scegliere un sentiero a giugno: le regole d’oro

    Prima di partire, un paio di accorgimenti fondamentali:

    1. Partite presto. A giugno il sole sorge alle 5:30 e la parte migliore della giornata per camminare è fino alle 11:00. Dopodiché, anche in montagna, inizia a fare caldo. Svegliarsi alle 6:00 per essere sul sentiero alle 7:30 è la scelta intelligente.
    2. Portate almeno 2 litri d’acqua a persona. Sembra esagerato, ma non lo è. I fontanili in Liguria ci sono, ma non sempre sono segnati o funzionanti. Meglio avere l’acqua che cercarla.
    3. Protezione solare obbligatoria. Anche se camminate nel bosco, i raggi filtrati dalle foglie sono insidiosi. Cappellino, crema e occhiali da sole.
    4. Controllate l’esposizione. A giugno, i versanti esposti a Sud sono forni già alle 10:00. Preferite percorsi con esposizione Nord o Est, o che si svolgano prevalentemente nel bosco.

    Detto questo, andiamo ai sentieri.


    1. Sentiero del Monte Portofino (da San Rocco a Portofino Vetta)

    Il classico che non delude mai, perfetto per chi vuole mare e montagna in un solo colpo.

    • Partenza: San Rocco di Camogli (si parcheggia nel paese o poco sopra)
    • Arrivo: Portofino Vetta (o si prosegue fino a Portofino)
    • Lunghezza: 6 km (andata e ritorno, o 12 km con anello)
    • Dislivello: 350 m
    • Durata: 2-3 ore (solo andata)
    • Difficoltà: E (Escursionistico) – adatto a chi ha un minimo di allenamento

    Perché a giugno è perfetto

    Il Monte di Portofino (610 m) è una delle zone più verdi della Liguria. A giugno, il bosco di lecci, querce e pini marittimi è fitto e offre ombra per gran parte del percorso. Le temperature sulla vetta sono spesso 5-6 gradi inferiori rispetto alla costa.

    Il sentiero principale (n. 1) parte da San Rocco, un borgo arroccato sopra Camogli, e sale dolcemente nel bosco fino alla chiesetta di San Nicolò di Capodimonte. Da qui, si prosegue verso il Faro di Portofino (la “vetta”) con viste spettacolari su entrambi i golfi: Golfo Paradiso da una parte, Golfo del Tigullio dall’altra.

    Il valore aggiunto a giugno

    • La fioritura: a giugno, lungo il sentiero, fioriscono l’elicriso (quell’odore di curry e mare), le ginestre e le orchidee selvatiche.
    • Il tuffo finale: potete scendere a Portofino (sentiero più ripido, 45 minuti) e farvi un bagno nella baia. L’acqua a giugno è fresca ma fattibile.
    • Le lucciole: se tornate al tramonto, nelle serate di inizio giugno, potreste vedere le lucciole nel bosco.

    Il trucco del locale

    Non parcheggiate a Camogli (troppo pieno). Salite direttamente a San Rocco con l’auto. C’è un piccolo parcheggio gratuito vicino al cimitero. Se è pieno, proseguite verso Ruta (frazione di Camogli) e trovate parcheggio lì.

    Info utili: Il sentiero è ben segnalato (segnavia n. 1 del Parco di Portofino). Portate la tessera del parco? No, l’accesso è libero. Ma se volete fare il bagno a Portofino, sappiate che la spiaggia libera è minuscola.


    2. Anello del Monte Gazzo (Sestri Ponente, Genova)

    Il sentiero “segretissimo” dei genovesi, perfetto per una mezza giornata vicino a città.

    • Partenza e arrivo: Via Monte Gazzo (Sestri Ponente) – parcheggio all’inizio della salita sterrata
    • Lunghezza: 5 km (anello completo)
    • Dislivello: 200 m
    • Durata: 1,5 – 2 ore
    • Difficoltà: T (Turistico) – adatto a tutti, famiglie incluse

    Perché a giugno è perfetto

    Il Monte Gazzo (419 m) è quella collina che vedete sulla destra quando uscite da Genova verso Ponente. Quasi nessuno turista la conosce, ma è un piccolo paradiso a due passi dalla città.

