I Borghi Fantasma e del Mistero: Un itinerario insolito nell’entroterra ligure

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L’autunno è la stagione ideale per esplorare la Liguria più nascosta e suggestiva. Mentre le foglie cambiano colore e le nebbie iniziano ad avvolgere le vallate, l’entroterra ligure svela il suo volto più misterioso, fatto di borghi abbandonati, leggende antiche e storie di streghe e fantasmi. Un itinerario insolito, lontano dal turismo di massa, che vi porterà alla scoperta di due gioielli del mistero: le rovine affascinanti di Balestrino e i segreti di Triora, il celebre “paese delle streghe”.

Balestrino: il borgo fantasma incastonato sulla roccia

Arroccato su uno sperone roccioso nella provincia di Savona, Balestrino è l’emblema del borgo fantasma ligure . Qui il tempo si è fermato tra il 1962 e il 1963, quando una serie di movimenti sismici e frane resero gli edifici inabitabili, costringendo gli abitanti ad abbandonare le loro case e fondare il nuovo paese più a valle .

Oggi, l’antico borgo è un luogo di silenzio assoluto, dove la natura ha riconquistato ogni spazio: la vegetazione si arrampica sui muri delle case in rovina, l’orologio della chiesa è fermo e le strade acciottolate sono percorse solo dal vento . La visita è possibile solo dall’esterno, poiché l’accesso è interdetto per motivi di sicurezza , ma il percorso panoramico permette di ammirare da vicino lo spettacolo di questo paese sospeso nel tempo.

Il fantasma di Cavigiotto e il fascino del cinema

A rendere ancora più affascinante la storia di Balestrino, si aggiungono le leggende che circondano il borgo. La più famosa è quella del fantasma di Giuseppe Coscie, detto “Cavigiotto”, un paesano che, secondo la tradizione, riusciva a sfuggire alle angherie del marchese e aveva il potere di bere vino da bottiglie chiuse . Si dice che ancora oggi, specialmente nelle notti di luna piena, il suo spirito si aggiri tra le rovine .

Le rovine di Balestrino hanno anche attirato l’attenzione del mondo del cinema: il borgo è stato scelto come set per il film “Inkheart – La leggenda del cuore di inchiostro” (2008) con Brendan Fraser e Helen Mirren, e per la serie fantasy “Game of Kings” . Le sue strade deserte e le case diroccate sono state trasformate nell’immaginario villaggio di Capricorn, regalando una seconda vita cinematografica a questo luogo dimenticato .

Bussana Vecchia: il borgo fantasma rinato dall’arte

Prima di addentrarci nei misteri di Triora, vale la pena fare una tappa a Bussana Vecchia, un altro borgo fantasma con una storia unica. Distrutto dal terremoto del 23 febbraio 1887, che rase al suolo gran parte del paese e della chiesa di Sant’Egidio, fu dichiarato inabitabile e abbandonato . I sopravvissuti fondarono Bussana Nuova a valle, mentre l’antico borgo rimase per oltre mezzo secolo un cumulo di rovine invase dalla vegetazione .

A partire dagli anni Sessanta, pittori, scultori e ceramisti provenienti da tutta Europa scoprirono la forza suggestiva di questo luogo e decisero di stabilirvisi, restaurando gli edifici più solidi e creando atelier e laboratori . Oggi Bussana Vecchia è un’affascinante sintesi tra passato e presente: le rovine convivono con l’arte contemporanea, i vicoli stretti sono animati dalle botteghe degli artisti, e la chiesa di Sant’Egidio, senza tetto e con le pareti segnate dal terremoto, è diventata il simbolo di questa rinascita . Un luogo dove il borgo fantasma ha trovato una nuova identità, trasformandosi in un centro internazionale di creatività a cielo aperto.

Triora: il borgo delle streghe

Proseguendo verso l’interno, nell’entroterra di Imperia, si raggiunge Triora, un borgo medievale arroccato a quasi 800 metri di altitudine nella suggestiva Valle Argentina . Questo paese di poche centinaia di abitanti è tristemente famoso per essere stato teatro, tra il 1587 e il 1589, di uno dei processi per stregoneria più documentati d’Italia .