    Il percorso si snoda interamente nel bosco di pini e lecci, con rari tratti esposti. La temperatura interna è quasi sempre 5-6 gradi inferiore rispetto alla città. A giugno, quando a Genova ci sono 28°C, sul Gazzo si sta benissimo.

    Cosa si vede

    Lungo l’anello incontrerete:

    • Le trincee della Prima Guerra Mondiale (il Gazzo era una postazione antiaerea). Sono ben conservate e percorribili con una torcia.
    • Le grotte naturali (attenzione: non attrezzate, ma visibili dall’esterno).
    • Il belvedere sulla Val Polcevera e sul lungomare di Pegli.

    Perché a giugno è speciale

    • L’oleandro: a giugno, lungo i bordi del sentiero, l’oleandro selvatico è in piena fioritura. Rosa, bianco, viola.
    • Le farfalle: il Gazzo è un’area protetta per i lepidotteri. A giugno si vedono decine di specie diverse.
    • È vicino alla città: potete fare trekking la mattina, tornare a casa per pranzo, e nel pomeriggio andare al mare. Perfetto per un weekend lungo.

    Attenzione a…

    Il sentiero è ben segnato ma in alcuni punti è stretto e scivoloso se ha piovuto. Scarpe da trekking (non infradito, per carità). Il parcheggio all’inizio della strada sterrata è gratuito, ma non enorme: arrivate prima delle 9:30.

    Info utili: Esistono due ingressi principali. Quello da Via Monte Gazzo è il più comodo. Quello da Via Hermada (Pegli) parte dal mare ma ha più dislivello.


    3. Monte Porale (tra Pietra Ligure e Bardineto)

    Il “frigorifero” dell’estate: un sentiero in faggeta che vi farà dimenticare il caldo.

    • Partenza: Bardineto (SV) – parcheggio vicino al santuario
    • Arrivo: Monte Porale (con anello o andata/ritorno)
    • Lunghezza: 10 km (anello completo)
    • Dislivello: 450 m
    • Durata: 3,5 – 4 ore
    • Difficoltà: E (Escursionistico) – richiede un minimo di preparazione

    Perché a giugno è perfetto

    Il Monte Porale (1348 m) è nell’entroterra savonese, a pochi chilometri da Finale Ligure e Pietra Ligure. Ma qui non c’è mare: c’è una faggeta secolare che a giugno è ancora fresca come in primavera.

    Le faggete hanno un microclima particolare: l’alta umidità e la fitta chioma mantengono la temperatura intorno ai 18-20°C anche quando a valle ci sono 30°C. È il luogo ideale per chi non sopporta il caldo ma vuole stare in natura.

    Il percorso

    Si parte da Bardineto (700 m), si sale attraverso la faggeta fino al crinale, poi si segue l’anello che tocca il Monte Porale e rientra. Il clou del percorso è quando si esce dal bosco in vetta: panorama a 360° sulle Alpi Apuane, sul Mar Ligure e sulla pianura padana.

    A giugno, la faggeta è al massimo del suo verde brillante. Il sottobosco è punteggiato di felci e fiori di montagna (genziane, gigli, campanule).

    Il trucco del locale

    Partite presto (entro le 8:30) non tanto per il caldo (lì non fa caldo), ma perché nel pomeriggio spesso si formano nuvole e nebbie che coprono la vista. La mattina presto è quasi sempre cielo limpido.

    Dopo il trekking, vale la pena scendere a Bardineto per un piatto di trofie al pesto o una cima alla genovese in uno dei ristoranti del paese.

    Attenzione a…

    • Le zecche: in faggeta a giugno ci sono le zecche. Vestitevi con pantaloni lunghi e scarpe chiuse, e controllatevi alla fine del percorso.
    • La segnaletica: non è eccellente come sul Portofino. Scaricate la traccia GPS o portate una mappa cartacea. Non affidatevi solo al cellulare (la copertura è scarsa).
    • Acqua: non ci sono fontanili lungo il percorso. Portatevi 2 litri a persona.

    Info utili: Il Monte Porale fa parte del Parco Naturale Regionale di Bric Tana. L’ingresso è libero. Se siete fortunati, potreste avvistare caprioli o aquile reali.


    Tabella riassuntiva (per scegliere al volo)

    SentieroDifficoltàDurataOmbraPanoramaIdeale per
    Monte PortofinoE (medio)2-3 h70%Mare (spettacolare)Chi vuole mare + trekking + tuffo
    Monte GazzoT (facile)1,5-2 h90%Città e collineFamiglie, mezza giornata, principianti
    Monte PoraleE (medio)3,5-4 h95%Montagne e mareChi cerca fresco vero e natura selvaggia

    E se piove? (Sì, a giugno può succedere)

    Giugno in Liguria è generalmente stabile, ma non mancano i temporali pomeridiani, specialmente sull’Appennino. Prima di partire:

    1. Controllate il bollettino meteo della giornata (non quello della costa, quello delle zone montane).
    2. Se c’è rischio di temporali, evitate il Monte Porale (più esposto). Il Monte Gazzo e il Portofino hanno tratti nel bosco che riparano, ma occhio ai fulmini.
    3. Portate sempre un k-way leggero nello zaino. Anche se il meteo dice sereno.

    In conclusione: perché giugno è il mese del trekking in Liguria

    Molti pensano che la Liguria sia solo “mare e sentieri ripidi e assolati”. Non è vero. La Liguria è una delle regioni più verdi d’Italia, e a giugno il verde è al suo massimo splendore.

    I tre sentieri che vi ho suggerito sono solo un assaggio. Ce ne sono decine altri: l’Anello del Monte Beigua, i sentieri delle Cinque Terre (ma a giugno sono già affollati), la Via dell’Amore riaperta… ma questi tre sono il mio cuore per giugno.

    Preparate lo zaino, sveglia alle 6:00, e via. Il profumo di elicriso, il canto del cuculo, il fresco del bosco… non c’è mare che tenga.

    Buona camminata a tutti!


    📌 Consiglio extra per i fotografi

    Portate la macchina fotografica. A giugno, la luce è calda e morbida la mattina presto, e i colori sono saturi. Sul Monte Portofino, provate una foto al Faro con il mare che brilla sotto. Sul Monte Porale, cercate i raggi di sole che filtrano tra i faggi. Ne vale la pena.

  • Mare di Giugno in Liguria: l’acqua è ancora fredda? Ecco le 5 spiagge “baciate dal sole”

    Mare di Giugno in Liguria: l’acqua è ancora fredda? Ecco le 5 spiagge “baciate dal sole”

    La domanda che ogni anno divide famiglie, distrugge amicizie e manda in crisi i turisti in partenza è sempre la stessa: “Ma l’acqua del mare in Liguria a giugno, è fredda?”.

    La risposta onesta (da ligure che ha fatto il bagno anche a marzo, ma non ve lo consiglia) è: dipende. Dipende da chi siete, da dove venite e soprattutto da che spiaggia scegliete.

    In questo articolo facciamo chiarezza una volta per tutte: vi dico la temperatura reale dell’acqua a giugno, vi spiego perché i liguri la trovano “gelida” mentre i turisti del nord Europa la adorano, e vi svelo 5 spiagge baciate dal sole dove l’acqua è più calda che altrove (o almeno, sembra).

    Ma quanti gradi fa l’acqua in Liguria a giugno?

    Andiamo con i dati, senza ipocrisie.

    • Prima metà di giugno: l’acqua si attesta sui 18-20°C. Sì, è fresca. Non è il bagno caldo di agosto (che arriva a 25-26°C). Ma non è nemmeno il freezer.
    • Seconda metà di giugno: sale rapidamente, raggiungendo i 20-22°C, soprattutto nelle baie riparate e nelle zone sabbiose poco profonde.

    Chi la trova fredda? I liguri (abituati ad agosto) e i turisti del Centro-Sud Italia.
    Chi la trova perfetta? I tedeschi, gli svizzeri, gli olandesi e i turisti del Nord Europa, che a casa loro a giugno fanno il bagno a 14°C se va bene.

    Il consiglio spassionato: portatevi un k-way o un accappatoio per uscire dall’acqua. Il vento che si alza dopo il tramonto può rinfrescare parecchio. Ma il bagno si fa eccome.

    Il segreto delle spiagge “calde”: orientamento e fondale

    Non tutte le spiagge liguri sono uguali. Per trovare l’acqua meno fredda a giugno, dovete cercare due caratteristiche:

    1. Esposizione a Sud o Sud-Ovest: le spiagge che prendono sole dalla mattina alla sera riscaldano l’acqua molto più velocemente.
    2. Fondale basso e sabbioso: la sabbia scura trattiene il calore. L’acqua bassa (dove si cammina per metri prima di fare il largo) si scalda prima dell’acqua profonda.