I processi alle streghe del 1587-1588

La storia è nota: in un periodo di gravi carestie e cattivi raccolti, la popolazione, alla disperata ricerca di un capro espiatorio, individuò nella stregoneria la causa dei propri mali . Il parlamento locale chiese l’intervento dell’Inquisizione e arrivarono a Triora due inquisitori inviati da Genova, Girolamo Del Pozzo e Giulio Scribani .

I processi coinvolsero una trentina di donne, alcune delle quali provenienti da famiglie benestanti del borgo . Questo dettaglio è importante perché distingue Triora da molti altri casi europei, dove le accusate erano quasi sempre donne povere ed emarginate. Qui, la caccia alle streghe si intrecciò con rivalità tra famiglie e questioni di potere interno al borgo . Secondo le fonti storiche, molte delle accusate morirono in carcere a causa delle torture e delle terribili condizioni di detenzione; altre furono incarcerate a Genova; non ci sono prove certe di esecuzioni sul rogo, ma la tradizione popolare le dà per scontate . La stessa Repubblica di Genova intervenne per frenare gli inquisitori, temendo che la situazione potesse destabilizzare un territorio di confine .

I luoghi del mistero da visitare

Oggi, Triora non nasconde questo passato oscuro, ma lo racconta e lo valorizza attraverso percorsi di memoria . I luoghi da non perdere per immergersi nell’atmosfera del borgo sono:

  • Museo Etnografico e della Stregoneria: ospitato in un palazzo del centro storico, raccoglie ricostruzioni degli ambienti dell’epoca, pannelli informativi sui processi e oggetti della vita contadina locale .
  • La Cabotina: un casolare in rovina poco fuori dal borgo, raggiungibile in una ventina di minuti a piedi. Secondo la tradizione, era il punto di ritrovo delle donne accusate di praticare i sabba . La sua posizione isolata e lo stato di abbandono hanno alimentato la leggenda per secoli, rendendo il luogo carico di un’atmosfera inquietante .
  • La “fontana delle streghe”: una fontana in pietra nella parte alta del borgo, il cui legame con i fatti del 1587 è più leggendario che storico, ma che contribuisce a creare l’atmosfera magica del paese .
  • La Chiesa di San Giovanni Battista: dove si svolgevano alcune delle funzioni religiose legate ai processi .
  • Le rovine del Castello di Triora (Forte di San Dalmazzo): dal punto più alto del borgo, si gode una vista spettacolare sulla Valle Argentina. Il castello, distrutto dai genovesi nel XVI secolo, è oggi un luogo suggestivo di rovine e memoria storica .

Oltre ai luoghi legati alla storia delle streghe, Triora offre anche la possibilità di assaporare la “cucina bianca”, la tradizione gastronomica dell’entroterra ligure. Da non perdere il celebre Pane di Triora, un pane rotondo e scuro, a lievitazione naturale e cotto nel forno a legna, famoso in tutta la Liguria . Da provare anche i sugéli, gnocchetti di pasta fresca conditi con il “brusso” (ricotta fermentata), e i cubeletti, piccoli dolcetti di pasta frolla ripieni di marmellata .

Un itinerario di suggestione tra storia e leggenda

Questo itinerario attraverso i borghi fantasma e misteriosi della Liguria è un’esperienza che unisce storia, leggenda, arte e paesaggi mozzafiato. È un viaggio per chi ama il turismo lento e la scoperta, per chi è incuriosito dai misteri del passato e dalla capacità dell’uomo di trasformare le rovine in bellezza. Un percorso che, partendo dal silenzio e dalle leggende di Balestrino, passando per la rinascita artistica di Bussana Vecchia, giunge fino alle atmosfere cariche di storia e magia di Triora, offrendo uno sguardo autentico e affascinante sulla Liguria più segreta.

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