    Ecco quindi la mia selezione personale delle 5 spiagge “baciate dal sole” dove a giugno l’acqua è (relativamente) calda e il bagno è piacevole.

    1. Baia del Silenzio (Sestri Levante) – La perla levante

    Perché funziona a giugno: È una baia stretta, protetta dai venti da due promontori, con un fondale sabbioso che degrada dolcemente. L’acqua è calma come una piscina e, già dalla prima settimana di giugno, raggiunge i 20-21°C.

    Attenzione: È piccolissima. A giugno è già piena ma non esagerata (agosto è un incubo). Arrivate al mattino presto (9:00) o nel tardo pomeriggio (17:00) per trovare un metro di asciugamano.

    Consiglio da locale: Mangiate una focaccia al formaggio da Manuelina in centro, poi fate il bagno. La combinazione è letale (per la dieta).

    2. Spiaggia di Levanto – L’alternativa intelligente alle Cinque Terre

    Perché funziona a giugno: Levanto è la spiaggia “buona” di chi non vuole la follia di Monterosso. È lunga, sabbiosa, esposta a Sud-Ovest. Il fondale è basso per almeno 50 metri, quindi l’acqua si scalda rapidamente. A fine giugno siamo tranquillamente sui 21-22°C.

    Vantaggio: C’è un grande parcheggio (a pagamento) vicino alla spiaggia e si arriva facilmente in treno. Da qui si può fare il bagno e poi prendere il traghetto o il treno per le Cinque Terre, senza lo stress di dormire lì.

    Nota per i surfisti: Le onde arrivano solo con libeccio, quindi a giugno mare generalmente piatto. Perfetto per famiglie.

    3. Baia dei Saraceni (Varazze) – Il segreto del savonese

    Perché funziona a giugno: Non è la spiaggia centrale di Varazze (che è più esposta ai venti), ma questa piccola baia subito dopo il porto, verso il promontorio. È riparata, con sabbia scura e fondale che sale subito. L’acqua è spesso 1-2 gradi più calda del resto della riviera.

    Per chi è adatta: A chi cerca un’atmosfera da “villaggio” senza i prezzi di Portofino. Ci sono stabilimenti attrezzati ma anche tratti di spiaggia libera.

    Bonus: La passeggiata sul lungomare di Varazze a giugno è piena di eventi e concertini serali. Molto sottovalutata.

    4. Spiaggia di Finale Ligure (Zona Puntabella) – Per chi non teme il fresco

    Perché è in lista: Finale Ligure è più aperta al vento, quindi l’acqua tende a essere un po’ più fresca (18-19°C a inizio giugno). Ma la metto in lista perché il sole batte tutto il giorno e la spiaggia è enorme. Se siete del tipo “mi butto e mi muovo”, è perfetta.

    Il trucco: Evitate la zona centrale (più frequentata dai surfisti per le onde). Andate verso la Puntabella, dove il fondale è basso e la sabbia è fine. Lì l’acqua si scalda di più.

    Per chi è: Per gli sportivi, chi vuole fare snorkeling (le acque sono limpide già a giugno) o chi combina mare con trekking sulle falesie.

    5. Spiaggia di Alassio (Centro) – Il classico che non delude

    Perché funziona a giugno: La spiaggia di Alassio è esposta a Sud, lunghissima e con fondale molto dolce. L’acqua a giugno è generalmente calma e pulita. La temperatura arriva tranquillamente a 20-21°C già a metà mese.

    Il valore aggiunto: Il Budello di Alassio (il centro pedonale) a giugno è vivo ma non soffocante. Potete fare il bagno la mattina, pranzare con un pesto, passeggiare nel pomeriggio e tornare in spiaggia per il tramonto.

    Nota d’obbligo: La spiaggia è quasi interamente in concessione ai bagni. La spiaggia libera esiste ma è piccola. Portate i soldi per l’ombrellone o prenotate online.

    E le altre? Cosa evitare a giugno per l’acqua fredda?

    Per onestà intellettuale, vi dico anche dove l’acqua a giugno è decisamente fresca (perché tanto qualcuno ci andrà comunque):

    • San Fruttuoso (Camogli): meravigliosa, ma è una baia profonda e ombreggiata dai monti fino a tarda mattina. L’acqua non supera i 18°C a giugno. Perfetta per un tuffo veloce, non per stare ore.
    • Le spiagge di Pietra Ligure e Borghetto Santo Spirito: molto ventose a giugno. L’acqua si raffredda per l’agitazione.
    • Le calette di Portofino: spettacolari ma spesso esposte a tramontana. Acqua cristallina ma freddina.

    In conclusione: vale la pena andare al mare in Liguria a giugno?

    Assolutamente sì. L’acqua non è quella del bagno caldo di agosto, ma è decisamente balneabile. E i vantaggi sono enormi:

    • Meno folla (relativamente, ma niente a che vedere con luglio-agosto).
    • Prezzi più bassi (gli stabilimenti balneari spesso hanno tariffe di “inizio stagione”).
    • Giornate lunghe (sole fino alle 21:00).
    • Niente afa assassina (l’umidità è sopportabile).

    Il mio consiglio da ligure: non state a guardare il termometro. Buttatevi. Dopo i primi trenta secondi di “ahia”, il corpo si abitua e scoprirete che fare il bagno a giugno ha un gusto speciale. È il mare dei locali, degli iniziati, di chi sa che l’estate vera comincia prima che arrivi la bolgia.

    E se qualcuno vi dice “ma è freddo”, rispondete come facciamo noi: “Non è freddo, è rinfrescante”.


    📌 Riassunto rapido per i frettolosi:

    SpiaggiaTemp. a fine giugnoEsposizioneIdeale per
    Baia del Silenzio (Sestri L.)21-22°CSudFamiglie, romanticherie
    Levanto21-22°CSud-OvestCinque Terre low cost
    Baia dei Saraceni (Varazze)21°CSudRelax, atmosfera locale
    Finale Ligure (Puntabella)19-20°CSudSportivi, surf (se c’è onda)
    Alassio20-21°CSudTurismo classico, comodità
  • Elicriso: il “profumo di Liguria” che a giugno si raccoglie (o si compra)

    Elicriso: il “profumo di Liguria” che a giugno si raccoglie (o si compra)

    C’è un odore che, per chi conosce bene la Liguria, vale più di mille cartoline. Non è il basilico (anche se quello è sacro), non è il sale marino, non è la focaccia appena sfornata. È un profumo caldo, intenso, quasi speziato, che ha note di curry, liquirizia, miele e tabacco mescolati insieme. È l’odore dell’elicriso.

    Se state passeggiando lungo un sentiero costiero tra maggio e luglio, e improvvisamente sentite nell’aria un aroma che non sapete descrivere ma che vi riporta immediatamente alla macchia mediterranea, ai muri a secco e al sole che picchia sulla pietra… quello è l’elicriso.

    In questo articolo vi racconto tutto sulla pianta che i liguri chiamano “semprevivo” o “perpetuino”, su come riconoscerla, quando raccoglierla (o dove comprarla), e perché il suo olio essenziale è considerato un tesoro dall’aromaterapia.


    Helios e Chrysos: il “sole d’oro” della macchia mediterranea

    Il nome scientifico è Helichrysum italicum, e già qui c’è una poesia: helios significa “sole” in greco, chrysos significa “oro”. I fiori dell’elicriso sono infatti dei piccoli bottoni giallo-dorato che sembrano catturare la luce del sole e tenerla prigioniera.

    La pianta è un piccolo arbusto perenne, alto circa 40 centimetri, con foglie strette e argentate ricoperte da una peluria grigia che la fa sembrare sempre un po’ impolverata. Cresce spontanea nei luoghi più impensabili: muri a secco, scogliere a picco sul mare, terreni aridi e pietrosi dove poche altre piante riuscirebbero a sopravvivere. Ed è proprio questa capacità di resistere alla siccità e al sole cocente che le è valso i nomi di “semprevivo” e “perpetuino”.

    La leggenda (ma è più una verità botanica) dice che i suoi fiori, una volta essiccati, mantengono il colore e la forma per anni senza appassire. Ecco perché nella cultura popolare l’elicriso è sempre stato associato all’idea di eternità, di buona sorte e di prosperità.

    E il profumo? È unico. Caldo e speziato, con quelle note che ricordano il curry, il miele e il fieno appena tagliato. Una volta imparato a riconoscerlo, lo ritroverete ovunque, e ogni volta vi sembrerà di essere tornati in Liguria.


    Quando e come si raccoglie (il momento giusto è adesso)

    Se volete cimentarvi nella raccolta, sappiate che giugno è il mese perfetto. Il periodo ideale va da giugno ad agosto, quando i capolini fioriti sono nel loro massimo splendore ma non ancora completamente maturi.

    Le regole d’oro per una raccolta sostenibile:

    1. Raccogliete solo le sommità fiorite, non strappate tutta la pianta. L’elicriso è resistente, ma se viene spennato senza criterio fatica a rigenerarsi.
    2. Meglio la mattina presto, quando la rugiada è ancora presente e la pianta è fresca.
    3. Non raccogliete mai piante in aree protette (parchi naturali, riserve) senza autorizzazione. L’elicriso è spontaneo ma va rispettato.
    4. Portate un cesto di vimini o una busta di carta, niente sacchetti di plastica (i fiori appassirebbero subito).

    Se invece preferite non sporcarvi le mani, o volete portare a casa un pezzo di Liguria senza infrangere alcuna legge, potete comprare prodotti a base di elicriso in erboristerie, mercatini locali e negozi di prodotti tipici. Cercateli soprattutto nei borghi dell’entroterra (Apricale, Dolceacqua, Badalucco, ma anche nelle erboristerie di Sanremo e Imperia).


    La “magia” dell’elicriso: perché i liguri lo amano da secoli

    L’elicriso non è solo una pianta profumata. È una piccola farmacia portatile che i contadini liguri conoscono da generazioni.

    Per la pelle (il suo uso maestro)

    Se c’è un campo in cui l’elicriso eccelle, è la cura della pelle. L’olio essenziale che si ricava dai suoi fiori è famoso per essere un potente cicatrizzante naturale, antinfiammatorio e rigenerante.

    Un vecchio medico della Garfagnana, il dottor Santini, osservò negli anni ’30 che gli agricoltori curavano le affezioni bronchiali del bestiame con infusi di elicriso. Ma la scoperta più importante fu un’altra: la pianta aveva un’azione potentissima anche sulle dermopatie, in particolare sulla psoriasi e sulle forme eczematose.

    Oggi l’olio essenziale di elicriso è molto ricercato in cosmetica per:

    • Ridurre l’aspetto di cicatrici e macchie cutanee
    • Lenire pelli irritate (ustioni, scottature, dermatiti)
    • Contrastare i segni dell’invecchiamento (rughe, perdita di tonicità)

    “L’elicriso è una vera panacea per la pelle, uno dei più potenti oli essenziali in commercio per la rigenerazione cutanea” – recita la descrizione di molti prodotti erboristici.

    Per la salute (quello che non tutti sanno)

    Ma non è solo pelle. Nella tradizione popolare l’elicriso veniva usato anche per:

    • Problemi respiratori: tosse, raffreddore, bronchiti (proprietà balsamiche)
    • Salute del fegato e digestione: considerato un depurativo naturale, utile per indigestioni occasionali
    • Dolori muscolari e articolari: contusioni, distorsioni, ematomi

    Insomma, una pianta completa. E pensare che cresce quasi gratis sui muri a secco della Riviera.


    Come si fa l’olio essenziale (e perché è così prezioso)

    L’olio essenziale di elicriso si ottiene per distillazione a vapore delle sommità fiorite. Il procedimento è quello classico: il vapore passa attraverso la pianta, rompe le cellule vegetali, libera gli oli essenziali, poi viene raffreddato e condensato. Alla fine, l’olio si separa dall’acqua.

    Perché costa così caro? Perché la resa è bassissima. Servono tantissimi fiori per ottenere pochi millilitri di olio essenziale puro. Ma la buona notizia è che, proprio per la sua potenza, bastano poche gocce per avere effetti significativi.

    Se volete provare a farlo in casa (versione “fai da te” più semplice, ma non è vero e proprio olio essenziale), potete preparare un oleolito:

    1. Raccogliete le sommità fiorite e lasciatele appassire per un giorno.
    2. Mettetele in un barattolo di vetro e copritele con olio vegetale (olio d’oliva, mandorle o jojoba).
    3. Lasciate in infusione al sole per circa un mese, agitando ogni tanto.
    4. Filtrate e conservate in un contenitore di vetro scuro.

    Non sarà concentrato come l’olio essenziale distillato, ma avrete un olio profumato e lenitivo, perfetto per massaggi o per la pelle secca.


    L’elicriso in cucina? Sì, esiste (e sorprende)

    Pochi lo sanno, ma l’elicriso si usa anche in gastronomia. Le sue note aromatiche, che ricordano il curry, lo rendono interessante per aromatizzare piatti di pesce, salse e formaggi freschi.

    In alcuni ristoranti liguri più creativi, l’elicriso viene usato per:

    • Insaporire l’olio d’oliva (bastano pochi fiori secchi in infusione)
    • Aromatizzare il sale marino (si macina con i fiori essiccati)
    • Profumare il miele (un miele all’elicriso è una delizia)
    • Condire il pesce alla griglia (un rametto di elicriso sulla brace sprigiona un aroma incredibile)

    Se volete sperimentare, prendete un rametto fresco, mettetelo su una piastra calda insieme a un filetto di branzino o orata, e sentirete che profumo.


    Dove comprare i prodotti all’elicriso in Liguria

    Se passate in Liguria a giugno, non lasciatevi sfuggire l’occasione di portare a casa un pezzo di questo profumo. Ecco dove cercare:

    ProdottoDove trovarloPrezzo indicativo
    Olio essenziale puroErboristerie, negozi bio€15-30 per 5 ml
    Oleolito (olio massaggio)Mercatini locali, spacci agricoli€10-20 per 50 ml
    Miele all’elicrisoApicoltori della zona (es. Val Nervia, Val Roja)€8-15 al vasetto
    Sale aromaticoProdotti tipici, sagre€5-10
    Mazzetti di fiori secchiMercati rionali, bancarelle artigiane€3-8

    Località consigliate per l’acquisto: Apricale, Dolceacqua, Badalucco (entroterra imperiese), ma anche le erboristerie del centro di Sanremo o Imperia. E non dimenticate i mercati rionali del sabato mattina, dove qualche anziano contadino vende ancora i suoi mazzetti di elicriso essiccato.


    Un consiglio da chi lo usa: come si applica

    Se comprate l’olio essenziale, ricordate che è molto concentrato.

    • Sulla pelle: diluitelo sempre con un olio vettore (cocco, mandorle, jojoba). Una goccia di elicriso per 5-10 gocce di olio vettore è un buon rapporto.
    • Non usatelo puro: potrebbe irritare la pelle (specialmente se sensibile).
    • Evitatelo in gravidanza e allattamento: non ci sono studi sufficienti, meglio precauzione.
    • Diffusione ambientale: 3-4 gocce nel diffusore per profumare la casa con quel caldo aroma mediterraneo.

    In conclusione: l’elicriso, un souvenir che profuma di Liguria

    Quando pensiamo ai souvenir liguri, pensiamo subito al pesto, alla focaccia, al vino bianco. Ma l’elicriso è un souvenir più sottile, più intimo. Non si mangia (anche se si potrebbe), si annusa. E il suo profumo ha il potere di riportarvi immediatamente su un sentiero che profuma di mare, con il sole che picchia e il vento che porta con sé mille anni di storia contadina.

    Se siete in Liguria a giugno, cercatelo. Lungo i sentieri, nei mercati, nelle erboristerie. Raccoglietelo (con rispetto), compratelo, regalatelo. E ogni volta che sentirete quell’odore caldo e speziato, sorriderete. Perché avrete con voi un pezzetto di sole ligure.

    Che profuma di curry, di miele, di mare. E di eternità.


    📌 Riassunto per chi va di fretta:

    CosaDettaglio
    Periodo raccoltaGiugno-agosto (giugno è il mese migliore)
    Parte usataSommità fiorite (i bottoni gialli)
    ProfumoCaldo, speziato, note di curry, miele, liquirizia
    Proprietà principaliCicatrizzante, antinfiammatorio, rigenerante cutaneo
    Dove comprareErboristerie, mercatini locali (Apricale, Dolceacqua, Imperia)
    PrecauzioniOlio essenziale sempre diluito; evitare in gravidanza